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…. e che dire del resto?

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Ieri c'erano alcune domande; oggi ce ne sono altre:

  1. e i caccia F35 che ci costeranno qualche miliardo fra acquisto e manutenzione ben sapendo che sono malfunzionanti (secondo un rapporto del Pentagono hanno "seri problemi") e non é vero che ci sono penali da pagare perché ci possiamo ritirare quando vogliamo senza dover cacciare nemmeno un centesimo?
  2. E i soldi dati a fondo perduto dalla BCE (a fondo perduto praticamente) a tutto il sistema bancario europeo, a noi ne toccano 116 mld, nella bella cifra di 446 mld di euro? Non si poteva destinarli al salvataggio della Grecia senza chiedere di affamare i cittadini greci? O é retorica?
  3. e i miliardi dati alle scuole private, soprattutto cattoliche, che dovrebbero non comportare nessun onere per lo Stato? Con questi soldi (nei quali ci ricomprendo anche le assunzioni senza concorso dei prof di religione) non ci si potrebbe ristrutturare l'intero sistema scolastico pubblico? O anche questa é retorica?
  4. e i costi della politica? Oggi la cosiddetta commissione per valutare e comparare il "livello" di reddito dei nostri parlamentari rispetto a quello degli altri paesi non ha potuto che far altro che prendere atto che da noi abbiamo veri e propri riccastri a sbafo… e visto che intorno alla politica ci girano, e ci mangiano, oltre un milione di persone, quale sarebbe il risparmio sfoltendo un pò prebende e posti?
  5. e perché mai lo Stato deve finanziare le imprese? Ben 45 mld ogni anno sono "donati" alle imprese senza niente in cambio… anzi in molti casi sono dati senza nemmeno … le imprese, si può continuare così?
  6. e i cosiddetti finanziamenti all'editoria? Un burocrate li decide: ma controlla davvero? Perché finte cooperative e finti fallimenti la fanno da padrone….
  7. e i giochini di borsa dove i soliti noti continuano a tosare il parco buoi con il soccorso pronto delle banche senza che nessuno alzi un dito?

ora provate a fare una somma di tutti i soldi "erogati" dallo Stato scrivete la somma per rendervi conto di quale mostruosità hanno messo su le caste italiane …. e pensate invece se emergesse un altra forza fatta di cittadini che tutta questa montagna di soldi per tre anni li destinasse alla riduzione del cosiddetto debito pubblico, in particolare interno, in modo da lasciare un paese florido ai posteri: pensate impossibile la cosa? Io no, perché ci sono ben 40 mln di potenziali cittadini in grado di sostituirli degnamente e, senza impoverirsi, fare il proprio dovere…… e soprattutto una volta che avessero ben compreso che ormai non ha più senso dirsi di destra o di sinistra ma semplicemente onesti e non e questo sarebbe un paese non dico felice ma sicuramente sereno e che guarderebbe al futuro senza paure (anche se son sicuro che le forze occulte e della zona grigia farebbero di tutto per impedire un processo del genere)!!!!!!


Il tredicesimo congresso del Fronte Polisario alle porte chiuse, chi ha rapito i tre europei da Rabuni?

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Il tredicesimo congresso del Fronte Polisario alle porte chiuse


Di Yassine Belkassem


È stata confermata, come si sapeva prima, la rielezione del capo alias Mohammed Abdelaziz, che da trentacinque anni è alla guida del gruppo separatista.

Il Fronte Polisario, che rappresenta solo una piccola parte dei saharawi armati nei campi di Tindouf in Algeria, è stato creato, armato e finanziato dal Gheddafi e Algeria dal 1976 all’epoca della guerra fredda, per la lotta contro il Marocco per la separazione del Sahara – anno in cui Rabat ha liberato il Sahara, ex colonia spagnola-.

Fino ad oggi l’ONU si è rifiutato di svolgere il referendum per l’autodeterminazione della popolazione saharawi, per motivi relativi all’impossibilità dell’applicazione della consultazione referendaria e la definizione del corpo elettorale. L’ONU ha raccomandato con diverse risoluzioni la ricerca di una soluzione politica. Il Marocco, nel 2007 dicendosi disponibile solo a concedere un’autonomia amministrativa. Per il Marocco il Sahara è un territorio marocchino, il suo Piano di regolamento è stato apprezzato come Piano serio e credibile, dal Consiglio di Sicurezza e dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Il sito italiano “rinascita” fa sapere che “al congresso si è discusso del rapimento dell’italiana Rosella Urru e dei suoi colleghi spagnoli avvenuto il 23 ottobre a Rabboni, in Algeria, e del traffico di armi proveniente dalla Libia. Da ricordare che centinaia dei mercenari del polisario hanno combattuto a fianco alle truppe del Gheddafi fino alla caduta del regime.

Il sito aggiunge che “parlando al sito mauritano Akhbar. info, un esponente della direzione Polisario, Abdel Qader Taleb ha prima accusato Al Qaida del sequestro – “si tratta di persone che hanno legami con al Qaida nel Maghreb islamico e con le organizzazioni criminali di contrabbandieri attive nel Sahara”- per poi correggersi e accusare il Marocco “che ha interesse a screditarci”.

Il 17 dicembre il cosiddetto ministro della difesa del gruppo separatista, Mohamed Lamine Bouhali, ha dichiarato ad un giornale algerino accusando i Servizi marocchini e francesi di aver organizzato il rapimento. Bouhali, ha indicato senza mezze parole che i rapitori hanno proposto la vendita degli ostaggi a Mokhtar Belmokhtar, capo di Katibat Al Mulathamun, una delle strutture le più attive per conto dell’AQMI in Sahel, ma questo ultimo ha rifiutato l’offerta, pretendendo che “l’organizzazione terroristica AQMI non ha problemi con Polisario”. Proprio su questa dichiarazione il mondo si interroga, chi ha rapito i tre europei? Polisario o AQMI? tutti due? O sono due face della stessa moneta? Tale dichiarazione conferma ancora l’esistenza di un "deal/modus vivendi" tra AQMI e polisario.

Il sito italiano “rinascita” riferisce ancora che “parlando però al giornale algerino el Watan, un altro esponente del Polisario, Mohamed Boukhari, ha aggiunto che “al momento il nostro gruppo non ha alcuna prova concreta di un legame tra il Marocco del sequestro dei tre cooperanti europei”.

Da giorni, inoltre, c’è una polemica a distanza tra le autorità maliane e il Fronte Polisario per l’uccisione di due contrabbandieri, sospettati di essere legati al sequestro degli europei. I due uomini sono stati uccisi dal gruppo separatista in un blitz avvenuto la scorsa settimana non in Mauritania, come riferito in un primo momento dalla stampa, ma in territorio maliano, scatenando la rabbia del governo di Bamako per la violazione della sovranità territoriale. “Bamako non accetterà più nessuna violazione della propria integrità territoriale da parte del Fronte Polisario. “Il nostro paese non è il Far West dove possono venire a uccidere delle persone e lo avevamo già detto in passato. La prossima volta prenderemo dei provvedimenti”, ha detto una fonte del governo al Sahara media.

L’incursione del Fronte Polisario in Mali è stata criticata anche dagli Stati Uniti, che appena sentono il nome di al Qaida prendono la palla al balzo: “Il blitz compiuto la scorsa settimana dai miliziani del Polisario in Mali rischia di far diventare la situazione nella regione del Sahel esplosiva”.

Il sito italiano conclude, “è l’analisi di Peter Pham, direttore del centro studi sull’Africa Michael S. Ansari che fa parte dell’Atlantic Council di Washington, che intervistato dal sito mauritano Sahel media ha lanciato “l’allarme” sul pericolo al Qaida nel Maghred islamico” e la collusione con i gruppi armati nella zona.

L’ala separatista è innocente? Si dice in Sahara, “non c’è fuoco senza fumo”…


Tredicesimo congresso del Polisario 15/20 dic, contesto interno e regionale portano brutte sorprese all’esistenza e al futuro dell’organizzazione separatista

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Tredicesimo congresso del Polisario 15/20 dicembre
Un conclave chiuso, sotto alta sorveglianza e le prospettive che non ci sono per i saharawi.

In un contesto marcato di un insieme di avvenimenti e dei fatti che rischiano di cancellare il movimento separatista saharawi.

Il capo, Mohamed Abdelaziz, eterno e inamovibile Segretario Generale di Polisario dal 1976, si contrasta con le sfide della situazione interna in cui regna un clima di deterioramento risultante dell’impotenza della classe dirigente, e in secondo luogo, del contesto regionale marcato della Primavera araba e la caduta del suo tutore, il regime del Gheddafi, senza paralare del suo creatore algerino che ha da confrontare problemi politici ed economici seri.

Accanto a tutto ciò, il spettro del terrorismo e della criminalità organizzata nella regione del Sahel in cui i giovani senza futuro e senza prospettive si sono caduti nell’estremismo, il contro bando e il traffico di ogni tipo, droga, immigrazione clandestina, armi …
Campi di Tindouf in Algeria: Situazione altamente esplosiva

Il clima generale caratterizzato di una sfiducia della popolazione verso la direzione che non è disposto ad operare cambiamenti nelle proprie strutture e sulla gestione della quotidianità nei campi.

Da diversi mesi che i giovani saharawi si combattono e tentano di far sentire la loro voce organizzando manifestazioni e Sit-In ogni giorno da marzo 2011. “Il movimento 5 marzo” è ormai in Sit-In permanete e ha montato tende davanti alla sede del Segretariato Generale del Polisario che cerca con ogni mezzo a far zittire le voci dei contestatori che rivendicano con coraggio la cacciata di Mohamed Abdelaziz e del suo clan.

Mostafa Salma Ould Sidi Mouloud, simbolo dei Saharawi per un futuro migliore, è stato cacciato dai campi dopo aver vissuto le peggiori torturi nei centro di detenzioni nel famigerato “Arrachid” nei campi del Polisario.

I movimenti di contestazioni si moltiplicano e si organizzano, i maggiori sono «Rassemblement des Jeunes de la tribu Laaroussyine», il «Mouvement des jeunes de la tribu Rguibat Oulad Daoud», «Khat Achahid», il partito «Rassemblement Sahraoui Démocratique», ecc. il cantante Najem Allal, arrestato diverse volte e impedito di cantare pubblicamente, la sua colpa e quella di cantare la gloria e esprimersi artisticamente la sua critica alla politica della direzione e al suo tutore algerino. Malgrado tutto Najem continua a manifestare con i suoi coetanei a Rabouni.

Altre voci si sono fatte vive all’estero tra la diaspora saharawi per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sui malori dei saharawi rimasti sequestrati dai dirigenti polisariani per riscatto degli aiuti umanitari internazionali e profittando del traffico internazionale di droga e tutti tipi di contro bando nella zona.


Un contesto regionale porta brutte sorprese all’esistenza e al futuro del Polisario


La primavera araba ha cacciato via il regime del Gheddafi che era mentor dei separatisti polisario, all’indomani della caduta del regime totalitario del colonnello, il polisario si trova in situazione monoparentale contando sulla sorte dell’Algeria, genitore e protettore assoluto, per assumere il pesante incarico della gestione e del finanziamento perso. Questa novità ha riscaldato dibattito in seno dei massimi comandanti algerini che hanno dato sempre l’aspetto finanziario relativo al polisario ai terzi per dedicarsi all’aspetto politico, sicurezza e militare.

Il ritorno di migliaia dei combattenti saharawi dalla Libia dove hanno combattuto fino all’ultima ora della caduta del Gheddafi è un'altra fonte di preoccupazione maggiore. Questi giovani che sono addestrati in un clima violente si trovano in disimpegno e senza risorse e il rischio che si possono alimentare il traffico di ogni genere nei campi in stretta sinergia cin le bande sahelo saharawi, come possono essere appetittibile per l’estremismo.

Possiamo dire che questi fenomeni non sono nuovi, perché da anni che si osserva una deriva di un centinaio dei giovani saharawi che per il mancato di risorsi si sono inpegnati nel traffico di contro bando tra Mauritania, Algeria e Mali.

Altri hanno scelto il credo estremista e si sono convertiti nel proselitismo puro e duro che trasforma l’estremismo dei giovani saharawi a Tindouf. La presenza dei campi in un paese colpito dagli anni 90 dal terrorismo, non poteva lasciare insensibili qualche giovani saharawi, dall’annuncio, all’inizio del 2007 l’adesione dell’ex GSPC (Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento) algerina all’organizzazione terroristica Al Qaida nel Maghreb Islamici AQMI, si sono reclutati diversi del nord del Mali, che hanno avuto anche un ruolo di leader come il sopranominato “Khalid Saharawi” e che hanno attaccato diverse volte l’esercito mauritano.

Questo promiscuo con le strutture dell’AQMI e del traffico di droga nella regione non andava senza conseguenze.

Il 23 ottobre 2011, tre lavoratori umanitari, l’italiana Rossella Urro e due spagnoli sono stati rapiti da Rabouni, proprio davanti alla sede della presidenza del Polisario in Algeria. Questo vile atto a vissuto la partecipazione di diversi trafficanti saharawi e del Mali, in cui figurano personaggi conosciuti nel registro del terrorismo e del traffico nella regione come i saharawi Hedi Ould Bechri, Rubio, noto trafficante nella banda Sahel Saharawi, cugino e socio di Mohamed Luali Ould Laakik, patrone dei servizi di sicurezza e membro della Segretariato nazionale del Polisario, Aly Brahim, Omar Sahraoui aveva un ruolo attivo nel rapimento di tre spagnoli nel novembre 2009 in Mauritania, e ancora il “Double Tête” barone della droga in Sahel che era già citato per il sequestro del 07 settembre 2011, di quattro elementi del polisario, tra loro si sono citati il vice del comandante della prima regione militare del movimento separatista, Taleb Ammi Deih e suo figlio per una affare nera di furti dagli uomini di Taleb Ammi di 1.3 tonnellate di Hascisc.

Il rapimento di Rossela Urro e altri, rivendicato da un misterioso gruppo denominato “Gruppo del Jihad e dell’Unicità in Africa dell’Ovest” guidato da un maliano, che forse, staccato dall’AQMI, interpella diversi atti: il primo, conferma per la ennesima volta le collusioni tra i gruppi criminali e terrorismo nella regione del Sahel. Secondo, fa ricordare di una realtà, quella dell’infiltrazione nei campi di Tindouf di gruppi criminali e terroristici, in presa di conto della facilità con la quale i rapitori hanno agito nella cosiddetta zona altamente sorvegliata. Infine questo rapimento lancia allarme al capo alias Mohamed Abdelaziz come regolamento dei conti nella direzione del poliasrio nella prospettiva del tredicesimo congresso. La messa sotto arresto domiciliare di Ould Laakik, capo della sicurezza del polisario ci da la dimensione che regna nei campi che è divenuta elemento gravissimo dell’instabilità e della sicurezza in tutta le regione.


Incontro di Medjugorje a Varese

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Seimila fedeli verso Medjugorje L'incontro con la veggente a Varese

VARESE Seimila particole per Medjugorje. Già pronte le ostie per la messa, di domenica 20 novembre, nella giornata dedicata alla Madonna al palazzetto dello sport.

Il tempio della pallacanestro nostrana si trasformerà in tempio di preghiera, accogliendo i fedeli della Regina della Pace da tutto il Nord Italia. Fulcro del fitto programma, la presenza di una delle veggenti, Marija Pavlovic, che quotidianamente ancora riceve le apparizioni mariane.

La seconda edizione di un evento che l'anno scorso, in una giornata di maltempo, complicato dalla neve, aveva raccolto cinquemila fedeli al PalaWhirlpool.

«Sapevamo che, se avessimo avuto uno spazio così ampio, la gente sarebbe arrivata» racconta Luigi Leva dell'associazione "Amici di Medjugorje di Varese", promotrice dell'iniziativa. Presenti gli habitué dei pellegrinaggi, ma anche chi non c'è mai stato. «È un'opportunità imperdibile per chi non intraprenderebbe il viaggio perché malato o per questioni economiche in un momento di crisi come questo».

In autobus, treno, auto o a piedi, i fedeli raggiungeranno Masnago per raccogliersi in preghiera continua: «È un momento di ricerca e sono soprattutto i giovani a sentirne la necessità». Lo scorso anno in molti, muniti di panino e acqua, hanno pregato, quasi ininterrottamente, per 12 ore dalle 8.30 del mattino.

«Abbiamo voluto dare un'impronta varesina al programma, invitando il cantautore di ispirazione cristiana Roberto Bignoli  ( 5 Unity Awards grammy della musica cristiana contemporanea in USA) Roberto ha vissuto per oltre 14 anni a Varese.e che ha creato la famosa canzone " ballata per maria" diventata il jingle di Radio Maria  e delle canzoni di successo internazionale "Concerto a Sarajevo" dedicata  ai bambini  vittime della guerra in Bosnia e di "Non Temere" dedicata al Beato Giovanni Paolo II di cui Roberto in questi giorni ha tenuto una serie di concerti per le reliquie di Giovanni Paolo in Sicilia e Calabria. Roberto  terrà un piccolo concerto insieme a lui ci sarà la giovane cantante lirica Marina Murari e il batterista dei new trolls Gianni belleno». A parlare diffusamente del fenomeno delle apparizioni, invece, sarà il giornalista vaticanista Saverio Gaeta, autore di un saggio dedicato ai fatti della piccola cittadina tra i monti della Bosnia Erzegovina ela testimonianza di  Padre Siamao Pedro.

Sentita la presenza di presenza di monsignor Giacomo Martinelli, tra i primi a seguire da vicino accompagnando i medici che indagarono sulla complessa dinamica dell'estasi dei veggenti, riscontrando scientificamente gli eventi. e di Paola del villaggio della Madre di Medjugorje dedicato a Padre Slavko!

Interverrà anche Antonello De Giorgio, il varesino autore del libro "Non sono ancora una foto sopra una lapide". Racconterà la sua storia, dalla scoperta di avere un tumore maligno alla guarigione avvenuta in maniera misteriosa, della preghiera continua per lui dei gruppi di preghiera di Medjugorje. Non si parla di guarigione prodigiosa, anche se in molti hanno gridato al miracolo.

Leva che è un veterano del pellegrinaggio a Medjugorje e ne ha fatti oltre 250, racconta: «Chi va a Medjugorje o viene ai raduni di preghiera con i veggenti cerca quello che, in un certo senso, non ha mai trovato. Nessuno è mai tornato come prima».




Seimila fedeli verso Medjugorje L'incontro con la veggente a Varese

VARESE Seimila particole per Medjugorje. Già pronte le ostie per la messa, di domenica 20 novembre, nella giornata dedicata alla Madonna al palazzetto dello sport.

Il tempio della pallacanestro nostrana si trasformerà in tempio di preghiera, accogliendo i fedeli della Regina della Pace da tutto il Nord Italia. Fulcro del fitto programma, la presenza di una delle veggenti, Marija Pavlovic, che quotidianamente ancora riceve le apparizioni mariane.

La seconda edizione di un evento che l'anno scorso, in una giornata di maltempo, complicato dalla neve, aveva raccolto cinquemila fedeli al PalaWhirlpool.

«Sapevamo che, se avessimo avuto uno spazio così ampio, la gente sarebbe arrivata» racconta Luigi Leva dell'associazione "Amici di Medjugorje di Varese", promotrice dell'iniziativa. Presenti gli habitué dei pellegrinaggi, ma anche chi non c'è mai stato. «È un'opportunità imperdibile per chi non intraprenderebbe il viaggio perché malato o per questioni economiche in un momento di crisi come questo».

In autobus, treno, auto o a piedi, i fedeli raggiungeranno Masnago per raccogliersi in preghiera continua: «È un momento di ricerca e sono soprattutto i giovani a sentirne la necessità». Lo scorso anno in molti, muniti di panino e acqua, hanno pregato, quasi ininterrottamente, per 12 ore dalle 8.30 del mattino.

«Abbiamo voluto dare un'impronta varesina al programma, invitando il cantautore di ispirazione cristiana Roberto Bignoli  ( 5 Unity Awards grammy della musica cristiana contemporanea in USA) Roberto ha vissuto per oltre 14 anni a Varese.e che ha creato la famosa canzone " ballata per maria" diventata il jingle di Radio Maria  e delle canzoni di successo internazionale "Concerto a Sarajevo" dedicata  ai bambini  vittime della guerra in Bosnia e di "Non Temere" dedicata al Beato Giovanni Paolo II di cui Roberto in questi giorni ha tenuto una serie di concerti per le reliquie di Giovanni Paolo in Sicilia e Calabria. Roberto  terrà un piccolo concerto insieme a lui ci sarà la giovane cantante lirica Marina Murari e il batterista dei new trolls Gianni belleno». A parlare diffusamente del fenomeno delle apparizioni, invece, sarà il giornalista vaticanista Saverio Gaeta, autore di un saggio dedicato ai fatti della piccola cittadina tra i monti della Bosnia Erzegovina ela testimonianza di  Padre Siamao Pedro.

Sentita la presenza di presenza di monsignor Giacomo Martinelli, tra i primi a seguire da vicino accompagnando i medici che indagarono sulla complessa dinamica dell'estasi dei veggenti, riscontrando scientificamente gli eventi. e di Paola del villaggio della Madre di Medjugorje dedicato a Padre Slavko!

Interverrà anche Antonello De Giorgio, il varesino autore del libro "Non sono ancora una foto sopra una lapide". Racconterà la sua storia, dalla scoperta di avere un tumore maligno alla guarigione avvenuta in maniera misteriosa, della preghiera continua per lui dei gruppi di preghiera di Medjugorje. Non si parla di guarigione prodigiosa, anche se in molti hanno gridato al miracolo.

Leva che è un veterano del pellegrinaggio a Medjugorje e ne ha fatti oltre 250, racconta: «Chi va a Medjugorje o viene ai raduni di preghiera con i veggenti cerca quello che, in un certo senso, non ha mai trovato. Nessuno è mai tornato come prima».


la macchina del fango …… di ritorno

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Guai a quel paese che fa del proprio se più intimo pubblica esibizione, vero? Dalla discesa in campo dell'amato capo la percezione dell'immagine che di lui ricevono gli altri è completamente cambiata; seguendo l'iconografia mitizzante della propaganda nazifascista (prima) e della guerra fredda (poi) ha portato la personalizzazione del se politico a mischiarsi con il se privato in una confusione di ruoli tale che gli stessi spin doctor di cui si contornava non riuscivano a stargli dietro: un vero mago del catodico e un vero padrone dei media che in maniera sottile ha saputo sempre, constantemente e abilmente, far evaporare i confini fra il virtuale (media e in particolare la tv) e le vicende politiche del partito che in pochi mesi ha messo su raffazzonando spezzoni in libera uscita del morto CAF della prima repubblica.
Attorno alla sua immagine, come dicevo, sapientemente costruita ha saputo anche creare un blocco, prima, televisivo e, poi, politico che (pur  assumendo un connotato conservatore) sapeva saltare i confini dei ceti e della classi: dalla casalinga di Voghera alla partita iva rampante della milano da bere (…) tutti vi si potevano riconoscere … e, nel contempo, con un altrettanto sapiente azione riusciva a far proprie le parole d'ordine uscite dalla protesta popolare di Tangentopoli portandoli, a distanza di tempo, su versanti diametralmente opposti a quelli da cui si trovavano in origine: da moto popolare contro il malgoverno a attacchi ossessivi e ripetuti contro un altro potere dello Stato, la Magistratura, presa a bersaglio delle proprie attenzioni (svuotando fino al paradosso della faccia tosta le proprie azioni fino alla più colossale di tutte della "nipote di Mubarak" cui il Parlamento fa finta di credere in un tragicommedia che nemmeno un grande artista come Pirandello avrebbe potuto lontanmente immaginare) e ripetutamente additata come "il" male assoluto….. abilmente evitando di porre l'attenzione sui propri interessi che spesso collidevano fortemente con quella che comunemente, in un paese liberale e legalitario, si potrebbe definire appunto legalità.
Tutto ciò, però, non sarebbe potuto avvenire se prima non avesse avuto la possibilità non solo di poter letteralmente "comprare" il meglio del meglio che la piazza della comunicazione potesse offrire (uomini soprattutto "che si offrono al drago"… ecc. ecc. oltre alle vergini) ma anche controllare, direttamente o meno, i media nel loro complesso: solo i media addomesticati, epurati, demotivati, controllati, occupati, ecc. potevano offrire quella base necessaria alla costruzione di una realtà da recitare che fosse credibile, leggiamo poco e meno ancora usufruiamo della rete per informarci, agli occhi dei propri simpatizzanti e, nell'offrire un immagine vincente fortemente sovraesposta, annullare quelle che erano le grandi pecche del costrutto virtuale.. proprio l'uomo su cui si costruiva il castello. Ciò nonostante "gli uomini che fecero l'impresa" ebbero anche un altro merito ossia quello di cambiare il dna stesso degli oppositori: non solo di farli diventare a propria immagine somiglianza, riuscendovi pienamente peraltro, ma soprattutto di eliminare il cordone ombellicale che dalla protesta sociale arrivava fino alla sua rappresentanza politica creando le condizioni affinché quei ceti che si erano identificati fino a quel momento nella sinistra non fossero più nemmeno visibili (per non parlare dell'esser rappresentati in Parlamento) socialmente e mediaticamente (e chi ci ha provato, come Santoro, prima è stato "edittato" poi gli hanno fatto la guerra ed infine epurato e mandato via…..): si son ritrovati ad essere invisibili pur essendo la spina dorsale della nazione (sorpattutto dal punto di vista fiscale….). E quando tutto ciò non bastava … c'era sempre l'artiglieria mediatica che interveniva ad attaccare a testa bassa (cosa che ci ha fatto scivolare pericolosamente nelle graduatorie internazionali della libertà di stampa fino a scendere ai livelli di paesi per nulla liberali come l'iran ad esempio) creando quella che è stata chiamata macchina del fango…… chiunque vi finiva dentro veniva stritolato letteralmente. Quello che non poteva essere "controllato" era o sottomesso (sindacati) o incensato con prebende e favori (lobby, ordini, industriali, partite iva e, soprattutto, il Vaticano che mai come ora ha avuto un Governo così "vicino e amico" come ora ……. nemmeno ai tempi della DC al punto che per varie volte ha fatto finta di non vedere o "contestualizzando"o blandissimamente facendo delle reprimende che servivano più a tenere buona la propria pancia che i comportamenti tenuti dal Nostro….. non si possono mica perdere i miliardi che in questi anni, a nostre spese, abbiamo bellamente regalato a Oltretevere partendo dalle infornate di prof di religione cattolica nelle scuole pubbliche senza concorso al mancato pagamento dell'ici al finanziamento surrettizio delle scuole cattoliche, incostituzionale, e a tante altre cose e cosine come leggi scritte a S. Pietro più che in un Parlamento laico; quindi come si fa a evitare di aiutare il Nostro?). Ma il meccanismo messo su, come tutti i fatti umani, non è perfetto: a volte la macchina si rivolta contro. A volte sono autogol, altre è un altrettanto sapiente suo uso ritorto contro proprio chi l'ha creato; e questo é il caso della pubblicazione, su un blog della piattaforma worldpress, di una lista di personalità che si sono distinte, a dire dei suoi estensori, in omofobia pur forzando la propria identità sessuale…. se la lista è credibile o meno non sta a me giudicarlo ci penseranno altri: una cosa però me la sento di dire parafrasando quella che era un mantra proprio di alcuni esponenti che in altri casi non facevano che ripetere che "per criticare moralmente, socialmente e politicamente alcuni comportamenti se prima non si era di specchiata moralità e senza scheletri nell'armadio da nascondere o di essere di appetiti non consoni con la linea politica proclamata ai quatto venti" …… e mi chiedo: se, ripeto se le illazioni venite fuori sono attendbili, ciò vale solo per chi non appartiene all'entourage oppure anche per chi ne fa parte? Perché in questo caso c'è proprio qualcosa che non va dato che ancora una volta non si può non notare una emergente schizofrenia del potere: i separati, purché politici e cattolici, che proclamanno i valori della famiglia tradizionale; i diversamente etero che si comportano da omofobi; i difensori della vita che, magari, appartengono a categorie professionali che praticano di nascosto l'aborto o l'interruzione della vita in maniera assistita (per pura pietas cristiana); che vanno, o si portano a casa, a "donne  e altro" pur proclamandosi campioni campioni della fede; che bestemmiano e raccontano barzellette "eretiche" e si vedono "contestualizare" la cosa ecc. ecc…. si c'é proprio qualcosa che non va, vero?


Sito democratico e indipendente?

4 commenti

Veramente strano che questo sito abbia eliminato il mio articolo – altervista e la trasparenza -.

Del resto parlavo della quarta realtà Italiana rtiferita al traffico , e che a mio parere non si comporta correttamente e in maniera trasparente. Ed invece di supportare la conoscenza e del migliorare le cose( vedi che si lamenta ogni giorno di questo o quel governo) preferisce fare lo struzzo.

Quando si parla di democrazia e libertà di pensiero ci si riferisce a 'sparlare' di cose che non piacciono ' personalmente'?…

Credo che il mio articolo era molto più informativo per tutti gli utenti della rete che dei soliti articoli di persone frustrate che se la prendono sempre con una persona in particolare( vedi Berlusca) senza prendere nemmeno in esame altre cose.

Grazie comunque…. ma credo che la libertà di pensiero sia la capacità di dare la possibilità a tutti di dire la propria opinione….. e non giudicare a prescindere. (almenoche' anche questo sito non abia interessi personali da difendere.

Agli utenti l'ardua sentenza… sempre che facciano a tempo a leggere….


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