segui LMN:     


G21 la Sharing Economy è arrivata in Italia!

0 commenti

La crisi economica è una realtà attuale. Proprio partendo dalla crisi e dalla voglia di combatterla, aiutando il Paese a risollevarsi, è nata una nuova filosofia economica, definita Sharing Economy. La Sharing Economy prende spunto dai social networks e si basa sulla condivisione. Proprio come avviene sui più importanti social networks, chi non condivide resta fuori dal giro, poiché è il processo di condivisione alla base di tutto.

Il progetto G21 community ti dà la possibilità di entrare in una fantastica opportunità e di risparmiare con i servizi e i prodotti offerti. I vantaggi della sharing economy sono tanti: in primo luogo dobbiamo ricordare l'abbattimento dei costi, in secondo luogo la possibilità di guadagnare grazie ai propri amici e conoscenti.

La voglia di partecipare attivamente alla community della sharing economy è sempre maggiore, anche in Italia. Iscrivendosi gratuitamente al sito G21 community si potrà iniziare a risparmiare sugli oggetti e sui servizi che ci interessano ed iniziare a guadagnare una percentuale su ciò che utilizzano i nostri amici che hanno preso parte alla community. Grazie alla facilità di condivisione offerta dalla rete, risulterà semplice raggiungere un buon numero di amici pronti a prendere parte al progetto G21 community.

Andrea Segato è un partner del progetto G21 community e trae vantaggio da questo utilizzando i prodotti e i servizi appartenenti alle categorie presenti attualmente: energie rinnovabili, viaggi, vacanze, assicurazioni, ristoranti, alberghi e acquisti al dettaglio.

Ciò che l'ha spinto ad iscriversi a G21 community è la possibilità di diventare member attivo di ogni singola categoria semplicemente sfruttando quello che questa offre. Non è richiesta alcuna quota di iscrizione, né un investimento minimo per iniziare a guadagnare con il sito G21 community.

Il servizio G21 community opera con aziende specializzate in vari ambiti, che offrono da anni prodotti di qualità eccellente. Queste società versano un premio che varia in base ai consumi della community e G21 community divide i guadagni con i propri utenti, assegnando ad ognuno una percentuale che si basa sia sulla partecipazione personale, che su quella degli amici invitati ad iscriversi.

G21 community è un progetto rivoluzionario. Può essere, anzi deve essere, un'opportunità di risparmio, non è un impegno fisso e non richiede tempo (condividere ed invitare i propri amici è semplice e veloce grazie ad un collegamento dedicato e personalizzato), è gratis e lo sarà per sempre, permette di creare una rendita mensile.

Inizia anche tu a guadagnare con la condivisione, iscriviti gratuitamente e senza alcun impegno a G21 community, guarda i video presenti nell’area riservata e poi decidi cosa fare.

 

For more information please visit – tomeetoo.andreasegato.it


ma il sindacato, che lo teniamo a fare?

0 commenti

Allora, la notizia del giorno è l'accordo-non accordo fra il berluschino di sinistra e il suo originale storico (è bene ricordare che il primo aveva dichiarato qualche mese fa che il secondo, una volta condannato, era da "game over" ossia era fuori dai giochi, finito… forse o ha cambiato ora idea o allora ha detto una balla per farsi pubblicità e dar da bere agli, illusi assetati di illusioni, imbelli italioti che li votano quel che disperatamente vogliono sentirsi dire. Bene quest'accordo c'è ma … non si vede e nonostante questo artificio questo paese ancora una volta (dopo i vari governicchi di stampo presidenziale non eletti nè mai votati) una sorta di larghe intese sia prima che dopo l'approvazione della riforma elettorale: fra l'altro tutti i soggetti in azioni NON SONO ELETTI O SONO DECADUTI IN PARLAMENTO e la discussione si sta svoglendo TUTTA al di fuori delle aule… nel miglior stile occidentale post Bush ossia in barba ai principi base della tanto decantata, ma in reatà esorcizzata, democrazia con cui tutti ci si sciacquano la bocca.

In realtà, a mio parere, la notizia che caratterizza il periodo è un altra: la, tentata, marginalizzazione della Fiom all'interno di quel enorme grumo d'interessi che va sotto il nome di CGIL. Mentre la confederazione votava, e firmava, l'accordo sulla nuova rappresentanza sindacale la Fiom veniva messa in minoranza e non solo…  ma politicamente si svela il tentativo di marginalizzazione di questa scomoda parte che si è distinta, e a ragione, nel disvelamento del filone di balle marchionniano a proposito della fiat: e ora ne paga le conseguenze, per ora sindacali poi si vedrà…. la fiom è scomoda, molto scomoda: ha avuto ragione nella maggior parte dei casi dove si è battuta contro la molta demagogia messa in campo non tanto dalla fiat ma proprio da quella parte politica di cui in teoria fa parte… chiamparino e fassino ve li ricordate? E vi rocordate anche per chi hanno parteggiato? Bene….. ora dev'essere ridotta in peso e in influenza accettando un accordo che se formalmente amplia gli spazi democratici in realtà, e lo dico con cognizione di causa di esperienza diretta sindacale, li limita o meglio ne fa un affaire da "cosa loro" ossia introduce, spacciandolo per una forma di trasparenza e di democrazia, l'arbitrato interconfederale e le sanzioni per chi non si adegua….. capite qual'è il punto? Cao classico: la fiom fa una vertenza "scomoda", tipo fiat, che trova la controparte tosta anzichè andare davanti al giudice del lavoro…. intervengono le confederazioni e addio forza contrattuale: in due messo addio fiom e addio sindacato che fa opposizione o, almeno, fuori dal coro, chiaro? Cara Camusso, socialista, ma li prendi per il naso i lavoratori? Che razza di sincadato hai in mente? E' vero che guadagni con i caaf e che hai necessità di frenare la spinta del paese reale, chi lavora, che chiede non solo di non essere l'unico a metter mano alle tasche ma anche chi chi non ha mai pagato non sia ancora protetto e, soprattutto, si smetta con le politiche antisociali ma depotenziando la trattazione e la vertenza addio peso del sindacato e addio vertenza con cisl e uil che sembrano remare contro e fare i trattativisti a tutti i costi per poi calarsi le brache…. ricorderete certo tutti gli accordi firmati con i governi berlusconi che erano carta straccia? Ecco ora, con un governo PD, anche la CGIL si accoda… che ce ne facciamo di un sindacato siffatto? Cosa aspetta la fiom a dirle addio e fare finalmente da base per un sindacato realmente di sinistra?


Renzi contro Fiscal compact? Nel ‘nuovo’ Pd ci sono i responsabili

0 commenti

come compitino per il week end lascio questo articolo alla Vs riflessione……. mette i puntini, e non solo, sulle i e allarga l'orizzonte delle tante "democristianate" del berluschino, toscano, di sinistra prossimo, così sembra essere, capo del governo.

BUON WEEK END

Sergio Di Cori Modigliani, ex giornalista che nel 1998 restituì il tesserino in forte polemica con l’Odg, ha scritto ieri nel suo blog: “Mettiamo da parte la nostra splendida fantasia e calda immaginazione da cartolina stereotipata e cominciamo ad innamorarci della validità dei dati oggettivi, inchiodando gli interlocutori -chiunque essi siano- a parlare di quelli.”

Vediamo dunque un po’ di dati oggettivi.

La stampa ha quasi totalmente ignorato:

  • La denuncia del Movimento 5 Stelle nei confronti dei responsabili di Mes, Fiscal Compact e principio di pareggio di bilancio in Costituzione.

  • La mozione M5S che ci avrebbe permesso di andare a rinegoziare i patti presi con l’Ue.

Una delle poche eccezioni è TM news. Il loro titolo è “Dopo i giornalisti M5S mette all’indice parlamentari pro Ue”.

E’ un titolo doppiamente disinformante. Viene insinuata l’idea che M5S abbia redatto una “lista di proscrizione” di parlamentari, bissando l’assurda accusa rivolta al blog di Grillo nel caso dei giornalisti “schedati” (infamia perpetrata con veri e propri stupri semantici, smontati con grande eleganza da Luisella Costamagna). Viene inoltre suggerito che trattasi di parlamentari genericamente “pro Ue”, mentre l’accusa del Movimento 5 Stelle è specifica e rivolta verso i colpevoli di contratti-capestro che danneggiano il nostro Paese. Non sono parlamentari “pro Ue”, sono piuttosto “anti Italia”. Quasi superfluo sottolineare, fra l’altro, che i nomi elencati da M5S sono consultabili da qualsiasi cittadino nei siti di Camera e Senato.

Ho chiesto a Sergio Di Cori Modigliani il motivo di tanta “distrazione” da parte della stampa.

Ecco la sua gentile risposta:

“La differenza tra un buon giornalista onesto e uno scarso – spiega Di Cori Modigliani – non consiste nel tipo di risposte che ottiene, bensì nella qualità delle domande che fa. L‘Italia (non a caso 70esimo al mondo nel ranking relativo alla libertà di stampa) è un paese dove ai giornalisti viene insegnato a non porre certe domande, a evitare certi discorsi, a eludere certi argomenti, e così -crescendo- il giornalista incorpora inconsciamente un meccanismo di auto-censura che in seguito gli aprirà le porte verso il successo professionale. Questo appartiene alla tradizione politica del nostro paese, basata sull’idea del mondo enunciata pubblicamente un paio di anni fa dal cardinal Bertone: “Chi sa non parla, chi parla, invece, non sa”. Un’affermazione che postula l’idea per cui la politica e l’informazione appartengono a un mondo occulto, di adepti, di iniziati, di una élite composta da individui che praticano il concetto di omertà.

Questo è il motivo per cui l’intera cupola mediatica – continua Di Cori Modigliani – ha scelto e deciso di non diffondere la “notizia oggettiva” relativa alla mozione chiesta dai parlamentari pentastellati ieri in aula. Se l’avessero fatto si sarebbero esposti al rischio di dover spiegare di che cosa si trattava, chi l’aveva votata, quando, come e perché. Magari ci sarebbe stato anche qualche giornalista che avrebbe ricordato, a questo popolo malato di amnesia, che Pierluigi Bersani in data 28 agosto 2011 dichiarò: “Fiscal Compact? Mai. Non firmeremo mai un accordo che sega le gambe all’Italia e la condanna”

Quattro mesi dopo la firmava e nessun organo di stampa ha ricordato la frase pronunciata 126 giorni prima. Questo è un paese che vive di omertà, di auto-censura, di silenzi, di omissioni, di cose sottaciute e non dette. Un movimento politico come il M5s che ha al primo punto la chiarezza e la trasparenza diventa pericoloso per il Potere Italiano – conclude Di Cori Modigliani – perché li obbliga a cambiare giuoco, e loro non sono né capaci né in grado di saperlo giocare.”

clip sul blog

di Francesco Manna (@FrancescoLamana)

(sul fatto Quotidiano) PRESSappoco | 17 gennaio 2014


Creare e gestire un sito ECommerce : consigli e informazioni utili

0 commenti

Il primo passo da fare per creare un sito e-commerce di successo, senza dubbio, è proprio quello di progettare e realizzare il sito. Le caratteristiche fondamentali che generalmente si richiedono ad un sito di questo tipo sono: che sia ben classificato nella categoria merceologica di interesse, facile da navigare, e disponga di un rapido processo di checkout. In altre parole, gli articoli all’interno del sito devono essere ben catalogati, il cliente deve poter visualizzare tutte le informazioni relative all’articolo con chiarezza e il processo di acquisto si deve concludere in pochi, semplici passaggi.

Se avete realizzato il vostro sito tenendo conto di tutti questi fattori, allora siete sulla buona strada per il successo. Certo, ci sarà ancora bisogno di pubblicizzare il vostro sito e-commerce e ottenere la fiducia dei vostri clienti, ma se si dispone di un ottimo sito e-commerce che provvede ad instradare i clienti senza intoppi all'acquisto, allora nella maggior parte dei casi le transazioni saranno completate!

Una cosa su cui ci si dovrebbe concentrare quando si lavora sul business e-commerce con un sito e-commerce, tuttavia, è il budget. Certo, lo startup di un sito e-commerce è molto più conveniente rispetto a qualsiasi altro tipo di attività. Sebbene i costi amministrativi per aprire un’attività virtuale siano simili a quelli da sostenere per aprire un negozio reale, tuttavia si possono evitare totalmente o quantomeno ridurre tutta una serie di altri fattori: non è necessario affittare un negozio ed acquistare scaffalature e materiale espositivo, così come non si devono sostenere le spese per le utenze di luce, gas e acqua del negozio. A seconda della tipologia di merce trattata, sarà necessario disporre di un magazzino, più o meno grande proprio in base al volume di ingombro della merce e proprio come sarebbe avvenuto se il negozio fosse stato reale anziché virtuale.

 

Gli unici costi che un negozio virtuale deve sostenere e uno reale no, sono quelli relativi alla costruzione e mantenimento del sito. Ma si tratta di costi decisamente inferiori rispetto all’allestimento di un negozio reale. In genere, i siti di e-commerce costano circa 120 euro al mese per operare, a volte di più, e le entrate che generano non hanno alcun limite.

Una volta creato il proprio sito di e-commerce, è indispensabile promuoverlo sui motori di ricerca, in quanto questi sono lo strumento principale che gli utenti usano per iniziare i loro acquisti. Gli strumenti per apparire in cima alle pagine dei risultati dei motori di ricerca sono essenzialmente due: l’ottimizzazione del sito e il pay per click. L’ottimizzazione del sito consiste nell’inserimento all’interno dei testi e del codice delle parole chiave più appropriate per la propria attività: in questo modo si cerca di “scalare la classifica” dei risultati di ricerca ed apparire davanti ai concorrenti. Il pay per click consente di ottenere gli stessi risultati, ma pagando per avere le prime posizioni nella pagina. Se si desidera utilizzare la pubblicità pay per click (ppc) per il proprio sito e-commerce è bene registrarsi sui motori di ricerca e utilizzare lo strumento adwords per crearsi la propria campagna pubblicitaria, oppure delegare all'agenzia web questa incombenza.


Saldi: è online una startup dedicata al mondo degli outlet

0 commenti

Grande attesa per i saldi in partenza in tutta italia il 4 gennaio 2014. Molti italiani hanno aspettato a fare acquisti di capi invernali per cercare di fare buoni affari per questi saldi invernali. Proprio per questo motivo anche i commercianti si aspettano molto da questi saldi. Si parla molto di una possibile ripresa in questo 2014, i commercianti sperano proprio in una “campagna di saldi” miracolosa che possa finalmente risollevare i conti nel 2014.
Si compra meno ma si cerca di comprare meglio. Meno capi di abbigliamento ma di buona qualità. Chiaramente il tutto acquistato durante i saldi e possibilmente in uno dei numerosi outlet nati in tutta la nostra penisola. Luoghi oramai deputati all’acquisto del miglior made in Italy a prezzi spesso dimezzati. Il numero dei visitatori degli outlet è oramai impressionante vincendo nettamente la battaglia contro la crisi. E’ addirittura nato in qualche modo un circuito turistico che ha come meta i più grandi e accoglienti outlet italiani. Proprio focalizzata su questo movimento turistico e di business nasce il 4 gennaio una startup: Visitoutletinitaly.com. La startup è realizzata in modo semplice ma essenziale: avere sul proprio computer o sul proprio smartphone tutte le informazioni utili per trovare gli outlet più vicini. Basterà navigare sulla mappa o semplicemente inserire la propria località: rapidamente appariranno gli outlet più vicini. Questo strumento è dedicato non solo ai molti appassionati italiani di acquisti negli outlet ma anche ai molti stranieri che oggi cercano in rete uno strumento semplice per trovare gli outlet più vicini a loro; infatti molti mentre fanno i tour per le città di arte desiderano poter fare acquisti dei desiderati capi del made in Italy. La piattaforma sarà inizialmente in italiano e in inglese ma presto si aggiungeranno le lingue dei turisti provenienti da paesi stranieri con grandi capacità di spesa: russi, giapponesi, coreani, cinesi e brasiliani.

Dice Giuseppe Piro, startupper e professionista del web, ideatore di Visitoutletinitaly.com: “Vogliamo far diventare questa nuova startup lo strumento di riferimento sul web per il turismo di acquisto che gira intorno agli outlet italiani. Specialmente gli stranieri hanno bisogno di strumenti semplici ma efficaci che li indirizzino verso gli outlet più vicini al luogo dove soggiornano. Lo smartphone in questo caso è lo strumento migliore. Non vogliamo bypassare i siti ufficiali degli outlet, per altro fatti molto bene, ma solo offrire uno strumento unico ed efficace per sviluppare sempre più il movimento che gira intorno a queste strutture commerciali che diffondono il migliore Made in Italy. Vogliamo creare un network di outlet che partecipi a questo progetto in modo da realizzare delle singole landing page di ogni outlet sempre più efficaci che riassumano tutte le informazioni per raggiungere e usufruire al meglio dei servizi degli outlet; e perchè no? Anche dare dei benefit appetibili specialmente ai turisti stranieri che hanno una grande capacità di spesa: taxi free, card sconto e una calorosa accoglienza sicuramente sono elementi che possono attrarre dei flussi turistici importanti. Faremo una grande campagna pubblicitaria sulla rete puntando molto anche sui social, Facebook in testa e sul motore di ricerca per eccellenza, Google.”

Fino ad oggi in rete sono nati diversi blog dedicati agli outlet ma mai era stata creata una startup apposita con i criteri propri di queste idee imprenditoriali: velocità di esecuzione e rapidità di crescita. Continua Giuseppe Piro: “Se il progetto in Italia andrà bene, vogliamo replicare il modello in tutta europa e perchè no, anche negli Stati Uniti, per dimostrare che anche una startup italiana può sbarcare nella patria delle maggiori startup mondiali come Google e Facebook”.

Il sito:
visitoutletinitaly.com

Per interviste e informazioni:
Giuseppe Piro
Cell. 338 1600881
Mail: ariapertalab@gmail.com

Visit Outlet in Italy


Un nuovo servizio per titolari di siti d’arte, cultura e idee

0 commenti

Per i titolari di siti e blog d'arte, cultura e idee il sito "Prove d'autore" mette a disposizione un nuovo servizio. Si tratta di "Site-trading" ( www.site-trading.provedautore.eu ), un progetto innovativo di scambio visite che risolve molte delle pecche dei circuti esistenti di questo tipo.

Perchè un circuito di scambio visite ? Perchè fra i vari metodi per ottenere visite per il proprio sito o blog, è quello che dà risultati più chiari e precisi. Uno scambio link o banner garantisce solo un certo numero di visualizzazioni del proprio link o banner, ma poi tutto dipende dal rapporto di conversione, cioè quanti cliccheranno effettivamente su quel link o quel banner ( di solito pochissimi, sull'ordine dell'uno per mille ). Il lavoro sul "seo" può portare risultati a lungo termine, ma è molto complesso e influenzato da tantissimi fattori ( quanto sono richieste certe parole chiave, ecc. ). Mentre in un circuito di scambio visite non c'è niente di complicato o di aleatorio. Faccio un certo numero di visite ad altri siti, e ottengo un credito di un corrispondente numero di visite da ricevere. Punto.

Il problema è che i circuiti di scambio visite di solito funzionano in modo automatico. Le visite ricevute quindi non sono mirate ai contenuti. E non sono neanche valide nel caso che sul proprio sito si ospitino banner pubblicitari. Quindi fanno numero e basta.

La soluzione proposta da Site-trading è quella di un sistema in cui le visite sono tutte manuali e volontarie ( garantendo così l'interesse ai contenuti e salvaguardando la validità delle impressions e dei click sulle pubblicità ). Il rischio che, in mancanza di un meccanismo automatico, non ci sia corrispondnza fra visite fatte e visite ricevute, viene affrontato con un meccanismo di compensazione ispirato al trading e ai cambi valutari: più un sito è a credito di visite, più aumenta la sua "quotazione", e per gli altri iscritti diventa conveniente visitarlo.

L'iscrizione a Site-trading è gratuita, non sono richesti dati personali, non si deve aggiungere al proprio sito nè links, nè banners, nè parti di codice. Se non si ha tempo o voglia di fare visite agli altri siti iscritti, il meccanismo diminuirà la quotazione del propio sito mettendolo di fatto in una condizione di stand-by. Il sito rimane comunque nell'elenco, e continua a ricevere un link ( dofollow ). Nel momento in cui si ricominciasse a visitarne altri, l'acquisizione di nuovo credito lo rimetterebbe in gioco.

Insomma, è un sistema che offre solo vantaggi senza alcuna contropartita neppure minima. Assolutamente da provare.


Pagina 7 di 61« Inizio...«56789»...Fine »