Al via il nuovo corso ECM di Focus Fad, Bologna 25-26 maggio 2012
“Ipertonia muscolare e disautonomia: corretta gestione della spasticità nella disabilità cronica” è il nuovo corso ECM per fisioterapisti e fisiatri promosso da Focus Fad, impresa fondata nel 2011 allo scopo di avviare un’offerta formativa specifica per il settore della Sanità, in linea con quanto emesso dalle nuove norme sull’Educazione Continua in Medicina.
Il nuovo corso per fisioterapista è incentrato sul trattamento della spasticità e prevede una parte teorica inerente la fisiopatologia della spasticità e una parte pratica in cui verranno sviluppati progetti individuali o di gruppo, volti alla valutazione e gestione del caso clinico.
Il corso prevede l’acquisizione di 15 crediti ECM, i quali verranno rilasciati a seguito della prova finale tramite attestato. Focus Fad è Provider Accreditato ECM ed iscritto nell’Albo Provider per la Formazione Continua in Medicina, per cui tutti i corsi ECM FAD, FSC e RES presenti nell’offerta formativa consentono di acquisire un determinato numero di crediti, in base a quanto stabilito dal Programma Nazionale ECM.
Il corso si terrà a Bologna nella sede del Centro di Riabilitazione AXIA, partner di Focus Fad insieme alla web agency DMlogica che segue lo sviluppo delle piattaforme e-learning per la formazione a distanza.
La formazione a distanza, insieme alla formazione su campo, rappresenta infatti uno strumento fondamentale per le professioni mediche, il quale consente di raggiungere un costante aggiornamento del proprio know-how a livello teorico, amministrativo, tecnico e pratico, esattamente in base agli obiettivi dettati dal Programma Nazionale ECM.
Focus Fad si impegna a fornire un ampio ventaglio di corsi FAD ECM specifici per chi opera nell’ambito del servizio alla persona, con particolare riferimento ai servizi a domicilio svolti sul territorio, e garantisce programmi validi con contenuti qualificati, avvalendosi di un encomiabile corpo docenti di comprovata esperienza in ambito professionale e didattico.
Tali corsi sono rivolti a tutte le categorie professionali rivolte al servizio alla persona e alla medicina, tra cui fisioterapisti e fisiatri, medici e chirurghi, infermieri e assistenti socio-sanitari, psicologi e psichiatri, psicomotricisti e logopedisti.
I rapporti interpersonali è possibile finiscano nelle malattie psichiatriche
6 Aprile 2012
Di Ian Dowbiggin
Quante volte abbiamo esclamato in preda all’esasperazione: "La mia famiglia mi sta facendo impazzire"?
Fino ad ora, era un semplice modo di dire. Tra un anno potrebbe farti candidare per una terapia gratuita.
Da alcuni anni a questa parte, infatti, c'è un movimento in atto nel campo della sanità mentale per includere una diagnosi chiamata "disturbo relazionale" nella quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), la bibbia psichiatrica dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), la cui uscita è prevista nel 2013.
I disturbi relazionali sono definiti come "modelli di comportamento persistenti e dolorosi, sentimenti e percezioni che coinvolgono due o più partner in un rapporto personale importante." In genere, le persone che soffrono di disturbi relazionali hanno problemi con i loro principali gruppi di sostegno, in particolare le loro famiglie.
Il concetto di disturbi relazionali, come quasi tutto nelle diagnosi psichiatriche dei nostri giorni, ha le sue radici indietro nel tempo. Nel XIX secolo in Francia gli psichiatri coniarono il termine "folie â deux" (follia a due) per descrivere una follia condivisa da due persone.
In un disturbo relazionale tra due coniugi, ad esempio, mentre nessuno dei due potrebbe soffrire di una malattia individuale, entrambi potrebbero condividerne una. O come la rivista Time ha scritto nel 2002, "Io sono OK, tu sei OK, noi non siamo OK". Quindi?
Se gli autori del DSM riconoscono ufficialmente una diagnosi questo dà ai ricercatori un termine d’autorità su cui poi condurre studi sulle condizioni mentali. Questo torna utile quando qualcuno è alla ricerca di malattie psicologiche, le cui cause e sintomi sono molto meno chiari di quelli, (senti un po’), del cancro o delle malattie cardiache.
I fautori della diagnosi di RD dicono che la ricerca è dalla loro parte e che le persone con relazioni disfunzionali riempiono le sale d'attesa dei medici. Ma forse ancor più importante è il fatto che una volta che una diagnosi entra nel DSM, le assicurazioni sanitarie (private e pubblica) normalmente copriranno i costi del trattamento. Nessuna meraviglia che alcuni abbiano definito le diagnosi nel DSM come " richieste di risarcimento assicurative ". Sembra infatti che dietro alle forti pressioni che spingono per introdurre questo disturbo nella prossima edizione del DSM ci sia la lobby dei consulenti matrimoniali, desiderosi di assicurarsi una fetta di una torta piuttosto cospicua: oltre 800 mila coppie si recano ogni anno dal consulente matrimoniale solo negli USA!
Ancora in ultima analisi, forse l'aspetto più inquietante della consacrazione dei disturbi relazionali è che questo è solo l'ultimo di una lunga serie di eventi della storia della psichiatria, che ha visto i suoi professionisti cercare sempre più di estendere la propria autorità all’interno dei confini privati della vita quotidiana. Così se il prossimo DSM includesse i Disturbi Relazionali, innumerevoli persone si sveglieranno una mattina con un disturbo psichiatrico. E questo avrà molto più a che fare con l’interesse personale di una professione che con la vera scienza.
E’ possibile visionare un estratto del video documentario che denuncia come il manuale diagnostico e statistico non sia basato su fondamenta scientifiche, come per ammissione anche di alcuni operatori del settore.Visibile al seguente link: http://www.ccdu.it/videos/diagnostic-statistical-manual.html.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email info@ccdu.org
www.ccdu.org
Fonte articolo: http://www.huffingtonpost.com/Ian-Dowbiggin/relationships-May-soon-be-diseases_b_1408948.html
Obesità: i meccanismi del danno al fegato nei bambini
Una nuova, importante scoperta scientifica sui meccanismi che regolano l’insorgenza della steatosi epatica non alcolica nei bambini consentirà nell’immediato futuro di adottare nuove soluzioni terapeutiche in grado di rallentare sensibilmente la progressione della malattia nei piccoli pazienti.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Hepatology, condotto dal Dott. Valerio Nobili, Responsabile di Malattie Epato-metaboliche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dal Dott. Guido Carpino, Ricercatore di Anatomia Umana presso l'Università "Foro Italico" di Roma, e coordinato dal Prof. Eugenio Gaudio, Ordinario di Anatomia Umana e Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università “La Sapienza” di Roma, rappresenta un importante passo in avanti per la conoscenza e per il trattamento di una delle patologie del fegato più frequenti in età pediatrica e che, se non curata tempestivamente ed efficacemente, conduce a una sensibile riduzione dell’aspettativa di vita da adulti.
Al Bambino Gesù, punto di riferimento a livello mondiale per lo studio, la diagnosi e la cura di questa malattia, ogni anno vengono curati centinaia di bambini che ne sono affetti, provenienti da tutte le regioni italiane.
Negli ultimi due decenni la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) ha raggiunto proporzioni di una vera e propria epidemia anche tra i più piccoli diventando la patologia cronica del fegato più frequente nel mondo occidentale: sono ormai numerosi gli allarmi che arrivano dalle principali organizzazioni mondiali deputate al controllo dello stato di salute della popolazione pediatrica. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini.
Così come gli adulti, anche i bambini affetti da steatosi epatica non alcolica possono presentare danni metabolici caratterizzati da aumento della circonferenza addominale, ipertensione, insulino-resistenza, ipercolesterolemia, tutte condizioni che aumentano il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, sindrome metabolica o malattie cardiovascolari e che ne riducono le aspettative di vita come mai successo da prima del dopoguerra ad oggi.
Lo studio, frutto della collaborazione tra Sapienza e Bambino Gesù, ha dimostrato il coinvolgimento delle cellule staminali epatiche nella progressione della malattia e la capacità delle cellule del fegato di secernere mediatori cellulari (citochine ed adipochine): è proprio sui recettori di tali molecole che – ad esempio – oggi agiscono i più moderni farmaci per la cura del diabete. Questa scoperta apre pertanto opportunità terapeutiche fino a ieri impensabili.
“Invertire il processo degenerativo di un fegato compromesso dall’eccesso di grasso o dalle infiammazioni ad esso conseguenti è lungo e complicato. Ad oggi – sottolinea il Dott. Valerio Nobili, Responsabile di Malattie Epato-metaboliche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù –appena un bambino su dieci riesce, con l’aiuto della famiglia, grazie a un’alimentazione sana e all’intensa attività fisica, a porre un freno al meccanismo che lo condurrebbe alla cirrosi epatica.
I risultati dello studio condotto ci indicano la strada per arrestare con principi attivi, peraltro già disponibili, quei fenomeni che portano all’istaurarsi del danno epatico e alla sua progressione nel fegato dei bambini affetti da NAFLD con un miglioramento di molte delle funzioni metaboliche alterate in questi bambini.
Oltre agli aspetti per così dire “culturali” della questione sovrappeso e obesità, esiste anche una componente economica non irrilevante, soprattutto in questo periodo indicato dagli analisti come recessivo. Se e con che portata la crisi economica si ripercuota sulla nostra salute attraverso le scelte alimentari che facciamo, è fatto ormai noto. Il nostro ruolo di medici è tuttavia limitato a individuare soluzioni-tampone, la vera partita per salvare i nostri ragazzi da un’età adulta dalla salute compromessa si gioca su altri tavoli: quelli da pranzo e quelli delle istituzioni, oltre naturalmente alle nostre palestre”.
Il Prof. Eugenio Gaudio, Ordinario di Anatomia Umana e Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università “La Sapienza” di Roma, evidenzia come la ricerca di base possa fornire il razionale per innovativi approcci terapeutici: "I meccanismi cellulari alla base della progressione della NAFLD sono, ad oggi, poco conosciuti e oggetto di numerose ricerche. Nel fegato umano sono presenti cellule staminali residenti che prendono parte ai processi rigenerativi in seguito a danno. Con questo lavoro, abbiamo dismostrato che le cellule staminali epatiche sono coinvolte nell'evoluzione della steatosi epatica non alcolica nei bambini e che le adipochine da esse prodotte sono in grado di influenzare la progressione della malattia verso la steatoepatite e la fibrosi. I risultati della nostra ricerca aprono la possibilità di sviluppare nuovi e mirati approcci terapeutici che abbiano come target la modulazione dell'attività delle cellule staminali epatiche".
GVM Care&Research: nuove metodologie per correggere l’alluce valgo al D’Amore Hospital di Taranto
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GVM CARE & RESEARCH: al D’Amore Hospital di Taranto la rivoluzione delle nuove metodologie per correggere l’alluce valgo, che permetterà di ridurre la mobilità passiva verso strutture fuori Regione.
Attraverso queste innovative prestazioni – erogabili in anestesia locale – il D’Amore Hospital si conferma centro pilota e di riferimento in Puglia per la chirurgia mininvasiva del piede.
Taranto, 10 aprile 2012 – La rivoluzione della chirurgia ortopedica, in particolare per quanto riguarda l’alluce valgo, arriva alla Casa di Cura D’Amore Hospital di Taranto attraverso l’introduzione delle più innovative tecniche di correzione di questo tanto fastidioso quanto diffuso problema al piede.
Tra le meno invasive e più utilizzate – che si stanno peraltro diffondendo a macchia d'olio in Europa grazie soprattutto all'azione scientifica dello spagnolo Mariano De Prado - spicca la tecnica percutanea, che permette la correzione dell'alluce valgo e di tutte le affezioni ad esso correlate (dito a martello, metatarsalgie, deformità del quinto dito e molte altre patologie del piede) mediante l'uso di un apposito strumentario molto simile a quello usato in odontoiatria, e che, introdotto attraverso un semplice forellino della cute, consente di effettuare direttamente sull'osso resezioni scheletriche ed osteotomie di riallineamento, attraverso l’ausilio di immagini radioscopiche generate da un apparecchio di brillanza.
L'assoluta assenza di incisioni chirurgiche e del conseguente dolore post operatorio, oltre all'immediata ripresa della deambulazione – il recupero è accelerato, con la possibilità di compiere l´intervento in anestesia locale e di muovere i primi passi a distanza di poche ore dall´intervento -, rendono questa tecnica particolarmente gradita ai pazienti, presso i quali è comunemente conosciuta come “tecnica dei buchini”, o erroneamente scambiata con la correzione al Laser per via della totale assenza di cicatrici.
Le nuove tecniche risultano mininvasive nel vero senso della parola, a tal punto da richiedere, per la correzione del difetto, esclusivamente un piccolo foro sulla pelle, appena dietro l’articolazione sofferente.
Di qui la errata convinzione, diffusa soprattutto tra i non addetti ai lavori, che la correzione avvenga attraverso un raggio laser e che l’osso non venga affatto tagliato.
“Gli eccellenti risultati offerti dall’impiego di questa nuova tecnica dipendono però anche dall’operatore, al quale è richiesta una perfetta conoscenza dell’anatomia del piede” spiega il Dott. Donato Panetta, Responsabile U.O. di Ortopedia Casa di Cura D’ Amore Hospital di Taranto, che aggiunge “Lavorando a cielo chiuso, il medico deve evitare che le frese danneggino le strutture anatomiche, in particolare tendini o nervi sensitivi. Tant’è che, se da una parte la tecnica ha riscosso largo consenso tra i pazienti, tra gli specialisti che si occupano da decenni di chirurgia del piede c’è molta prudenza e qualche perplessità. Solo in mani esperte i danni e le complicazioni sono ridotte al minimo.”
“Non esiste una tecnica migliore delle altre.” conclude Panetta, “Esistono invece deviazioni dell’alluce che è preferibile correggere con una tecnica piuttosto che con un’altra. Sarà quindi il chirurgo a scegliere la tecnica più appropriata per ogni tipo di deformità del piede in base a numerose caratteristiche presentate dalla patologia nello specifico e dal paziente in generale. Nella chirurgia dell'avampiede si ottengono attualmente risultati eccellenti sia nella chirurgia percutanea che in quella aperta, sempre che si osservino le premesse precedenti. E' imprescindibile infatti che l'intervento sia praticato da un chirurgo ortopedico esperto in chirurgia del piede, in ambiente clinico adeguato, con una sala operatoria perfettamente equipaggiata e con una scrupolosa assistenza anestesiologia, evitando pericolose "catene di montaggio", legate alla rapidità della tecnica. In ogni caso, per ottenere da qualsiasi procedimento chirurgico le massime aspettative di successo, dovrà sempre mettersi al centro la scelta concorde dei due attori protagonisti dell'atto terapeutico: Paziente e Medico.”
Tra le ricadute positive che avrà l’introduzione di queste nuove tecniche di correzione dell’alluce valgo al D’Amore Hospital, vi sarà anche quella molto importante di contribuire a contrastare la spesa della Sanità pugliese dovuta al fenomeno della “mobilità passiva” dei pazienti verso centri di eccellenza siti in altre regioni d’Italia, in particolare quelle del centro – nord.
GVM Care & Research è una holding operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l'autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l'Ortopedia.
Contacts: Barabino & Partners
tel. 02/72.02.35.35
Danila Sabella
d.sabella@barabino.it
Giorgia Sanchini
g.sanchini@barabino.it
Tel.: 06/679.29.29
Taranto, 10 aprile 2012
Il Re del Marocco Mohammed VI inaugura ufficialmente il regime d’assistenza medicale per i poveri (RAMED)
Il Re del Marocco Mohammed VI ha proceduto il 09 aprile 2012 a Casablanca, il lancio ufficiale del regime d’assistenza medicale per i poveri (RAMED) di cui beneficeranno circa 8,5 milioni di persone economicamente deboli.
Ethicon Endo Surgery nessun collegamento fra il richiamo e l’evento all’Ospedale di Versilia
Ethicon Endo Surgery, il Richiamo Volontario prescinde dall’evento dell’Ospedale di Versilia

Ethicon Endo Surgery ha comunicato in data 16 marzo 2012 a tutte le Autorità competenti a livello mondiale, incluse le Autorità Sanitarie Italiane, un richiamo volontario di specifici lotti di SUTURATRICI endoscopiche linear cutter (stelo dritto, 280 mm, 340 mm e 440 mm di lunghezza) codici SC60, EC60 e Long60.
Il 20 marzo 2012, come da prassi, la stessa comunicazione è stata pubblicata sul sito del Ministero della Salute nella sezione Avvisi di Sicurezza.
Al momento dell’inizio del richiamo Ethicon Endo-Surgery non aveva ricevuto alcun reclamo da parte di clienti e nessuna segnalazione di eventi avversi in pazienti collegati ai lotti richiamati.
Pertanto la Società ha avviato il richiamo cautelativo e volontario senza essere a conoscenza e senza alcun collegamento con l’evento dell’Ospedale di Versilia.
Inoltre l’aspetto tecnico alla base del richiamo degli specifici lotti di suturatrici non si è verificato in occasione dell’evento dell’Ospedale di Versilia.
Per concludere, non c’è alcun collegamento fra il richiamo e l’evento all’Ospedale di Versilia.
Stiamo lavorando a stretto contatto con le Autorità competenti e collaboriamo all’inchiesta.
La sicurezza del paziente è un valore fondamentale per Ethicon Endo-Surgery e il nostro compito è quello di realizzare prodotti di qualità che migliorino le vite dei pazienti in tutto il mondo. Le suturatrici linear cutter di EES sono state usate sinora in maniera sicura ed efficace in milioni di operazioni chirurgiche.
Per maggiori informazioni si prega di contattare:
Anna Citarrella
Tel. +390699194339
Mob. +393356905950
FONTE: Ethicon Endo-Surgery


