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Electric Road: da oggi i “pionieri della sostenibilità” sono ‘in pista’

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Consegnate stamani le auto elettriche ai vincitori del concorso di Hera: sei imolesi, tre donne e tre uomini, potranno utilizzarle gratis per tre mesi; 376 le domande pervenute. Attraverso un diario di bordo on line si potrà seguire la loro avventura

Sonia Sozzi, Daloris Rossi, Giorgio Colangeli, Giuseppe Torsiello, Nicoletta Tonelli, Sonia Brunelli; sono questi i sei vincitori imolesi del concorso Electric Road ideato e realizzato dal Gruppo Hera per  promuovere la mobilità elettrica.
Un sestetto perfettamente assortito che da oggi potrà, come recita lo slogan del progetto, ‘provare gratis la mobilità di domani’. I sei vincitori sono stati sorteggiati su 376 domande pervenute da clienti imolesi di Hera. La multiutility ha, infatti, voluto dare vita a questo concorso per avvicinare i propri clienti di Imola e Modena, dove gestisce la rete elettrica, al mondo della mobilità sostenibile.

Ciascuno dei neo ‘ecopiloti’ ha ricevuto stamani a Imola le chiavi di un’auto elettrica che potrà utilizzare in modo assolutamente gratuito per tre mesi. Oltre all’uso della vettura, infatti, avrà a disposizione una card che gli permetterà il rifornimento gratuito e illimitato nelle 10 colonnine di ricarica a disposizione in città, più altre 3 appositamente installate gratuitamente da Hera in altrettante case di ecopiloti.
Alla consegna delle seivetture sostenibili’ (di casa Renault, nei modelli Twizy, Zoe e Fluence Z.E.) erano presenti Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm, e Daniele Manca, Sindaco di Imola.

I piloti di Electric Road saranno su strada fino a metà giugno e in questi tre mesi i vincitori imolesi saranno affiancati e assistiti dallo staff di Hera, che racconterà l’evoluzione di Electric Road attraverso un diario di bordo ospitato sul sito internet del progetto, www.gruppohera.it/electricroad, sul quale saranno caricati i profili dei piloti e una serie di contenuti multimediali che trasformeranno ciascuna delle loro esperienze in una storia ‘all’avanguardia’. Tutti potranno seguirli da vicino per conoscere e avvicinarsi al mondo della mobilità elettrica.

“Electric Road è molto di più di un semplice concorso a premi – spiega Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm –. I vincitori formano un team di veri e propri pionieri, persone che assieme a noi raccolgano la sfida della mobilità elettrica e, per conto di tutti, proveranno veramente a misurarsi con essa, familiarizzando con la nostra rete di colonnine per la ricarica e aiutandoci a capire quali siano i punti su cui lavorare ancora per migliorare il servizio”.

"Sono lieto di poter consegnare le chiavi delle auto elettriche a sei imolesi – commenta Daniele Manca, Sindaco di Imola -. E' un'iniziativa interessante perché permette ai vincitori di sperimentare nel quotidiano le potenzialità di questo tipo di mobilità, applicata alle attività che ognuno svolge normalmente: il lavoro, la famiglia, le varie commissioni, il tempo libero. Potranno capire i pro e i contro di questa scelta, magari suggerendo soluzioni pratiche per superare qualche criticità. Mi piace pensare che i nostri sei concittadini, alla luce dell'esperienza fatta, possano diventare i migliori testimonial della mobilità elettrica".

Il Gruppo Hera è attivo da anni nella costante ricerca di soluzioni che consentano alla mobilità elettrica di diventare un’opzione concreta e praticabile. Nell’ambito del progetto “Mi muovo elettrico” – condotto dalla Regione Emilia-Romagna assieme a Hera, Iren ed Enel – la multiutility ha collaborato allo sviluppo di una rete di colonnine di ricarica basata sul principio dell’interoperabilità: grazie a una stessa tecnologia, chi è cliente abilitato e possiede un’auto elettrica può ricaricare presso qualunque gestore di riferimento. In questo contesto Hera Comm, società di vendita del Gruppo Hera, offre a tutti la possibilità di sottoscrivere l’offerta “Io guido elettrico” che, con un canone di 25 euro al mese, consente ricariche illimitate su tutto il territorio nazionale.
L’intero servizio si interfaccia con un portale web, L’Hera della mobilità elettrica (mobility.gruppohera.it), e con Hera Mobility, app gratuita per iPhone e iPad, due strumenti che permettono di conoscere in tempo reale collocazione e disponibilità delle colonnine di ricarica su tutto il territorio nazionale.


HERBERT STENCIL presenta il videoclip “Il mio buco nero”

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HERBERT STENCIL

presenta

il videoclip "Il mio buco nero"

guarda il video

https://www.youtube.com/watch?v=AQ7mv71sVog&feature=youtu.be

 

 

 

"Il mio buco nero" è il primo estratto dall'album d'esordio del cantautore sardo Herbert Stencil.

La canzone racconta la storia dell'ossessione per una donna con cui Stencil ha un rapporto focoso e passionale, inebriante e distruttivo, che poi lo fa riflettere a 360° sulla sua incapacità di essere compreso.

Nel video Herbert Stencil si svela nella sua intimità domestica: mangia i rifiuti, beve birra e gira mezzo nudo per casa, per poi uscire a fare un po' di sport sul lungomare di Cagliari e bere degli altri alcolici.

Al calar del sole, dopo una riflessione metafisica sulle sue perversioni, si reca in sala prove per un piccolo live con la sua band (i Debosciati) davanti ad un pubblico, come di consueto, di quasi sole donne.

Herbert Stencil – Il Mio Buco Nero

 

 


Orizzontenergia: Le instabilità geopolitiche mettono a rischio la sicurezza energetica dell’Italia?

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La sicurezza energetica è comunemente definita come la disponibilità di approvvigionamenti energetici stabili e a prezzi ragionevoli. La crisi Libica potrebbe compromettere la sicurezza nazionale? Ce ne parla Matteo Verda, Ricercatore dell'ISPI di Milano.

Intervista a Matteo Verda
PhD, ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Milano


Dott. Verda, a suo parere la crisi libica rischia di compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali?

No, non vedo un rischio rilevante. Il greggio libico rappresenta il 7% dei consumi italiani e può essere sostituito da altri produttori, a cominciare dall’Azerbaigian, che attraverso il terminale di Ceyhan esporta un greggio leggero simile a quello libico. Inoltre, bisogna ricordare che al posto del greggio è sempre possibile importare direttamente i prodotti petroliferi.

Per quanto riguarda il gas, nel 2014 le importazioni di gas libico attraverso il Greenstream sono state di 6,5 miliardi di metri cubi, pari al 12% del totale. Una quantità che può essere facilmente sostituita aumentando le importazioni dagli altri fornitori, in particolare dall’Algeria. La capacità di importazione italiana è infatti utilizzata a circa la metà del valore massimo teorico: il margine di sicurezza è ampio.

Peraltro, abbiamo già fatto a meno delle forniture libiche nel 2011 e da allora la situazione è cambiata in meglio, dal punto di vista della sicurezza. Paradossalmente, la crisi economica ci ha aiutati: i consumi di gas si sono ridotti del 21%, quelli petroliferi del 19%. Il risultato è che abbiamo bisogno di meno importazioni, ma l’offerta è rimasta abbondante.

Qualora i flussi di gas e greggio da Libia dovessero interrompersi, quali sarebbero le conseguenze per i consumatori?

Le conseguenze per i consumatori sarebbero molto poche. Probabilmente ci sarebbe un piccolo differenziale nei prezzi finali, dovuto a un possibile aumento dei costi per gli operatori qualora dovessero pagare un premio per approvvigionarsi altrove. Si tratterebbe in ogni caso di conseguenze molto limitate dal punto di vista del prezzo finale, dato che la materia prima conta per meno della metà sia per il gas sia per i prodotti petroliferi.

A rimetterci sono invece gli operatori maggiormente attivi in Libia, a cominciare da Eni. L’azienda è infatti il principale operatore estero in Libia e ha nel Paese uno dei suoi maggiori centri di investimento internazionali.

Come commenta le recenti dichiarazioni del Presidente di FederPetroli in merito alla situazione libica “tutti i giacimenti sia onshore che offshore riteniamo siano a rischio”?

Senza dubbio corrisponde al vero. La situazione sul campo in Libia è molto complessa, con numerose fazioni in lotta per il controllo del territorio e soprattutto della principale fonte di reddito, l’estrazione di idrocarburiOgni infrastruttura di produzione e trasporto è insieme un obiettivo di conquista e un bersaglio militare.

Le infrastrutture a terra sono quelle che corrono più rischi, perché più accessibili. Tuttavia, se i barconi dei clandestini possono raggiungere le acque italiane, è facile immaginare che le infrastrutture in acque libiche non siano fuori dalla portata di un eventuale attacco.

South Stream vs Turkish Stream: la decisione di Gazprom di aggirare l’Ucraina stravolgerà davvero gli equilibri del gas europeo?

Prima di tutto bisogna aspettare, per capire come evolverà la situazione sul terreno in Ucraina e per vedere quali infrastrutture saranno effettivamente realizzate. Gazprom sembra determinata a costruire un nuovo gasdotto verso la Turchia. A ben vedere, si tratta di una scelta ragionevole: si tratta dell’unico grande mercato in crescita a Ovest della Russia, col Turkish Stream Gazprom potrà mantenere il proprio ruolo di primo fornitore del Paese.

Per quanto riguarda invece il completo aggiramento dell’Ucraina, sarei cauto. Si tratta di un’opzione costosa, che richiede grandi investimenti sia da parte della Russia per portare il gas al confine greco, sia da parte dei clienti europei.

Inoltre, appare sempre più evidente che il governo di Kiev si sta avviando verso una crisi finanziaria molto più forte, che si risolverà solo con massicci prestiti occidentali. Un governo ucraino dipendente dall’Occidentale è però destinato a essere un partner più affidabile per il transito verso Occidente del gas russo. Gazprom potrebbe così aver meno bisogno che in passato di diversificare completamente i transiti e, quindi, decidere di non aver bisogno di tutte e quattro le linee da 16 Gmc ipotizzate per il Turkish Stream.

Dal punto di vista europeo, non credo che vedremo uno stravolgimento, ma una lenta evoluzione. Come peraltro avvenuto nei decenni passati, quando abbiamo visto posare, uno dopo l’altro, Yamal-Europe, Blue Stream e Nord Stream.

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L’apericena, la nuova moda nel Nord Italia

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Negli ultimi tempi si sta diffondendo, nel Nord Italia, una tendenza davvero molto interessante, una sorta di rivisitazione del classico aperitivo serale: l'apericena.

Non è affatto una novità il fatto che l'aperitivo sia assolutamente un'istituzione in Lombardia, in Veneto, ed in tutto il Nord Italia: in queste zone, infatti, è fortemente consueto che la gente si raduni in bar e locali alle prime ore della sera per sorseggiare un drink e per mangiare qualcosa, magari nonappena si è terminata la giornata lavorativa.

L'aperitivo è divenuto oramai un vero e proprio momento conviviale, una sorta di rituale, e da questo punto di vista c'è da sottolineare che ciò si verifica praticamente tutti i giorni, non soltanto durante il week-end.

L'aperitivo infatti, in genere, si tiene tra le 19 e le 21 di sera, dunque in un orario assolutamente conciliabile con qualsiasi esigenza personale, nonchè con esigenze lavorative.

Non è un caso, infatti, se l'aperitivo è considerato un'opportunità ottima per divertirsi subito dopo il lavoro, senza rientrare a casa prima di uscire.

Nell'aperitivo si usa consumare un drink di varie tipologie, che si tratti di una birra, un vino, un prosecco, oppure un cocktail di qualsiasi genere; non bisogna trascurare, peraltro, che molti clienti optano nei loro aperitivi per dei cocktail analcolici, come ad esempio quelli alla frutta.

Negli aperitivi classici si usano servire i classici stuzzichini, dunque ad esempio delle olive, dei panini e sfizierie di vario tipo, ma il concetto di "apericena", appunto, è profondamente differente dall'aperitivo classico.

In un'apericena, infatti, il locale serve ai propri clienti un buffet particolarmente ricco ed ampio, contenente primi piatti, secondi piatti, contorni e tante altre specialità ancora.

Questi pasti possono essere effettivamente paragonati ad una vera e propria cena, non solo per abbondanza delle portate, le quali sono preparate autonomamente dal cliente, ma anche per la qualità delle specialità proposte.

Di fatto, i locali che propongono delle apericene sono dei veri e propri ristoranti, a condizione che, ovviamente, quanto proposto alla clientela si riveli realmente di qualità.

Ma con che formula vengono proposte le apericene?

Nella grande maggioranza dei casi, un'apericena prevede un buffet da cui il cliente si può servire liberamente: in genere è richiesto, ad ogni cliente, il pagamento di una tariffa fissa che comprende l'accesso al buffet e la prima consumazione, ma non bisogna dimenticare che altri locali, come è il caso ad esempio di alcuni locali a Busto Arsizio, propongono dei buffet in modo completamente gratuito, riuscendo a costruirsi comunque un buon business tramite la vendita di alcolici e di drink.

L'apericena, allo stesso tempo, può essere un'ottima occasione per ascoltare della musica, rilassarsi, divertirsi in compagnia e trascorrere una bella serata senza necessariamente far tardi.

Il livello di gradimento dell'apericena, nel Nord Italia, è altissimo, ed il più tradizionale aperitivo sembra davvero che si sia rivisitando in questa moderna ed accattivante versione che unisce l'aperitivo alla cena.


Ecco il cast del Premio Internazionale Domenico Aliquò

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È tutto pronto per la quindicesima edizione del Premio Internazionale Domenico Aliquò, prestigiosa kermesse che in passato ha omaggiato personaggi del calibro di Giulio Andreotti, Massimo D'Alema e Anita Garibaldi e che si terrà sabato prossimo, 28 febbraio, a partire dalle ore 20.30 presso il Circolo Nautico di Reggio Calabria. “Anche per questa quindicesima edizione siamo riusciti a tenere alto il contenuto culturale del Premio, grazie alla presenza di illustri personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti di competenza per professionalità, impegno e promozione della dignità della persona umana, contribuendo a scrivere la storia dell’Italia"- racconta il Cavalier Filippo Aliquò, che aggiunge -"E' stato realizzato un lavoro certosino pur di rimanere in linea con la qualità che ha contraddistinto le passate edizioni. Chiaramente, il merito non è interamente e solo mio. E per questo, colgo l'occasione per ringraziare, dal più profondo del cuore, chi ha collaborato con me con entusiasmo e dedizione: i giornalisti Luigi Miliucci e Tommaso Martinelli, l’onorevole Mario Tassone (Presidente Onorario del Premio), il dottor Vincenzo Amodeo (Presidente del Comitato Tecnico Scientifico) e le professoresse Aurelia e Gisella Nania, artiste che da anni realizzano i premi. Senza il loro prezioso contributo non sarei riuscito a raggiungere questo nuovo e meraviglioso traguardo". Notevole, quest'anno, il cast dei premiati. Ad aggiudicarsi il "Premio Internazionale Domenico Aliquò" saranno: Maria Giovanna Elmi, primadonna del mondo dello spettacolo italiano; Marco Baldini, conduttore radiofonico e televisivo; Laura Bozzi, direttrice dei settimanali Vero e VeroTv; Daniele Urso, direttore dei settimanali Stop, Miracoli e del mensile Vero  Cucina; Lisa Marzoli, giornalista e conduttrice del programma di Rai2 "Cronache animali"; Sara Galimberti, cantante; Giovanni Cambareri, medico e Presidente di Circoscrizione del Lions Club; Claudio Ceccotti, Primario Neurochirurgo dell’Azienda Ospedaliere Pugliese – Ciaccio di Catanzaro; Domenico Cucinotta, Direttore dipartimento di Medicina clinica e sperimentale e componente del senato accademico dell’Università di Messina. Il Premio Internazionale “Il Bergamotto” andrà ad Antonino De Lorenzo, Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione – Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università di Roma “Tor Vergata”; Michele De Luca, scrittore e autore di un libro sul bergamotto; Antonino Manti, ideatore del rivoluzionario succo di frutta salutistico a base di mela e bergamotto; Franz Schweigkofler, industriale del Trentino che ha sposato al 100% l’idea di realizzare il nuovo succo a base di mela e bergamotto. Nella categoria “Professionisti d’Italia” saranno premiati: Raffaele Cerracchio, fotografo d’arte; Rossella Liguori, giornalista, Nilla Pappadopoli, direttore d'orchestra e Samanta Tosolini, manager. Il premio “Professionisti di Calabria” andrà a Vincenzo Cormaci, professionista nel campo delle telecomunicazioni. Infine ad Antonino Scaramozzino, primario pneumologo al Policlinico Madonna della Consolazione di Reggio Calabria e Presidente del Lions Club Reggio Sud Grecanica, andrà un riconoscimento per il suo "Alto impegno sociale". 

 

 


Pietro Colucci e Kinexia premiati per le attività promosse nel Regno Unito

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Il prestigioso riconoscimento ricevuto da Kinexia nell'ambito del progetto di internazionalizzazione promosso nel corso degli anni dal manager Pietro Colucci.

Pietro Colucci e il premio assegnato a Kinexia

Il 22 Gennaio 2015 Kinexia è stata premiata con il Green Economy Awards nel corso di un evento organizzato per conferire riconoscimenti ad eccellenze italiane protagoniste di importanti progetti di internazionalizzazione in territorio inglese. L'evento, organizzato dal Governo britannico, il Consolato Generale Britannico di Milano e UK Trade & Investment (l'Ente inglese per il commercio) si è tenuto all'interno della sede di Borsa Italiana, Palazzo Mezzanotte, nel cuore della città di Milano. L'azienda guidata da Pietro Colucci ha ricevuto l'ambito riconoscimento in seguito ad un'importante operazione effettuata all'interno del Regno Unito, uno dei principali Paesi per gli investimenti a livello globale, del valore di cinquanta milioni di Sterline destinati all'apertura di una nuova holding britannica nel settore delle energie rinnovabili.

L'esperienza di Pietro Colucci all'interno di Kinexia

Kinexia nasce con il nome di Schiapparelli 1824, inizialmente presente all'interno del settore farmaceutico e chimico industriale principalmente per la produzione di cosmetici, alimenti biologici e profumi. Nel corso degli anni '80 viene progressivamente abbandonato il settore farmaceutico, mantenendo gli altri sino al 2008, anno dell'ingresso in società di Pietro Colucci: il manager sin da subito si occupa di effettuare un'operazione di conversione, introducendola gradualmente all'interno del settore delle energie rinnovabili e modificandone la denominazione societaria in quella attuale, Kinexia S.p.a. Nel 2011 la società viene inserita all'interno della Holding internazionale Sostenya, anch'essa attiva nel settore delle energie rinnovabili e in quello ambientale. Il manager si rende protagonista anche di un'importante operazione di fusione inversa tra le due società.


Per maggiori informazioni relative al conseguimento del premio da parte di Kinexia, visita il 
blog ufficiale di Pietro Colucci.


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