segui LMN:     


P.A.S., e si suoi danni. Trascinare via un bambino é civiltà?

0 commenti

Non né psichiatra né psicologo (e non credo in queste discipline, so benissimo che nelle società contemporanee fenomeni come la frustrazione, l'individualizzazione estrema, l'alienazione ecc. spesso sono compresi e curati grazie a queste discipline .. ma ho pure notato che altrettanto spesso è la perdita della capacità di comunicare con l'altro da sé che li crea e a volte basta parlare per superarne qualcuno … e la rete, strano ma vero perché è il simbolo della solitudine visto che mette le pesone davanti a un pc a parlare con .. un pc di qualcun'altro lontano o un piano dello stesso condominio o dall'altra parte del mondo)  e per parlarne mi son documentato un pò..

Non vi mostrerò il filmato, non m'interessa questo tipo gossip guardone, ma però voglio dire la mia su cosa é alla base, pare, di quelle scene poco edificanti per un paese che si considera, a torto, "civile" e che ha firmato la convenzione dei diritti del fanciullo di New York del '91.

Stando al Fatto Quotidiano di ieri (pagina 2) causa che ha scatenato il ratto del ragazzo é dovuto a una perizia, confermata in appello, che ha decretato la cosiddetta "sindrome da alienazione genitoriale (PAS)" teorizzata da Gardner: uno psichiatra americano che la teorizzò, partendo dall'idea che in situazioni come quelle in argomento, il ragazzo va dato al genitore alienato perché spesso il genitore affidatario lo "programma" e quindi il soggetto va "resettato" (attenzione una simil idea l'applicò il dr. Ewen Cameron su pazienti con problemi attraverso alcune pratiche inumane quali l'elettroshock, la privazione sensoriale, forti dosi di calmanti, ecc. convinto com'era che in questo modo, ossia "resettando" l'individuo, un uomo nuovo poteva nascere e diventare pienamente membro della società ….. peccato che i danni che fece costui furno enormi, non ultimi l'applicazione di queste pratiche sperimentali anche su bambini delle comunità amerinde – senza il loro consenso – canadesi finanziate sia dal governo canadese che da quello usa che poi le hanno applicate come torture nel corso degli anni … fino ad ad arrivare a …. guantanamo) e riprogrammato……  e a me ciò fa orrore. Il teorizzatore di questa "idea" fu anche accusato di, presunta, contiguità con la pedofilia quando sostenne anche che i genitori pedofili non dovevano essere allontanati dai figli perché nel riconoscimento dello stesso come fatto ineludibile ("Come detto, tutti noi siamo perversi polimorfi da bambini e c'è un po' di pedofilia in ognuno di noi"): l'osservazione di Gardner riguardava il fatto che la pedofilia è sempre stata considerata la norma dalla stragrande maggioranza della gente in ogni epoca (da wikipedia).

Voi a uno, o a un suo seguace, così affidereste la decisione in una causa di divorzio di affido dei figli? Sapendo che finora non risulta che la PAS non é mai stata inserita nel "manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali", e che, quindi, non ha l'imprimatur della scienza ufficiale perché "non vi sono sufficienti prove scientifiche che ne giustifichino l'ammissione nel DSM"?

E se é vero che questa sindrome non ha nessun imprimatur ufficiale, perché da noi ci sono periti che la seguono e Tribunali che le danno credito emanando sentenze in base ad essa?

Non stiamo parlando di noccioline, ma di ragazzi quindi di persone che già subiscono un trauma dalla guerra fra genitori a causa del divorzio ne subiscono un secondo gravissimo perché si decide da affidarlo al genitore alienato …. magari prelevandolo a scuola con il supporto della forza pubblica?


Chi ha paura di Virginia …. oops Naomi?

0 commenti

No, non parlo di Virginia Woolf .. ma di un altra Virginia che si chiama Naomi, Naomi Wolf e del suo  Vagina. A new Biography che ….. fa discutere; fa discutere intellettuali, femministe, critici, lettori e lettrici, ma perché? Cha avrà mai scritto questa donna da far insorgere il fior fiore della materia grigia, a pagamento o meno. esistente sul pianeta e addirittura far rispolverare dal museo delle cere alcuni/e sagome del veteromaschilismo e del suo opposto ossia del veterofemminismo? La "Nostra" parla … della vagina, si proprio l'organo sessuale femminile e delle ricerche ultime fatte su di lei: niente, forse, a che vedere con i mitici "vagina dialogues" che ognuno che non consideri le donne solo "buone distese (salvo poi scoprire, anche in prima persona, in gioventù, che era la stessa cosa che pensavano dei maschi … strana simmetria) .. e mai in piedi perché il sangue non affluisce dove serve.." ha visto o letto o ascoltato o … fate voi. Ebbene qual'é il peccato originale del libro? Che "la rappresentazione dell'organo femminile fatta dall'autrice sia troppo meccanicistica e troppo basata sulla morfologia dell'organo". Attorno a quest'idea si sono scatenate polemiche e discussione, spesso annosissime (e forse anche un tantino noiose) che, a leggere l'articolo, mi ricordano tantissimo le discussione sul principio del Cristo e se "era proprietario o meno dei panni che portava addosso" così ben descritte ne "il nome della rosa" di Umberto Eco. Non me ne vogliano le varie femministe perché credo che un pò di luce la dove non sempre c'é aiuta a capire e a comprendere il "mistero" che tanto assilla il mondo intellettual-femministico e quello che lo avversa e, soprattutto, la luce non la getta … sull'organo in se ma proprio su un altro "mistero" … quello che ruota intorno alla cosiddetta teoria dei generi (o dei ruoli), ossia i ruoli maschili e femminili quindi "il prodotto dei processi interattivi di costruzione e interpretazione" e ancora ".. vengono associati la teoria dei ruoli (di genere) e l'approccio costruttivista"; roba veramente forte mi pare che in pratica significa l'evoluzione, o meno a seconda dei periodi storici, dei rapporti fra uomini e donne all'interno delle società, tutto qui. Ebbene su questa cosa negli anni '80 le femministe americane, e nemmeno tutte (vedi Eirca Jong in "paura di volare"), c'hanno costruito proprio l'idea di "genere" e tutto quello che ciò ha comportato nell'elaborazione degli anni successivi e che porta le loro epigoni a definire "essenzialista" l'Autrice del libro solo perché .. ha fatto il punto dello stato dell'arte in materia di … neuroscienze e loro applicazioni nel campo dell'orgasmo femminile: il peccato che avrebbe commesso é quello di "aver ricacciato il genere (..) nell'ambito del corpo femminile" visto che, sempre come si legge nell'articolo in questione, il pensiero femminista contemporaneo "crede", brutta parola, sia sempre, ovunque e comunque "socialmente costruito" ossia che "vale solo negli schemi mentali o nei comportamenti sociali": da queste basi nasce il, a mio parere, rivendicazionismo attuale di alcuni, peraltro marginali (perché nati per input esterni .. che so lettoni e boccacceschi particolari), gruppi di genere che fanno battaglie difensive e che arrivano a dire che "a prescinere non voteranno mai per un maschio"? Insomma questo libro mette a nudo, e per fortuna (sempre a mio parere), l'insostenibile leggerezza dell'attuale femminismo tutto basato sul rivendicazionismo separatista e primitivo facendogli cadere il "velo (…)" a volte ipocrita che nasconde di tutto di più: dall'arrivismo d'antan (e molto maschile) al "sindacalismo" corporativo fino a giungere all'apriorismo degli estremi che ha vita breve e tempestosa, ma soprattutto dannosa per le donne perché una volta smascherato mostra di non conoscere il proprio sé e, soprattutto, l'altro da sé: ideale, quindi, per una società liquida e hobbesian-liberista che "si compassionevolizza" quando accadono crimini efferati sulle donne ma poi un secondo dopo é già lì a rincorrere la successiva emergenza, o presunta tale, senza mai, mai, fermarsi a riflettere che non é, solo, una questione di generi ma di ….. ascolto (reciproco), rispetto reciproco (che dell'ascolto é la conseguenza) e di modelli sociali evoluti che nelle società "post" a prescindere mai si sentirebbero in dovere di analizzare quanta atomizzazione e anomia viene prodotta e non ne hanno nemmeno sentore … perché non comprendono che una società non é una somma di individui che stipulano un contratto sociale ma l'insieme di tanti piccoli insiemi che hanno un terreno comune e un retaggio altrettanto comune e solo la conoscenza può tenerli insieme, non lo scagliarsi contro l'altro a priori immaginando, tipico di tutti gli estremismi  che solo se governo io le cose andranno meglio ……… peccato che puntualmente la storia gli ha sempre, ma sempre, dato torto: leggetelo questo libro perché piaccia o meno questa farà ancora per anni discutere di sé e non solo nei circoli di quelli che, a pagamento o meno, credono di essere nati per pensare.


l’ultima evoluzione: l’homo eroticus, da non crederci….

0 commenti

C'eravamo appena abituati alla a-crazia liberista degli ultimi 20 anni che hanno visto affermarsi l'homo economicus che arriva …. l'homo eroticus, l'ultima frontiera dell'evoluzione. Tutto nasce da un saggio di M. Maffesoli che sta per pubblicare in italia in settembre che ne delinea i contorni e gli ambiti proponendo una sua lettura della tendenza. In realtà quello che accade, a mio parere, é una riscoperta del porno soft: si sa che la mancanza di idee é propria degli opinion maker e dei cool hunter e quindi, dovendosi guadagnare la pagnotta, vanno per disco ecc per trovare qualche idea che puntualmente hanno trovato e ricicciato per i consumatori. Il nostro autore ne ha delineato i contorni dandogli la dignità dell'ufficialità con una serie di argomenti del tutto seriosi e importanti (che vanno dalla religione alla globalizzazione) ma alla base c'è sempre la ricerca di un profitto in settori ancora non sfruttati appieno non foss'altro perché erano appannaggio di pochi; ma nella società liquida tutto fa brodo, si sa, e tutto fa trend purché aggreghi individui nei non luoghi soliti: ecco pronto un settore da scoprire per tutti, il porno soft, ed ecco che vi si catapultano tutti, tanto un sagista si trova sempre.. non é una posizione moralista la mia ma, dopo aver letto Barber e il suo saggio "consumati", non posso non vedere con occhi disincantati questi trend senza, quindi, il velo di ufficialità che gli si vorrebbe dare sulla valutazione che il voyeurismo e la morbosità sono tipici degli esseri umani e quindi, con la dovuta spintarella tutto diventa commerciabile e parte dell'orizzonte che abbiamo di fronte, un altra moda insomma … tanto:

  1. in media le coppie durano 2 anni;
  2. il separatismo fa generi e ceti é ormai un dato di fatto;
  3. la violenza, anche figlia del separatismo e delle frustraizone del non riconoscere l'altro da se, é in aumento e nulla e nessuno sembra abbia la minima volontà di combattere questi epifenomeni;
  4. il mondo del porno é sempre stato nell'ombra nascondendo al propri fenomeno poco edificanti … a dir poco e non mi sembra utile spingere, in mancanza di validi supporti, su questo ambito per fare profitti a scapito della società.

al di là di tutto, insomma, la cosa più intelligente da fare sarebbe fornire informazioni corrette prima di lanciare mode e trend che indeboliscono i legami sociali e rendono oggetto quel che invece dovrebbe soggetto di interazioni…… paritarie


.. la parte “oscura” del turismo sessuale: quello femminile…

0 commenti

Già, sta esplodendo anche questo fenomeno o meglio sale alla ribalta anche questo e non c'é da stare allegri: il turismo sessuale femminile é ormai una realtà, una fetta del mercato che in molti ormai prendono in considerazione seria (anche dal punto di vista del profitto) o come fenomeno da seguire. In realtà c'é sempre stato: anni fa, in un film, con protagonista Charlotte Rampling, se ne parlò ma ufficialmente era ancora ritenuto un fatto "isolato alla tardone" .. poi ci furono un paio di articoloni dei settimanali (la meta allora era soprattutto la Giamaica) oggi no: forse i costumi maggiormente più liberi, si fa per dire, o forse una minore considerazione del sé (chissà) o semplicemente una "rivalsa" nei confronti del maschio (nazionale, cui si imputa a volte di essere .. troppo poco "rock" o del luogo dove si va cui si chiede quelle prestazioni particolari che altrove non ci sono) o la caccia pura e semplice, in una emulazione del malcostume imperante le porta in paesi esotici (e non) a caccia di sesso: e come in ogni mercato, quello del sesso non é diverso, dove c'é domanda … c'é anche offerta; chi sono? Soprattutto, single e neodivorziate, e in parte sposate: l'età si é abbassata e di molto; le mete? Kenya, Capo Verde, Santo Domingo, Gambia, Senegal, Marocco, oltre a Cuba e, naturalmente, Giamaica (e qualche coraggiosa, anche i paesi arabi). Una cosa però le divide dagli uomini: i secondi vanno soprattutto a caccia di sesso e prostituzione, le donne no … o lameno non solo: cercano anche quelle "sensazioni" che nei loro paesi non trovano più, ivi compreso l'amore, o l'emulazione, in senso sessuale, di esso. Sia chiaro che ciò non assolve né giustifica lo sfruttamento della prostituzione (minorile e non) e dello sfruttamento degli indigeni; né assolve né giustifica il marcio che tutto ciò provoca .. però fa perdere la superiorità, presunta, morale che in tante presumevano di avere nei confronti dei maschi: noi non lo facciamo e voi siete… ecc. ecc. Se si va a guardare da vicino, nonostante il forte richiamo al riconoscimento delle condizioni di parità, il ruolo che si viene ad assumere in questo caso denota, al ribasso, il raggiungimento di una parità proprio nell'essere … predatori: se ne cerca, quindi, l'espressione virtuale. Le persone (uomini o donne prendiamone atto) che da un lato si scandalizzano per una pruderie nostrana poi ….. le ritroviamo a Cuba a "cacciare" prede umane dell'altro sesso (se etero) o dello stesso (se omo o lesbiche), "pagando" per giunta….. e questo per quanto riguarda le vacanze; che dire invece della prostituzione "nostrana" maschile che tutti i giorni la troviamo in rete? Nessuno ne parla, ma c'é eccome se c'é ed é anch'essa fiorente e in crescita: nessun problema morale come per quella femminile o c'entra qualcosa quel machismo al femminile che tanto di moda oggi é? Secondo la End Child Prostitution Pornography And Trafficking, infatti, le turiste sessuali vanno alla ricerca di sesso nei paesi del Sud del Mondo ma conservano, in cuor loro, la speranza di tornare a casa con l'uomo della loro vita, connotando così la loro vacanza di tratti romantici che sono puramente IPOCRITI…ome altrimenti definire il cosiddetto "toyboy" che ha fatto trend alcuni anni fa? Non faccio polemiche sia chiaro però comincio ad essere stufo del femminismo di genere che esalta solo le qualità e nasconde sotto il tappeto questo lato oscuro triste e squallido esattamente come il turismo sessuale maschile che, io condanno fermamente sia chiaro, é sempre alla luce della ribalta…. non é questa immaturità che aiuta l'affermazione del sé femminile: perché alcune, nella ricerca (forse) di un qualcosa non fanno altro che emulare e giustificare proprio quello peggiore …. quello della caccia e della predazione di un altro essere umano (consenziente o meno da questo punto di vista non conta).


e sempre a proposito degli indigeni..

0 commenti

Questi safari "umani" sono cose orribili e realmente sembra quasi che si voglia che, come sta accadendo a noi "civilizzati", si voglia che anche questi popoli debbano perdere le loro tradizioni e cultura: come ho sostenuto, in risposta a un commento di maresogno, forse questo essere in "sintonia" con la natura sembra quasi che ci desse fastidio e solo se perdono la loro orginalità e assumono i nostri, cosiddetti, valori li sentiamo e li riconosciamo come appartenenti al nostro consesso: ma siamo sicuri che sono proprio loro a dover essere aiutati? O forse non siamo noi a ricevere aiuto? E' chiaro queste considerazioni non vogliono assolutamente significare che da domani tutti dobbiamo correre nudi per campi con ghirlande in testa e flauti suonati da da pan….. in molti casi, come il mio, sarebbe non proprio un piacevole spettacolino, anzi decisamente lo sconsiglierei. Ma potrebbe invece significare, e in questo sono d'accordo con Massimo Fini primitivista ante litteram, che dobbiamo essere noi a riscoprire le nostre radici: in una parola dobbiamo essere noi a riscoprirle e non loro ad elevarsi, si fa per dire perché ho moltissimi dubbi che si tratti di una evoluzione da parte loro, verso di noi. I nostri figli sempre più spesso non giocano all'aperto, come magari noi da piccini, ma in posti a loro riservati (se non in casa) dove sono preservati da eventuali rischi e ferite: cosa giusta se non fosse che l'altro lato della medaglia é il non sempre positivo aspetto che così sviluppano troppo il senso gerarchico (e non equalitario come i loro coetanei che non lo fanno nei suddetti posti) e, altro aspetto non meno importante, perdono la capacità del "meravigliarsi" di fronte ai fenomeni e agli esseri che ne fanno parte; meravigliarsi che stimola anche fantasia e storie che contribuiscono non poco alla loro formazione; non é un caso che sempre più spesso i nostri figli sviluppano sindromi come l'ADHD che ne turbano la crescita e tanto spaventano genitori, prof e ingrassano, in termini economici e non solo, big pharma e strizzacervelli entrambi pronti non ad indagare cosa la causa ma a curarne i sintomi ….. ecco perché, visto che un pò alla volta sembra che qualcosa inizi a muoversi nei paesi avanzati (non da noi perché qui.. vabbè lasciamo stare lo sappiamo, no?), si dovrebbe riscoprire proprio quei valori naturali persi che invece quegli indigeni hanno… forse una parte dello squilibrio potrebbe anche sparire, che ne dite?
Sentivo, dopo il post di ieri, di dover aggiungere qualcosa e, pur essendo il mio campo di indagine, cmpletare quello di ieri…. alcune notizie, devo dirlo per correttezza, le ho prese proprio dal saggio di Rifkin sulla terza rivoluzione industriale, particolarmente in materia di ADHD (pag 287 e segg)… come diceva Catalano per la precisione..


Sito democratico e indipendente?

4 commenti

Veramente strano che questo sito abbia eliminato il mio articolo – altervista e la trasparenza -.

Del resto parlavo della quarta realtà Italiana rtiferita al traffico , e che a mio parere non si comporta correttamente e in maniera trasparente. Ed invece di supportare la conoscenza e del migliorare le cose( vedi che si lamenta ogni giorno di questo o quel governo) preferisce fare lo struzzo.

Quando si parla di democrazia e libertà di pensiero ci si riferisce a 'sparlare' di cose che non piacciono ' personalmente'?…

Credo che il mio articolo era molto più informativo per tutti gli utenti della rete che dei soliti articoli di persone frustrate che se la prendono sempre con una persona in particolare( vedi Berlusca) senza prendere nemmeno in esame altre cose.

Grazie comunque…. ma credo che la libertà di pensiero sia la capacità di dare la possibilità a tutti di dire la propria opinione….. e non giudicare a prescindere. (almenoche' anche questo sito non abia interessi personali da difendere.

Agli utenti l'ardua sentenza… sempre che facciano a tempo a leggere….


Pagina 1 di 3123»