segui LMN:     


TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO CONGIUNTO TRA GLI STATI UNITI D’AMERICA E IL REGNO DEL MAROCCO

0 commenti
Ecco il testo integrale del Comunicato Congiunto tra gli Stati Uniti d'America e ilRegno del Marocco, che ha sancito il vertice Venerdì 22 novembre 2013 alla Casa Bianca a Washington tra Sua Maestà il Re Mohammed VI e il Presidente americano, Barack Obama.
“Comunicato Congiunto tra gli Stati Uniti d'America e il Regno del Marocco:
Nella riunione di oggi alla Casa Bianca, il Presidente Barack Obama e Sua Maestà il Re Mohammed VI hanno riaffermato il partenariato solido, reciprocamente proficuo e l’alleanza strategica che lega gli Stati Uniti d'America al Regno del Marocco. I due Capi di Stato hanno sottolineato che questa importante visita è l'occasione per tracciare un nuovo e ambizioso roadmap per il partenariato strategico e si sono impegnati a far progredire le nostre priorità condivise per un Maghreb, una Africa e un Medio Oriente sicuri, stabili e prosperi. I due leader hanno ugualmente insistito sui valori condivisi, la fiducia reciproca, gli interessi comuni, e l'amicizia secolare, come sono rispecchiati in tutti i campi di partenariato.
Sostegno alle riforme democratiche ed economiche:
Il Presidente ha salutato l'azione e la leadership di Sua Maestà il Re nel consolidamento della democrazia, la promozione del progresso economico e dello sviluppo umano, durante l'ultimo decennio. Il Presidente e Sua Maestà il Re hanno riaffermato loro impegno a lavorare insieme per realizzare gli obiettivi promettenti della Costituzione del Marocco del 2011 ed esplorare i mezzi per permettere anche agli Stati Uniti di aiutare a rafforzare le istituzioni democratiche in Marocco, la società civile e la gouvernance inclusiva. Il presidente ha salutato l'impegno di Sua Maestà il Re a mettere fine ai processi intentati contro i civili davanti ai tribunali militari. I due leader hanno riaffermato il loro attaccamento al sistema dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite e il suo ruolo importante nella protezione e la promozione dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali, e si sono impegnati ad approfondire il dialogo marocco-americano in corso sui Diritti dell’Uomo, che è stato un meccanismo produttivo e utile per lo scambio di punti di vista e d’informazioni.
Rilevando la loro preoccupazione condivisa concernente i migranti, i rifugiati e le questioni relative alla tratta degli esseri umani attraverso il mondo, il Presidente ha espresso il suo sostegno all'iniziativa del Marocco di riformare il sistema relativo all’asilo e all’immigrazione, su raccomandazione del suo Consiglio Nazionale dei Diritti dell’Uomo. Il presidente ha accolto favorevolmente l'intenzione del Marocco di prendere misure concrete che lo qualificano a raggiungere l’Open Govenment Partnership   e di realizzare la visione degli Equal Futures Partnerships che mira ad assicurare la partecipazione piena ed intera delle donne nella vita pubblica, e il loro vantaggio di una crescita economica e inclusiva.
La cooperazione economica e di sicurezza:
I due leader hanno sottolineato che gli Stati Uniti e il Marocco sono determinati a lavorare insieme per la promozione dello sviluppo umano ed economico nel Regno. Essi hanno notato la conclusione con successo, nel settembre 2013 il primo compatto del Millennium Challenge di Marocco e il suo impatto positivo sulla creazione di lavoro, la crescita economica e lo sviluppo umano in tutto il paese.
Il Presidente ha sottolineato la nuova strategia di sviluppo per il 2013-2017 dell’Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale, elaborata per aiutare il governo marocchino a raggiungere i suoi obiettivi di riforma e a rispondere ai bisogni dei cittadini marocchini. Questa strategia si concentra su: il miglioramento dell'accesso dei giovani al mondo del lavoro, la partecipazione cittadina nella gouvernance e il completamento della scolarizzazione dei bambini a livello primario.
Essi hanno notato che i due paesi hanno firmato un accordo di assistenza doganale reciproca il 21 novembre 2013 per ampliare la cooperazione bilaterale nella materia della detenzione del bianchimento di denaro, la frode commerciale e altri crimini finanziari. Inoltre, il 22 Novembre 2013, gli Stati Uniti e il Marocco hanno firmato un accordo sulla facilitazione degli scambi che favoreggia l'accordo di Libero Scambio USA – Marocco e rappresenta per il 21° secolo, un accordo permettente di andare avanti nella riforma e la modernizzazione doganiere. Il Marocco è il primo partner degli Stati Uniti nella regione, con il quale è concluso un tale accordo e che approva i principi comuni dell’investimento e la tecnologia della comunicazione e dell’informazione e il commercio dei servizi. Queste importanti iniziative testimoniano il nostro impegno comune per intrecciare legami economici più stretti con e in seno della regione.
Il Presidente e Sua Maestà il Re hanno riconosciuto l'importanza del Marocco come piattaforma per il Nord Africa e l'Africa sub – sahariana in termini di commercio e dell’investimento altresì ai vantaggi di mantenimento di un clima d’affari attraente per gli investimenti in Marocco. Capitalizzando sulla conferenza di dicembre 2012, sullo sviluppo degli affari tra gli Stati Uniti e il Marocco tenutosi a Washington, Sua Maestà ha fatto osservare che la preparazione è in corso per una seconda conferenza economica che si terrà a Rabat nel 2014.
Tale Conferenza mira a attirare profitto dei contatti “business-to-business” nel settore dell’aeronautica, industria, agricoltura e l’agroalimentare, dell’automobile e dell’energia per sviluppare il commercio e per promuovere l’investimenti inoltre l'integrazione economica regionale.
Il Presidente ha espresso il suo apprezzamento a Sua Maestà il Re per la sua offerta di ospitare il Summit Mondiale dell'Entrepreneuriat nel 2014 e i due leader hanno sottolineato l'importanza di promuovere le opportunità economiche a grande scala nella regione, in particolare per i giovani e le donne.
Cooperazione educativa e culturale:
Rallegrandosi dei legami che esistono tra i due popoli, il Presidente e Sua Maestà il Re si sono impegnati ad esplorare in più le vie di cooperazione per rafforzare la comprensione reciproca e il dialogo interreligioso in Marocco e nella regione. Hanno ugualmente reiterato il loro impegno a rafforzare e a diversificare programmi di scambio che includono la Commissione Marocco – Americana per lo Scambio Educativo e culturale.
Il Presidente e Sua Maestà hanno sottolineato l'importanza della ratifica e dell'attuazione dell'Accordo concluso tra i due paesi sulla registrazione e lo stato di sistema delle scuole americane in Marocco. I due leader si sono impegnati a rafforzare i legami e promuovere la comprensione reciproca tra i giovani marocchini e americani.
Il presidente si congratula con Sua Maestà il Re per aver graziosamente impegnato ad offrire un dono di 1 milione di dollari all'anno per i prossimi cinque anni all’Initiative J. Christopher Stevens per lo scambio virtuale, che ha lo scopo di mettere in relazione i giovani di diverse fasce d'età del Medio Oriente e del Nord Africa con i giovani degli Stati Uniti.
Questione del Sahara:
Il Presidente si è impegnato a continuare a sostenere gli sforzi per trovare una soluzione pacifica, durevole e reciprocamente accettabile alla questione del Sahara. In conformità alla politica degli Stati Uniti costante durante diversi anni, gli Stati Uniti hanno chiaramente indicato che il piano di autonomia presentato dal Marocco è serio, realistico e credibile, e rappresenta un approccio potenziale che potrebbe soddisfare le aspirazioni della popolazione del Sahara a gestire i propri affari nella pace e la dignità.
Il Presidente ha sottolineato che gli Stati Uniti sostengono i negoziati condotti dalle Nazioni Unite, compresa l'azione dell’Inviato Personale del Segretario Generale, Christopher Ross, ed esorta le parti a lavorare per una soluzione politica. I due leader hanno riaffermato il loro attaccamento condiviso al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni del Sahara e a lavorare insieme per proseguire la protezione e la promozione dei Diritti dell’Uomo nella regione.
Cooperazione nel campo della sicurezza regionale e della lotta contro il terrorismo:
I due leader hanno preso nota del loro partenariato in seno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, durante gli ultimi due anni, per la promozione della pace e la sicurezza internazionale, in particolare in Mali, Sahel, Siria, Libia, e nel Medio Oriente. Hanno ribadito il loro impegno a proseguire l’approfondimento della cooperazione civile e militare nei settori della non – proliferazione e della lotta contro il terrorismo.
Per rispondere alla loro preoccupazione quanto alla minaccia persistente del terrorismo, gli Stati Uniti e il Marocco hanno deciso di proseguire la loro cooperazione per sostenere le istituzioni democratiche della giustizia penale e di far fronte alla minaccia dell’estremismo violento nella regione. I due leader hanno riaffermato ugualmente il loro impegno verso le iniziative di cooperazione regionale.
I due leader si sono impegnati a proseguire una cooperazione stretta nel quadro del Forum Globale di Lotta Contro il Terrorismo e a rafforzare le relazioni  politiche, economiche e della sicurezza regionali in Nord Africa e nel Sahel, particolarmente attraverso una Unione del Maghreb Arabo rinvigorito e anche nelle altre sedi regionali.
Il presidente ha incoraggiato il Marocco di raggiungersi agli Stati Uniti per la creazione dell'Istituto Internazionale di Giustizia e dello Stato di diritto, a Malta, che mira a formare una nuova generazione di personale della giustizia penale in Nord Africa, dall’Ovest all’Est sulle vie e mezzi per affrontare la tematica della lotta contro il terrorismo e affrontare le sfide della sicurezza nel contesto dello Stato di Diritto.
 Africa:
Sua Maestà il Re ha ringraziato il Presidente per l'importanza accordata alla promozione dello sviluppo sociale e alla prosperità economica in Africa. Il Presidente ha riconosciuto la leadership di Sua Maestà il Re e le azioni avviate dal Marocco in materia di mantenimento della pace, della prevenzione dei conflitti, dello sviluppo umano e della salvaguardia dell'identità culturale e religiosa.
In questo contesto, i due Paesi hanno convenuto di esplorare iniziative congiunte per promuovere lo sviluppo umano e la stabilità attraverso la sicurezza alimentare, l'accesso all'energia, e la promozione del commercio sulla base dell’Accordo di Libero Scambio.
I due Capi di Stato hanno notato con soddisfazione la loro valutazione condivisa del ruolo determinante di sviluppo umano ed economico nella promozione della stabilità e della sicurezza nel continente africano, e si sono impegnati ad esplorare ulteriormente e ad approfondire le opzioni concrete di cooperazione pragmatica e inclusiva sulle questioni economiche e di sviluppo di interesse comune.
Pace in Medio Oriente:
Sua Maestà il Re ha sostenuto l’impegno continuo del Presidente e gli sforzi del Segretario di Stato per far progredire il processo di pace in Medio Oriente. Il presidente ha riconosciuto il contributo di Sua Maestà, Presidente del Comitato Al – Qods, agli sforzi verso la soluzione dei due Stati.
Conclusione:
Il Presidente e Sua Maestà il Re hanno concluso loro incontro sottolineando il loro impegno condiviso alla relazione speciale di lunga data che collega gli Stati Uniti al Regno del Marocco che è stato nel 1777 il primo paese a riconoscere l'indipendenza degli Stati Uniti.
Il Presidente Obama e Sua Maestà il Re Mohammed VI hanno deciso di mantenere un contatto stretto e di continuare sulla strada della cooperazione sostenuta che rafforzerà il partenariato strategico tra gli Stati Uniti e il Marocco, tra cui la prossima riunione del Dialogo Strategico in Rabat.
Essi hanno convenuto di nominare un ufficiale di fuori grado da entrambe le parti per completare l'attuazione delle decisioni prese oggi.
Il presidente ha favorevolmente accolto l'invito di Sua Maestà il Re per effettuare una visita in Marocco.
L'incontro di oggi è una prova supplementare che gli interessi degli Stati Uniti e il Marocco continuano a convergere e che il partenariato storico, iniziato nel 18° secolo, continua a prosperare nel 21° secolo”.
 

Traduzione dal Francese all’Italiano non ufficiale di Yassine Belkassem


il male oscuro da sradicare…..se lo vogliamo

0 commenti

Ci pensate? In questo paese non abbiamo capito una cippa e siamo vittime della disinformazione dei soliti comunisti disfattisti perchè in questo paese:

  1. i dipendenti guadagnano più dei loro padroni…. propongo una colletta per sostentare le tante famiglie imprenditoriali bisognose di assistenza e cura; e non state a sentire quei comunisti disfattisti che continuano a dire che, forse, sono nullatenenti perchè hanno fondi in svizzera o in qualche altro paradiso fiscale del pianeta perchè è propaganda e populismo di bassa lega! Qui TROVERETE LA PURA VERITA' (<—— A SX C'E' IL LINK)!
  2. Mondadori è in difficoltà? Non c'è problema: le banche, sante subito, accorrono al capezzale immediatamente per fornire mezzi, assistenza e aiuta finanziari… in cambio naturalmente di alcune azioni e poc'altro; tanto poi in qualche, fra noi, se i problemi dovessero continuare il modo si trova. Provate voi ad andare a fare lo stesso in una qualunque banca in nome della equità di trattamento fra mondadori e voi…. se vi va bene chiamano la neuro e se andasse male andrete a rinfoltire le già piene carceri italiane.
  3. INPS annega. Come mai? perchè: dopo l'accorpamento con inpdap e altri enti minori, per nascondere il fatto che lo Stato non ha versato i contributi dei propri dipendenti, i conti non tornano e non solo perchè non si assume più ma anche perchè le gestioni clientelari e spericolate operazioni finanziarie con i soldi dei lavoratori e con i diversi regimi di trattamento concessi, quelli migliori a favore dei grossi papaveri, e l'intera assistenza e il welfare (il poco che resta) sul groppone… cosa resta delle pensioni? Poco, quasi nulla…. direi zero nonostante lo stesso Mastrapasqua, pluri incaricato in ben 21 società con uno sitpendio complessivo di circa 1.2 mln di euro, abbia ridimensionato l'allarme anche dopo il richiamo dell'altro ottimista del ministro Sacomanni: avranno capito che, forse, spargere il panico prima che il sistema pensionistoco sia crollato sotto il peso del debito indotto dai politici e dai loro sodali corrotti è pericoloso perchè la gente si potrebbe un tantino incazzare e andare con i forconi a Roma?
  4. Lo sapevate che i padroni delle slot (si proprio coloro che, multati di oltre 97 mld di euro perchè non pagavano quei quattro pidocchi di tasse che pure avevano concordato, le hanno .. evase e che si son visti ridurre a poche centinaia di mln di euro la suindicata e che i nostri non vogliono pagare) hanno accumulato profitti … maggiori delle entrate dello stato italiano? E fanno anche gli avari….. che irriconoscenti, vero?
  5. ricordate lo scandalo delle baby prostitute, anche di buona famiglia, vero? Bè è venuto fuori anche un altro aspeto ancor meno edificante della news….. su facebook hanno pubblicato una video-intervista a una baby prosituta di 11 anni che si vendeva per 8 euro (leggasi OTTO) e come se non bastasse dall'indagine su questo squallore è venuta fuori un altra verità: fra i clienti c'erano manager (anche di grosse società), imprenditori (uno di questi ultimi, poverino, ha sostenuto che "non aveva capito di aver di fronte una minorenne…"), funzionari ecc. insomma la crema.. no non la crema ma la mer.. bè avete capito della buona, si fa per dire, società; magari avevano figlie della stessa età chissà
  6. AAA nazione vende. La portaerei Cavour è in tour…. in africa per magnificare la bontà del made in italy. Bene, no? Esportiamo e anche bene .. le armi.  Con i soldi della Cavour cosa ci si poteva fare per il paese?
  7. AAA nazione svendesi. Electrolux chiude.. qui ma riapre nell'europa dell'est. 6000 persone finiscono sul lastrico. Bene, no? Si chiama mercato, competitività, globalizzazione o come vi pare… ma: cosa avrebbe fatto la Germania al posto nostro?
  8. AAA abbiamo politici da svendere che nessuno si piglia…. cosa ci possiamo fare? Noi sosteniamo il surplus della Germania con i nostri soldi e la nostra crisi, ma la domanda è: al nostro posto cos'avrebbe fatto la Germania?

si in questo paese c'è un male oscuro che ha radici antichissime, fin da dopo la caduta dell'impero romano, ma che ha sempre saputo aggiornarsi e ristrutturarsi a seconda dell'evoluzione del paese……. ed ha sempre trovato sia sacerdoti che utili idioti che si son prestati volentieri alla bisogna.


Giustizia amministrativa privata: ecco come ammazzeranno la rete, i diritti digitali e la libertà dei cittadini

0 commenti

Il governo (a differenza della CGIA, della Confcommercio, dei sindacati – per quanto ammaestrati -  e dei confindustriali) vede rosa chiaro: ci vuole una faccia tosta come il bronzo per dire che ci stiamo "stabilizzando" e che per il 2014 avremo una crescita del 1,1% per il 2014 e di circa il 2% a partire dal 2015 mentre non c'è nulla, proprio nulla, che faccia pensare ad exploit del genere, anzi…. se pensiamo che stiamo buttando soldi nel cestino per comprare sommergibili, aerei, elicotteri, tav, ecc. facendo aumentare il debito pubblico senza alcun ritorno economico per il paese e per noi mi chiedo come si possa solo sperare in numeri del genere quando i salari reali sono fermi ai tempi del bisnono e se si creano posti di lavoro sono al massimo a tre mesi, tacendo di come dal 1990 a d oggi si sia spostato sulle spalle dei lavoratori (degli artigiani, dei piccoli imprenditori, ecc.) il peso delle tasse e del sostegno del paese e del suo debito.

Ma questo lo sappiamo, spero….

Quello che invece sta passando sotto silenzio o quasi è il trasferimento ad atuorità amministrative il controllo della rete (non solo qui sia chiaro ma qui stiamo facendo da battistrada). La UE da qualche anno si è dotata di una struttura di spionaggio, antiterrorismo è la scusa ufficiale, che nulla ha da invidiare alla nsa americana; solo che non è gestita in conformità delle legislazioni, e dei trattati istitutivi della stessa, ma da autorità amministrative poste sotto il controllo dell'esecutivo: da noi abbiamo già fatto un passo ulteriore ossia AGCOM si è già erta a controllore, violando un principio base della nostra Costituzione che prevede che ognuno debba essere sottoposto al processo davanti al "proprio giudice naturale", del marchio intellettuale e contro la pirateria ora stanno discutendo altro: sapete cosa? La cosa funzionerà così: un privato ritiene che sia stato leso un proprio diritto, marchio o altro e anzichè far denuncia al giudice naturale scrive all'AGCOM che in 24 ore decide se imporre la chiusura del sito o se multare l'isp o altro…… e il contraddittorio? Non se ne hanno notizie, nulla; trovo significativo che un organo di nomina governativa, previo accordo cencelli di spartizione fra i partiti (con commissari che hanno stipendi, e pensioni, che, in certi casi, si cumulano fra loro raggiungendo cifre astronomiche che i comuni mortali non vedono nemmeno nel corso dell'intera vita lavorativa), che ha funzioni amministrative diventi giudice terzo nella controversia mentre lo sceriffo è ..la stessa AGCOM e il pm è un privato ossia colui che si ritiene leso: tutto fatto in casa insomma. In una società sempre più orientata verso la digitalizzazione e verso forme democratiche digitali che cosa s'inventa la casta: il giudice fatto in casa bypassando le tutele giurisdizionali classiche ossia le unica guarentigie a disposizione del cittadino per difendersi dagli abusi della P.A. con tanti saluti  alla democrazia orizzontale.

Si ha forse paura di cosa potrebbe diventare la rete nel terzo millennio? Si.

Si è trovato il modo di creare "pressione" sugli ISP per addomesticarli e farli diventare a loro volta "sceriffi" delle proprie community e siti? Si.

Si è, anche, trovato il modo di far pressione sulle grandi società digitali che sfuggono ai controlli dei singoli stati per spingerli a fare solo quello che il potere vuole (come in Cina, Iran, ecc.)? Si.

Si vuole spingere oltre i confini del costituzionalmente lecito, adducendo grandi ideali (come la lotta alla pedofilia, al terrorismo, ecc. peraltro giustissime e sacrosante ma che gli stati, per mancanza di volontà politica e di soldi.. sull'ultima però ci si potrebbe porre rimedio comprando meno aerei e facendo meno tav), il controllo della società sottostante ricreando in forma digitale quel leviatano contro cui, solo a parole, si scagliano tutti i politici e i benpensanti? Si.

E' un mondo oscuro quello che stiamo consentendo di costruire: niente lavoro, niente futuro, controllo penetrante in violazione dell'art.21 della costituzione per via amministrativa ……. manca solo, come in via d'inveramento in Grecia, che s'introduca il "reato di offesa alle isituzione europee" e la frittata l'è bell'è cotta.

Ma non siamo una società di mercato dove, nella fattispecie il mercato è quella della comunicazione dove il cittadino, attraverso un corrispettivo economico, acquista il servizio di accesso fornito da un ISP e, in base alla legislazione e all'ordinamento giuridico, può costruirsi identità, blog, sito, ecc.? No già ora siamo alla mercè degli ISP, perchè non esiste nel nostro paese un rete gratuita pubblica, ora lo siamo anche di un agenzia "nominata" e di società private che possono fare quello che vogliono dei diritti digitali…. un caso? E' famoso quello dello youtuber anglosassone che ha visto il proprio format copiato da un tv senz'alcun riconoscimento (ne parlai in un post) del cosiddetto diritto di marchio…. se fosse stato il contrario? Bè, lo sappiamo…. dai marines ai politici tutti addosso allo youtuber.

Provate a fare un giro in rete; nessuno, se non le news specializzate, ne parla ma ci stanno lavorando sodo e ci ritroveremo non con la Polizia Postale, pubblica, a controllarci ma con una società privata che decide chi è buono e chi è cattivo……infatti questo è un pessimo segnale: sia per coloro che, come i pentastellati, credono nella democrazia orizzontale ed elettronica che per coloro che credono nella "D"emocrazia tout court perchè il potere, in crisi checchè se ne dica, cerca di serrare le fila e non ha, da che mondo è mondo, altri mezzi se non la repressione, virtuale e non, del dissenso… si rafforzano, a spese nostre, i media tradizionali e si favorisce l'invasione della rete da parte dei propri sodali per coprire tutti gli spazi esistenti e con tutti i mezzi: se qualcosa dovesse sfuggire…. c'è sempre il giudice/sceriffo fatto in casa e il pm privato.


L’economia del mutuo soccorso

0 commenti

come sempre a inizio settimana vi propongo un articolo; questa volta un articolo di Loretta Napoleoni sul fatto del 10/11/2013

Tre anni fa su Wired lanciai l’idea dell’economia del mutuo soccorso, la cosiddetta pop economy perché gestita dal popolo, quest’estate il mio assistente storico, Federico Bastiani, ha trasformato nella sua strada, via Fandazza, la teoria in pratica.

Con un bambino piccolo, una moglie sud africana, tre lavori per arrivare alla fine del mese e le famiglie di entrambi lontane, Federico ha deciso di tentare di crearne una virtuale. Ha stampato al computer dei manifesti che ha distribuito nella strada, sopra c’era scritto quello che tutti ormai sognano: far parte di una comunità locale vera, dove ci si conosce e ci si aiuta reciprocamente, come succedeva ai tempi dei nostri nonni nei piccoli paesi e come ancora succede nelle comunità più povere, dove senza l’altro è difficile sopravvivere. La risposta è stata entusiasta, un successone che ci ha sorpreso entrambi. E’ dal 2008, infatti, che ripetiamo che l’unica soluzione alla crisi economica e politica, una catastrofe che sta letteralmente distruggendo il paese, è la solidarietà tra la gente e la creazione di comunità accentrate intorno ad economie locali e sono anni che veniamo derisi ed a volte anche insultati dagli ottimisti economisti di regime che invece suggeriscono di mettere in vendita ciò che è rimasto del patrimonio nazionale.

Ebbene via Fondazza a Bologna, la prima social street in Italia, sembra darci finalmente ragione. Chi ci vive ha aderito all’idea di condivisione con i vicini, dalla baby sitter fino alla festa di compleanno, perché l’iniziativa li arricchisce non solo socialmente ma anche economicamente. Un esempio: compro nei negozi locali, vado al cinema, al ristorante, al bar sotto casa e gli esercenti mi fanno uno sconto; chi parte invita i vicini a svuotare il frigo, gratis. Oggi lo faccio io domani lo fai tu e tutti ci guadagniamo.

Di via Fondazza in questi giorni se ne è parlato nei telegiornali, alla radio e su una buona fetta della stampa nazionale; sociologi, antropologi e perfino le agenzie immobiliari vogliono studiare il fenomeno, tutti si domandano se questo modello è replicabile, se in Italia, e chissà anche nel mondo, possano nascere centinaia di milioni di social street. Certo che è possibile, anzi è necessario, la globalizzazione ha reso il locale vulnerabile ai capricci di economie sconosciute, pensate a Prato, un tempo il centro di smistamento del tessile, da dove usciva il Made in Italy, oggi assomiglia ad un sobborgo di Shanghai. Chi l’avrebbe detto 20 anni fa che la delocalizzazione, tanto amata dai nostri industriali del tessile, avrebbe prodotto queste metamorfosi? Che ne è dei vecchi maestri, degli insegnanti, della profumiera di Prato, dove sono finiti i proprietari delle trattorie o gli operai delle fabbriche? Forse vivono in strade simili a via Fondazza e come i residenti della strada storica bolognese hanno un gran bisogno di appartenere ad una comunità.

Il successo della pop economy si chiama recessione, stagnazione, declino, processi che, è bene comprendere, ormai fanno parte del nostro quotidiano. Chi crede agli ottimisti economisti di regime che prima o poi torneremo ad essere ricchi, che l’economia si riprenderà, che questa è una crisi ciclica e così via si illude. Quello che stiamo vivendo è un cambiamento epocale, e se non troviamo il modo di contrastarlo tra dieci anni l’Italia sarà più simile alle nazioni del terzo mondo che alla ricca Germania.

La ricostituzione della piazza del paesino attraverso i servizi offerti dal Web2, la pop economy insomma, però non basta per farlo. E’ questa una verità che sociologi, antropologi ed agenti immobiliari ancora non hanno capito. Forse nel 2010, quando l’idea della pop economy è stata presentata al pubblico italiano, l’economia del mutuo soccorso poteva aiutarci a riprenderci attraverso una rivoluzione sociale ed economica dal basso – basta pensare all’energia rinnovabile creata dai rifiuti organici o alla creazione di start up agricole accentrate sulla condivisione – allora ancora esisteva una struttura industriale nazionale, una massa critica su cui lavorare, ma non oggi. Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse, sparite in pochi anni. Le casse dello stato sono sempre più vuote: a luglio i ricavi dalla tassazione diretta sono scesi del 7%; il rapporto deficit/Pil ormai supera il 3% ed il debito pubblico è ben al di sopra del 130% e l’Iva è salita al 22 per cento.

Neppure il capitale straniero è più a portata di mano, dal 2010 gli investimenti esteri sono letteralmente crollati, nessuno ha intenzione di investire in un paese dove il livello di tassazione sulle imprese è il più alto dell’Ue e uno dei più alti al mondo. Questo insieme a un mix fatale di terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa. La lista è lunga ma basta questo per capirci.

A differenza di molti italiani, i ‘Fondazziani’ sono coscienti di questo scenario e sanno che la social street non può essere un business, né può esserlo trasformata; l’iniziativa rappresenta però un grosso risparmio: dal cinema che offre sconti ai residenti, al ristorante, al bar fino allo scambio di prodotti o di favori. E questo è già un grosso passo in avanti per chi fatica ad arrivare alla fine del mese, ma per far ripartire l’economia ci vuole la crescita, il risparmio non basta. I ‘Fondazziani’ sono anche coscienti che la politica deve rimanere fuori dalla loro strada, ed anche questo è un bene.

Forse pochi di loro conoscono le teorie della Ostrum sui beni comuni, l‘economista che ha vinto il premio Nobel scomparsa da un paio di anni, ma ne stanno mettendo in pratica i principi. Le comunità locali funzionano bene quando la gestione è nelle mani di chi ci vive e quando queste poggiano su un patrimonio solido di beni comuni. In fondo con la creazione della social street i residenti di via Fondazza si stanno riappropriando del loro spazio socio-economico: la strada.

Ecco un principio sul quale rilanciare l’economia del paese, la riconquista dello spazio economico e sociale da parte di chi lo abita, un’azione che in futuro potrebbe includere investimenti reali come una scuola, un laboratorio, un mercato dell’organico a chilometro 0, legato ad imprese locali e così via.

L’economia del mutuo soccorso può dunque essere una piattaforma di lancio per un’economia solida e florida locale ma bisogna agire subito, prima che anche per questa strategia sia troppo tardi.

Sarò in conversazione con i residenti di via Fondazza domenica 17 novembre ore 16 presso il centro di documentazione delle donne in via del piombo 5 a Bologna, ingresso libero.

p.s.

sogni o possibile realtà se … ci ricordassimo che questa è solo una delle tante ricette (o cambi di mentalità e socialità cui le prime sono strettamente connesse) a disposizione di cittadini e governi per cambiare rotta, strada o come volete chiamarla: a differenza del pensiero unico oggi dominante, che ha fallito, sono tutte lì a portata di mano … chiaramente a livello locale tutto è possibile perchè il potere non ne è infastidito, ma tutti "livelli locali" ne fanno sempre uno più grosso, fino al punto da far saltare lo stesso potere che si difenderà, eccome si difenderà… è bastato un M5S e i suoi guru per spaventarlo; immaginate tante piccole e medie comunità che fanno a meno delle clientele locali e se ne creano di proprie…


la terra dei fuochi è solo una parte del problema..

0 commenti

Sia chiaro che non si deve generalizzare, sono il primo a dirlo.. ma la news, l'intervista a carmine schiavone, che ha diffuso, voglio sperare non ad arte dato che è subito sbucata fuori una ditta che ha messo avanti il problema dei prodotti non inquinati perchè.. "padana", il panico a proposito dell'avvelenamento del suolo in campania non è una cosa nuova e non è solo un problema "campano", quindi: attenzione alta; nessuna criminalizzazione; niente speculazioni; sperare che i controlli funzionino e che le istituzioni non siano nè corrotte nè compiacenti…. pia speranza lo so.

C'è da aggiungere che anche se pentito, quindi si presuppone che abbia cambiato campo, non so di nessuno di questi che abbia detto tutto e subito, anzi spesso dicono pillole di verità in un mare di balle per mandare i messaggi giusti alle persone giuste affinchè capiscano il "problema" da affrontare…. quindi vanno prese con le molle.

La cosa che sconcerta è la secretazione dei verbali: sapevano? Si la politica sapeva e non da ora ma taceva, per i più vari motivi dei quali nessuno ha a che fare con la salute dei cittadini e molto invece ha a che fare con questioni di soldi e opportunità (compresi processi a poltiici e loro sodali dai quali i primi sono quasi sempre salvati): è questo il vero scandalo della storia che oggi è esplosa…….

Voglio rilevare alcuni aspetti però che ritengo importanti:

  1. non è da ora che se ne parla (anzi ero ancora a Napoli quando s'incominciò a vociferare di cibi inquinati.. allora si puntò l'attenzione sulla piana del sarno e del Sele.. dove c'era la produzione maggiore di legumi ecc. che puntualmente finivano sui piatti di tutta italia);
  2. ogni tanto vien furi questa storia ma altrove non stanno meglio …. anche in padania: chi ricorda che, alcuni anni dopo la diossina di seveso, il ministro della "salute (…)" di allora risolce il problema.. aumentando il livello legale della diossina presente nell'acqua (e quindi negli alimenti) vanificando gli sforzi delle popolazioni locali nel chiedere non solo maggiore attenzione delle istituzioni preposte ma anche maggiori controlli e, quindi, chi doveva pagare .. pagasse, cosa che NON avvenne;
  3. la politica, l'ho già detto, sapeva eppure non ha fatto nulla: forse perchè la ingolosiva più la forza dei voti che il malaffare era capace di mobilitare che la salute dei cittadini…… per tacere degli appalti per la cosiddetta "bonifica" e il giro dei soldi per la gestione dei rifiuti.. nonostante le proteste siano esplose nel corso degli anni;
  4. e che dire dei rifiuti, il vero petrolio, che le mafie hanno gestito cinicamente offrendo il servizio a costi stracciati da un lato mentre li sversava, e la politica girava gli occhi da un altra parte, nelle regioni del sud;
  5. e la gestione dei rifiuti nucleari? dove son finiti? Il pentito lancia alcuni riferimenti che fanno accapponare la pelle…. ma nulla è accaduto, perché?
  6. e i rifiuti industriali? Facciamo qualche esempio: Marghera, Ilva, Cantieri navali, fabbriche chimiche, ecc. sono inquinanti, ma dove sversano? E come mai lo Stato cede sempre al ricatto occupazionale senza far rispettare le regole che pur ci sono?
  7. E' mai stato fatto un serio studio epidemiologico sulle malattie, disfunzioni genetiche, qualità della vita ecc. che sono causate da queste tragedie? E qualcuno mai pagherà per tutto ciò? Non parlo certo dal punto di vista penale, o almeno non solo, ma proprio politico e sociale…..

.. e questi sono solo alcuni problemi che si dovrebbero affrontare e subito e invece nulla; come sempre il vero problema non sono i mali in se ma la totale inadeguatezza, a essere buoni, del ceto dirigente che troppo spesso ha seguiti le sirene dei soldi e della convenienza elettoral-affaristica che l'interesse comune, per tacere dell'ormai bene comune…….. l'eredità che ci sta lasciando questo ceto dirigente è enorme e ci vorranno secoli per azzerare tutto e ricominciare non a vivere serenamente l'esistenza ma, almeno, ad evitare di sopravvivere a se stessi e ai propri mali.

p.s.

ovviamente ho tralasciato, scegliendodi rimanere sul fatto singolo, di citare l'inquinamento acustico, elettrico, ambientale, umano che interessa l'intero pianeta cui contribuiamo ampiamente, grazie anche alla europa che s'è rimangiata l'anima ambientalista di tante direttive, ma di cui siamo solo un aspetto e nemmeno quello peggiore…….


Convertire canzoni in mp3 rapidamente online

0 commenti

Per convertire le canzoni in formato mp3 in modo rapido e direttamente online hai la necessità di provare alcuni strumenti che ti danno modo di eseguire questo genere di conversione, facile e anche veloce.

Uno dei principali di questo settore prende il nome di video2mp3 che ti dà modo di usufruire di un convertitore alquanto rapido da provare. Ti invito a recarti ora nel sito ufficiale.


Pagina 7 di 58« Inizio...«56789»...Fine »