solo pochi mesi ……
Oggi spulciando nelle notizie finanziarie ne ho trovato una che definire inquietante è poco: un analista di uno dei più grandi fondi europei d'investimento ha dichiarato che tutto quello fatto finora dai PIIGS ci ha "dato respiro solo per pochi mesi", poi si vedrà…. quindi estendendo per logica il ragionamento dell'analista: o si fa quanto chiedono i mercati, leggi i signori del denaro, o ricomincia la baraonda. Si partirà con la Grecia, naturalmente: hanno avuto i 130 mld di euro per …. pagare le banche (qualcuno credeva che servissero per risanare l'economia? Che ingenui….. se la Grecia sarà l'esempio per gli altri é problematico anche solo pensare di avere qualche pizzico di compassione dai signori del denaro) ma devono, contemporaneamente, applicare tutti i punti concordati con BCE, FMI, UE sennò la borsa si restringerà subito e … bé lo sappiamo e comunque sarà solo l'inizio: anche gli altri paesi "dovranno" ottemperare altrimenti faranno al stessa fine, nulla di meno. Greci, portoghesi, italiani, irlandesi, spagnoli, si troveranno di fronte a una durissima scelta: o scelgono l'euro e allora devono chinare il capo sia alle oligarchie nazionali (da noi le élite stanno sfruttando l'occasione per regolare i conti con i diritti dei lavoratori, la sanità e il welfare… mentre se uno di loro dovesse aver problemi state tranquilli che trovano sempre il modo di assolversi e autoassolveri per tacere delle pressioni fatte sulla politica per ottenere leggi, per loro, garantiste) che a quelle internazionali o …… come dire, trovare la propria strada: sarà dura subito ma in una decina di anni (e con un ricambio completo dell'intero personale politico) possono (ri)costruire o sperare di farlo riprendendo nelle proprie mani il proprio destino: mai come ora "parigi NON vale una messa"….
LE SORPRESE DEI SONDAGGI
L’editoriale di Giuliano D’Aria
Tornare a parlare di elezioni e di sondaggi non è un esercizio inutile. È lampante come il sole che si voterà alla scadenza naturale della legislatura, nell’aprile-maggio 2013. Ma per chi? Questo sembra essere un bel quesito che non sarà sciolto neanche dalla tornata di amministrative che si prepara ad aprile di quest’anno. E allora affidiamoci a un sondaggio. Quello della Lorien del 17 febbraio scorso è molto significativo, pubblicato da Bimedia qui ci dice un po’ quello che tutti sospettano e che tutti i sondaggi, con qualche punto di scarto, registrano: Pd al 28 per cento primo partito, Pdl al 26 per cento a capo di una coalizione minoritaria che non raggiunge il 34 per cento, Terzo polo attorno al 13 per cento con un FLI accreditato di un micragnoso 2,6 per cento probabilmente poco veritiero… Il problema non è qui, bene o male è un annetto che le posizioni sono ferme lì dov’erano, compresi Grillo e Vendola. Il problema è nel riquadro sottostante, dove si vede la partecipazione al voto. Ebbene si scopre che a gennaio 2011 indecisi e astensionisti erano il 26 per cento, a febbraio 2012 sono arrivati al 43 per cento. E se guardate altri sondaggi sarebbero anche di più.
Cioè, in un anno il corpo elettorale non si è “spostato” nelle sue intenzioni di voto. Ma sono quasi raddoppiati quelli che non ne possono più o che sono in cerca di un’altra collocazione politica, lontana dalle alchimie di Palazzo. Giochetti di potere -badate bene – che sono ben lontani dalla sottigliezza politica e dalla qualità ideologica della Prima Repubblica, dove poi alla fine nulla cambiava ma andava puntualmente a votare il 68 per cento del corpo elettorale. Qui si fa la gara a chi ruba meno, a chi peggio amministra, a chi risolve nessuno dei mille problemi quotidiani di un paese in profonda crisi di coscienza e di fondi.
Il Pdl con il 23 per cento conta sempre un elettore su quattro. Ma è un solo elettore di otto che lo avrebbero votato un anno fa , uno di quindici se si fa il conto del 13 per cento perso per strada dalle politiche 2008. E dove sono gli altri 14? Nella terra di nessuno. Stesso discorso e stessi numeri valgono per il Pd. Peggio, perché con le primarie il partito di Bersani si scopre sempre perdente nei testa a testa con Rifondazione e Sinistra vendoliana al punto da dover sempre tirare il carretto per cavalli che poi non rispetteranno i patti.
È chiaro che la pace all’interno di questi partiti famelici e per ora bloccati non potrà durare, ma il governo Monti fa da busta di plastica della situazione… senza fermare però la decomposizione della politica. Il frutto potrebbe essere, anzi quasi sicuramente sarà, un periodo di forti crisi e scissioni, con riposizionamenti e sparate per cercare visibilità che, a ragion di logica non ci faranno più trovare questi partiti e questi personaggi politici tra un anno, parliamo di Alfano, Bossi, Maroni, Bersani e Veltroni, se non come figure marginali di una Seconda repubblica che sta finendo senza gloria.
(22 Febbraio 2012)
CORRUZIONE, NON BASTA UN GOVERNO PER FERMARLA
L’editoriale di Giuliano D’Aria
Sono 140 miliardi l’anno i fondi pubblici che finiscono in corruzione. In pratica, se cessasse dall’oggi al domani, raggiungeremmo il pareggio di bilancio senza una lira di tasse in più. L’Italia è al 69° posto nella classifica Transparency International. Scrive De Bortoli sul Corriere della Sera del 13 febbraio 2012: “La corruzione è una tassa occulta, frena gli investimenti esteri, distorce i mercati, umilia il merito e calpesta la cittadinanza. Dopo la riforma del 2001, il falso in bilancio non è di fatto più perseguito. Non si capisce perché l’Italia, unico fra i Paesi aderenti, non abbia mai ratificato la convenzione internazionale sulla corruzione del ’99.
L’evasione è fenomeno connesso. Ma l’Agenzia delle Entrate trasmette le informazioni alla magistratura dopo cinque anni. E la prescrizione è certa. La Banca d’Italia non comunica alla stessa Agenzia i movimenti anomali dei capitali ma solo alla Guardia di Finanza. La risposta non può essere esclusivamente di carattere penale o di contrasto all’evasione o premiando (curioso) chi si comporta bene, se la società non infligge anche un costo di reputazione a chi infrange le sue regole”… La corruzione – altra dimenticanza nel dibattito generale - è legata anche alle mafie che controllano cinque regioni sottratte alla giurisdizione statale. Bisogna rilanciare questo argomento che oggi non suscita neanche più sdegno, ma che in realtà è uno dei colli di bottiglia che frena lo sviluppo. E – paradossalmente – la corruzione trova la sua maggiore spinta nelle leggi su localismo e federalismo che hanno assegnato fondi ingentissimi a Regioni, Province e Comuni senza sottoporli ad alcun controllo né di merito, né di forma. Ricondurre le Regioni ad essere uno strumento dello Stato, e non degli staterelli a sé, sarebbe già un primo passo per dimezzare la corruzione in Italia. Se poi il governo si decidesse finalmente a far qualcosa per “festeggiare” i 20 anni di Tangentopoli… Allora ci fu un’ondata di sdegno che portò alla fine dei partiti di grande corruzione. Oggi è la stessa magistratura – che fino ad allora non aveva avuto visibilità – ad essersi sovraesposta come “casta” ancor più casta delle segreterie dei partiti corrotti. Bisognerà attendere che l’Europa ci costringa a una legge anticorruzione come ci ha costretti a una norma per la responsabilità civile dei magistrati? O una volta tanto potremo fare da soli? Certo né Monti, Né Berlusconi-Alfano, né Bersani riusciranno a farlo. Serve prendere il toro per le corna e formare qualcosa di diverso, oggettivamente trasparente, non legato ai partiti della Seconda Repubblica…
(22 Febbraio 2012)
sic transit gloria … veltronensis
Prima disse che voleva andarsene in Africa (temo che ce lo avrebbero rimandato indietro senza nemmeno farlo scendere dall'aereo); poi tutti pensarono che volesse rassegnarsi a fare il "notabile" del pdmenoelle accontentandosi, solo, di giocare a dalemoni con il suo eterno gemello rivale…. e invece, si avvicinano sia le elezioni che il congresso, improvvisamente, risorge. E indovinate, per fare audience, di cosa straparla? Di art.18, naturalmente… di cos'altro? Ha così tanta voglia di " fare centro" con i neodc che é capace di far saltare tutto, alleanze consolidate comprese. Ma un buona metà del paese, la parte mligliore, può ancora sopportare queste uscite? Possiamo, ancora, stare a guardare personaggi del genere che fanno e disfanno a loro piacimento mentre portano l'intero paese si "grecizza" sempre di più? Si può capire che, non essendoci all'orizzonte nulla di realmente nuovo, ci si deve accontentare e si può anche capire che molti son rassegnati (l'area dell'astensione si sta paurosamente allargando) al male minore… ma farsi del male così, no grazie. Qualcuno é disposto ad accollarsi la spesa per ospitarlo nei prossimi 20 anni? I tempi sarebbero maturi, e noi?
BUONE NOTIZIE DALL’AGONIA DELLA SECONDA REP.
Editoriale di Giuliano D’Aria
La settimana politica si apre con la notizia migliore che l’Italia si attendesse da anni.Forse il Pdl non si presenterà alle amministrative con liste proprie, ma ricorrerà a una serie di liste civiche. Lungi da noi qualsiasi screzio con il povero Pdl… è il “contesto” quello che ci piace. Ricostruiamo. Due settimane fa, all’ombra del governo Monti, nasce un dibattito sulla legge elettorale. E viene fuori un’ipotesi incredibile anche per la vecchia Bulgaria. Infatti Pdl e Pd, Berlusconi e Bersani, pensano amabilmente di far fuori tutti gli avversari mettendo lo sbarramento al 13 per cento. Alla faccia del Porcellum… questo sarebbe stato il Merdellum. La notizia non è infondata, ci hanno proprio pensato e avevano buttato giù un’ipotesi di lavoro per avviare la proposta di legge.Il problema è sorto quando sono andati a fare un assaggio del loro progetto presso i loro elettori. Oggi il Pd si attesta sul 27 per cento, primo partito con pochissimo appeal… il Pdl tra il 18 e il 20 per cento. Ebbene… se avessero fatto passare una legge elettorale di quel genere già, alle amministrative entrambi non avrebbero superato l’8 per cento. Non si è più parlato di legge elettorale. Tra gli elettori c’è una gran voglia di teste da far saltare. Primo risultato: Berlusconi annuncia non solo che non si ricandiderà, ma che non farà neanche campagna elettorale per le amministrative. Bersani è alla gogna nel suo partito, perde una primaria dietro l’altra, si avvia – da primo partito – alla scomparsa definitiva. Infatti non riesce a imporre nessuno dei suoi alle primarie ed è costretto a correre sempre per altri, a Genova come a Palermo. Come ha già fatto a Milano e Napoli. Chiaro che i suoi siano un tantino incazzati.
In più l’area del non voto è salita al 44,6 per cento pari alla somma dei due maggiori partiti messi assieme. È decisamente la fine della Seconda Repubblica, che non lascerà molte vedove. Ma apre notevoli spazi. Infatti se Di Pietro e il Terzo polo riescono a incassare le briciole delle rilevanti perdite dei bipolaristi, resta un’enorme area non rappresentata che può e vuole aderire a progetti che vadano oltre il sistema bi-repubblicano. Forse è il momento di dare un volto, un nome e una sostanza alle speranze avviate da Fini a Mirabello e tradite da gente come Urso, Viespoli, Barbareschi. Avevano le loro ragioni? Certo, cercarono rielezione invece che gloria politica, accordi e soldi dal cavaliere invece che correttezza con i propri elettori e seguaci. Chiaro che anche il progetto Fli, chiaramente momento di passaggio fin dall’inizio, è esaurito, se non fallito. Per questo da oggi bisogna guardare avanti, e tutti quelli che hanno cercato di costruire il nuovo possono ritrovarsi in un soggetto nuovo, che faccia politica - non che si spacci per antipolitica a buon prezzo – e che ripensi un’idea di Italia che possa affermarsi nel paese e a livello internazionale.
Quanto ai tecnici del governo Monti, basta un solo fatto per misurarli: due nostri militari sono nelle mani della polizia indiana per aver difeso una nave italiana dai pirati. Ne hanno uccisi due. Gli indiani sostengono che erano innocui pescatori. E i nostri militari rischiano la pena di morte. Pensate che i “tecnici” abbiano i mezzi e il sostegno popolare per affrontare al meglio questa storia e riportare a casa i nostri ragazzi?
(20 Febbraio 2012)
Mariastella Gelmini: Polemiche Congressi PdL, giuste le parole pronunciate dal segretario Alfano
Il deputato PdL, Mariastella Gelmini interviene nella polemica sui congressi PdL. In una nota, ha definito “giuste” le parole pronunciate al riguardo dal segretario Alfano, aggiungendo: «Procediamo lungo la strada intrapresa, non facendo sconti a chi cerchi scorciatoie, ma non interrompendo un percorso democratico che certamente al termine ci consegnerà un PdL più forte e radicato sul territorio».

«Giusto l’altolà di Alfano. Non possiamo farci del male da soli e dare troppa importanza a denunce di casi isolati che non possono intaccare l’importanza ed il valore di una fase congressuale che segna la nostra crescita ed il nostro rinnovamento». Lo ha affermato in una nota Mariastella Gelmini, a proposito delle polemiche sui congressi PdL.
«Procediamo lungo la strada intrapresa, non facendo sconti a chi cerchi scorciatoie, ma non interrompendo un percorso democratico che certamente al termine ci consegnerà un PdL più forte e radicato sul territorio», ha concluso.
Il segretario PdL era entrato nel merito delle presunte irregolarità nei tesseramenti in occasione dei congressi locali del partito, dichiarando: «Abbiamo fatto una campagna tesseramento che ha avuto un grande successo. I furbetti non potranno fare nulla contro di noi. Non faremo svolgere i congressi se si riscontrano situazioni gravi e dove non ci vediamo chiaro».
Mariastella Gelmini, è deputato del PdL. Inizia la propria carriera politica nel 1998, quando è prima tra gli eletti al Comune di Desenzano del Garda, per Forza Italia. Dal 2002 diviene Assessore al Territorio della Provincia di Brescia e dal 2004 all'Agricoltura. Nel 2005 è consigliere regionale della Lombardia e coordinatrice regionale di Forza Italia. Deputato nel 2006 e nel 2008 (Lombardia II), è stata Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel Governo Berlusconi IV (8 maggio 2008-16 novembre 2011).
Nell’attuale legislatura, è componente della VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e della X Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati.
Fonte: TMNews




