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AL VIA CAME DEISGN AWARD – LA SECONDA EDIZIONE DEL CAME DESIGN AWARD

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 Al via la seconda edizione di “Came Design Award”, il concorso dedicato ai giovani progettisti under30.

Dopo il successo della prima edizione focalizzata sul tema della casa del futuro, nel 2016 il contest chiede ai giovani architetti e designer di progettare soluzioni tecnologiche innovative per la sicurezza e il comfort delle persone coinvolgendoli in un percorso di ricerca e innovazione nell’ambito dei comportamenti e degli orientamenti tecnologici all’interno della casa e degli spazi di vita.

Il concorso, intitolato “Guardian Angel”, nasce dalla considerazione che negli ultimi anni è aumentato il numero dei single, delle persone soggette a terapia domestica, degli anziani e dei diversamente abili che vivono da soli. I giovani progettisti sono quindi chiamati a indagare sullo sviluppo della tecnologia della casa e delle strutture di accoglienza, immaginando come la tecnologia possa aiutare concretamente questi soggetti più sensibili.

Il concorso ha il patrocinio dell’ADI, Associazione italiana per il Disegno Industriale, è rivolto a studenti e giovani progettisti di età inferiore ai 30 anni, che possono partecipare individualmente o in gruppi di massimo tre persone, proponendo progetti innovativi per la gestione della sicurezza e del comfort delle persone che vivono in ambienti privati e pubblici.

Una giuria di esperti selezionerà i tre migliori progetti che si saranno distinti in termini di innovazione, fruibilità e sostenibilità tra tutti gli elaborati pervenuti. Funzionalità, ergonomia e sicurezza saranno, invece, prerequisiti per accedere alla fase di valutazione. I tre vincitori, oltre ad aggiudicarsi un premio complessivo di 3.500 Euro, saranno coinvolti attivamente nello sviluppo dei prototipi che andranno ad allestire lo spazio espositivo presso la Milano Design Week 2017.

 

 

I giovani progettisti interessati al “Came Design Award” possono trovare maggiori informazioni e iscriversi al concorso fino al 30 settembre 2016 direttamente sul sito www.came.com/camedesignaward/ .


Fe-el Digital Web Agency: esperti della comunicazione digitale

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La Fe-el Digital Agency Milano lavora sull’immagine e la comunicazione di un’azienda per trasformarla in un brand di successo.

Un’azienda competitiva non si limita a vendere un prodotto, ma stabilisce con il cliente un contatto e un rapporto che vanno ben oltre la transazione vendita/acquisto. Il consumatore vuole qualcosa di più, vuole essere ascoltato e affezionarsi ad un’azienda, ad un marchio. In un concetto, vuole sentirsi parte di una comunità

I progetti di comunicazione della Fe-el Digital Agency Milano

La Fe-el Digital Agency Milano si pone come tramite fra un marchio e i suoi clienti. Attraverso i servizi dedicati, aiuta l’azienda a creare un rapporto continuo e duraturo con i consumatori, così da farli sentire qualcosa di più di semplici acquirenti. 

Ristabilire una familiarità, mettere il cliente in grado di interagire e di consultare il sito, la pagina Social o l’applicazione dell’azienda nel modo più semplice, diretto e graficamente appagante possibile. Questi sono gli obiettivi della Fe-el Digital Agency Milano che da anni porta avanti con il massimo impegno e professionalità progetti di comunicazione per importanti aziende. 

Qualunque marchio abbia l’esigenza di sviluppare appieno l’immagine pubblica e il digital marketing, può ricorrere aglieccellenti servizi della Fe-el Digital Agency Milano. I tecnici e i creativi daranno il loro meglio per fornire al brand gli strumenti e le soluzioni adeguate per raggiungere nuove quote di mercato, creando con la clientela un rapporto armonioso e duraturo.

Un approccio trasversale e curato nei minimi dettagli

L’innovativo approccio della Fe-el Digital Agency Milano ai progetti di comunicazione si articola di 3 fasi che, imprescindibili l’una dall’altra, contribuiranno ad un risultato finale di assoluta qualità: Strategia e User Experience, Art Direction, Digital Marketing.

Strategia e User Experience 
La Fe-el Digital Agency Milano non sviluppa nessun progetto senza prima aver elaborato una strategia dettagliata. Prima di tutto si parte dal tracciare le caratteristiche e le aspettative del target a cui l’azienda si rivolge (Personal Design). A tali premesse segue la creazione di un’anteprima del progetto detta Prototipazione, la quale dovrà già essere di facile accesso per il futuro consumatore (Usabilità). 

Art Direction
Con l’Art Direction si entra nel vivo dei servizi offerti dalla Fe-el Digital Agency Milano. Attraverso questa fase tutta l’immagine aziendale, dal logo alla veste grafica del sito, verranno ristrutturati dai creativi dell’agenzia. Lo scopo è quello di adattare il nuovo stile comunicativo dell’azienda a quelli che sono i valori e gli obiettivi della stessa, in modo che i consumatori abbiano come riferimento un linguaggio chiaro e sempre coerente.

Digital Marketing
Una volta definiti gli obiettivi che l’azienda si pone, la Fe-el Digital Agency Milano comincia ad individuare dove e come operare per sviluppare il marketing digitale del marchio. Vengono poi elaborate strategie di crescita in relazione agli strumenti che si preferirà utilizzare, che nel mondo digitale di oggi sono i più svariati: Seo, Sem, email marketing, Social Media Marketing, landing page e blog.

La forza della Fe-el Digital Agency è il suo approccio trasversale e multi-channel che la contraddistinguono. I progetti che sviluppa sono un esempio di come dovrebbe essere la comunicazione di un’azienda ambiziosa.


Come eliminare il fastidioso New tab

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rimuovere Search New Tab manualmente è necessario avere conoscenze tecniche prima solo allora si può rimuovere manualmente in quanto richiede la conoscenza dei file di sistema e file di registro e se non avete alcuna idea su questo poi cercando metodi manuali può portare di situazioni più problematiche e una cancellazione di file sbagliato può fare il vostro sistema completamente inutilizzabile.Search New Tab i passaggi per la rimozione manuale di sono

 

  • Nella parte superiore della finestra di Firefox, fare clic sul pulsante Firefox, andare oltre al sotto-menu Aiuto e selezionare Risoluzione dei problemi.
  • Per continuare, fare clic su Ripristina Firefox nella finestra di conferma che si apre.Si chiuderà e azzerato.
  • Quando è fatto, una finestra elenca le informazioni che è stato importato.Fare clic su Fine e Firefox si aprirà.


i DHAMM ripartono da L’IMMENSITA’ e danno il via alla nuova stagione 2016

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Dopo l'uscita ad Agosto del cd THE NEW HISTORY, rientrano in pista i DHAMM (011) ovvero Andrea Lybra,Alex Lexh,Paolo Lupo,Luca Storelli,Nickk Reds e Manuel Brancalion. La band,   attualmente e' impegnata alla finitura del nuovo singolo L'IMMENSITA' , scritto a quattro mani da Luigi Pignalosa e da Enzo Leomporro (AUDIO 2), sembra che sara' lanciato sul mercato discografico nel mese di Febbraio. E' invece in allestimento un mini tour invernale da effettuarsi nei club musicali d'italia e non solo, infatti nel mese di Dicembre i Dhamm hanno gia' calcato il palco prestigioso del REMEMBER FESTIVAL BAR nella tappa live di ST.GALLEN in SVIZZERA insieme a tantissimi BIG della musica nostrana, IVANA SPAGNA, AUDIO 2, RICCARDO FOGLI, ANTONINO SPADACCINO, KEE MARCELLO, MORENO, CUGINI DI CAMPAGNA, MASSIMO FERRARI, i ragazzi di AMICI, ovvero, GIUSEPPE SALSETTA, NICK CASCIARO, GIADA AGASUCCI, CASSANDRA DE ROSA. 


“One for All” per migliorare il segnale TV con una antenna

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Non c’è niente di più frustrante che avere un segnale TV di basso livello. Eliminate irritanti problemi di
segnale e iniziate a trarre beneficio da una antenna per TV. One for All supporta con utili consigli che
aiuteranno ad ottenere un segnale TV ottimale tramite una delle nostre antenne!

1. Orientare l’antenna TV
La maggior parte delle antenna sono direzionali, e dovrebbero essere orientate verso il ripetitore più vicino. Mentre si installa l’antenna, la prima cosa da fare sarebbe individuare il ripetitore nella propria zona. Idealmente questa operazione andrebbe fatta prima di acquistare l’antenna in modo tale da sapere quale antenna sia la più adatta. I seguenti siti web sono consigliabili per trovare i ripetitori nella zona:  TVFool.com, AntennaWeb.org
Semplicemente inserire il proprio indirizzo, e verrano mostrati i ripetitori e la relative distanza.

2. Posizionare  l’antenna in alto
La ricezione di segnale non dipende solamente dalla distanza del ripetitore, ma anche dal terreno e le aree circostanti (abitazioni nelle vicinanze, palazzi, alberi, etc.) Di conseguenza, l’altezza della propria antenna è molto importante. Con un’antenna da interno, provare ad installarla nella soffitta vicino ad una finestra. In più, c’è la possibilità che altri apparecchi elettronici causino interferenze, e quindi è consigliabile provare più punti nella camera dove si desidera installare l’antenna. Provare l’antenna in una posizione alta e noterete un drastico miglioramento del segnale!

3. Amplificare l’antenna TV
Antenne per TV possono essere collegate ad amplificatori che ampliano il segnale a ripetitori più distanti. Questa soluzione è consigliabile per collegare più televisori all’antenna. Quando si acquista un’antenna con amplificatore, si dovrebbe testare l’amplificatore sia necessario, visto che troppa amplificazione potrebbe distorcere il segnale ricevuto dall’antenna.

4. Tenere il TV lontano da oggetti metallici
Oggetti metallici che si trovano nelle vicinanze dell’antenna potrebbero causare interferenze di segnale o bloccare il segnale completamente. Per esempio, quando si posiziona vicino ad una finestra, anche le inferriate della finestra potrebbero causare problemi. Provare a tenere più distanza possibile da oggetti metallici (circa 2 metri).

Speriamo che questi consigli della One for All saranno di aiuto per una eventuale installazione e per migliorare la ricezione televisiva. Consigliamo di scoprire la nostra vasta gamma di antenna TV .


Indagine Car Sharing: #vieniviaconme, gli italiani e la mobilità condivisa

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Gli italiani amano la mobilità condivisa: “Servizi anche al Sud e regole subito”. Il successo di car sharing e car pooling è destinato a durare. Lo dice l’indagine realizzata da Fleed Digital Consulting e Digiconsum.

#vieniviaconme, gli italiani e la mobilità condivisa

#vieniviaconme, gli italiani e la mobilità condivisa

Gli italiani amano la mobilità condivisa e sempre più spesso lasciano l’auto a casa e scelgono di muoversi grazie ai servizi di car sharing e car pooling. I vantaggi infatti sono tantissimi: condividere l’auto significa razionalizzare i costi di carburante e di manutenzione, significare avere meno traffico in strada e quindi abbattere le emissioni inquinanti e migliorare la qualità della vita. Questo quanto emerso dalla ricerca #vieniviaconme, realizzata da Fleed Digital Consulting, azienda specializzata nella comunicazione web e nel monitoraggio della rete.
Ma non finisce qui. Dallo studio si denota che gli utenti sono informati e in grado di comparare i diversi servizi. Non mostrano una marcata fidelizzazione ad un brand rispetto ad un altro ma, al contrario, tendono a utilizzare il servizio più conveniente a seconda delle specifiche necessità.

C’è poi una richiesta che arriva dai consumatori: estendere i servizi nelle aree geografiche dove non sono presenti. Al Sud ci si domanda se questa tipologia di servizi partirà mai. Qualcosa si comincia a muovere anche lì. Solo pochi giorni fa, a Palermo è stato lanciato il car sharing elettrico più grande d’Italia. Il Comune e l’azienda dei trasporti locali Amat, in collaborazione con Renault Italia ed Enel hanno presentato 24 Renault ZOE 100% elettriche che assicureranno ogni giorno il servizio e sosteranno in 5 parcheggi dislocati in città. Sedici invece le stazioni dove sarà possibile ricaricare le vetture.
E’ proprio su queste collaborazioni tra servizio pubblico e privato che i consumatori consigliano di puntare di più: sono tutti d’accordo sulle agevolazioni che alcuni Comuni hanno deciso di dare a questi servizi. In cambio però, i cittadini-utenti vorrebbero che le aziende di settore si comportassero un po’ come se fossero realtà pubbliche introducendo delle agevolazioni per i soggetti deboli.
Negativo però nel suo complesso il quadro che emerge sulle istituzioni: la legislazione non è al passo con i tempi quindi la politica dovrebbe spingere per introdurre una normativa di settore chiara. Si chiede anche di evitare che le legislazione evolva per sentenze creando così un quadro di incertezza e di dare maggiore sicurezza al cittadino in ordine ai propri diritti e doveri.

Commenta Paolo Cardini, presidente di Digiconsum, associazione di promozione sociale che per obiettivo la tutela dei consumatori digitali: “L’utente é entusiasta di questi servizi e chiede alla politica di dare delle risposte rapide. Risposte che tardano ad arrivare. I giovani sono sempre meno attaccati al concetto di proprietà. Si tratta di un cambio di mentalità che la politica ancora non ha colto”. La politica dovrebbe invece cogliere il cambiamento e intervenire prima che i ’problemi’ si presentino per regolamentare.

Fleed Digital Consulting e Digiconsum #VIENIVIACONME

Cosa chiedono le aziende del settore alla politica. L’azienda del cane a sei zampe ribadisce di voler discutere con le amministrazioni e di voler contribuire a colmare le lacune del trasporto pubblico locale italiano. “Ad oggi per lanciare il servizio di car sharing è necessario aspettare i bandi dei Comuni e partecipare. I bandi sono diversi da città a città e ci sono città dove non vengono fatti. E’ questo il motivo per cui il car sharing non è presente a Bologna”, spiega Giuseppe Macchia, di Eni Enjoy, durante il convegno. Per aiutare lo sviluppo della mobilità condivisa si potrebbe quindi partire da qui.
La risposta della politica. All’incontro ha partecipato Sergio Boccadutri, parlamentare del Pd, secondo il quale ci sono tre problemi da risolvere: il tema fiscale, chi produce reddito deve pagare le tasse (va chiarito come ma è facilmente risolvibile); il tema della responsabilità e la terza questione, la più delicata, relativa alla natura contrattuale tra l’azienda, che offre il servizio e chi lo utilizza, il consumatore. “Costruire una norma quadro che nella policy delle singole app si va a delineare nel dettaglio e far intervenire l’autorità Antitrust in caso di problemi”, la proposta dell’onorevole. “I diritti dei cittadini (quello di muoversi) in questo caso si mescolano con quelli dei consumatori quindi le norme devono considerare anche questo aspetto”, conclude Boccadutri.

Per Franco Bordo, deputato di Sinistra ecologia e libertà,  il settore dovrebbe essere regolamentato da un Piano della mobilità che definisce ”una necessità” anche se ammette “non riusciamo a produrlo”. “Abbiamo depositato una proposta di legge per rifinanziare il fondo per la mobilità sostenibile finanziato nel 2006 e poi rimasto al palo”. “Questo vorrebbe dire anche dare un sostegno alle imprese, che danno un supporto al trasporto pubblico che non é sufficientemente garantito in molte città d’Italia”, continua. ”Sulla fiscalità – aggiunge Bordo – bisogna prendere un impegno per ridurre gli oneri di chi paga se si abbona anche ai privati. Car pooling e car sharing non possono essere sostitutive ma possono essere finanziate perché integrano e aiutano a garantire un diritto”.

La ricerca. Oltre 100 mila le fonti web italiane analizzate per otto mesi da Fleed Digital Consulting. Le keywords ricercate sono stati i brand che operano nel settore (8 le aziende monitorate: Uber, Car2go, Letzgo, Twist, Blablacar, Enjoy, MyTaxi e Share’Ngo) più le espressioni car pooling, car sharing e ride sharing. Dall’analisi è emerso che Uber è il brand più dibattuto con oltre 80 mila citazioni. La causa della notorietà è legata principalmente alla polemica con i tassisti, che ha visto protagonista questa realtà imprenditoriale, e alla sentenza del tribunale di Milano, che lo scorso mese di giugno ha sancito il blocco in tutta Italia del servizio di Uber Pop, che si differenzia dal servizio Uber, perché in quest’ultimo caso gli autisti hanno una regolare licenza mentre nel caso del servizio oggetto della sentenza del tribunale qualunque privato può diventare un autista.

Carlo Tursi, general manager Uber Italia, spiega così il successo: “Uber fa una cosa molto semplice: consente alla gente di spostarsi in città usufruendo di autisti per professione oppure nel caso di Uber Pop, grazie ad un modello di condivisione tra privati”. Servizio quest’ultimo che è stato sospeso a giugno, dopo la sentenza del tribunale di Milano. “La risposta dei consumatori al servizio è stata fantastica e il motivo è semplice: si tratta di servizi che migliorano la vita dei cittadini che non si devono preoccupare di multe, parcheggi e che permette loro anche di risparmiare”, continua. “Le piattaforme di sharing economy, oltre a migliorare la vita dei cittadini, possono dare una spinta all’economia del Paese. Per questo necessitano di nuove regole che garantiscano la sicurezza e i diritti dei consumatori”.

Al secondo posto della classifica dei brand più social troviamo Blablacar, apprezzato dagli utenti soprattutto per l’esperienza sociale che permette di fare: vivere un viaggio in compagnia di gente sconosciuta e contribuire alla nascita di nuove amicizie.

Andrea Saviani, country manager di Blablacar: ”Siamo una piattaforma di condivisione di passaggi in auto sulle lunghe distanze. Il viaggio medio é di 350 chilometri. Per risparmiare sui costi, per fare un esempio, il proprietario di un auto che deve andare da Roma a Milano ed ha 3 posti auto liberi li mette in condivisione. Si tratta di una community non professionale dove l’obiettivo non é guadagnare ma tagliare i costi”. Blablacar oggi è presente in 19 Paesi. “Il sistema di sicurezza ha permesso questo successo”, afferma Saviani. “Si viaggia sicuri con uno sconosciuto. Come? La community é parte attiva con il rating. A questo abbiamo aggiunto un team di 100 persone che analizza i commenti degli utenti al fine di estromettere chi non rispetta le regole. Il tasso di soddisfazione degli utenti è del 98 per cento”.
A seguire troviamo Car2go, Enjoy, Mytaxi, Twist, Letzgo e Sharen’n go. Twitter il social media più utilizzato per discutere di mobilità sostenibile. Sul web anche i media trattano l’argomento che però è sottovalutato poichè ci si limita a raccontare la cronaca. Milano la città laboratorio dove si testano i servizi.

FONTE: Today.it


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