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Jp Morgan, onori a Buckingham Palace. Così la finanza dimentica la crisi

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di Loretta Napoleoni | 24 novembre 2013

dal Fatto quotidiano

L’ostentazione della ricchezza è lo sport preferito dalla classe dei super-ricchi e privilegiati del villaggio globale, quella piccolissima percentuale della popolazione mondiale che vede la sua posizione di vantaggio rispetto a quella di tutti gli altri legittimata dal vecchio idolo: il denaro.

Giambattista Vico non si meraviglierebbe di questo fenomeno, tutto è già successo nel passato, fa parte della ruota della storia; quello che però Vico non poteva prevedere  è l’acuirsi delle diseguaglianze nelle moderne democrazie a seguito della schizofrenia del sistema politico sociale definito democrazia. Schizofrenia perché la democrazia dovrebbe essere il governo della maggioranza ed invece è degenerata nella gestione della cosa pubblica e della vita delle masse da parte delle élite, ma nessuno si ribella né viene punito per le ingiustizie commesse o perpetuate.

L’ultimo esempio di questo disturbo mentale ci arriva dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, baluardi del potere del Parlamento, il primo, e della democrazia, il secondo. Il 30 ottobre la JpMorgan, ai tempi ancora sotto inchiesta per aver frodato milioni di onesti risparmiatori americani con i mutui subprime, ha organizzato un evento memorabile a Buckingham Palace, avete letto bene, Buckingham Palace, meglio noto come la residenza della Regina d’Inghilterra.

Alla cena hanno partecipato 100 rappresentanti del mondo degli affari e della politica mondiale. C’era Tony Blair, che presiede il Consiglio dei consulenti della JpMorgan (il cui governo ha fabbricato prove false per giustificare l’invasione dell’Iraq), Ratan Tata, l’industriale indiano che ha acquistato grossi pacchetti immobiliari a Londra e così via. I fortunati invitati si sono goduti uno spettacolo privato organizzato dalla Royal Philarmonica Orchestra e dal Royal Ballet, proprio come ai tempi di Enrico VIII, musica, balletti, cibi prelibati e vini d’annata. La Regina non era presente, ma  a fare gli onori di casa c’era suo figlio Prince Andrew. Nessuno sa quanto ha pagato la JpMorgan, né a chi ha pagato, ma sicuramente non è si è trattato di un evento di beneficenza.

Poche settimane dopo la JpMorgan patteggiava con il governo e le autorità monetarie americane la questione dei mutui subprime ed accettava di pagare subito 4 miliardi di dollari (su un totale di circa 13 miliardi) agli sfortunati mortali rimasti impigliati nel suo grande imbroglio immobiliare.

Dei 4 miliardi di dollari, circa 1,5 andrà a pagare la differenza tra il valore attuale e quello passato delle abitazioni mutuate; 500 milioni andranno a ristrutturare i pagamenti mensili, e cioè li ridurranno. Gli altri 2 miliardi di dollari serviranno a compensare chi vive nelle aree più colpite dalla bolla immobiliare ed a demolire le case abbandonate. I poveretti che le hanno lasciate perché non potevano più pagarle rimarranno a bocca asciutta. Ma lo scopo della ristrutturazione non è aiutare i mutuatati ma le banche che hanno in portafoglio beni tossici. La JpMorgan, infatti, pagherà queste ultime.

La settimana prossima si saprà come verranno allocati i rimanenti 9 miliardi di dollari e per questo gigante della finanza mondiale la tragedia dei mutui spazzatura si chiuderà definitivamente ad un prezzo accettabile. Nessuno finirà in carcere per aver distrutto famiglie intere o per aver causato una crisi epocale di cui ancora oggi ne soffriamo le conseguenze, i signori dell’alta finanza sono come i politici, al disopra della legge, una caratteristica delle oligarchie e dei regimi assolutistici ed oscurantisti di un passato che la democrazia dovrebbe aver definitivamente cancellato. Ma non è così ed il fatto che la JpMorgan sia benvenuta dietro pagamento nelle sale della monarchia britannica ce lo conferma.

La logica è semplice: nel villaggio globale dove si adora l’idolo denaro la democrazia è uno strumento di potere nelle mani di chi lo possiede, con il denaro si compra tutto: dall’ospitalità della monarchia fino al silenzio dei senza tetto.

Come si esce da questo pantano? Certamente non con la guerra tra i poveri, di tutti i tipi, inclusa quella tra economisti veri e falsi, ma con la consapevolezza e l’esempio. Battaglie contro un nemico infinitamente più potente non si vincono con le armi né con le rivoluzioni e tantomeno con i trattati d’economia, ma con la superiorità etica e morale. Gandhi, in fondo, ha preso esempio da San Francesco, oggi il villaggio globale un nuovo Francesco ce l’ha e sembra proprio intenzionato ad emulare le gesta di chi lo ha preceduto nella difesa dei diritti della collettività. Ma come tutti i grandi della storia ha bisogno del nostro aiuto.

p.s.

aggiungo solo che il livello di complessità di un sistema del genere è grande e, come dice nell'articolo, potente davvero: ma è un gigante con i piedi d'argilla, debolissimi che può prosperare solo perchè i "comuni" sono (come sosteneva Lippman, consigliere della moglie di Roosvelt): "passivi", deboli, divisi, impauriti nel perdere quel poco che gli lasciano e, soprattutto, convinti di far bene perchè "quel" potere potente non è facilmente identificabile o meglio è impersonale e lontano…… anche se si sa che politici e sindacalisti sono elettivi chi li regge davvero non sono i cittadini ma una rete interconnessa e fitta che va da chi controlla i media alle istituzioni finanziarie; dai mercati ai grandi interessi delle aziende multinazionali.. un moloch che spinge per le proprie caratteristiche impersonali la gente a sentirsi frustrata da un lato e passiva e impaurita dall'altra persa nel giogo poliotico mediatico che gli promette un improbabile mondo semi perfetto e, nel classico gioco delle tre carte, nello stesso momento gli leva l'orizzonte anzi gli orizzonti…… e nel caso dovessero sbucar fuori movimenti sociali o si fanno assorbire, leggi lega, o s'innesca un gioco al massacro nel quale il primo obiettivo è gettar discredito (in questo aiutati dalle titaniche cazzate, detto da Andrea Scanzi a proposito di alcune uscite del M5S) l'altro e disarcionare le fila di cittadini e iscritti dalle loro certezze mentre nel frattempo la politica tradizionale fa quadrato (mentre continua al proprio interno a farsi le guerricciole per le briciole) e li isola con tanti saluti all'interesse generale e al bene comune

dice nulla quanto sopra? O meglio: ricorda nulla?


Ehiweb indaga: Internet e i regimi dittatoriali nel mondo

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Yemen, Iran, Tunisia, Egitto, Libia, Siria… a cosa ricollegate questi paesi? Sicuramente alle grandi rivolte popolari che i media hanno documentato negli ultimi anni.

Grazie al coraggio di tante ragazze e ragazzi, abbiamo conosciuto meglio le vicende di questi paesi, delle tante persone che hanno scelto coraggiosamente di ribellarsi a regimi autoritari per reclamare diritti fondamentali.

Parliamo di popoli fieri, che da sempre hanno la forza di alzare la testa e ribellarsi, fino a sacrificare la propria vita per la libertà. Abbiamo visto riempire piazze enormi che sono diventate familiari anche per noi, le hanno rese luoghi di aggregazione, dove battersi per la democrazia e sentirsi uniti. Tutti.

Perché ne stiamo parlando?

Perché la primavera araba, che ha coinvolto tanti paesi dal Nord Africa al Medio Oriente, è cresciuta, e ha coinvolto le masse e i mezzi d'informazione, anche grazie a Internet.

Da questi importanti avvenimenti abbiamo avuto la conferma che la rete non è solo un simbolo di libertà, è anche uno strumento per conquistarla.

Noi di Ehiweb ci impegniamo da anni contro il digital divide e sosteniamo il diritto di ognuno ad accedere alla rete, perché siamo mossi dalla forte convinzione che Internet, oltre ad essere una fonte di informazioni ormai indispensabile, insieme ai social network sia anche un mezzo di comunicazione che permette di rivolgersi a un pubblico numerosissimo, abbattendo ogni tipo di barriera geografica e culturale.

Quindi, come potremmo definire Internet se non uno strumento di libertà?

Risulterebbe tutto positivo, se non ci fosse l’altro lato della medaglia: con la diffusione di questo nuovo mezzo di comunicazione di massa, i regimi autoritari si sono interessati al fenomeno solo per averne il controllo.

Questa duplice valenza di Internet ha dato vita a due correnti di pensiero: da una parte ci sono gli ottimisti, convinti che la rete sia un sistema difficilmente filtrabile e vi siano sempre le possibilità di scavalcare le censure dei regimi autoritari, consapevoli dell’importanza rivestita dai social network come strumenti di organizzazione e divulgazione degli eventi; dall’altra ci sono i pessimisti, convinti che le rivolte sarebbero scoppiate anche senza social network, che la rete sia uno strumento facilmente manipolabile da governi e che per ottenere dei solidi cambiamenti si debba rimanere ben ancorati alla realtà.

Voi che ne pensate? Vi sentite più cyber-ottimisti o cyber-utopici?

Pensate alla rete come ad uno strumento di libertà o di oppressione?

Vogliamo conoscere le vostre opinioni!

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Il ristorante diventa social mobile grazie all’app iRestaurant di 4words by San Marco Informatica Spa

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Il ristorante diventa social mobile grazie all’app iRestaurant di 4words by San Marco Informatica Spa

Basta menù, o peggio ancora basta elenco dei piatti a voce, da oggi al ristorante potrete vedervi allungare dal cameriere un iPad menù con installato l’iRestaurant, una soluzione software mobile a 360° che rende la presentazione delle pietanze e delle bevande una esperienza interattiva nuova ed emozionante per il cliente. 
Un viaggio tra immagini, colori e descrizioni che permetteranno di conoscere al meglio la filosofia dello chef e la natura dei suoi piatti.
L’iRestaurant si rivela molto riuscito anche all’entrata del locale, per dare il benvenuto ai clienti e per presentarne le delizie anche nella fase di attesa prima dell’assegnazione del tavolo.
E’ possibile rendere l’applicazione pubblica, cioè il cliente la può installare sul proprio iPad o iPhone ed essere costantemente aggiornato sulle novità e proposte di cambi menù del ristorante, sugli eventi, sulle promozioni e sulle serate speciali.
Con iRestaurant è inoltre possibile gestire la carta dei vini, con la possibilità di consultarli singolarmente oppure di vederne l’abbinamento con i piatti proposti dal menù.
Inoltre iRestaurant contribuisce a rendere “social” il ristorante, permettendo la condivisione delle ricette, dei piatti più richiesti, nonché dei video sulla loro preparazione.
Visto da vicino, l’applicazione risulta facile e gradevole da usare, la navigazione per l’utente immediata ed intuitiva, una griglia scorrevole mostra le voci del menù raggruppate per categoria, ogni voce nella fase di ricerca è affiancata da una immagine fotografica ingrandibile utile a descrivere anche visivamente il piatto in consultazione, dalla consultazione è quindi possibile richiamare la ricetta in dettaglio e visionare il video sulla preparazione del piatto, l’abbinamento consigliato dei vini ed in fine il prezzo.
L’applicazione dispone inoltre di funzioni avanzate che permettono off-line di assegnare le pietanze presenti nel menù ed ordinate dal cliente su prenotazione direttamente ad un tavolo virtuale, ordinazione inviabile anche via email alla cucina del ristorante, permettendo di effettuare una prenotazione ed ordinazione da parte del cliente anche in camera ( o dalla stessa camera) nel caso di un ristorante relativo ad un hotel.
Non solo, iRestaurant consente quindi di generare una ordinazione che può essere inviata da parte del cliente direttamente da casa, creando una interazione fra cliente e ristorante anche fuori dai locali dello stesso, facilitando quindi un rapporto di fidelizzazione della clientela.

 


Link: http://www.4words.it/


TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO CONGIUNTO TRA GLI STATI UNITI D’AMERICA E IL REGNO DEL MAROCCO

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Ecco il testo integrale del Comunicato Congiunto tra gli Stati Uniti d'America e ilRegno del Marocco, che ha sancito il vertice Venerdì 22 novembre 2013 alla Casa Bianca a Washington tra Sua Maestà il Re Mohammed VI e il Presidente americano, Barack Obama.
“Comunicato Congiunto tra gli Stati Uniti d'America e il Regno del Marocco:
Nella riunione di oggi alla Casa Bianca, il Presidente Barack Obama e Sua Maestà il Re Mohammed VI hanno riaffermato il partenariato solido, reciprocamente proficuo e l’alleanza strategica che lega gli Stati Uniti d'America al Regno del Marocco. I due Capi di Stato hanno sottolineato che questa importante visita è l'occasione per tracciare un nuovo e ambizioso roadmap per il partenariato strategico e si sono impegnati a far progredire le nostre priorità condivise per un Maghreb, una Africa e un Medio Oriente sicuri, stabili e prosperi. I due leader hanno ugualmente insistito sui valori condivisi, la fiducia reciproca, gli interessi comuni, e l'amicizia secolare, come sono rispecchiati in tutti i campi di partenariato.
Sostegno alle riforme democratiche ed economiche:
Il Presidente ha salutato l'azione e la leadership di Sua Maestà il Re nel consolidamento della democrazia, la promozione del progresso economico e dello sviluppo umano, durante l'ultimo decennio. Il Presidente e Sua Maestà il Re hanno riaffermato loro impegno a lavorare insieme per realizzare gli obiettivi promettenti della Costituzione del Marocco del 2011 ed esplorare i mezzi per permettere anche agli Stati Uniti di aiutare a rafforzare le istituzioni democratiche in Marocco, la società civile e la gouvernance inclusiva. Il presidente ha salutato l'impegno di Sua Maestà il Re a mettere fine ai processi intentati contro i civili davanti ai tribunali militari. I due leader hanno riaffermato il loro attaccamento al sistema dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite e il suo ruolo importante nella protezione e la promozione dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali, e si sono impegnati ad approfondire il dialogo marocco-americano in corso sui Diritti dell’Uomo, che è stato un meccanismo produttivo e utile per lo scambio di punti di vista e d’informazioni.
Rilevando la loro preoccupazione condivisa concernente i migranti, i rifugiati e le questioni relative alla tratta degli esseri umani attraverso il mondo, il Presidente ha espresso il suo sostegno all'iniziativa del Marocco di riformare il sistema relativo all’asilo e all’immigrazione, su raccomandazione del suo Consiglio Nazionale dei Diritti dell’Uomo. Il presidente ha accolto favorevolmente l'intenzione del Marocco di prendere misure concrete che lo qualificano a raggiungere l’Open Govenment Partnership   e di realizzare la visione degli Equal Futures Partnerships che mira ad assicurare la partecipazione piena ed intera delle donne nella vita pubblica, e il loro vantaggio di una crescita economica e inclusiva.
La cooperazione economica e di sicurezza:
I due leader hanno sottolineato che gli Stati Uniti e il Marocco sono determinati a lavorare insieme per la promozione dello sviluppo umano ed economico nel Regno. Essi hanno notato la conclusione con successo, nel settembre 2013 il primo compatto del Millennium Challenge di Marocco e il suo impatto positivo sulla creazione di lavoro, la crescita economica e lo sviluppo umano in tutto il paese.
Il Presidente ha sottolineato la nuova strategia di sviluppo per il 2013-2017 dell’Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale, elaborata per aiutare il governo marocchino a raggiungere i suoi obiettivi di riforma e a rispondere ai bisogni dei cittadini marocchini. Questa strategia si concentra su: il miglioramento dell'accesso dei giovani al mondo del lavoro, la partecipazione cittadina nella gouvernance e il completamento della scolarizzazione dei bambini a livello primario.
Essi hanno notato che i due paesi hanno firmato un accordo di assistenza doganale reciproca il 21 novembre 2013 per ampliare la cooperazione bilaterale nella materia della detenzione del bianchimento di denaro, la frode commerciale e altri crimini finanziari. Inoltre, il 22 Novembre 2013, gli Stati Uniti e il Marocco hanno firmato un accordo sulla facilitazione degli scambi che favoreggia l'accordo di Libero Scambio USA – Marocco e rappresenta per il 21° secolo, un accordo permettente di andare avanti nella riforma e la modernizzazione doganiere. Il Marocco è il primo partner degli Stati Uniti nella regione, con il quale è concluso un tale accordo e che approva i principi comuni dell’investimento e la tecnologia della comunicazione e dell’informazione e il commercio dei servizi. Queste importanti iniziative testimoniano il nostro impegno comune per intrecciare legami economici più stretti con e in seno della regione.
Il Presidente e Sua Maestà il Re hanno riconosciuto l'importanza del Marocco come piattaforma per il Nord Africa e l'Africa sub – sahariana in termini di commercio e dell’investimento altresì ai vantaggi di mantenimento di un clima d’affari attraente per gli investimenti in Marocco. Capitalizzando sulla conferenza di dicembre 2012, sullo sviluppo degli affari tra gli Stati Uniti e il Marocco tenutosi a Washington, Sua Maestà ha fatto osservare che la preparazione è in corso per una seconda conferenza economica che si terrà a Rabat nel 2014.
Tale Conferenza mira a attirare profitto dei contatti “business-to-business” nel settore dell’aeronautica, industria, agricoltura e l’agroalimentare, dell’automobile e dell’energia per sviluppare il commercio e per promuovere l’investimenti inoltre l'integrazione economica regionale.
Il Presidente ha espresso il suo apprezzamento a Sua Maestà il Re per la sua offerta di ospitare il Summit Mondiale dell'Entrepreneuriat nel 2014 e i due leader hanno sottolineato l'importanza di promuovere le opportunità economiche a grande scala nella regione, in particolare per i giovani e le donne.
Cooperazione educativa e culturale:
Rallegrandosi dei legami che esistono tra i due popoli, il Presidente e Sua Maestà il Re si sono impegnati ad esplorare in più le vie di cooperazione per rafforzare la comprensione reciproca e il dialogo interreligioso in Marocco e nella regione. Hanno ugualmente reiterato il loro impegno a rafforzare e a diversificare programmi di scambio che includono la Commissione Marocco – Americana per lo Scambio Educativo e culturale.
Il Presidente e Sua Maestà hanno sottolineato l'importanza della ratifica e dell'attuazione dell'Accordo concluso tra i due paesi sulla registrazione e lo stato di sistema delle scuole americane in Marocco. I due leader si sono impegnati a rafforzare i legami e promuovere la comprensione reciproca tra i giovani marocchini e americani.
Il presidente si congratula con Sua Maestà il Re per aver graziosamente impegnato ad offrire un dono di 1 milione di dollari all'anno per i prossimi cinque anni all’Initiative J. Christopher Stevens per lo scambio virtuale, che ha lo scopo di mettere in relazione i giovani di diverse fasce d'età del Medio Oriente e del Nord Africa con i giovani degli Stati Uniti.
Questione del Sahara:
Il Presidente si è impegnato a continuare a sostenere gli sforzi per trovare una soluzione pacifica, durevole e reciprocamente accettabile alla questione del Sahara. In conformità alla politica degli Stati Uniti costante durante diversi anni, gli Stati Uniti hanno chiaramente indicato che il piano di autonomia presentato dal Marocco è serio, realistico e credibile, e rappresenta un approccio potenziale che potrebbe soddisfare le aspirazioni della popolazione del Sahara a gestire i propri affari nella pace e la dignità.
Il Presidente ha sottolineato che gli Stati Uniti sostengono i negoziati condotti dalle Nazioni Unite, compresa l'azione dell’Inviato Personale del Segretario Generale, Christopher Ross, ed esorta le parti a lavorare per una soluzione politica. I due leader hanno riaffermato il loro attaccamento condiviso al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni del Sahara e a lavorare insieme per proseguire la protezione e la promozione dei Diritti dell’Uomo nella regione.
Cooperazione nel campo della sicurezza regionale e della lotta contro il terrorismo:
I due leader hanno preso nota del loro partenariato in seno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, durante gli ultimi due anni, per la promozione della pace e la sicurezza internazionale, in particolare in Mali, Sahel, Siria, Libia, e nel Medio Oriente. Hanno ribadito il loro impegno a proseguire l’approfondimento della cooperazione civile e militare nei settori della non – proliferazione e della lotta contro il terrorismo.
Per rispondere alla loro preoccupazione quanto alla minaccia persistente del terrorismo, gli Stati Uniti e il Marocco hanno deciso di proseguire la loro cooperazione per sostenere le istituzioni democratiche della giustizia penale e di far fronte alla minaccia dell’estremismo violento nella regione. I due leader hanno riaffermato ugualmente il loro impegno verso le iniziative di cooperazione regionale.
I due leader si sono impegnati a proseguire una cooperazione stretta nel quadro del Forum Globale di Lotta Contro il Terrorismo e a rafforzare le relazioni  politiche, economiche e della sicurezza regionali in Nord Africa e nel Sahel, particolarmente attraverso una Unione del Maghreb Arabo rinvigorito e anche nelle altre sedi regionali.
Il presidente ha incoraggiato il Marocco di raggiungersi agli Stati Uniti per la creazione dell'Istituto Internazionale di Giustizia e dello Stato di diritto, a Malta, che mira a formare una nuova generazione di personale della giustizia penale in Nord Africa, dall’Ovest all’Est sulle vie e mezzi per affrontare la tematica della lotta contro il terrorismo e affrontare le sfide della sicurezza nel contesto dello Stato di Diritto.
 Africa:
Sua Maestà il Re ha ringraziato il Presidente per l'importanza accordata alla promozione dello sviluppo sociale e alla prosperità economica in Africa. Il Presidente ha riconosciuto la leadership di Sua Maestà il Re e le azioni avviate dal Marocco in materia di mantenimento della pace, della prevenzione dei conflitti, dello sviluppo umano e della salvaguardia dell'identità culturale e religiosa.
In questo contesto, i due Paesi hanno convenuto di esplorare iniziative congiunte per promuovere lo sviluppo umano e la stabilità attraverso la sicurezza alimentare, l'accesso all'energia, e la promozione del commercio sulla base dell’Accordo di Libero Scambio.
I due Capi di Stato hanno notato con soddisfazione la loro valutazione condivisa del ruolo determinante di sviluppo umano ed economico nella promozione della stabilità e della sicurezza nel continente africano, e si sono impegnati ad esplorare ulteriormente e ad approfondire le opzioni concrete di cooperazione pragmatica e inclusiva sulle questioni economiche e di sviluppo di interesse comune.
Pace in Medio Oriente:
Sua Maestà il Re ha sostenuto l’impegno continuo del Presidente e gli sforzi del Segretario di Stato per far progredire il processo di pace in Medio Oriente. Il presidente ha riconosciuto il contributo di Sua Maestà, Presidente del Comitato Al – Qods, agli sforzi verso la soluzione dei due Stati.
Conclusione:
Il Presidente e Sua Maestà il Re hanno concluso loro incontro sottolineando il loro impegno condiviso alla relazione speciale di lunga data che collega gli Stati Uniti al Regno del Marocco che è stato nel 1777 il primo paese a riconoscere l'indipendenza degli Stati Uniti.
Il Presidente Obama e Sua Maestà il Re Mohammed VI hanno deciso di mantenere un contatto stretto e di continuare sulla strada della cooperazione sostenuta che rafforzerà il partenariato strategico tra gli Stati Uniti e il Marocco, tra cui la prossima riunione del Dialogo Strategico in Rabat.
Essi hanno convenuto di nominare un ufficiale di fuori grado da entrambe le parti per completare l'attuazione delle decisioni prese oggi.
Il presidente ha favorevolmente accolto l'invito di Sua Maestà il Re per effettuare una visita in Marocco.
L'incontro di oggi è una prova supplementare che gli interessi degli Stati Uniti e il Marocco continuano a convergere e che il partenariato storico, iniziato nel 18° secolo, continua a prosperare nel 21° secolo”.
 

Traduzione dal Francese all’Italiano non ufficiale di Yassine Belkassem


il male oscuro da sradicare…..se lo vogliamo

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Ci pensate? In questo paese non abbiamo capito una cippa e siamo vittime della disinformazione dei soliti comunisti disfattisti perchè in questo paese:

  1. i dipendenti guadagnano più dei loro padroni…. propongo una colletta per sostentare le tante famiglie imprenditoriali bisognose di assistenza e cura; e non state a sentire quei comunisti disfattisti che continuano a dire che, forse, sono nullatenenti perchè hanno fondi in svizzera o in qualche altro paradiso fiscale del pianeta perchè è propaganda e populismo di bassa lega! Qui TROVERETE LA PURA VERITA' (<—— A SX C'E' IL LINK)!
  2. Mondadori è in difficoltà? Non c'è problema: le banche, sante subito, accorrono al capezzale immediatamente per fornire mezzi, assistenza e aiuta finanziari… in cambio naturalmente di alcune azioni e poc'altro; tanto poi in qualche, fra noi, se i problemi dovessero continuare il modo si trova. Provate voi ad andare a fare lo stesso in una qualunque banca in nome della equità di trattamento fra mondadori e voi…. se vi va bene chiamano la neuro e se andasse male andrete a rinfoltire le già piene carceri italiane.
  3. INPS annega. Come mai? perchè: dopo l'accorpamento con inpdap e altri enti minori, per nascondere il fatto che lo Stato non ha versato i contributi dei propri dipendenti, i conti non tornano e non solo perchè non si assume più ma anche perchè le gestioni clientelari e spericolate operazioni finanziarie con i soldi dei lavoratori e con i diversi regimi di trattamento concessi, quelli migliori a favore dei grossi papaveri, e l'intera assistenza e il welfare (il poco che resta) sul groppone… cosa resta delle pensioni? Poco, quasi nulla…. direi zero nonostante lo stesso Mastrapasqua, pluri incaricato in ben 21 società con uno sitpendio complessivo di circa 1.2 mln di euro, abbia ridimensionato l'allarme anche dopo il richiamo dell'altro ottimista del ministro Sacomanni: avranno capito che, forse, spargere il panico prima che il sistema pensionistoco sia crollato sotto il peso del debito indotto dai politici e dai loro sodali corrotti è pericoloso perchè la gente si potrebbe un tantino incazzare e andare con i forconi a Roma?
  4. Lo sapevate che i padroni delle slot (si proprio coloro che, multati di oltre 97 mld di euro perchè non pagavano quei quattro pidocchi di tasse che pure avevano concordato, le hanno .. evase e che si son visti ridurre a poche centinaia di mln di euro la suindicata e che i nostri non vogliono pagare) hanno accumulato profitti … maggiori delle entrate dello stato italiano? E fanno anche gli avari….. che irriconoscenti, vero?
  5. ricordate lo scandalo delle baby prostitute, anche di buona famiglia, vero? Bè è venuto fuori anche un altro aspeto ancor meno edificante della news….. su facebook hanno pubblicato una video-intervista a una baby prosituta di 11 anni che si vendeva per 8 euro (leggasi OTTO) e come se non bastasse dall'indagine su questo squallore è venuta fuori un altra verità: fra i clienti c'erano manager (anche di grosse società), imprenditori (uno di questi ultimi, poverino, ha sostenuto che "non aveva capito di aver di fronte una minorenne…"), funzionari ecc. insomma la crema.. no non la crema ma la mer.. bè avete capito della buona, si fa per dire, società; magari avevano figlie della stessa età chissà
  6. AAA nazione vende. La portaerei Cavour è in tour…. in africa per magnificare la bontà del made in italy. Bene, no? Esportiamo e anche bene .. le armi.  Con i soldi della Cavour cosa ci si poteva fare per il paese?
  7. AAA nazione svendesi. Electrolux chiude.. qui ma riapre nell'europa dell'est. 6000 persone finiscono sul lastrico. Bene, no? Si chiama mercato, competitività, globalizzazione o come vi pare… ma: cosa avrebbe fatto la Germania al posto nostro?
  8. AAA abbiamo politici da svendere che nessuno si piglia…. cosa ci possiamo fare? Noi sosteniamo il surplus della Germania con i nostri soldi e la nostra crisi, ma la domanda è: al nostro posto cos'avrebbe fatto la Germania?

si in questo paese c'è un male oscuro che ha radici antichissime, fin da dopo la caduta dell'impero romano, ma che ha sempre saputo aggiornarsi e ristrutturarsi a seconda dell'evoluzione del paese……. ed ha sempre trovato sia sacerdoti che utili idioti che si son prestati volentieri alla bisogna.


Giustizia amministrativa privata: ecco come ammazzeranno la rete, i diritti digitali e la libertà dei cittadini

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Il governo (a differenza della CGIA, della Confcommercio, dei sindacati – per quanto ammaestrati -  e dei confindustriali) vede rosa chiaro: ci vuole una faccia tosta come il bronzo per dire che ci stiamo "stabilizzando" e che per il 2014 avremo una crescita del 1,1% per il 2014 e di circa il 2% a partire dal 2015 mentre non c'è nulla, proprio nulla, che faccia pensare ad exploit del genere, anzi…. se pensiamo che stiamo buttando soldi nel cestino per comprare sommergibili, aerei, elicotteri, tav, ecc. facendo aumentare il debito pubblico senza alcun ritorno economico per il paese e per noi mi chiedo come si possa solo sperare in numeri del genere quando i salari reali sono fermi ai tempi del bisnono e se si creano posti di lavoro sono al massimo a tre mesi, tacendo di come dal 1990 a d oggi si sia spostato sulle spalle dei lavoratori (degli artigiani, dei piccoli imprenditori, ecc.) il peso delle tasse e del sostegno del paese e del suo debito.

Ma questo lo sappiamo, spero….

Quello che invece sta passando sotto silenzio o quasi è il trasferimento ad atuorità amministrative il controllo della rete (non solo qui sia chiaro ma qui stiamo facendo da battistrada). La UE da qualche anno si è dotata di una struttura di spionaggio, antiterrorismo è la scusa ufficiale, che nulla ha da invidiare alla nsa americana; solo che non è gestita in conformità delle legislazioni, e dei trattati istitutivi della stessa, ma da autorità amministrative poste sotto il controllo dell'esecutivo: da noi abbiamo già fatto un passo ulteriore ossia AGCOM si è già erta a controllore, violando un principio base della nostra Costituzione che prevede che ognuno debba essere sottoposto al processo davanti al "proprio giudice naturale", del marchio intellettuale e contro la pirateria ora stanno discutendo altro: sapete cosa? La cosa funzionerà così: un privato ritiene che sia stato leso un proprio diritto, marchio o altro e anzichè far denuncia al giudice naturale scrive all'AGCOM che in 24 ore decide se imporre la chiusura del sito o se multare l'isp o altro…… e il contraddittorio? Non se ne hanno notizie, nulla; trovo significativo che un organo di nomina governativa, previo accordo cencelli di spartizione fra i partiti (con commissari che hanno stipendi, e pensioni, che, in certi casi, si cumulano fra loro raggiungendo cifre astronomiche che i comuni mortali non vedono nemmeno nel corso dell'intera vita lavorativa), che ha funzioni amministrative diventi giudice terzo nella controversia mentre lo sceriffo è ..la stessa AGCOM e il pm è un privato ossia colui che si ritiene leso: tutto fatto in casa insomma. In una società sempre più orientata verso la digitalizzazione e verso forme democratiche digitali che cosa s'inventa la casta: il giudice fatto in casa bypassando le tutele giurisdizionali classiche ossia le unica guarentigie a disposizione del cittadino per difendersi dagli abusi della P.A. con tanti saluti  alla democrazia orizzontale.

Si ha forse paura di cosa potrebbe diventare la rete nel terzo millennio? Si.

Si è trovato il modo di creare "pressione" sugli ISP per addomesticarli e farli diventare a loro volta "sceriffi" delle proprie community e siti? Si.

Si è, anche, trovato il modo di far pressione sulle grandi società digitali che sfuggono ai controlli dei singoli stati per spingerli a fare solo quello che il potere vuole (come in Cina, Iran, ecc.)? Si.

Si vuole spingere oltre i confini del costituzionalmente lecito, adducendo grandi ideali (come la lotta alla pedofilia, al terrorismo, ecc. peraltro giustissime e sacrosante ma che gli stati, per mancanza di volontà politica e di soldi.. sull'ultima però ci si potrebbe porre rimedio comprando meno aerei e facendo meno tav), il controllo della società sottostante ricreando in forma digitale quel leviatano contro cui, solo a parole, si scagliano tutti i politici e i benpensanti? Si.

E' un mondo oscuro quello che stiamo consentendo di costruire: niente lavoro, niente futuro, controllo penetrante in violazione dell'art.21 della costituzione per via amministrativa ……. manca solo, come in via d'inveramento in Grecia, che s'introduca il "reato di offesa alle isituzione europee" e la frittata l'è bell'è cotta.

Ma non siamo una società di mercato dove, nella fattispecie il mercato è quella della comunicazione dove il cittadino, attraverso un corrispettivo economico, acquista il servizio di accesso fornito da un ISP e, in base alla legislazione e all'ordinamento giuridico, può costruirsi identità, blog, sito, ecc.? No già ora siamo alla mercè degli ISP, perchè non esiste nel nostro paese un rete gratuita pubblica, ora lo siamo anche di un agenzia "nominata" e di società private che possono fare quello che vogliono dei diritti digitali…. un caso? E' famoso quello dello youtuber anglosassone che ha visto il proprio format copiato da un tv senz'alcun riconoscimento (ne parlai in un post) del cosiddetto diritto di marchio…. se fosse stato il contrario? Bè, lo sappiamo…. dai marines ai politici tutti addosso allo youtuber.

Provate a fare un giro in rete; nessuno, se non le news specializzate, ne parla ma ci stanno lavorando sodo e ci ritroveremo non con la Polizia Postale, pubblica, a controllarci ma con una società privata che decide chi è buono e chi è cattivo……infatti questo è un pessimo segnale: sia per coloro che, come i pentastellati, credono nella democrazia orizzontale ed elettronica che per coloro che credono nella "D"emocrazia tout court perchè il potere, in crisi checchè se ne dica, cerca di serrare le fila e non ha, da che mondo è mondo, altri mezzi se non la repressione, virtuale e non, del dissenso… si rafforzano, a spese nostre, i media tradizionali e si favorisce l'invasione della rete da parte dei propri sodali per coprire tutti gli spazi esistenti e con tutti i mezzi: se qualcosa dovesse sfuggire…. c'è sempre il giudice/sceriffo fatto in casa e il pm privato.


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