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Rimini tappa del tour di Giorgia

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Giorgia con il Dietro le apparenze Tour girerà tutta Italia e sta già riscuotendo sempre più consenso da parte di pubblico e critica. Se Il mio giorno migliore e E’ l’amore che conta, i primi due singoli dell'album che porta il nome del tour, hanno raggiunto i vertici delle classiche italiane i suoi live raggiungono l'anima degli spetattori.

La potenza della sua voce ora è meno impegnata a seguire le regole della tecnica e segue un po' più anima e pancia. Si unisce a un'intensa interpretazione attraverso la quale Giorgia esprime nelle canzoni del nuovo album sentimenti e pensieri. Le qualità vocali di Giogia sono apprezzate a livello internzionale tant'è che l'artista ha collaborato a fianco di personaggi del calibro di Elthon John, Pino Daniele e Eros Ramazzoti.

Giorgia è grinta, fascino, talento ma è soprattutto un'artista che ama mettersi in gioco ed esplorare, con la sua voce, sempre nuovi territori musicali.
Da non perdere la tappa riminese che la vedrà il 30 marzo sul palco del 105 Stadium. Un'occasione per tutti i fan e chi desidera partecipare a un concerto di Giorgia per assistere a una travolgente performance. Per tutti l'opportunità di soggiornare a prezzi convenienti nei confortevoli hotel 3 stelle Rimini.


La Casa Museo Unamuno crea un punto vendita per le opere relative all’autore

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Il Cabildo di Fuerteventura ha creato un nuovo punto vendita di documenti relativi allo scrittore Miguel de Unamuno nella Casa Museo che porta il suo nome, a Puerto del Rosario, dove si possono ordinare le copie di 'De Fuerteventura a París' (Da Fuerteventura a Parigi) e 'De Niebla a Fuerteventura. Cartas de Augusto Pérez a D. Miguel de Unamuno' (Nebbia), questo ultimo lavoro di Patricia Helena Sacoto. Altri due libri saranno regalati ai visitatori: ‘Artículos y discursos sobre Canarias’ e ‘Homenaje a Unamuno’.

Dal Cabildo si considera che questo nuovo punto vendita di bibliografia riguardante Unamuno servirà anche a incentivare la visita di turisti, soprattutto quelli che arrivano sulle navi da crociera.

 
Inoltre, la prossima settimana avrà luogo uno dei riferimenti culturali relativi all'autore, la Cattedra Miguel de Unamuno, ed entro la fine dell'anno ci sarà un programma specifico per commemorare il 75° anniversario della sua morte.

 

Fonte: http://vogliovivereafuerteventura.blogspot.com


Radiografia del potere.

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Nei giorni scorsi ho riletto un piccolo libro di Piero Melograni dal titolo  “Saggio sui potenti”. In questo libro, per niente invecchiato anche se scritto più di 30 anni fa, l’autore opera un’indagine serrata sui potenti e la natura del loro potere. Confesso che il libro è un ottimo strumento col quale non solo spiegarsi la realtà quotidiana che viviamo al giorno d’oggi ma anche un immancabile vademecum per non rassegnarsi politicamente.

La concezione che sottende tutto il testo di Melograni è palese: la politica non è una scienza esatta. Dati ed informazioni che dovrebbero servire ai potenti per impostare le proprie azioni politiche, sono generalmente errati, parziali, talvolta falsi (messi in giro dagli avversari), rendendo la stessa azione di governo assai complessa, quasi un continuo azzardo. Complice e principale imputata di questa limitatezza di conoscenza è la scienza statistica. Certamente questa non è la sola ragione che rende difficile l’impostazione di una linea politica (soprattutto per chi non ce l’ha): ad ingarbugliare la faccenda ci vuole anche un sistema dell’informazione prono ai valori del “principe”, in cui tradizionalmente il nostro paese eccelle.

Da questa angolazione è chiaro che ogni richiesta di “indipendenza” dell’informazione non va in altra direzione se non in quella di un rafforzamento del potere, oltre ogni collocazione di schieramento, poiché sempre chi ha i mezzi economici può, in ultima istanza, essere presente sul mercato. Come considerare, allora, la linea seguita su questo tema dai vari detrattori del sistema informativo attuale, dai grilli ai travagli passando per i dipietristi? Non fanno forse il gioco del potere?

Due affermazioni di Melograni sono qui da sottolineare: “quanto più grande è il potere di un capo, tanto più grande è la sua ignoranza”. E, a chiudere il cerchio: ”un potere che ispira all’assolutezza e alla centralizzazione determina una distruzione di conoscenze”. Chissà di che paese e governato da quale classe dirigente, parla Melograni?

Tuttavia per rafforzare il potere non basta una libertà nominale dell’informazione (chi decide di che cosa parlare e occuparsi, quando e con quale riscontro?) ma serve anche un tessuto sociale pronto alla bisogna. Se, in questo tessuto, domina l’entropia (nessuno che sia in grado di organizzare un potere alternativo) il gioco è fatto. Il potente é in grado di governare grazie alla completa impossibilità di altri a contrastarlo. C’è da convenire, comunque, che l’enorme difficoltà del governare che fa preferire ai suoi attori la gestione dell’inazione, giustifica, in parte, sul piano del potere in sè e per sè, gli strepiti di ogni governo o ex-maggioranza di governo che lamenta l’eredità di problemi e lacune amministrative, nonchè richiama alla nostra stanca memoria come si stia facendo sempre “tutto il possibile” per “uscire dal tunnel”. Il problema è che, su questo piano, l’affermazione potrebbe esserle sempre ritorta contro e così all’infinito a risalire la notte dei tempi.

Sul tema del potere, molto si é scritto, moltissimo a sproposito. Per quanto riguarda le voci autorevoli che sull’argomento detenevano posizioni discutibili ma chiare, rammento Pasolini, che attribuiva al potere la qualità di “anarchico”, proprio nel senso di arbitrario. In questo senso, ad una prima ricognizione la definizione cozzerebbe con quella di Melograni. Solo apparentemente però. Il potere decisionista ed arbitrario che ottempera alle proprie esigenze immediate e future é frutto di chiarezza di analisi ed obiettivi, il più delle volte, appunto, é una scelta di azione in mancanza di altre possibilità conosciute e magari indolori, di proprie (del potere) necessità economiche insindacabili: accordi mancati, errate previsioni, sotto o sopravvalutazione degli eventi e così via.


“Attorno a noi” di Matteo Scordino

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Un romanzo d’avventura e di mistero, di amore e di perplessità. Lo scenario è quello tipico toscano, dove una classe di ragazzi al quarto anno dell’Istituto d’Arte si ritrovano con un compagno in più. Si chiama Martin Smith e proviene dal Texas. Impenetrabile e silenzioso, austero e colto, si presenta alla sua classe come “una statua di marmo” e si posiziona al banco della terza fila senza dire una parola. Un simil-Edward Cullen di Twilight, al quale Matteo Scordino ammette di essersi ispirato, ma stavolta il “bello e dannato” non è un vampiro.  “Non sono di queste parti”, rispose Martin alla domanda “Tu chi sei?” di Irene, sua compagna di classe e poi di vita.

Irene non era certo una ragazza che si faceva notare. Non era perfetta, non andava bene a scuola ed era goffa e impacciata proprio come Bella Swan. La classica ragazza acqua e sapone e, come tutti, stava alla larga da Smith che risultava proprio saccente e antipatico. Per qualche giorno, la classe andò in gita in un paesino vicino la Garfagnana per realizzare dei disegni. Irene si avventurò nel bosco dopo aver compiuto l’ennesima gaffe, e cadde in un ruscello. Il texano si trovava lì, al posto giusto nel momento giusto. Dopo che il ragazzo misterioso le salvò la vita, tutto prese un altro colore. Irene e Martin rimasero legati indissolubilmente. Cominciarono a vedersi e conoscersi. Ma il mistero di come avesse fatto a salvarla senza bagnarsi, ad Irene rimase e cominciò ad indagare.

Martin era il più bravo della classe pur non studiando mai, era la gioia dei professori anche se si erano accorti della sua stranezza e tendenza ad essere solitario. Ben presto spiegò ad Irene la sua vera identità e le sue capacità non proprio comuni. Tra le tante quella di volare e di leggere nella mente.

Il padre austero di Martin gli sconsigliava di stare troppo con gli umani, e soprattutto con Irene, poiché avrebbe perso via via le sue abilità. “Non mi importa di perdere i poteri. Sarà banale ma preferisco restare con te” pronuncia solenne il ragazzo. Una seria riflessione fra quelli che sono i propri obiettivi nella vita e l’amore. L’incertezza di un futuro e delle scelte giuste o sbagliate che si possono intraprendere.

Molte avventure e rischi si succedono nel corso del libro e persino nuovi “esseri”. Chi sono gli EC? Cosa vogliono? Un mix tra adrenalina e suspense portano il lettore ad arrivare tutto d’un fiato fino all’ultima pagina.


Valeu: 1 marzo, Piper Club serata evento imperdibile con Rosalia De Souza

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Valeu: 1 marzo, Piper Club serata evento imperdibile con Rosalia De Souza Quintet in concerto, aperitivo musicale e dj set a cura di Fabrizio “Animanera” Capo, gran finale con Akuna Matata

Nella storica cornice del Piper Club, una serata dedicata alla cultura brasiliana con degustazione, dj set e la magica voce di Rosalia De Souza live

Quando il Piper riapre ai grandi eventi live lo fa con classe e intelligenza, andando a presentare le più interessanti proposte della scena internazionale e italiana e organizzando serate che portano in primo piano la qualità artistica e la cultura musicale.

Così, il 1 marzo 2012 il Piper Club propone al pubblico romano “Valeu” una serata all’insegna del Brasile e della buona musica con non-stop di quattro ore interamente dedicata alla cultura latina. Si comincia alle 20.00 con la degustazione-aperitivo brasiliano con dj set affidato a Fabrizio Capo.

Una vetrina di sapori e suoni che si incontrano nella cornice vintage del Piper Club fino alle 22.00, quando salirà sul palco la voce femminile brasiliana più nota e stimata in Italia e in Europa: Rosalia De Souza.

Rosalia torna sulla scena romana con un concerto caldo e coinvolgente in cui protagonisti sono i brani che l’hanno resa nota al mondo. L’interprete brasiliana per eccellenza, presenterà tutti i migliori brani estratti da i suoi album, quali: “Garota Moderna” (prodotto da Nicola Conte), "Brasil Precisa Balançar" (prodotto da mostri sacri come Roberto Menescal e Marcos Valle) ed il più recente “D’Improvviso” (prodotto da Luciano Cantone, già produttore del primo album di Mario Biondi).

Lavori amati dal pubblico e che l’hanno portata a calcare i migliori palchi di Festival, Teatri e Club internazionali, tra i quali il “Womad” (Festival di Peter Gabriel), l’Opera di Parigi, Blue Note di Milano, l’Auditorium PdM di Roma, ma anche quelli televisivi di “Chiambretti Night”, “Natale di RAI 2” e del “Concerto dell’Epifania” ancora per la RAI.

A chiudere la serata le percussioni degli Akuna Matata –prodotti e promossi dalla RBL- un progetto innovativo romano che rivisita i grandi classici della tradizione musicale italiana e “romanesca” in chiave brasiliana.

Una serata all’insegna della cultura brasiliana e della musica di qualità che porta sullo storico palco del Piper Club, ancora una volta, il meglio del panorama musicale internazionale


Johnny Winter in concerto a Rimini

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Johnny Winter non ha bisogno di presentazioni. Consacrato a icona del blues bianco, il chitarrista acrobatico del Texas è stato l'unico musicista bianco che ad un concerto di B.B. King è riuscito a dimostrare che anche un bianco può suonare il blues. Il suo stile che ha risentito delle influenze del Blues quanto del Rock'n'Roll è in realtà unico e personale, un ostile che ha ispirato e ispira numerosi chitarristi.

Creatività, energia, talento, agilità questi gli elementi che ancora oggi sprigiona la musica di Johnny Winter. Sembra impossibile che un uomo così esile, cagionevole, segnato dal tempo e dagli eccessi sia capace di diffondere una tale carica di vitalità che rapisce gli ascoltatori e li riempie di voglia di un'incontrollabile voglia di ballare.

A febbraio Johnny Winter sarà in Italia per presentare il suo ultimo album "Roots" in alcuni imperdibili concerti accompagnato da altri eccezionali musicisti: il batterista Vito Liuzzi, il bassista Scott Spray e il chitarrista Paul Nelson. Tra le date in programma il 25 febbraio al Teatro Novelli di Rimini dove ad accolgiere i partecipanti con vantaggiose offerte ci saranno i confortevoli hotel Rimini. Il concerto di Johnny Winter è un'occasione che gli amanti del Blues e non solo non si lasceranno scappare.


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