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Crema Fluida Corpo Omia Laboratoires all’Iris Florentina: dalla tradizione egizia, greca e romana un profumo magico per armonia, equilibrio e amore

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Egizi, Greci e Romani coltivavano l’Iris (dal greco arcobaleno) per accrescere le virtù di fede, saggezza e coraggio. La Crema Fluida Corpo all’Iris Florentina di Omia Laboratoires contiene estratto biologico certificato di Iris Florentina, nutriente e lenitivo per pelli secche e sensibili.

L'Iris ha una storia antichissima: lo coltivavano gli Egizi, i Greci ed i Romani. I petali rappresentano la fede, la saggezza ed il coraggio. Usando il profumo di Iris si accrescerebbero in sè queste virtù. Come profumo magico l'iris accentua l'equilibrio e l'armonia del carattere e aiuta ad attrarre l' amore.


Il genere Iris raccoglie circa duecento specie di piante della famiglia delle iridacee, il cui fiore è comunemente conosciuto anche con il nome di Gaggiolo. Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno.

L'estratto di Iris Florentina contenuto nella Crema Fluida Corpo di Omia Laboratoires, rinforza lo sguardo interiore, aiuta chi lo usa a prendere decisioni. Aiuta a rimuovere i blocchi che impediscono il libero flusso dell' energia. Specialmente tra il plesso solare ed il Chackra del cuore. Gli estratti di rizoma di Iris rinforzano le naturali forze di rinnovamento della pelle, sostenendone la rigenerazione.

CREMA FLUIDA CORPO LAVANDA OFFICINALE 250ml

La Crema Fluida Corpo all’Iris Florentina della Line erboristica di Omia Laboratoires contiene estratto biologico certificato di Iris Florentina, nutriente e lenitivo per la pelle, dona equilibrio e armonia allo spirito.
Questa crema fluida corpo è particolarmente indicata per persone con pelli secche e sensibili poiché contiene materie prime e ingredienti delicati, per più del 96% di origine naturale, che conferiscono a questa crema altissima spandibilità e assorbibilità, consentendo la maggiore efficacia dell' estratto di iris in essa contenuto.
Il prodotto contiene 0% di parabeni (paraben free), oli minerali, siliconi e coloranti sintetici ed è testato a nichel, cobalto e cromo.
Dopo l’applicazione la pelle risulta più viva e nutrita.

La Linea erboristica di Omia Laboratoires, utilizza prevalentemente principi attivi naturali e di origine biologica certificata, miscelati rispondendo ad elevati standard qualitativi, ottenendo prodotti di elevato valore. Estratti di fiori che conservano molte delle proprietà della pianta fresca offrendo beneficio alla pelle ed un efficace aromaterapia.
Anche il metodo utilizzato per l' ottenimento degli estratti dei fiori è certificato biologico e mantiene nell' estratto il principio attivo della pianta.

MGA Cosmetici, leader dei cosmetici Made in Italy, con i prodotti OMIA Laboratoires aderisce allo Standard Internazionale NON TESTATO SU ANIMALI controllato da ICEA per LAV n° 040.

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Fonte: OmiaLaboratoires


Entra nel mondo della formazione a distanza con Focus Fad

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Focus Fad è una nuova impresa nata con l’obiettivo di proporre un’eccellente offerta formativa ECM specifica per le professioni mediche e socio-sanitarie.
Grazie alla collaborazione con la web agency DMlogica e con il Centro di Riabilitazione AXIA, Focus Fad ha potuto estendere il proprio sistema didattico sia all’ambito della formazione a distanza (FAD) sia per quanto riguarda la formazione sul campo (FSC).

Entrambe le modalità didattiche si sviluppano all’interno dei molteplici corsi ECM promossi da Focus Fad, i quali si rivolgono nello specifico a fisioterapisti, psicologi, logopedisti, medici chirurghi, operatori socio-sanitari e quanti praticano il proprio esercizio nel settore della salute e della medicina. I corsi di formazione ECM di Focus Fad propongono contenuti costantemente aggiornati, volti all’acquisizione di nuove conoscenze a livello amministrativo, progettuale e teorico-tecnico.

L’aggiornamento delle competenze per le professioni mediche è un obbligo previsto dalla legge e l’avvio di un Programma Nazionale ECM nel 2002 ha ribadito l’importanza fondamentale di questo processo in ambito della sanità.
Focus Fad dal 2011 è Provider Accreditato ECM ed è inserito nell’Albo Provider per la Formazione Continua in Medicina; come stabilito dal Programma Nazionale ECM, tutti i corsi presenti nell’offerta formativa di Focus Fad prevedono un determinato numero di crediti ECM, i quali verranno rilasciati tramite attestato alla fine del percorso didattico.

Aggiorna il tuo know-how con Focus Fad, ti aspettano nuove prospettive e grandi esperienze!
 


Da Areasenior consigli utili contro il freddo

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Gli anziani sovente soffrono a causa degli eccessivi sbalzi di temperatura, sia quando il termometro segna oltre 30° in piena estate, sia quando va sotto lo zero come è successo in questi ultimi giorni.
Il corpo di un anziano, si sa, è ben più fragile e i disturbi dati dall’età si possono acuire anche notevolmente se non si prendono le dovute precauzioni.
Areasenior, da sempre vicina alla community della terza e quarta età, si premunisce di offrire alcuni consigli utili per ovviare ad eventuali disagi e per contribuire a creare qualche beneficio agli amici Senior ogni volta che è possibile.

La salute è l’aspetto primario nella vita di un anziano e le conseguenze provocate da un clima troppo rigido purtroppo hanno un’incidenza molto negativa sullo stato fisico di una persona in età avanzata: si pensi che per ogni grado in meno rispetto alla media stagionale si ha un aumento di ricoveri in strutture sanitarie pari al 25-30 %, senza contare i casi di infortuni dovuti al ghiaccio presente sulle strade, in particolare sui marciapiedi.
Secondo quanto rivela il Dott. Cosimo Dentizzi, i rischi di contrarre o di aggravare patologie quando si verificano fenomeni atmosferici anomali per la stagione, soprattutto nel caso di un inverno troppo rigido, sono molto alti in quanto un anziano ha un sistema di termoregolazione solitamente poco efficiente che provoca nell’organismo una riduzione della percezione del freddo.

Ecco allora cosa un Senior deve fare per non incorrere in eventuali rischi e per proteggersi dal gelo: innanzi tutto, è meglio evitare di uscire di casa se non quando è strettamente necessario o nelle centrali della giornata, meglio ancora delegare una persona di fiducia per sbrigare le commissioni, come fare la spesa o pagare le bollette; indossare sempre i guanti e il cappello di lana, in quanto le mani sono le prime ad entrare in ipotermia.

È assolutamente vietato uscire di casa in vestaglia a vuotare la spazzatura, lavare i piatti con l’acqua fredda, caricarsi di pesi lungo la strada, spalare la neve…insomma eseguire tutti quei compiti difficoltosi che spesso un anziano si sente in dovere di fare ma che in realtà sono terribilmente dannosi per la salute e mettono in  pericolo la propria incolumità fisica.

In caso di mancato appoggio sociale o familiare, meglio affidarsi a un centro di assistenza anziani o assistenza domiciliare, oppure inserire un annuncio sulla bacheca di Areasenior nella sezione “cerco badante”.

 


Leucemia Mieloide Cronica: Disponibile in Italia Nilotinib (Tasigna®) farmaco sviluppato da Novartis

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Nilotinib riceve l’approvazione in Italia come trattamento di prima linea per i pazienti affetti da Leucemia Mieloide Cronica Ph+.

Confermata la superiorità di nilotinib (Tasigna®) rispetto a imatinib (Glivec®) nel raggiungere risposte molecolari profonde e nel ridurre la progressione della malattia.

L’approvazione in Italia di nilotinib in prima linea segna un ulteriore traguardo nella strategia “Path to Cure” di Novartis, che punta verso la guarigione definitiva dalla Leucemia Mieloide Cronica.

A Napoli, oltre 300 esperti a confronto per fare il punto sulla Leucemia Mieloide Cronica e sulle nuove prospettive per i pazienti.

Napoli, 24 gennaio 2012 – Oltre 300 esperti a confronto a Napoli per fare il punto sulle novità nella gestione della Leucemia Mieloide Cronica (LMC), neoplasia ematologica che costituisce circa il 15% di tutti i casi di leucemia. E’ ora disponibile in Italia nilotinib (Tasigna®), farmaco sviluppato da Novartis, che ha ricevuto l’approvazione anche nel nostro Paese come trattamento di prima linea per i pazienti adulti affetti da Leucemia Mieloide Cronica Ph+ (pubblicazione su G.U. n. 272, 22 novembre 2011). L'approvazione si basa sui dati dello studio di Fase III ENESTnd in cui nilotinib ha dimostrato di superare imatinib nell’ottenere percentuali significativamente più elevate di risposta molecolare non solo maggiori ma anche complete e nel ridurre in modo significativo la progressione di malattia.

Dopo l’introduzione di imatinib nel 2001, la disponibilità in Italia di nilotinib in prima linea rappresenta un nuovo paradigma della terapia della Leucemia Mieloide Cronica (LMC). Questo traguardo segna un passo ulteriore nel percorso verso la cura definitiva della malattia e vede Novartis impegnata nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche e nella definizione di nuovi approcci per la gestione della LMC in collaborazione con ricercatori ed enti accademici.

Nilotinib è un potente e selettivo inibitore della proteina Bcr-Abl che causa la produzione di cellule tumorali nella Leucemia Mieloide Cronica Ph+. La profonda riduzione di Bcr-Abl, definita come risposta molecolare maggiore e completa, rappresenta oggi una tappa fondamentale per il controllo della malattia a lungo termine nei pazienti affetti da Leucemia Mieloide Cronica Ph+.

“Anche il follow up a 36 mesi ha confermato come il trattamento con nilotinib garantisca risposte molecolari complete che raggiungono il 30% a tre anni nei pazienti trattati con nilotinib 300 mg due volte al giorno rispetto al 15% che si ottiene con imatinib 400 mg al giorno. Questo target è quindi raddoppiato nei pazienti trattati con nilotinib e ciò è importante perché oggi sappiamo che questo è il presupposto per avere una sempre maggiore percentuale di pazienti che potranno prima o poi smettere la terapia e considerarsi definitivamente guariti” commenta Giuseppe Saglio, Professore ordinario di Medicina Interna ed Ematologia dell’Università di Torino, Ospedale Universitario S. Luigi Gonzaga di Orbassano.

“La Leucemia Mieloide Cronica è uno dei quattro tipi di leucemia più comune” afferma Michele Baccarani, Professore di Ematologia, Direttore dell’Istituto di Ematologia Lorenzo e Ariosto Seràgnoli, Università di Bologna“ l’incidenza della malattia è pari a circa 10-15 nuovi casi per milione per anno, per un totale in Italia di circa 600-900 nuovi casi l’anno. “Con l’introduzione delle nuove terapie la sopravvivenza a 10 anni è passata dal 20% all’80% e la fase cronica della malattia si è prolungata a scapito delle fasi accelerata e blastica incrementando sempre più l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da questa malattia”

“Avere a disposizione delle terapie che riescono a ‘svezzare’ i pazienti dal trattamento senza provocare una ripresa della malattia è quindi molto importante non solo per i pazienti ma anche per il sistema sanitario” aggiunge Saglio ”Questo processo viene oggi accelerato con l’introduzione di nilotinib perché una percentuale maggiore di pazienti potrebbe raggiungere questo traguardo”.

Il progetto “Path to cure” di Novartis prevede sforzi per migliorare la comprensione della patologia, la standardizzazione del metodo di misura della risposta alla terapia e la definizione di nuovi approcci per la gestione complessiva della Leucemia Mieloide Cronica. In questo ambito rientrano attività uniche di collaborazione con enti accademici e scientifici a livello nazionale ed europeo, quali il progetto Labnet ed EUTOS .

“Sono entrambi progetti di successo in cui si è stabilita una importante collaborazione tra enti accademici e Azienda farmaceutica” conclude il Prof. Fabrizio Pane, Professore Ordinario di Ematologia – Direttore U.O. di Ematologia e Trapianti di Midollo Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e Presidente della Società Italiana di Ematologia. ”Il progetto EUTOS, nato nel 2007, è un’ampia iniziativa europea frutto della collaborazione tra European LeukemiaNet e Novartis per la standardizzazione del trattamento della Leucemia Mieloide Cronica. Labnet, nato in Italia nel 2007, è un esempio virtuoso nato sotto l’egida della SIE e gestito dal GiMEMA - Gruppo Italiano Malattie Ematologiche nell’adulto – che consente di mettere in rete una serie di laboratori specializzati in biologia molecolare in Italia che effettuano un monitoraggio della risposta molecolare attraverso metodiche sofisticate standardizzate e di elevata qualità”.

Oggi Labnet coinvolge 36 laboratori ben dislocati su tutto il territorio nazionale e rappresenta un modello di monitoraggio del paziente di sicuro successo in Italia e nel mondo. Avvalendosi infatti di un sistema basato sul web, il progetto supera gli ostacoli legati alla regionalizzazione e rende visibili risultati ed indagini in tempo reale dai medici coinvolti.
Fonte: ClicMedicina

Per ulteriori informazioni
Ufficio stampa
Burson-Marsteller Healthcare – tel. 066889631
Simona Valentini – simona.valentin@bm.com – cell. 340 6994602
Francesco Antonelli – Francesco.antonelli.ce@bm.com – tel. 06 68896339


Le nuove tecnologie applicate alla medicina

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Le nuove tecnologie apportano continuamente cambiamenti al nostro stile di vita, in alcuni casi può esserci un risvolto negativo, ma alcuni campi chiedono un continuo e costante sviluppo per migliorare la vita di tutti noi, uno di questi è la medicina. Daniel Kraft della Singularity University in Silicon Valley ha stilato sei buoni propositi per il 2012:

  • Artificial Intellingence a sostituzione dei medici: la diffusione degli smatphone e le tecnologie ad essi applicati probabilmente presto permetteranno di fotografare un macchia sulla pelle, inviarla al cloud e ricevere in cambio indicazioni sullo specialista a cui rivolgersi, ammesso che sia necessario. Anche per la medicina del lavoro potrebbe esserci un’utilità simile, infatti il medico competente, attraverso un’app potrebbe facilmente individuare le cause possibili di eventuali sintomi presentati dal lavoratore e legati ai rischi dell’attività lavorativa.
  • Salvataggio dei dati: il cloudsourced o crowdsourced permette di accumulare moltissimi dati, tra questi ci potrebbe essere anche tutto il nostro genoma, cosa che ci permetterebbe di avere uno stile di vita adatto alle nostre caratteristiche biologiche.
  • Analisi dei social network: finora i social network sono stati utilizzati solo per conoscere gusti e abitudini degli utenti. In realtà dalla loro analisi si potrebbe anche  monitorare la diffusione dell’influenza, ad esempio. Oppure organizzare, tramite social creati ad hoc, trial clinici p monitoraggi di studi già avviati.
  • Stampanti 3D: visto che si stanno diffondendo e il loro prezzo sembra abbassarsi si può sperare che un giorno questa tecnologia possa esser usata per creare ossa artificiali o per ricostruire la pelle.
  • Comunicazione medico-paziente: non solo i social network, ma anche Skype, potrebbero aiutare i pazienti a comunicare con il proprio medico curante e il medico stesso a consigliare i propri pazienti anche a distanza.
  • Telemedicina: sempre utilizzando lo smartphone si potrebbe tenere sotto controllo il battito cardiaco e inviare poi i dati al cardiologo che saprebbe interpretarli in tempo reale e intervenire se necessario. Lo stesso ragionamento si può applicare ai dati glicemici po respiratori.


La tecnologia si apre al mondo Senior

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Robot e videogiochi interattivi nell’immaginario collettivo appartengono rigorosamente alle generazioni dei teenagers, mentre non tutti sanno che nuovi studi sostengono che le nuove tecnologie possono migliorare la qualità della vita degli anziani.

È il caso di una ricerca effettuata dall'American Journal of Preventive Medicine, secondo la quale praticare sport virtuali sarebbe efficace sulla salute tanto quanto lo sport fisico così come comunemente è pensato.

È indubbiamente vero che fare attività fisica ritarda l’invecchiamento, ma è chiaro che per un anziano spesso fare sport in senso stretto non è conforme alle sue possibilità fisiche e alle capacità motorie che con l’età, specie in presenza di disturbi, diminuiscono.

Avere a che fare con mondi virtuali e interagire con essi attraverso le facoltà fisiche e cognitive sarebbe invece un’ottima alternativa per migliorare e proprie capacità di movimento e di espressione corporea, nonché per ridurre sensibilmente il rischio che si sviluppino forme di demenza senile.

Un altro  caso che vede la tecnologia più avanzata, quasi fantascientifica quale è la robotica, al servizio della terza età è un particolare pupazzo tecnologico che viene dal Giappone e che serve per combattere la depressione.

È noto che gli anziani sono più esposti a questo tipo di patologia per via del senso di solitudine e di impotenza che molte volte lamentano; così come è noto che Giappone e Italia sono i due paesi al mondo che maggiormente subiscono un invecchiamento della popolazione sempre più preponderante.

Questo robot è stato testato sugli anziani di una casa di riposo, di una casa di cura e di un residence per anziani e ha dato risultati molto vantaggiosi.


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