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San Valentino: ristorante no grazie!

 

Bene, finalmente è ormai prossimo, per la vostra gioia oppure tristezza, il giorno di San Valentino! Single o fidanzati, sposati o conviventi, è impossibile ignorare questa ricorrenza dato che da settimane ormai le città di tutto il mondo sono infestate da annunci pubblicitari di ogni tipo ed ogni stile che ci ricordano di festeggiare questa stramaledetta-strabenedetta festa.

 

Premetto che questa è una ricorrenza che non mi ha mai fatto impazzire, anche perché per scambiarsi qualche parola di affetto non bisogna certo aspettare che arrivi San Valentino. Ripensando agli ultimi anni insieme alla mia compagna, mi rendo conto che sono state rare le volte in cui mi sia divertito, o per lo meno rilassato in compagnia della mia lei. Effettivamente, andare di volta in volta a cena fuori, in un qualche ristorante affollato del centro, con menu fisso (anzi, menu di San Valentino) salato quanto basta ed un mare di coppie che fanno a gara a chi si aggiudica l'ultimo tavolo disponibile, un pò mi ha rotto. Piuttosto, andare a fare un giro fuori città, prendere la macchina e passare un week end di intimità lontano da tutto e tutti, solo con la mia lei, è quello che fa al caso mio.

 

Io e la mia lei abbiamo dunque, di comune accordo, deciso di partire per una scampagnata fuori città, fortunatamente riuscendo ad evitare la bufera di neve che si è abbattuta su tutta l'Italia dall'inizio di Febbraio. Abbiamo cos ì deciso di passare un week end in un B&B a Calcata, in provincia di Viterbo. Situata a 200 metri sul livello del mare, questo paesino da meno di mille abitanti vive un periodo di vitalità artistica fin dagli anni '60. Infatti Calcata vecchia, essendo arroccata su un masso di tufo, fu svuotata negli anni '30 sotto l'ordine del governo attuale, il quale aveva paura che la base di tufo su cui si regge il paesino potesse crollare. A partire dagli anni '60, sull'onda hippy di quegli anni, artisti e vagabondi, italiani e non, iniziarono a ripopolare la città vecchia, abbandonata a se stessa per decenni, creando così una comunità vitale e attiva come poche al mondo, in cui artisti di ogni tipo hanno dato il proprio contributo al fine di fare di Calcata un posto unico in Italia e nel mondo.

 

Sfogliando l'album di foto (rigorosamente digitale) scattate durante il mio soggiorno a Calcata, muoio sempre più dalla voglia di scoprire altre località simili a questa. Calcata rappresenta un esempio vivido di come una comunità di persone possa trasformare un posto abbandonato a se in qualcosa di spettacolare e semplice nel contempo, colorato ed equilibrato, dove le automobili non sono ben accette e lasciano spazio a biciclette e passeggini. Di certo noi italiani dobbiamo capire una cosa: non bisogna per forza andare a caccia di un investimento immobiliare all'estero per stare bene, perché l'Italia è anche Calcata, è anche Craco in provincia di Matera e tutta quella serie di località che dobbiamo imparare a rispettare e rivalutare, vivendo in simbiosi con l'ambiente.  

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