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Article Marketing – Popolarità e Visite Assicurate

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Article Marketing, in pochi se non i professionisti ne conoscono i segreti ed in pochissimi lo sfruttano bene in Italia.

E' la cruda e dura realtà del web tutto Made in Italy, esistono tante possibilità di fare marketing, e nello specifico Article Marketing online ma in pochi le sfruttano e chi lo fa sbaglia tutto.

Partiamo da un principio: Cosa è l'Article Marketing? E' una forma di pubblicità gratuita. In pratica consiste nel pubblicizzare aziende, siti o prodotti online mediante l'inserimento di articoli redazionali su determinati portali che hanno come compito l'ampia diffusione web di tali informazioni.

Una tecnica semplicissima, ci si iscrive ad un sito, si inserisce un articolo con il relativo link all'oggetto o al sito che pubblicizziamo ed il gioco è fatto.

Più semplice a dirsi che a farsi, ma non in Italia. Qui da noi esistono i "furboni" del web, quelli che scrivono 3 righe e pretendono di inserire un link, oltre tutto duplicandolo su centinaia di siti. Senza dare nulla come valore aggiunto.

In pratica potremmo definirlo l'anti seo o quello che lo stesso Google definisce "Negative SEO". Ecco allora spiegato il dubbio ed ecco perchè in Italia importanti portali di article marketing decidono di non accettare nuovi post, in quanto stanchi di queste persone che si limitano a duplicare.

E' una vergogna tutta italiana tra l'altro, infatti se guardiamo oltre oceano, colossi online vivono di article marketing e pubblicizzano quotidianamente online i propri prodotti in questo modo. Accade anche in europa, siti di aziende del calibro di Zalando sfruttano tali portali per la pubblicità, solo i piccoli e sedicenti webmaster che si fanno pagare quattrini in Italia sbagliano tutto.

Come? Duplicando, dedicando poco tempo ai propri clienti e sbagliando del tutto i messaggi. Ovvia conseguenza, si distrugge il marketing e la gente non investe.


Ottimizzare e Migliorare la Visibilità Online senza Costi

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Ottimizzare e Migliorare la propria visibilità online è importante sia per chi ha un semplice blog che per chi gestisce un portale di ecommerce o un sito istituzionale.

Ormai qualsiasi azienda o persona che non si esprima tramite il canale web è come se chiudesse le porte ad una importante porzione di clienti interessati ai propri prodotti.

Essere presenti online e ben visibili è un fattore di primaria importanza ormai per tutti. Negli anni sono nate delle vere e proprie agenzie che si occupano di migliorare la propria visibilità online, che offono dei pacchetti con delle campagne mirate, ma che hanno comunque un costo che talvolta una piccola azienda, sopratutto in periodi di crisi come questo, non riescono a sostenere.

E allora? Rinunciare? Assolutamente no! Infatti, dedicando poco tempo al giorno è possibile ottenere da soli e senza investimenti, ottimi risultati di posizionamento, ma occorre saper scegliere bene le azioni da intraprendere per miglirare la propria visibilità online.

Come? Un fatto è sicuro: il 99% dei siti che si offrono di aiutare chi vuole posizionarsi in un motore di ricerca lo fa per business, quindi quasi non esistono online siti con guide e consigli utili per il posizionamento di un sito internet.

Per questo movito sul sto TgOnline.eu abbiamo aperto la sezione Webmaster Secrets che quotidianamente spiega, in maniera semplice e del tutto fruibile e gratuita a tutti consigli e segreti usati anche da importanti webmaster, che servono a migliorare ed attestare la propria presenza sul web.

TgOnline.eu vanta di essere l'unico sito, assolutamente non commerciale, in grado di dare un reale aiuto a quanti vogliano cimentarsi nell'ottimizzazione del proprio sito per migliorare l'esposizione sui motori di ricerca. Una vera e proprio rubrica aggiornata quotidianamente, tutta da seguire e implementare per iniziare subito un lavoro a lungo termine e dai risultati sicuri e soddisfacenti.


Primo su Google – L’ossessione di chi ha un Sito

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Primo su Google, chiunque possiede un sito web punta all'eccellenza e a come diventare e primeggiare i motori di ricerca.

E' il primo impulso di chi apre un blog o un sito internet, quello di "imparare" ad essere primo su google e quindi iniza subito a studiare come poter intraprendere questa strada, seguendo le poche indicazioni che riesce a trovare online.

Le ore successive alla nascita di questa ossessione sono un continuo visitare e rivisitare blog specializzati, siti web fantomatici e forum, soluzione? Nessuna, il 99% dei siti visitati spiegano che è possibile diventare primi su google, usano paroloni e tecnicismi che a volte neppure esistono, ma in realtà sono portali di marketing che puntano ad accaparrarsi nuovi clienti più che dare realmente delle soluzioni al lettore.

Questo è l'impulso che mi ha spinto a scrivere per il web e quanti interessati a migliorare la propria visibilità online una guida completa in grado veramente di aiutare i webmaster in erba a diventare primi su google dedicando appena pochi minuti quotidianamente online al miglioramento del proprio posizionamento organico.

Infatti anche io come molti webmaster ho avuto questo excursus vitale che mi ha spinto a sperimentare, approfondire e sopratutto a non spendere realmente neppure un centesimo per iniziare a primeggiare sui motori di ricerca. Imparando le tecniche dei webmaster migliori studiandole direttamente quando vengono messe in atto e, infine, scrivendo una guida che regalo al web gratuitamente per quanti come me sono ossessionati dal primeggiare.

Una guida, quella per diventare primi su google, che ho scritto di mio pugno e proprio per aiutare, con informazioni passo passo, chi vuole inziare subito a padroneggiare il colosso di Mountain View.

Per approfondire ed accedere alla guida segui l'approfondimento su: primi su google


Il fenomeno “Bitcoin”

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Solo pochi giorni fa quando i bitcoin hanno toccato gli 800 dollari, in molti hanno sentenziato che la straordinarieta` dell`evento non si sarebbe ripetuta e che investire nella moneta virtuale in questo periodo sarebbe stato oltremodo rischioso.

Ebbene a distanza di poche ore non solo il bitcoin si e` replicato ma ha addirittura superato il valore di 1000 dollari, contro ogni previsione, e soprattutto dimostrando la sua estraneita` a qualsiasi logica di mercato finora applicata alle monete.

Il bitcoin e` una valuta virtuale indipendente da enti centrali e banche e pertanto la sua liberta` di volare in alto e di precipitare non e` in alcun modo prevedibile, proprio come dimostrato dagli accadimenti degli ultimi giorni.

Tutto e` iniziato con l`annuncio di eBay di voler adottare la moneta come metodo di pagamento: il bitcoin e` schizzato alle stelle e il suo valore pootrebbe crescere se altri colossi del mercato online dovessero fare simili annunci. O forse no. 

Quel che e` certo e` che anche l`Italia si sta attrezzando per rispondere alle novita` delle valute virtuali e pochi giorni fa e` nata la prima Bitcoin Foundation Italia, con l`obiettivo di promuovere, sponsorizzare e informare sull`utilizzo di questa ed altre monete virtuali.

Allo stesso tempo si potranno incontrare sul web altri utilizzatori della moneta sul forum dedicato, utile piattaforma anche per chi si avvicina per la prima volta a questo mercato.

E` forse il caso infatti di interessarsi fin da ora (e forse siamo anche in ritardo) a questo fenomeno perche`, come sottolineato in una recente intervista a Fabio Vita, esperto di Bitcoin, non si tratta certo di una bolla speculativa ma della possibile moneta del futuro.


Jp Morgan, onori a Buckingham Palace. Così la finanza dimentica la crisi

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di Loretta Napoleoni | 24 novembre 2013

dal Fatto quotidiano

L’ostentazione della ricchezza è lo sport preferito dalla classe dei super-ricchi e privilegiati del villaggio globale, quella piccolissima percentuale della popolazione mondiale che vede la sua posizione di vantaggio rispetto a quella di tutti gli altri legittimata dal vecchio idolo: il denaro.

Giambattista Vico non si meraviglierebbe di questo fenomeno, tutto è già successo nel passato, fa parte della ruota della storia; quello che però Vico non poteva prevedere  è l’acuirsi delle diseguaglianze nelle moderne democrazie a seguito della schizofrenia del sistema politico sociale definito democrazia. Schizofrenia perché la democrazia dovrebbe essere il governo della maggioranza ed invece è degenerata nella gestione della cosa pubblica e della vita delle masse da parte delle élite, ma nessuno si ribella né viene punito per le ingiustizie commesse o perpetuate.

L’ultimo esempio di questo disturbo mentale ci arriva dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, baluardi del potere del Parlamento, il primo, e della democrazia, il secondo. Il 30 ottobre la JpMorgan, ai tempi ancora sotto inchiesta per aver frodato milioni di onesti risparmiatori americani con i mutui subprime, ha organizzato un evento memorabile a Buckingham Palace, avete letto bene, Buckingham Palace, meglio noto come la residenza della Regina d’Inghilterra.

Alla cena hanno partecipato 100 rappresentanti del mondo degli affari e della politica mondiale. C’era Tony Blair, che presiede il Consiglio dei consulenti della JpMorgan (il cui governo ha fabbricato prove false per giustificare l’invasione dell’Iraq), Ratan Tata, l’industriale indiano che ha acquistato grossi pacchetti immobiliari a Londra e così via. I fortunati invitati si sono goduti uno spettacolo privato organizzato dalla Royal Philarmonica Orchestra e dal Royal Ballet, proprio come ai tempi di Enrico VIII, musica, balletti, cibi prelibati e vini d’annata. La Regina non era presente, ma  a fare gli onori di casa c’era suo figlio Prince Andrew. Nessuno sa quanto ha pagato la JpMorgan, né a chi ha pagato, ma sicuramente non è si è trattato di un evento di beneficenza.

Poche settimane dopo la JpMorgan patteggiava con il governo e le autorità monetarie americane la questione dei mutui subprime ed accettava di pagare subito 4 miliardi di dollari (su un totale di circa 13 miliardi) agli sfortunati mortali rimasti impigliati nel suo grande imbroglio immobiliare.

Dei 4 miliardi di dollari, circa 1,5 andrà a pagare la differenza tra il valore attuale e quello passato delle abitazioni mutuate; 500 milioni andranno a ristrutturare i pagamenti mensili, e cioè li ridurranno. Gli altri 2 miliardi di dollari serviranno a compensare chi vive nelle aree più colpite dalla bolla immobiliare ed a demolire le case abbandonate. I poveretti che le hanno lasciate perché non potevano più pagarle rimarranno a bocca asciutta. Ma lo scopo della ristrutturazione non è aiutare i mutuatati ma le banche che hanno in portafoglio beni tossici. La JpMorgan, infatti, pagherà queste ultime.

La settimana prossima si saprà come verranno allocati i rimanenti 9 miliardi di dollari e per questo gigante della finanza mondiale la tragedia dei mutui spazzatura si chiuderà definitivamente ad un prezzo accettabile. Nessuno finirà in carcere per aver distrutto famiglie intere o per aver causato una crisi epocale di cui ancora oggi ne soffriamo le conseguenze, i signori dell’alta finanza sono come i politici, al disopra della legge, una caratteristica delle oligarchie e dei regimi assolutistici ed oscurantisti di un passato che la democrazia dovrebbe aver definitivamente cancellato. Ma non è così ed il fatto che la JpMorgan sia benvenuta dietro pagamento nelle sale della monarchia britannica ce lo conferma.

La logica è semplice: nel villaggio globale dove si adora l’idolo denaro la democrazia è uno strumento di potere nelle mani di chi lo possiede, con il denaro si compra tutto: dall’ospitalità della monarchia fino al silenzio dei senza tetto.

Come si esce da questo pantano? Certamente non con la guerra tra i poveri, di tutti i tipi, inclusa quella tra economisti veri e falsi, ma con la consapevolezza e l’esempio. Battaglie contro un nemico infinitamente più potente non si vincono con le armi né con le rivoluzioni e tantomeno con i trattati d’economia, ma con la superiorità etica e morale. Gandhi, in fondo, ha preso esempio da San Francesco, oggi il villaggio globale un nuovo Francesco ce l’ha e sembra proprio intenzionato ad emulare le gesta di chi lo ha preceduto nella difesa dei diritti della collettività. Ma come tutti i grandi della storia ha bisogno del nostro aiuto.

p.s.

aggiungo solo che il livello di complessità di un sistema del genere è grande e, come dice nell'articolo, potente davvero: ma è un gigante con i piedi d'argilla, debolissimi che può prosperare solo perchè i "comuni" sono (come sosteneva Lippman, consigliere della moglie di Roosvelt): "passivi", deboli, divisi, impauriti nel perdere quel poco che gli lasciano e, soprattutto, convinti di far bene perchè "quel" potere potente non è facilmente identificabile o meglio è impersonale e lontano…… anche se si sa che politici e sindacalisti sono elettivi chi li regge davvero non sono i cittadini ma una rete interconnessa e fitta che va da chi controlla i media alle istituzioni finanziarie; dai mercati ai grandi interessi delle aziende multinazionali.. un moloch che spinge per le proprie caratteristiche impersonali la gente a sentirsi frustrata da un lato e passiva e impaurita dall'altra persa nel giogo poliotico mediatico che gli promette un improbabile mondo semi perfetto e, nel classico gioco delle tre carte, nello stesso momento gli leva l'orizzonte anzi gli orizzonti…… e nel caso dovessero sbucar fuori movimenti sociali o si fanno assorbire, leggi lega, o s'innesca un gioco al massacro nel quale il primo obiettivo è gettar discredito (in questo aiutati dalle titaniche cazzate, detto da Andrea Scanzi a proposito di alcune uscite del M5S) l'altro e disarcionare le fila di cittadini e iscritti dalle loro certezze mentre nel frattempo la politica tradizionale fa quadrato (mentre continua al proprio interno a farsi le guerricciole per le briciole) e li isola con tanti saluti all'interesse generale e al bene comune

dice nulla quanto sopra? O meglio: ricorda nulla?


Ehiweb indaga: Internet e i regimi dittatoriali nel mondo

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Yemen, Iran, Tunisia, Egitto, Libia, Siria… a cosa ricollegate questi paesi? Sicuramente alle grandi rivolte popolari che i media hanno documentato negli ultimi anni.

Grazie al coraggio di tante ragazze e ragazzi, abbiamo conosciuto meglio le vicende di questi paesi, delle tante persone che hanno scelto coraggiosamente di ribellarsi a regimi autoritari per reclamare diritti fondamentali.

Parliamo di popoli fieri, che da sempre hanno la forza di alzare la testa e ribellarsi, fino a sacrificare la propria vita per la libertà. Abbiamo visto riempire piazze enormi che sono diventate familiari anche per noi, le hanno rese luoghi di aggregazione, dove battersi per la democrazia e sentirsi uniti. Tutti.

Perché ne stiamo parlando?

Perché la primavera araba, che ha coinvolto tanti paesi dal Nord Africa al Medio Oriente, è cresciuta, e ha coinvolto le masse e i mezzi d'informazione, anche grazie a Internet.

Da questi importanti avvenimenti abbiamo avuto la conferma che la rete non è solo un simbolo di libertà, è anche uno strumento per conquistarla.

Noi di Ehiweb ci impegniamo da anni contro il digital divide e sosteniamo il diritto di ognuno ad accedere alla rete, perché siamo mossi dalla forte convinzione che Internet, oltre ad essere una fonte di informazioni ormai indispensabile, insieme ai social network sia anche un mezzo di comunicazione che permette di rivolgersi a un pubblico numerosissimo, abbattendo ogni tipo di barriera geografica e culturale.

Quindi, come potremmo definire Internet se non uno strumento di libertà?

Risulterebbe tutto positivo, se non ci fosse l’altro lato della medaglia: con la diffusione di questo nuovo mezzo di comunicazione di massa, i regimi autoritari si sono interessati al fenomeno solo per averne il controllo.

Questa duplice valenza di Internet ha dato vita a due correnti di pensiero: da una parte ci sono gli ottimisti, convinti che la rete sia un sistema difficilmente filtrabile e vi siano sempre le possibilità di scavalcare le censure dei regimi autoritari, consapevoli dell’importanza rivestita dai social network come strumenti di organizzazione e divulgazione degli eventi; dall’altra ci sono i pessimisti, convinti che le rivolte sarebbero scoppiate anche senza social network, che la rete sia uno strumento facilmente manipolabile da governi e che per ottenere dei solidi cambiamenti si debba rimanere ben ancorati alla realtà.

Voi che ne pensate? Vi sentite più cyber-ottimisti o cyber-utopici?

Pensate alla rete come ad uno strumento di libertà o di oppressione?

Vogliamo conoscere le vostre opinioni!

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