Certo, la città è in ginocchio, e non sarà certo una “Nottebianca” a farla rialzare. Ma sperare che da quasta “notte” Napoli possa ricominciare ad essere una città “normale”, è cosa lecita e finanche obbligatoria.
Del resto, tentare non costa nulla, no?
Ed in questo momento per Napoli sarebbe già tanto. Ma attenzione: i nemici non mancano. Il primo è il caos. Nutro pesanti perplessità circa il piano-traffico predisposto dall’amministrazione cittadina. Dicono che i mezzi pubblici sono mobilitati, ma Cumana e Circumflegrea, hanno ridotto le fermate, così come la linea 1 della Metropolitana. Non solo. La concentrazione e successione di vari eventi nella zona fra Piazza Matteotti e Piazza del Plebiscito, possono alimentare un inquietante ztunami umano. Stesso discorso per la zona fra Piazza Carlo III e Porta Capuana. Incrociamo le dita e che il buon Dio, con l’inevitabile ausilio di San Gennaro, ce la mandi buona.
La variabile più imprevedibile poi, sono, e mi costa dolore affermarlo, i napoletani. Violenza, volgarità, inciviltà, non sono svaniti per magia e potrebbero cogliere le particolari condizioni di favore per far gran danni. Magari un piano straordinario per la sicurezza, avrebbe potuto scongiurare qualsiasi timore, ma a quanto ne so, ciò non è stato fatto. In ogni caso musica, arte, teatro, chiese, musei e negozi aperti, il fiume umano che si riverserà per le strade, renderanno la città viva, donandogli un volto diverso, segnando uno spartiacque con quel luogo di violenza, disagio e sofferenza che Napoli è diventata.
Ma non dovrebbe essere solo questo.
Bisognerebbe trovare il tempo per entrare in una Chiesa, visto che il cardinale Sepe le terrà aperte. Riuscire a riflettere sul fatto che se “Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ‘n’mporta…”, è anche colpa nostra. Magari, a pensarci bene, dovrebbe essere questo il vero senso di questa notte.
Anche perché domani, purtroppo, tornerà il “giorno”. E se chi ci amministra continuerà a non far nulla per eliminare degrado e degenerazioni, tutto sarà peggio di prima. Una volta era il giorno che si contrapponeva alla notte, ora siamo costretti a sperare che la notte ci restituisca il “giorno”
Commenti
domenica 01 ottobre 2006, 12:37 by Paroleria
E' triste doverlo pensare, ma come si fa a non sospettare che questa festa sarà una pacchia per scippatori e simili?sabato 30 settembre 2006, 18:52 by Luca
L'accoppiata Rosa Russo Iervolino con il presidente della reagione è stata fino ad adesso devastante, la città è in ginocchio proprio come hai detto tu, allora mi auguroc he questa notte sia davvero bianca e non si colori di rosso così come ci ha abituato Napoli!
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