Interrogazione di Rita bernardini sulla cooperativa psichiatrica per minori Lilium
Interrogazione a risposta scritta 4 – 17334 presentata da RITA BERNARDINI
martedì 7 agosto 2012, seduta n.678
BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. – Al Ministro della giustizia, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. –
Per sapere – premesso che:
recentemente, in data 30 luglio e 1° agosto 2012, sulla stampa sono emerse diverse segnalazioni aventi ad oggetto la cooperativa Lilium, un centro per la cura ed il ricovero dei minori con gravi disturbi psichiatrici con sede in via Verdi 18, S. Giovanni Teatino (Sambuceto), Chieti;
secondo quanto pubblicato in tale data da alcuni siti di notizie online trentini e abruzzesi (tra gli altri: TrentoToday, TrentinoLibero, ChietiToday, Abruzzo24ore) e sul quotidiano abruzzese Il Centro, i gestori e gli amministratori della comunità in oggetto sarebbero stati denunciati presso la procura di Chieti. In particolare si riferisce che: « Secondo la denuncia dell'avvocato le segnalazioni ricevute in merito alla circolazione di droghe e alcool nella comunità sono state purtroppo confermate da un ragazzo di Padova. Nella relazione del dottor Paolo Cioni si afferma che il ragazzo ha dei ricordi e dei vissuti estremamente negativi sulla comunità terapeutica di Chieti: In particolare riferisce che "circolavano droga e alcool. Gli educatori ci portavano a comprarla al Parco Florida, vicino a Pescara". In particolare cita un educatore [...] che sarebbe stato il referente di questo meccanismo » ;
negli stessi media, si riporta un'altra denuncia rivolta ai gestori e/o amministratori della cooperativa Lilium per avere questi ultimi omesso di denunciare una molestia sessuale praticata da un infermiere verso una ragazza minorenne ospite presso la comunità, come confermato da una nota in cui la comunità stessa afferma di « aver svolto repentinamente indagini interne, per appurare quello che realmente era accaduto, coinvolgendo anche i carabinieri e invitando la ragazza stessa a sporgere denuncia, cosa che, però, la minore si è rifiutata di fare » ;
i media riferiscono anche di altri abusi praticati all'interno della citata comunità. In particolare è stato riportato che: « La minore stessa e altri ospiti hanno scritto di ragazzi e ragazze legati ai letti e chiusi in stanza per ore, di una prassi secondo la quale nei primi tre mesi si vieta agli ospiti qualsiasi, contatto con l'esterno, di problemi di sicurezza con ragazzi che si scambiano gli psicofarmaci, di condizioni insopportabili che spingono i ragazzi a tentare la fuga e di droghe circolanti nella struttura » ;
in passato la comunità Lilium era già salita all'onore delle cronache. Ed invero: 1) già in data 12 aprile 2012, in un servizio del TGR Trentino Alto Adige di RAI 3, veniva riportata la vicenda della minore molestata sessualmente da un infermiere e trattenuta in comunità contro la sua volontà; 2) sul Messaggero Veneto del 4 luglio 2012 si riporta la notizia di un ragazzino di soli 13 anni legato al letto e picchiato dagli operatori; vicenda che attualmente vedrebbe sotto processo ben 33 operatori della cooperativa Cearpes (nel 2007 la cooperativa Lilium ha rilevato le attività della cooperativa Cearpes che era ubicata nelle stesse strutture e il direttore della cooperativa Lilium, Dominique Quattrocchi, era il presidente della cooperativa Cearpes); 3) sul quotidiano on – line PrimaDaNoi.it del 20 giugno 2009 veniva riportata la notizia di un ragazzino di 15 anni deceduto dopo sole 5 ore di permanenza nella comunità Lilium. In particolare il giornalista riferisce che: « secondo i genitori, il ragazzo non aveva mai avuto problemi cardiaci ed era in un buono stato di salute, fatto salve alcune patologie legate alla sua obesità (…). Quando i genitori hanno avuto modo di vedere il ragazzo senza vita hanno notato che gli erano stati rasati i capelli e che aveva dei lividi sul corpo. La Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica e l'autopsia » ;
nella seduta del 3 aprile 2012 della Commissione per l'infanzia e l'adolescenza (http://www.camera.it/470?stenog=/dati/legl6 /lavori/stenbic/36/2012/0403&pagina=s030& cancelletto; Preside nte7.3) i rappresentanti dell'Associazione Pronto soccorso Famiglie avevano portato all'attenzione della commissione alcune situazioni sopra illustrate relative alla cooperativa Lilium, ma alla prima firmataria del presente atto non risulta che siano state fatte ulteriori indagini serie sulla comunità per verificare e correggere le eventuali irregolarità in essa presenti – :
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra riportato e, in caso affermativo, quali siano le loro determinazioni al riguardo;
se intendano avviare in tempi brevissimi un'ispezione presso la cooperativa Lilium di S. Giovanni Teatino, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di verificare direttamente con gli adolescenti attualmente ospitati nella comunità l'eventuale presenza delle gravi irregolarità indicate in premessa;
se risultino quanti e quali finanziamenti statali la cooperativa Lilium abbia percepito negli ultimi cinque anni, per quali e quanti minori e per quali periodi di ospitalità;
se risultino indagini in corso riguardanti la cooperativa Lilium e, in caso affermativo, per quali ipotesi di reato;
se risultino indagini o procedimenti in corso riguardanti la cooperativa Cearpes e, in caso affermativo, per quali ipotesi di reato;
se risultino indagini o procedimenti in corso riguardanti operatori o dirigenti della cooperativa Cearpes e, in caso affermativo, se attualmente tali operatori o dirigenti lavorino nella o siano connessi in qualsiasi modo con la cooperativa Lilium;
se, più in generale, il Governo non ritenga di intervenire nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale al fine di approfondire ed elaborare le più opportune strategie di intervento a tutela dei minori. (4 – 17334)




DIFFIDA DA PARTE DELLA SOC.LILIUM ALL’AVV.F.MIRAGLIA-AL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI-PRONTO SOCCORSO FAMIGLIA ED ASSOCIAZIONE “EDUCHIAMOLI A CASA”. Si diffida chiunque a divulgare notizie false sulla Coop Lilium,considerando che i fatti raccontati in questi giorni sono frutto di una distorta rappresentazione della realtà da parte degli organi di stampa e di persone che le hanno impropriamente diffuse. Questo è confermato dall’archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Chieti del fatto divulgato. Per dovere di verità e sicuri del nostro lavoro, noi raccontiamo i fatti così come sono realmente accaduti.
La minore è stata inserita presso la nostra struttura dietro richiesta del Servizio di Neuropsichiatria del Comune di Trentoin conformità al decreto del Tribunale per i Minorenni di Trento del 05.07.11 (che decretava la sospensione della potestà genitoriale, nomina di un nomina di un tutore provvisorio e affidamento educativo – assistenziale al Servizio Sociale della minore).
La ragazza ha fatto ingresso volontariamentee non in forma coatta in comunità, accompagnata dai genitori, dalla tutrice e dai referenti del Servizio Inviante il giorno 20 dicembre 2011. Si sottolinea che i Referenti della Comunità durante l’incontro di conoscenza della minore avvenuto a Trento alcuni giorni prima dell’ingresso, avevano invitato la ragazza ad attendere a far ingresso in struttura, per trascorrer in famiglia le festività natalizie. La ragazza ha però insistito affinché l’ingresso in comunità avvenisse il prima possibile.Fin dall’inizio i genitori si sono dimostrati contrari e non disponibili alla condivisione del percorso terapeutico – riabilitativo della figlia.
Nei tre mesi di permanenza presso la nostra Comunità si è cercato di lavorare con la ragazza, includendo del suo progetto terapeutico anche i genitori, malgrado vi fosse una sospensione della potestà genitoriale stabilita dal Tribunale per i Minorenni di Trento. Tutto ciò perché si riteneva importante che i genitori aiutassero e sostenessero la figlia durante il percorso comunitario, al fine di creare una relazione più funzionale. I genitori avevano accettato di firmare le norme di ammissione alla comunità, in cui si impegnavano di far visita alla figlia una volta al mese.
La Comunità, nel corso dei mesi, ha fatto tutto ciò che professionalmente ed umanamente possibile, al fine di favorire i contatti tra la minore ed i genitori (anche aggiornandoli tempestivamente sui fatti che accadevano, anche da un punto di vista clinico), in quanto la minore dimostrava di soffrire molto le mancate visite da parte dei familiari, che non sono mai avvenute del corso dei primi tre mesi d’inserimento comunitario.
La minore cercava in diversi modi di attirare l’attenzione dei genitori, i quali peraltro non venivano presso la Comunità e anziché collaborare con quest’ultima nell’interesse della minore medesima, sottoponevano gli operatori della Struttura a telefonate cariche di offese, insulti e denigrazione riguardo l’operato della Comunità.
Inizialmente malgrado le interferenze negative dei genitori, manifestamente contrari alla realizzazione del percorso terapeutico programmato per la minore, quest’ultima si è impegnata in tutte le attività proposte dalla Comunità ma, con il tempo ha progressivamente disinvestito in tutte le attività preposte nel suo progetto comunitario, comprese quelle terapeutiche.
La ragazza svolgeva oltre le attività interne alla comunità quali: musicoterapia, danza terapia, arte terapia, teatro terapia, e corsi professionali, “arti bianche” (tenuto da un pizzaiolo professionista), e un corso professionale di parrucchiera (attività da lei scelta a cui partecipava con entusiasmo).
I genitori anziché cercare di far comprendere alla figlia i motivi per cui fosse stata inserita in Comunità, hanno dimostrato con il loro comportamento la volontà di mettere la ragazza contro la Comunità stessa, istigandola alla fuga, manipolando e strumentalizzando i fatti che accadevano.
Gli stessi genitori hanno anche strumentalizzato l’episodio in cui la minore aveva accusato l’infermiere della Comunità di averla molestata (analoga accusa rivolta in passato dalla minore nei confronti di altro soggetto, risulta essere stata successivamente ritratta dalla minore stessa). I genitori hanno utilizzato quanto asserito dalla figlia, per denigrare la struttura, affermando che questa non avrebbe fatto nulla per tutelare la figlia e mettendo la ragazza contro la Comunità, dicendole che questa non le credeva e che veniva ritenuta una “pazza”. La Comunità ha spiegato sia alla minore che ai genitori, di aver svolto repentinamente indagini interne, per appurare quello che realmente era accaduto, coinvolgendo anche i carabinieri e invitando la ragazza stessa a sporgere denuncia, cosa che, però, la minore si è rifiutata di fare. Le indagini svolte al l’interno della Comunità hanno comunque rivelato la completa estraneità dell’infermiere al fatto di cui veniva accusato.
Tutto ciò è dimostrato sia dai diari e programmazioni giornaliere che dalle varie testimonianze degli operatori della Comunità, depositate presso la Caserma dei Carabinieri di Sambuceto (CH), assunte a seguito dell’esposto presentato dalla Comunità stessa.
In base a tutte le circostanze sopra riferite ed a fronte dell’impossibilità di stabilire un’alleanza terapeutica tra comunità e la famiglia, condizione necessaria per proseguire il percorso terapeutico della minore tenuto conto anche che a breve, la ragazza avrebbe raggiunto la maggiore età, si palesava una obiettiva riduzione della prospettiva di un intervento in uno spazio temporale adeguato. La comunità aveva bisogno di un’alleanza parentale molto forte per proseguire ne la realizzazione del progetto terapeutico pianificato per minore e, non avendola trovata ha maturato la decisione di dimettere la minore.
Appare dunque sconcertante il fatto che le personalità delle istituzioni e degli organi di informazione non abbiano verificato i fatti, dando voce anzi amplificando delle false illazioni contro la comunità, senza dare a quest’ultima il diritto di contraddittorio e di replica. Ciò che maggiormente rammarica è che a pagare le conseguenze di simile falsa ed ingiusta accusanei confronti della Comunità, sarà soprattutto la minore che non ha avuto da parte dei suoi genitori il sostegno necessario per intraprendere un percorso di presa coscienza e riabilitazione delle proprie problematiche psicopatologiche, esponendola anche ad eventuali gravi conseguenze per il futuro.
La Comunità al fine di tutelare la propria reputazione, il proprio prestigio, il proprio decoro e la propria immagine, beni questi ingiustamente e gravemente lesi dalle false accuse ed illazioni riportate ed amplificate negli organi di stampa, da cui sono scaturite altrettanto ingiustificate ed offensive iniziative a vari livelli istituzionali e sociale, ha già avviato i passi necessari per adire giudizialmente, nelle competenti sedi, anche di carattere risarcitorio, nei confronti dei responsabili e/o corresponsabili delle lesioni e/o violazioni di detti beni, costituenti patrimoni intangibile della Comunità.
Presidente Soc. Coop LILIUM
SECONDA DIFFIDA DA PARTE DELLA SOC.LILIUM ALL’AVV.F.MIRAGLIA FRANCESCO-AL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI-PRONTO SOCCORSO FAMIGLIA ED ASSOCIAZIONE “EDUCHIAMOLI A CASA”.
Nella mia qualità di Presidente e legale rappresentante della Lilium Società Cooperativa a r.1. Onlus, con sede in san Giovanni Teatino (CH) Contrada Sambuceto, Via Verdi n. 18, formulo con la presente espresso invito e diffida ad astenervi per l’avvenire dal pubblicare notizie e riferimenti, concernenti la predetta Lilium, privi del necessario preventivo rigoroso controllo e verifica circa la loro fondatezza ed attendibilità, nonché del necessario contraddittorio con la rappresentanza della Lilium stessa, e tali da causare conseguentemente ingiustificata gravissima ed irreparabile lesione dell’immagine, della reputazione, del prestigio e del decoro della Lilium.
Nella precisata mia qualità formulo altresì espresso invito e diffida a voler provvedere all’immediata rettifica di notizie e riferimenti alla Lilium, già pubblicati, con titoli, tenore e contenuto gratuitamente ed ingiustamente diffamatori, e finanche calunniosi.
Si fa riferimento in particolare agli articoli concernenti pretesi “abusi e droga nella comunità”, “nella comunità circolavano droga ed alcool”, “droga alcool e abusi sessuali in comunità: la Lilium denunciata”, “droga e abusi su minori nel centro Lilium”, e ad analoghi articoli similari, comparsi sulle testate giornalistiche online: “ChietiToday”, “Abruzzo24ore.tv”, “PrimaDanoi.it”, “il-Cittadino” ed altre, nonché in vari Blog.
Detti articoli non appaiono rispettosi, ad avviso dello scrivente dei limiti all’esercizio del diritto di cronaca, costituiti dalla verità o veridicità delle notizie e della obiettività e continenza dell’esposizione narrativa, evidenziando una rimarchevole carenza nella preventiva necessaria attività di vaglio e controllo delle notizie di che trattasi, comprovata dalla censurabile omissione di ogni e qualsivoglia interpello dei vertici della Lilium in ordine a tali notizie.
Si sarebbe in tal modo agevolmente appurato che per quel che concerne l’episodio relativo ad asseriti abusi sessuali che avrebbe subito all’interno della stessa Comunità Lilium una ragazza minorenne di Trento ad opera di un infermiere, la Procura della Repubblica di Chieti, in persona del P.M. titolare delle indagini Dott.ssa Ponziani, ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale, instaurato a seguito di denuncia da parte della madre di tale ragazza, archiviazione disposta dal competente GIP del Tribunale di Chieti.
Si sarebbe parimenti appurato che anche relativamente all’episodio concernente la morte di un ragazzo napoletano di 15 anni, avvenuta a poche ore dal suo ricovero nella comunità Lilium, nessun iniziativa è stata assunta nei confronti dei responsabili della Lilium dalla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, essendo stato riscontrato a seguito di autopsia che il decesso del predetto minore era stato causato da arresto cardiaco correlato imputabile a cause naturali.
Anche per ciò che riguarda le notizie e gli articoli inerenti a presunti episodi di acquisto e circolazione di droga ed alcool all’interno della comunità Lilium, asseritamente coinvolgenti giovani pazienti ed educatori della stessa Lilium, si esprime la convinzione che anche simili episodi siano frutto di una falsa e tendenziosa esposizione.
Si precisa in proposito che la Lilium, oltre a sottoporre il personale da assumere alle proprie dipendenze in qualità di educatori, infermieri ed operatori a preventivi test psicoattitudinali eseguiti dall’Ufficio A.LA.S.U. diretto dal noto psichiatra e criminologo Prof. Francesco Bruno, fà effettuare sistematici controlli a sorpresa sia sul personale dipendente sia sui pazienti ricoverati in comunità al fine di verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
Si vuoI dire in altri termini che la Lilium ha assunto ed assume tutte le iniziative atte a prevenire ed evitare il verificarsi di fenomeni del genere di quelli oggetto di esposto da parte dell’ Avv. Francesco Miraglia, avendo estrema cura e manifestando il massimo scrupolo per tutto ciò che attiene alla tutela dell’incolumità e della salute dei pazienti ricoverati nella comunità dalla stessa gestita, nella consapevolezza delle gravi e/o gravissime problematiche di tali pazienti sono portatori.
Nei sensi e nei termini innanzi precisati, si invitano e diffidano pertanto gli organi di stampa interessati a pubblicare con la massima urgenza le conseguenti rettifiche relative ai cennati articoli.
Salvo e riservato ogni diritto, ragione ed azione spettante alla Liliurn, anche per il ristoro dei gravissimi e forse irreparabili danni e pregiudizi ingiustamente subiti e subendi a seguito della pubblicazione e propalazione delle notizie sopra richiamate.
Il Presidente
Vittorio Lupinetti
Alla Cortese Attenzione
Associazione di Associazioni Nazionali a Tutela dei Minori (ADIANTUM)
Via Trionfale n°5697
Roma
Alla Cortese Attenzione del
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – ONLUS
Via Valtellina, n°64
Cap. 20159 Milano
Alla Cortese Attenzione
Studio Legale Associato Miraglia
Via Rainusso Elia, n°100
Cap. 41100 Modena
Alla Cortese Attenzione
Onorevole Rita Bernardini
Camera Dei Deputati – Palazzo Montecitorio
Piazza Montecitorio
Cap. 00186 Roma
Questo appello è rivolto ai Giornalisti, alle Associazioni e tutti coloro che , in questo periodo si sono occupati della Cooperativa “LILUM” e che , hanno formulato denunce,
doglianze e lagnanze o che più semplicemente hanno avanzato dubbi, sospetti e perplessità relative al nostro operato, senza però mai interpellarci o chiedere semplicemente spiegazioni.
La Cooperativa “LILIUM” esprime tutto il suo rammarico nell’essere stata costretta ad utilizzare una Diffida , per poter salvaguardare il proprio lavoro e la propria immagine.
Ciò non ci impedisce però di cercare con voi un dialogo che, sia più aperto, chiaro e forse più disteso. Di rendere più veritieri i fatti e inquadrarli in un ottica precisa e meno faziosa .
Vi invitiamo quindi, a contattarci in qualsiasi modo riteniate opportuno per conoscere da vicino la realtà del nostro lavoro, il nostro progetto di riabilitazione e i professionisti che lo portano avanti. Vi invitiamo a visitare la nostra struttura e le nostre comunità per avere una visione completa della realtà che vivono giornalmente i nostri ospiti, le attività che svolgono al loro interno e , dei cambiamenti che riescono ad esprimere, se pure con tanta difficoltà. Inoltre ci permetterà di chiarire la situazione creatasi senza ulteriori coinvolgimenti di altre istituzioni, sicuri della vostra sensibilità nell’impegno per la difesa dei minori che, non ricerca solo il mostro da mettere in prima pagina. Pensiamo che il dialogo possa creare le condizioni per rimuovere le ombre sugli accaduti.
Speriamo vivamente che la misura adottata non precluda quel rapporto che auspichiamo e che solo la conoscenza della realtà può rendere sereno e obbiettivo.
San Giovanni Teatino, lì 14/08/012
Presidente Soc. Coop LILIUM
Vittorio Lupinetti