E’ la Spagna …. o l’Argentina?
.. quello che accade in Spagna i media qui non ce lo dicono, se non quando devono dipingere i "soliti" indignati violenti che si scontrano con la polizia: in pratica usano quelle immagini per spaventare qui i benpensanti sventolandogli davanti il "drappo rosso" dell'indignado nostrano, magari blackblock e anarco-insurrezionalista ( i notav che sono sempre dipinti come tali.. mentre in realtà son altro .. ben altro) …. ma qui esiste un problema: mentre in Grecia la protesta esplodeva fra i ceti emarginati dando vita a violenze fortissime che però hanno avuto la sola conseguenza di dividere la società greca in mille rivoli che hanno permesso ai soliti noti di mantenere il potere e continuare a consentire il sacco del paese; nel paese latino, invece, la situazione é ben diversa: perché, oltre ai minatori e ai vigili del fuoco e altre categorie sociali e lavorative, c'é un vivissimo movimento di protesta sociale che non fa della violenza una fine ma uno strumento ultimo perché nelle manifestazioni non sono certo i manifestanti a menare le mani per primi: e questo é un ottimo viatico per farsi spazio nella società; e, sempre a differenza della Grecia, in Spagna a farsi sentire sono … le forze armate che "si associano alla protesta contro "lo smantellamento dei diritti che non avremmo mai dovuto perdere". E' quanto si legge in una nota dell'Associazione di categoria I militari, in quanto statali, sono colpiti dalla manovra del governo Rajoy che prevede l'eliminazione della tredicesima e la riduzione delle ferie. Il comunicato critica il governo, "a corto di idee" e sottolinea: "la nostra capacità di sopportazione ha un limite (e fossi nel Rajoy li ascolterei)" e per tacere della polizia (come a dire "non contate su di noi" per reprimere le proteste): pure loro non sono stati in silenzio… in pratica é una situazione "argentina" che si sta profilando nel paese spagnolo…. le proteste montano e il governo non sa che pesci pigliare essendo stretto fra i "doveri" verso banche ed europa e la crescente povertà dei suoi cittadini; d'altronde i numeri anche lì parlano chiaro: il 44% dei giovani pensa di andarsene o se ne sta andando (un fenomeno che si sta profilando é quello del "traversare il mediterraneo per andare nei paesi del maghreb arabo a cercare lavoro", quando si parla di IRONIA DELLA STORIA); gli sfrattati aumentano a dismisura (a maggio il 9%); le sofferenze per morosità bancaria volano (8.95%); la disoccupazione giovanile é al un giovane su due…. un quadro argentino appunto. Mancano solo le proteste con le pentole e i morti e feriti come nel paese latinoamericano e la similitudine poi é quasi perfetta. Che la Spagna diventi l'epicentro di uno tsunami sociale che travolgerà l'intera UE? Non lo so… però di certo la saldatura sociale fra indignados e lavoratori, pubblici e privati, per il potere finanziario (per sua natura elitario e allergico alle società democratiche sottostanti) e quello politico, suo alleato, non é certo una buona notizia: perché un popolo che sente il morso della crisi sulla propria pelle lo puoi abbindolare per un pò.. ma prima o poi si sveglia e quando ciò accade niente lo può fermare: questo gli abitanti della penisola a est della Spagna, notoriamente chiamata Italia, l'hanno dimenticato il giorno dopo il 1/1/1948: ci penseranno Monti e co a rinverdirgli la memoria?


