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Hera tra le prime cinque aziende scelte dai giovani che cercano lavoro

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L’importante società di ricerche svedese Potentialpark posiziona quest’anno il Gruppo Hera nella Top Five delle aziende in Italia che “conquistano”, sul web, giovani neolaureati in cerca del primo impiego. Terzo posto nel canale “Candidature online”

Il Gruppo Hera si posiziona quest’anno tra le prime cinque aziende – unica multiutility – nella classifica generale delle imprese scelte dai giovani che cercano lavoro attraverso il web. A decretarlo è l’edizione italiana dello studio Online Talent Communication realizzato dalla società di ricerche svedese Potentialpark, che ha stilato la classifica delle imprese che, attraverso i propri siti web, attraggono maggiormente candidati in cerca di lavoro. Quest’anno sono stati passati in rassegna quasi 8.300 questionari di studenti e neolaureati italiani (oltre 28 mila in tutto il mondo) e, sulla base dei risultati raggiunti, Potentialpark ha selezionato le 81 imprese che meglio rispondono alle esigenze indicate dai ragazzi.

Questo risultato segue di poche settimane un altro importante riconoscimento ottenuto quest’anno dal Gruppo Hera nel campo delle risorse umane: il Top Employers.

 

Hera sale al terzo posto nel canale “Candidature online” e si colloca in seconda posizione nella sezione “Carriere”

In crescita, rispetto al 2016, il posizionamento del Gruppo Hera nel canale “Candidature online”, dove quest’anno ha ottenuto il terzo posto (5 posizioni in più in confronto al 2016), mentre si colloca al secondo posto nella categoria “Carriere” grazie alla sezione del sito “Lavorare nel Gruppo Hera” (www.gruppohera.it/gruppo/lavorare_gruppohera), risultando anche in questi due casi prima tra le multiutility.

Passando alla sezione “Mobile”, il Gruppo conferma la sua presenza nella Top Ten delle aziende italiane classificandosi all’ottavo posto, davanti a grandi multinazionali come Siemens e Nestlé.

Questi risultati sono da ricondurre all’impegno costante che il Gruppo pone nella creazione, diffusione e personalizzazione dei contenuti e delle informazioni sulle politiche HR nei diversi strumenti di comunicazione web. Vale la pena mettere in evidenza anche la “candidate user experience”, la fruibilità del sito di Gruppo dai dispositivi mobili (smartphone o tablet), affiancata da altri canali come la pagina aziendale di LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro. Si tratta di spazi interamente rivolti al mondo “interno” della multiutility che, oltre a segnalare ricerche per eventuali posizioni aperte, permettono di familiarizzare con l’azienda, avere un’informazione completa su offerte di stage, percorsi di formazione o convenzioni con le università e capire come funziona il processo di selezione per entrare in azienda. Attraverso applicazioni dedicate si può anche interagire con il sito, per scoprire il grado di compatibilità con un’azienda impegnata a 360 gradi sulla sostenibilità o farsi un’idea riguardo alle politiche di retribuzione, ai contratti, alla formazione lavorativa e valutare le modalità offerte da Hera per facilitare l’equilibrio tra vita privata e carriera professionale, conoscere il nuovo piano integrato di welfare aziendale “Hextra”, attivo da luglio 2016 per gli oltre 8.500 dipendenti del Gruppo, e familiarizzare con la corporate university HerAcademy.

 

“Questo riconoscimento ci rende molto orgogliosi – commenta il Direttore Centrale Personale e Organizzazione del Gruppo Hera, Giancarlo Campri – Da tempo, infatti, il Gruppo Hera è ai primi posti tra le aziende che in Italia investono maggiormente sull’aggiornamento e sullo sviluppo personale e professionale dei propri dipendenti, mettendo in campo numerose iniziative come i momenti d’ascolto, gli incontri del top management con i lavoratori e le indagini di clima interno.

Il capitale umano è la nostra risorsa principale – aggiunge Campri – con cui vogliamo condividere i valori che contraddistinguono la nostra azienda. L’utilizzo di diversi strumenti (sito, profilo Linkedin, partnership con università e business school) per interagire con i potenziali candidati ci ha portato a essere tra le aziende più attrattive del panorama italiano, ricevendo circa 15 mila curriculum all’anno”.

  


L’osteopatia è il tuo sogno professionale? Scegli i corsi di ICOM College!

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ICOM College è la scuola di osteopatia più grande d’Italia. Grazie ai suoi corsi di osteopata potrai realizzare in tuo sogno professionale e conseguire il tuo master in osteopatia a Milano e in altre 7 grandi città italiane.

ICOM College è una realtà d'eccellenza nel campo dell'osteopatia in Italia, tanto da aver ottenuto il riconoscimento di scuola di osteopatia numero uno del nostro paese.
Propone diversi corsi di osteopatia per il raggiungimento di un titolo di studio riconosciuto a livello europeo e per intraprendere un percorso professionale e diventare un osteopata.

osteopatia

 

Le sedi e la struttura della scuola di osteopatia numero uno in Italia

ICOM College può vantare ben 8 sedi in cui poter intraprendere il percorso formativo per il conseguimento del tuo master in osteopatia: Milano, Cinisello Balsamo, Torino, Busto Arsizio, Perugia, Firenze, Napoli e Catania.
Le lezioni vengono svolte in ambienti spaziosi attrezzati con lavagne multimediali, pannelli di proiezione e lettini idraulici per la sperimentazione diretta e la pratica.
Oltre alle aule per le lezioni comuni, ICOM dedica aree per lo studio e l'esercitazione privata di ogni studente che potrà usufruire di scrivanie, pc, lettini, e biblioteca con postazioni video in cui poter visionare documentari e approfondimenti.
Per gli hobby e il tempo libero, invece, è possibile usufruire di aree verdi, campi di pallavolo e calcetto, palestra, piscina, sala cinema, sala biliardo e molto altro.

I corsi di osteopatia di ICOM College

L'eccellenza della formazione in osteopatia targata ICOM College ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi e ottenere la laurea in osteopatia a Milano o nelle sue altre 7 sedi.
Le proposte formative di ICOM College si dividono in due tipologie di corsi, Full Time o Mix Mode, al termine dei quali conseguirai il titolo M.Ost RQ (Recognized Qualification) rilasciato dalla Nescot/Università di Kingston che ti permetterà di iscriverti all'Albo Professionale Inglese (GoSC) e di ricevere l'abilitazione alla pratica e l'acquisizione degli standard formativi in linea con le Normative Europee.
In questo modo avrai la possibilità di esercitare la professione in qualsiasi stato europeo ed extraeuropeo in cui la disciplina sia riconosciuta.
Per ricevere maggiori informazioni sui corsi, i requisiti, approfondire il programma formativo o conoscere le prospettive Internazionali di ICOM prenota un colloquio o partecipa agli open day, visita subito il sito per scoprire come!


Corsi di make Up per diventare professionisti del trucco

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Il trucco non è solo un vezzo estetico, una vanità, uno strumento cui ricorrere per migliorare il proprio aspetto. È un’arte decorativa applicata sulla nostra pelle, e come tale ci caratterizza, ci indentifica nella nostra unicità. Per questo motivo, chi per professione sceglie di imparare a truccare, si cimenta in uno studio ben mirato e approfondito destinato a progredire di anno in anno, accumulando esperienze e conoscenze. I corsi di make-up presentati su Corsiprofessionali.top vogliono proprio fornire la giusta guida teorica e pratica agli aspiranti truccatori professionisti.

Un buon make-up si basa infatti su solide competenze applicate sul campo, nella continua sperimentazione di stili e tecniche. E, per apprendere il mestiere, è necessario dedicarsi a un percorso formativo con impegno e costanza.

Le scuole di trucco presenti in Italia offrono un programma didattico completo, che parte dalle fondamenta del make-up per raggiungere i più alti livelli di professionismo e specializzazione. Chi è alle prime armi potrà così intraprendere un cammino di crescita in grado di condurlo direttamente al mondo del lavoro.

Il trucco base da giorno e da sera è il punto d’avvio di un percorso articolato in più livelli. La conoscenza delle metodologie di make-up sarà supportata da discipline imprescindibili, quali la dermatologia e la chimica. I docenti guideranno gli allievi nell’analisi delle differenti conformazioni facciali e tipologie di pelle; illustreranno i segreti per la scelta del trucco migliore ed eseguiranno dimostrazioni in aula. Il tutto con estrema professionalità e serietà, data da una pluriennale esperienza nel settore estetico.

I corsi di make-up rappresentano dunque una validissima opportunità per muovere i primi passi verso il mondo del lavoro. Una volta completata la formazione base, infatti, gli allievi avranno la possibilità di mettere in pratica quanto appreso attraverso stage e prove sul campo.

Inoltre, tutti i futuri truccatori professionisti potranno scegliere di proseguire il percorso formativo specializzandosi in ambiti specifici del make-up.

In tutte le città presenti sul portale, infatti, le accademie di make-up propongono corsi di trucco teatrale, cinematografico, da passerella, artistico, fotografico, e molto altro ancora. Tutti coloro che si cimenteranno in questo tipo di pratica potranno così ambire a ricoprire il ruolo di make-up artist entrando nei più importanti backstage del mondo dello spettacolo.

 

L’offerta didattica è ampia, le prospettive lavorative varie e versatili, proprio come tutto ciò che riguarda l’universo estetico, artistico, creativo. Basta cercare su Corsiprofessionali.top il percorso più adatto e iniziare l’avventura. 

 


Andrea Zoppini

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Andrea Zoppini è professore ordinario di Diritto Privato Comparato e titolare della Cattedra “Franco Romani” di Analisi economica del diritto all'Università degli Studi di Roma Tre. 

È nato a Roma il 15 settembre 1965 e si è laureato (cum laude) in Giurisprudenza a “La Sapienza” di Roma nel 1989. Ha studiato all'Università di Cambridge ed all'Università di Heidelberg; è stato visiting scholar alla Yale University ed alla New York University Law Schools. Dal 1998 al 2001, ha insegnato Diritto privato comparato e Istituzioni di diritto privato presso l’Università di Sassari.


CAME DESIGN AWARD: 5 VINCITORI PER IL CONCORSO CHE PROMUOVE LA CULTURA DELL’INNOVAZIONE NELL’ABITARE

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Treviso, 7 febbraio 2017 – Came, Gruppo trevigiano riconosciuto in Italia e nel mondo nel settore della home & building automation, dell’urbanistica e dell’alta sicurezza, annuncia i vincitori della 2° edizione di Came Design Award, il contest dedicato a studenti e neo-laureati delle facoltà di Architettura e Design e delle Scuole di Design italiane, volto a premiare il talento e promuovere la cultura dell’innovazione tecnologica nell’abitare.

 

“Guardian Angel”, questo il titolo del concorso promosso da Came con il contributo di Acamedy e il patrocinio dell’ADI – Associazione italiana per il Disegno Industriale - è stato vinto da 5 giovani designer under30 che hanno saputo progettare soluzioni tecnologiche capaci di intuire i bisogni e ridisegnare le frontiere dell’abitare moderno. I loro elaborati si sono distinti in termini di innovazione, fruibilità e funzionalità, con particolare attenzione alle tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita di soggetti più sensibili, quali anziani, diversamente abili o persone soggette a terapia domestica.

 

La giuria, composta da esperti internazionali del mondo dell'architettura e del design, affiancati da manager di Came, ha valutato i lavori pervenuti da tutta Italia e selezionato i progetti vincitori, assegnando tre premi e due menzioni speciali.

 

  • premio a “Living Shower”, di Claudia Compagnucci e Gabriele Colasanti, un sistema doccia al servizio delle persone che nasce dalla volontà di ripensare e riprogettare le fughe delle piastrelle trasformandole in uno spazio utile ed esperienziale, in grado di venire incontro anche alle esigenze di anziani e bambini (premio: 2.000 euro).

 

  • premio a “Famulo – un oggetto per l'anziano”, di Michela Ciarpi, un robot- deambulatore per la terza età, dotato di touch-pad che interagisce con la domotica (premio: 1.000 euro).

 

  • premio a “Bill – Bamboo intelligent led lamp”, una lampada da tavolo che interagisce con la domotica, progettata da Alessandro Panaia e Camilla Crescenzo (premio: 500 euro).

 

Le due Menzioni speciali sono state assegnate rispettivamente ai progetti M.D.S. Mobile diabetes support” di Eduardo D'Arienzo, uno smart-device per il monitoraggio giornaliero della glicemia per persone con patologia diabetica, e “Slim” di Alessandro Leghissa, un anello bluetooth, a basso consumo energetico collegato al sistema domotico e antintrusione di Came che consente di localizzare la persona che lo porta all’interno dell’edificio.

 

La giuria chiamata a selezionare i progetti vincitori era composta da Ambrogio Rossari, Presidente ADI Lombardia, Gianni Arduini, industrial designer, primo presidente dell’IIDD – Istituto Italiano per il Design e la Disabilità (ora DfA Italia), Stefano Mirti, architetto ed esperto di social media, responsabile del social media team di Expo Milano 2015 e tra i fondatori di Cliostraat e Marco Mora, designer, tra i fondatori di Acamedy, un network di laboratori di web comunicazione design e organizzazione per le piccole imprese del territorio veneto. Il team di esperti è stato affiancato da Gianni Michielan, Direttore Ricerca e Sviluppo Came e Fiorenzo Scroccaro, Communication Manager del Gruppo.

 

Il progetto vincitore, di Claudia Compagnucci, 28 anni di Latina, e di Gabriele Colasanti, 28 anni di Velletri (RM), laureati in Design, comunicazione visiva e multimediale presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è stato premiato per l’innovazione d'uso di un dispositivo domestico. Si tratta di un sistema doccia al servizio delle persone che nasce dalla volontà di ripensare e riprogettare le fughe delle piastrelle trasformandole in uno spazio utile ed esperienziale, apprezzato dalla Giuria perché “uno strumento di uso comune come la doccia viene rivisitato in modo innovativo con una forte aderenza ai principi del Design For All e spiccano la semplicità formale e funzionale”.

 

Secondo classificato il progetto di Michela Ciarpi, 26 anni di Grosseto, laureata in Design dei Sistemi presso l’ISIA di Roma. Il robot-deambulatore è piaciuto alla Giuria per “la rielaborazione formale di un oggetto che spesso viene visto e vissuto in modo denigrante. Inoltre viene rivisto un oggetto di ausilio alla mobilità in chiave tecnologica e assistiva”.

 

Il terzo progetto premiato, “Bill – Bamboo intelligent led lamp”, una lampada da tavolo intelligente che interagisce con la domotica ed è in grado di dimmerarsi in maniera automatica, è stata scelta dalla giuria perché sembrerebbe un complemento d'arredo normale, ma ha in sé delle qualità che lo portano ad essere utilizzato in ambienti con finalità domotiche e quindi è stata creata una rivisitazione ad un oggetto al quale è legato un gesto spesso scontato”. E’ stato realizzato da Alessandro Panaia, 29 anni di Reggio Emilia, insieme a Camilla Crescenzo, 27 anni di Segrate (MI), entrambi laureati in Design al NABA di Milano e co-founder di "Leave the Sign Studio", un gruppo di giovani creativi impegnati nel mondo del design.

 

 

M.D.S. Mobile diabetes support”, di Eduardo D’Arienzo, 26 anni di Piombino (LI), laureato presso la Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Brescia, si è aggiudicato una menzione d’onore perché è un oggetto immediatamente realizzabile con le odierne tecnologie. La giuria ha selezionato, anche “Slim”, di Alessandro Leghissa, 28 anni di Udine, laureato in Industrial Design allo IUAV di Venezia, perché è un progetto innovativo, industrializzabile in un prossimo futuro.


Alternanza scuola-lavoro: al via gli 80 progetti in Hera per la formazione degli studenti

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Al via per i ragazzi degli istituti tecnici di tutte le province emiliano-romagnole servite dalla multiutility e nei licei di Bologna e Ravenna, i percorsi che dureranno dalle 80 alle 200 ore circa. Si parte da Ferrara, Imola, Modena, Forlì, Ravenna e Bologna.

Dai banchi di scuola all'azienda: dopo la positiva esperienza dello scorso anno scolastico, Hera torna ad aprire le porte delle proprie sedi aziendali a 80 studenti delle scuole secondarie di secondo grado dell’Emilia-Romagna offrendo un importante contributo alla loro formazione.

 

I nuovi percorsi di alternanza scuola-lavoro, attraverso i quali i ragazzi potranno svolgere attività concrete inerenti i processi di lavoro affiancati dal personale dell’azienda, sono partiti nei giorni scorsi all’Istituto Tecnico Commerciale “V. Bachelet” di Ferrara, all’Istituto di Istruzione Superiore “F. Alberghetti” di Imola (indirizzo Liceo Scientifico, scienze applicate), all’Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” di Modena, all’Istituto Tecnico Tecnologico “G. Marconi” di Forlì e all’Istituto Tecnico Industriale “N. Baldini” di Ravenna. Oggi sono stati avviati i primi percorsi all’Istituto di Istruzione Superiore “Belluzzi-Fioravanti” di Bologna.

 

Complessivamente sono 80 i percorsi di alternanza scuola-lavoro previsti per il 2016/2017 (20 in più rispetto allo scorso anno), 32 nella sola area metropolitana bolognese. I percorsi sono attivati da Hera con le scuole delle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna e Rimini (territori in cui sono ubicate le sedi operative del Gruppo) e coinvolgono studenti dei seguenti indirizzi di studio: amministrazione finanza e marketing (in tutte le province), , elettronica ed elettrotecnica (a Bologna, Modena, Forlì-Cesena e Ravenna), chimica e materiali (in tutte le province), energia (a Forlì-Cesena), informatica (a Bologna) e telecomunicazioni (a Modena). Per la prima volta quest’anno vengono coinvolti anche studenti dei licei classico, scientifico e delle scienze umane di Bologna e Ravenna.

 

I progetti di alternanza scuola-lavoro hanno una durata per ogni studente dalle 80 alle 200 ore circa all’anno.

 

I percorsi si svolgono presso le sedi aziendali del Gruppo Hera, seguono una metodologia basata sull’integrazione tra le competenze lavorative e quelle dei piani didattici. Tecnici e manager Hera fanno da tutor, delineando insieme agli insegnanti itinerari specifici che consentano agli studenti di rafforzare e integrare le competenze già apprese a scuola attraverso esperienze professionali in azienda. Tutte le attività vengono monitorate e sono previsti momenti di valutazione, finalizzati alla crescita dei ragazzi.

 

Al termine, verranno rilasciate da Hera le attestazioni delle competenze tecnico-professionali acquisite, in linea con gli standard europei. Questo, per permettere agli studenti di poter affacciarsi al mondo del lavoro con un curriculum già ricco di esperienze pratiche, oltre a quelle teoriche. Un punto di forza che potrà aiutarli nella ricerca di un impiego in una società sempre più competitiva ed esigente, o nell’orientarsi verso scelte formative precise per il loro lavoro, per esempio il tipo di università.

 

Grazie a questo progetto, nell’arco di tre anni in tutte le province emiliano-romagnole servite dalla multiutility (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna, Rimini) verranno attivati con le scuole, in particolare con le classi terze e quarte, 180 percorsi di alternanza scuola-lavoro.

 

L’iniziativa integra i percorsi didattici curricolari ed extracurricolari del progetto “Hera ti insegna un mestiere…a scuola”, che l’azienda mette in campo da tre anni e che prevede sessioni didattiche con il supporto di personale tecnico-professionale Hera, sia in aula che presso gli impianti del Gruppo, in vista della preparazione dei tecnici del futuro. Inoltre, si colloca in linea con i continui investimenti della multiutility sul cosiddetto “capitale umano”, cioè le persone e le loro capacità, vero patrimonio del Paese così come di Hera. 


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