Corsi in materia di Sicurezza sul Lavoro
Il nuovo Accordo Stato-Regioni ha definito la struttura dei percorsi formativi per i lavoratori, preposti, Dirigenti e RSPP datori di lavoro. Scarica la normativa attraverso il seguente link: http://www.ceislab.com/articolo.php?idArticolo=324&idTipoNews=2
C.E.I.S. S.r.l. ti informa sui corsi in materia di sicurezza sul lavoro attivi nell’anno 2012.
Per maggiori informazioni e/o effettuare l’iscrizione ai corsi vai su: http://www.ceislab.com/corsi.php
Prossimamente verranno impartiti anche corsi per RSPP e ASPP, Addetti Funi, Addetti e preposti al Montaggio e smontaggio ponteggi.
I corsi si svolgono presso
AREA FORMAZIONE
C.E.I.S. S.r.l. – CENTRO EUROPEO INNOVAZIONE E SVILUPPO
Via Monte Renna n.11
96100 – Siracusa
Stress da lavoro correlato: un’insidia pericolosa per la sicurezza sul lavoro
Questo tipo stress influisce più di quanto si pensi sulla sicurezza del lavoratore, perché quando si parla di sicurezza non si deve solo intendere un’imbracatura che ci salva nel momento in cui scivoliamo da una scala, ma anche poter lavorare in un ambiente e svolgendo un tipo di mansione che preservi sia la salute mentale che fisica.
Lo stress da lavoro correlato pare essere leggermente più presente nell’ambito privato, ma anche in quello pubblico è comunque molto avvertito da tantissimi lavoratori. Per questo si cerca di fare sempre più formazione in tal senso, perché spesso il lavoratore non sa di soffrire di particolari problemi proprio a causa dello stress sul lavoro.
….. e per finanziare la riforma da dove pescano i soldi?
Il cinismo dei prof é davvero unico: indovinate da dove prenderanno i fondi per finanziare la cosiddetta riforma del mercato del lavoro? Ma da noi naturalmente:
- Casa. Non bastava averla tartassata per benino (addirittura pagheranno anche gli anziani negli ospizi se hanno fuori da essi una casa), ora vi aggiungono per pi proprietari che non hanno una cedolare secca la riduzione dal 15 al 5% lo sconto forfettario che può fare chi dichiara con i redditi irpef i rediti da locazione.
- Rc auto. Stretta sulla deduzione riconosciuta sulla tassa, pagata nel contratto di assicurazione auto, dovuta al SSN.
- Auto aziendali. Deduzione che scende dal 40 al 27.5%
- Tagli a Inps e Inail. I due Enti dovranno ridurre…. non gli emolumenti dei loro Dirigenti ma le spese di gestione….
- Tasse per gli aerei. Non lo sapevo ma i comuni impongono tasse per l'imbarco….
.. insomma in un modo o nell'altro paghiamo noi cittadini. Nonostante che, come commenta efficamente Ugo Arrigo (docente e liberista dell'istituto Bruno Leoni, quindi non il solito "keynesiano" né tantomeno comunista), la spesa pubblica é sotto controllo (praticamente ferma), l'avanzo primario é positivo e si rischia, davvero, di raggiungere il pareggio nel 2013 … il che significa che metà delle parole dette da questo governo per giustificare le "riforme" sono ….. balle. E se volessimo aumentare la liquidità potremmo:
- come già ha fatto il Canada, potremmo non acquistare i 90 F35 e il centinaio di elicotteri, che ci porta nell'orbita americana abbandonando i sogni europei e le susseguenti parole incensatrici della bontà della UE;
- potremmo, nonostante la prosopopea sia la stessa (parla per parola), fermare i cantieri low coast della tav;
- potremmo reintrodurre il falso in bilancio;
- ridurre a zero le consulenze;
- ridurre se non cancellare i CdA delle aziende pubbliche ….
ma questo lo sapete già, vero?
Vi auguro una serena Pasqua a tutti di riflessione
e c’é anche la stangata……. nella stangata
art. 2 della riforma del mercato del lavoro: la stangata. Notavo proprio oggi sui media una cosa: l'affannarsi ad abbattere i toni su un aspetto particolare, la stangata, definitiva, sugli statali. Mi son chiesto: ma cosa dice quest 'articolo che tutti, dal governo ai media ai giornali ai sindacati, s'affannano a mettere in seconndo piano? Ebbene me lo sono andato a leggere e ……. ecco cosa dice:
1."Le disposizioni della presente legge, per quanto da esse non espressamente previsto, costituiscono principi e criteri per la regolazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni, in coerenza con quanto disposto dall’articolo 2, comma 2 del medesimo decreto legislativo. Restano ferme le previsioni di cui all’articolo 3 del medesimo decreto legislativo.
2. A tal fine il Ministro per la Pubblica Amministrazione e per la semplificazione, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, individua e definisce, anche mediante iniziative normative, gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle Amministrazioni pubbliche."
Mi é sorta una domanda: vuoi vedere che tutta la mossa fatta da Monti e co. ha come obiettivo secondario il pubblico impiego? Una prova della cosa é l'alzata di scudi da parte dei privati che hanno ben compreso la reale natura del bluff messo in atto dal Gvoerno? Già perché in realtà, pur con mille distinzioni, il nuovo art.18 ha spostato poco nella fattualità del mondo del lavoro, almeno nell'ottica dei padroni e padroncini italiani, una prova sono le durissime critiche che arrivano da Confindustria e Confecommercio. E allora qui prodest direttamente? Se ci si riflette almeno a me pare chiaro: "l'azienda Italia" é in crisi; ha 2000 mld di euro di debito; un rapporto deficit/pil da urli; un inflazione in ascesa; una propensione al risparmio al minimo storico; un pil negativo; ecc. ecc. con una situazione del genere l'azienda di cui sopra può licenziare sapendo benissimo che nessun giudice si arrischierebbe a contraddire la richiesta perché qualunque opposizione da parte dei dipendenti sarebbe inutile dato che é lapallissiana la condizione economica disastrata della stessa, qualunque causa fosse fatta sarebbe perdente in partenza e visto che il mettere ulteriori tasse suona come impossibile da fare l'unica scelta, per giunta strutturale, é il ridurre drasticamente il numero dei dipendenti ….. per un privato alterntativa non c'é immaginiamoci per il pubblico.
C'é un ma: se si licenziano una buona fetta dei suindicati dipendenti chi le paga le tasse?
Le banche che sono appena uscite intonse dalle cosiddette liberalizzazioni?
I partiti e i sindacati che rimangono onnivori e non pagano dazio?
I parlamentari?
Gli evasori?
I corrotti?
I corruttori?
I concussi?
I commercianti?
Gli industriali?
I gruppi finanziari?
…… mi dicano lor signori
chi?
e questa sarebbe un riforma del mercato del lavoro?
Allora il liberalismo richiede che in presenza di mercato, qualunque sia la natura di questo mercato:
- lo Stato debba essere regolatore neutrale, quindi non parteggiare;
- visto che, come dice la ministra, su quello del lavoro ci si scambia servizi (chi offre e chi vende lavoro) le condizioni nello scambio debbono essere tendenti, se non, alla pari;
- come ci sono delle regole per chi offre lavoro (lavoratori), ce ne devono esere anche per chi chiede lavoro (imprenditori);
- lo Stato liberale, inoltre (e a differenza di quelli che si richiamano a Bentham, liberisti, o a Pareto, deve procedere a creare una rete che assicura chi cambia o perde il lavoro una protezione forte per impedire che possano conoscere la povertà e affrontare con serenità il futuro e la ricerca del lavoro stesso; così come quando ci sono periodi di crisi economica lo Stato s'impegna a intervenire, liberalismo nella versione keynesiana che impedì agli USA di finire nel quarto mondo nel periodo 1918-1932 ossia la fase acuta delle cosiddetta grande depressione, direttamente per rilanciare l'economia chiedendo anche un contributo a chi ha di più;
- lo Stato s'impone di mettere in campo linee di politica economica-industriale che permetta agli imprenditore di riprendere l'accumulazione per reinvestire con politiche anche fiscali: sia con una aumento della fiscalità sui patrimoni finanziari sia con riduzione sulle tasse per chi investe e non fa il rentier; oltre che pompare soldi nel mercato per spingere a costo di favore gli imprenditori a investire.
Vi risulta che oggi queste "misure" siano state decise o almeno prospettate?
- Da quando c'é la crisi tutti gli Stati coinvolti non hanno badato a spese per aiutare il mondo finanziario (vero responsabile delle bancarotte) e sostenerlo, svenandosi…… anzi svenandoci, altro che neutralità;
- il ruolo dello Stato anziché essere quello di controllore é stato quello di parteggiare per una parte eliminando buona parte delle norme di garanzia poste in precedenza …… per esempio la dimissioni in bianco che non sono state eliminate ma……. quasi, come dice la Ministra, chissà perché è quel quasi che mi preoccupa;
- come il sub 2) non ho visto introdurre misure che impediscano agli imprenditori di fare il proprio comodo, anzi …… si parla di art.18 spacchettato ma non di regole per impedire agli imprenditori di prendere, ad esempio, soldi (magari a fondo perduto) e poi filarsela in Serbia o altrove; almeno a me non risulta;
- a parte la nuova cassa integrazione e il reintegro, altre misure di protezione per i lavoratori? Se ne avete conoscenza fatemelo sapere perché io la conferenza stampa l'ho ascoltata, alla radio, tutta ma può essermi sfuggita qualcosa……. né mi risultano misure che aumentino e incentivino la domanda attraverso la riduzione delle tasse o le assunzioni, anzi mi sa che ci sarà il suo contrario;
- quante sono le risorse messe in campo (ossia la paccata di miliardi) per fare questa riforma? Se già ci son stati rilievi per mancanza di copertura per le cosiddette liberalizzazioni da parte della Ragioneria dello Stato, quanti rilievi saranno fatti con le somme previste per quest'altra riforma?
…… era proprio l'art.18 che impediva alle orde straniere di scendere nel nostro paese e investire? Siam proprio sicuri che non siano altre le misure da prendere, ad esempio come:
- snellimento dei riti giudiziari;
- eliminazione della corruzione diffusa;
- soppressione delle mafie;
- snellimento delle procedure cosiddette burocratiche senza per questo eliminare tutta la legislazione in materia di appalti;
- lotta ai furbi e furbetti;
- lotta all'evasione;
- guerra alla voracità della finanza;
- eliminazione, si spera definitiva, dell'ingerenza della politica negli affari.
a mio parere i veri imprenditori questo vogliono e dopo, molto dopo, si sarebbe potuto discutere di riforme del lavoro e del suo mercato……..
mancano i grandi numeri, ma se non siamo in default é solo una questione di termini
Ma dove sarebbe la ripresa promessa? Da qualunque punto di vista si guarda la situazione in questo paese tutto si può sostenere tranne che le misure prese siano anticicliche, ossia favoriscano la ripresa, nessuna di esse: nemmeno una. E i risultati si vedono: anziché nuove opportunità qui l'unico obiettivo che si raggiunge é quello che lo stato incamera montagne di denaro, sempre dagli stessi ceti, che servon solo a uno scopo: ripagare il debito estero, garantire i debiti delle banche, non disturbare i grandi manovratori della finanza, lasciare intonsi gli squilibri (anzi accentuarli eliminando la già sfilacciata rete di diritti e protezioni sociali faticosamente costruita in anni di lotte) ma, soprattutto, seguire la road map decisa a Berlino che non prevede che paesi periferici possano alzare la cresta e fare di testa propria …. null'altro.
Eppure non dicono che sia così, e perché mai dovrebbero farlo se gli stessi partiti che lo sostengono, a parte le solite solfe dette, non hanno nulla da proporre anzi hanno contribuito, ulivo e destra populista, all'attuale situazione.
Eppure per recuperare fondi basterebbe ridare alla magistratura lo strumento del falso in bilancio per combattere l'evasione fiscale, nel suo complesso circa 160 mld di euro, così come basterebbe dare per scontato, come accaduto ad esempio in Ungheria, che ci si dimette quando si é colti con le mani nella marmellata.
Eppure basterebbe spostare l'azione del Governo sulla domanda per ridare una minima spinta ad essa: a che serve aumentare tasse e contributi in periodo di recessione dura quando invece servirebbe esattamente il contrario perché l'economia riparta?
Eppure non c'è scritto in nessun articolo della Costituzione che i partiti debbano decidere per noi quando non ci rappresentano più. e sono ancora lì, perché?
Non tocca a me fare il messia, né il profeta né altro: quello che credo sia il compito di un blogger non é altro che "indicare la porta, sono altri quella che la devono attraversare (citato liberamente da matrix)" … ammesso che lo vogliano fare…. perché il vero punto focale é "se vogliono essere liberati".


