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Un nuovo servizio per titolari di siti d’arte, cultura e idee

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Per i titolari di siti e blog d'arte, cultura e idee il sito "Prove d'autore" mette a disposizione un nuovo servizio. Si tratta di "Site-trading" ( www.site-trading.provedautore.eu ), un progetto innovativo di scambio visite che risolve molte delle pecche dei circuti esistenti di questo tipo.

Perchè un circuito di scambio visite ? Perchè fra i vari metodi per ottenere visite per il proprio sito o blog, è quello che dà risultati più chiari e precisi. Uno scambio link o banner garantisce solo un certo numero di visualizzazioni del proprio link o banner, ma poi tutto dipende dal rapporto di conversione, cioè quanti cliccheranno effettivamente su quel link o quel banner ( di solito pochissimi, sull'ordine dell'uno per mille ). Il lavoro sul "seo" può portare risultati a lungo termine, ma è molto complesso e influenzato da tantissimi fattori ( quanto sono richieste certe parole chiave, ecc. ). Mentre in un circuito di scambio visite non c'è niente di complicato o di aleatorio. Faccio un certo numero di visite ad altri siti, e ottengo un credito di un corrispondente numero di visite da ricevere. Punto.

Il problema è che i circuiti di scambio visite di solito funzionano in modo automatico. Le visite ricevute quindi non sono mirate ai contenuti. E non sono neanche valide nel caso che sul proprio sito si ospitino banner pubblicitari. Quindi fanno numero e basta.

La soluzione proposta da Site-trading è quella di un sistema in cui le visite sono tutte manuali e volontarie ( garantendo così l'interesse ai contenuti e salvaguardando la validità delle impressions e dei click sulle pubblicità ). Il rischio che, in mancanza di un meccanismo automatico, non ci sia corrispondnza fra visite fatte e visite ricevute, viene affrontato con un meccanismo di compensazione ispirato al trading e ai cambi valutari: più un sito è a credito di visite, più aumenta la sua "quotazione", e per gli altri iscritti diventa conveniente visitarlo.

L'iscrizione a Site-trading è gratuita, non sono richesti dati personali, non si deve aggiungere al proprio sito nè links, nè banners, nè parti di codice. Se non si ha tempo o voglia di fare visite agli altri siti iscritti, il meccanismo diminuirà la quotazione del propio sito mettendolo di fatto in una condizione di stand-by. Il sito rimane comunque nell'elenco, e continua a ricevere un link ( dofollow ). Nel momento in cui si ricominciasse a visitarne altri, l'acquisizione di nuovo credito lo rimetterebbe in gioco.

Insomma, è un sistema che offre solo vantaggi senza alcuna contropartita neppure minima. Assolutamente da provare.


arriva la spot tax… e quella su iphone e tablet

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…. non c'è pace per il mondo del digitale, in questo paese:

  1. arriva una tassa per iphone e tablet, lo Stato si aspetta 200 mln all'anno di introiti (accadde la stessa cosa per le e-cigarettes che prima della tassazione erano dannose ma appena tassate… sono diventate un esempio di sanità fisica per i fumatori); accadde per i cellulari qualche decennio fa con i cellulari quando un governo andreotti, non mi chiedete quale perchè ho perso il conto, decise di introdurne una uguale; questo governo è proprio un raro esempio di impulso per la crescita di questo paese
  2. arriva la spot tax; versione umanizzata della web tax. Illegale, incostituzionale, fuori dalla legislazione europea (ci esporrà a una procedura d'infrazione con annessa multa da pagare .. noi la pagheremo naturalmente) eppure la introducono in una forma di protezionismo a posteriori del nostro paese a fronte dello straniero invasore.

Cosa non si fa per spillare soldi alle nostre tasche: la fantasia dei nostri politici è vasta quanto il diametro del pianeta, pare…….  ma a proposito della web tax versione 2.0 meglio nota come spot tax vi accludo il parere di Guido Scorza dal Fatto Quotidiano del 18/12/2013 sicuramente molto più addentro alla meteria del sottoscritto e .. dei politici.

La web tax diventa legge: si chiamerà spot tax

Nessuna web tax, si ad una piccola e brutta spot-tax.

Si è chiusa così, nella notte, in Commissione Bilancio, la partita che ormai da settimane tiene banco, tra addetti ai lavori e non, e della quale, nell’ultimo weekend, si erano occupati anche il neo-eletto Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi e Carlo de Benedetti, Patron del Gruppo L’Espresso, contrario il primo e favorevole il secondo.

La Commissione parlamentare, infatti, ha approvato solo il secondo comma della proposta di legge – poi trasformatasi in un emendamento alla Legge di stabilità – presentata da Francesco Boccia (Pd).

Niente obbligo generalizzato, dunque, di acquisto online di servizi solo da fornitori dotati di partita Iva italiana ma si a tale obbligo quando si tratterà di comprare “spazi pubblicitari online” e “link sponsorizzati…visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito o la fruizione di un servizio online attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili”.

La web tax, in sostanza, esce ridimensionata e ribattezzata dal dibattito parlamentare ed extra parlamentare degli ultimi giorni.

Qualcuno, nelle prossime ore, gioirà del risultato e qualcun altro se ne rammaricherà ma la realtà è che non ha vinto nessuno ed abbiamo perso tutti.

La legge che l’Assemblea di Montecitorio si avvia ora ad approvare è una brutta legge, anti-europea, di dubbia legittimità costituzionale, sostanzialmente inapplicabile ed anacronistica.

Tanto per cominciare, infatti, è evidente che la tagliola che si è abbattuta sul testo scritto e pensato dall’On. Boccia non ne ha modificato l’impianto sostanziale ma solo ridimensionato l’ambito di applicazione con l’ovvia conseguenza che tutte le perplessità ed i dubbi sollevati da più parti circa l’incompatibilità di un’iniziativa tricolore su una materia di evidente interesse comunitario restano valide così come inalterati rimangono i dubbi sollevati dallo stesso Ministero dell’Economia circa la legittimità della norma rispetto alla libertà di impresa costituzionalmente garantita.

Il Parlamento, quindi, si avvia a pronunciare il si definitivo su una legge che potrebbe costare al Paese l’apertura di una procedura di infrazione comunitaria con condanna al pagamento della relativa sanzione ed essere poi dichiarata costituzionalmente illegittima.

Difficile, in questo contesto, condividere l’urgenza con la quale si è ostinatamente voluto approvare un brandello dell’originaria web tax.

Tale difficoltà è resa ancor più tangibile se si pone mente al fatto che – a prescindere da ogni altra considerazione – il ridimensionamento dell’ambito di applicazione della norma ai soli servizi promozionali, riduce significativamente i benefici per l’Erario.

Senza voler entrare nella guerra dei numeri che ha, sin qui, diviso favorevoli e contrari al varo della web tax, infatti, è ovvio che se prima il maggior gettito sperato dalla tassazione tricolore di tutti i servizi venduti via web in Italia era modesto, ora diviene davvero marginale.

C’è, quindi, da chiedersi se sia valsa davvero la pena assumere un’iniziativa marcatamente anti-europea e di dubbia legittimità costituzionale per portare a casa, forse, una manciata di euro in più.

Ma la più importante ragione per la quale quella che il Parlamento si avvia a varare con il voto in aula sarà ricordata come una delle peggiori leggi sul web è un’altra.

La legge, infatti, è interamente costruita su un’idea di web che non esiste se non nella fantasia della mano che ha scritto il disegno di legge: un web nel quale vi sarebbero contenuti accessibili dall’Italia e contenuti inaccessibili dal nostro Paese e si potrebbe assoggettare la circolazione dei primi ad un regime fiscale diverso da quella dei secondi.

Qualcosa del genere – e per ragioni egualmente poco nobili ma, almeno, più rilevanti in quelle subculture politiche – lo hanno, sin qui pensato solo regimi autoritari come quello cinese, spingendosi ad ergere una “grande muraglia digitale” nel fallito tentativo di impedire ai propri cittadini l’accesso a contenuti provenienti dall’estero.

Difficile immaginare come i supporter della nuova spot tax pensino di implementare il rispetto della loro creatura.

Quando un imprenditore italiano comprerà spazi pubblicitari o link sponsorizzati, infatti, dovrà chiedere l’emissione di una fattura con partita Iva italiana per quei contenuti che saranno poi effettivamente “cliccati” dal nostro Paese e fattura senza partita Iva – come avviene oggi – quando i contenuti in questione saranno “cliccati” da un consumatore francese, tedesco o inglese al quale abbia legittimamente scelto di far arrivare il proprio messaggio promozionale.

E’ ovvio, infatti, che per lo stesso principio alla base della spot tax, se un imprenditore italiano vuole far arrivare il suo messaggio in altri Paesi europei, il servizio non potrà essere tassato in Italia.

Tempi duri per i pochi grandi nomi dell’industria italiana: auto, prodotti alimentari, turismo e moda.

Da domani comprare pubblicità online diventerà maledettamente più complicato.

Ci siamo rinchiusi – con le nostre mani – in un guscio nazionale in un sistema sempre più globale.

p.s.

chiaro?


Il vero volto dell’europa

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Non è piacevole il volto che un pò per volta sta venendo fuori mano a mano che si costruisce l'europa; sta assumendo un che di dittatoriale. Facciamo il punto:

  1. in Spagna; è vietato manifestare contro governo e la sua linea, o meglio c'hanno ragionato su e ora, in un momento di stanca della protesta, stanno correndo ai ripari sia "scegliendosi i giornalisti che possono fargli domande (violando un basilare principio di libertà)" sia vietando manifestazioni, proteste, sit in, vicino o davanti i palazzi del potere; verrà dato un maggior peso alle denunce degli agenti rispetto a quelle dei manifestanti che dovranno dimostrare quanto denunciano e ….. si da spazio alla vigilanza privata, si proprio privata, contractors, che potrà agire anche al di fuori dei palazzi su cui vigila e con gli stessi poteri della polizia pubblica: insomma addio garanzie;
  2. in Grecia; oltre alle varie leggi liberticide e omicide nei confronti di un intero popolo si sta pensando, e varando, delle leggi che vietano la protesta contro leggi d'importazione e/o si è disatteso i regolamenti e i provvedimenti decisi dalla UE e validi all'interno dei paesi aderenti.. una bella frattura nela sovranità nazionale del singolo paese; in particolare in un paese, la Grecia, governato solo formalmente da un governo eletto ma di fatto dalla troika (BCE, FMI, UE) quindi in quel paese chi intende mettere in secondo piano o anche chi solo si interroga sulla bontà delle cure prescritte da Bruxelles viene … perseguito penalmente; altro bell'esempio di democrazia.
  3. UE; si sta creando una polizia europea svincolata dai singoli paesi che può intervenire senz'alcuna garanzia interna per la difesa del cittadino a ciò si aggiunge anche un altra cosa altrettanto inqueitante (ne parlai in precedenza): la creazione di una NSA europea che, ufficialmente, vigila sul terrorismo europeo, interno o d'importazione, mentre nella realtà sarà autorizzata a spiare i singoli cittadini e anche ad attuare operazione di controinformazione e disinformazione….

… e questo per ora è quello che sta venendo alla luce.

In realtà c'è anche altro ma ancora non ne siamo a conoscenza. Alcuni europarlamentari ne hanno parlato ma nelle singole nazioni sono oscurati. E da noi? Bè oltre al regolamento dell'AGCOM che da l'avvio alla privatizzazione del controllo del mondo digitale: basterà che un qualche ufficio legale di una qualche azienda editoriale o di contenuti, film o musica o altro, ritenga che sia violato un qualche diritto della stessa che i sole 72 ore il soggetto viene processato, condannato e si vede chiuso, parzialmente o completamente, il proprio sito … non direttamente sia chiaro perchè non potrebbero farlo ma costringono il provider a farlo pena multe da 250 mila euro in su: volete che un qualunque provider non lo faccia? Un modo pulito per ledere i diritti dei songoli colpendo il fornitore e non loro stessi e addio al principio del giudicie naturale come previsto dalla costituzione; in pratica una privatizzazione della rete conseguenza della privatizzazione dell'accesso … come preconizzato da Rifkin oltre 10 anni fa nel suo saggio "l'era dell'accesso" e nel quale metteva in guardia dal privatizzare la rete infrastrutturale o almeno affiancarvi una pubblica.

Se non bastasse quei geni del PD hanno approvato un emendamento che "partendo dal principio secondo il quale è giusto che per i servizi venduti in Italia, le tasse siano pagate in Italia": giusto in teoria….. ma nella pratica significherà che se volete comprare del vino negli usa, vi dovrete rinunciare perchè prima dovranno essere espletate tutte le procedure per adeguare l'iva da quella americana a quella italiana: alla faccia del libero mercato, vero? Il vero obiettivo però non è il libero commercio ma l'uso dei grandi fornitori di news (google, Yahoo, ecc.) che dovranno pagare le tasse qui e non dove possono scegliere loro, come logico nel libero mercato, una sorta di "WEBTAX" con la conseguenza di una fuga degli stessi e di un oscuramento del nostro paese (in realtà i geniali estensori la dicono diversa perchè sostengono che altri paesi già hanno una siffatta tassazione o hanno raggiunto accordi con singoli fornitori per queste materie… verissimo ma c'è un punto quesi paesi hanno un ceto dirigente non sputtanato e controllato in un certo modo dai cittadini o da movimenti, qui no): la stessa conseguenza che hanno ottenuto paesi come la cina (ma anche iran, corea del nord, russia per alcuni versi, ecc.) senza violare formalmente alcuna legge mentre in realtà se ne violano almeno una ventina, costituzione compresa alla faccia della crisi!!!!!

Infine, Merrill Lynch: questa genzia di rating fa …. politica: in un report ha lanciato l'allarme per la troppa, si troppa, pedissequità delle politiche nazionale del governo italiano delle direttive UE, leggi delle direttive della Germania, si rischia di favorire coloro che sono contrari all'attuale status quo: detto altrimenti se continuate così sia alle prossime elezioni europee che a quelle nazionali, previste fra il 2014 e il 2015, chi ne guadagnerà saranno proprio quei movimenti come la lega e, oops, M5S; si proprio M5S che, al di là del sistema elettorale che si costruirà per danneggiarli, rischiano di .. vincere!!!!!! Quest'agenzia vede questo scenario come il fumo negli occhi e lo teme: se lo temono loro immagino come lo temano gli altri, quelli del ponte di comando della finanza.

Si proprio non mi piace quest'europa: checchè ne dica il Capo dello Stato che, a suo modo, lancia anch'esso un allarme in merito condendolo anche con una, nemmeno molto velata, minaccia di proprie dimissioni se il programma europeo non procede e se quella che definisce come possibile frattura sociale dovesse comportare uno stop nel processo… non male per una figura che dovrebbe essere garfante della carta e non direttamente coinvolto nel gioco democratico, no?

A me tutto ciò non piace….. non promette nulla di buono


Copyright sul web, Agcom approva regolamento. “Stop a siti che lo violano”

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di Redazione Il Fatto Quotidiano | 12 dicembre 2013

L’Agcom ha adottato con voto unanime il regolamento per la tutela del diritto d’autore sul web. Ma il provvedimento – spiega il garante della comunicazioni  - non riguarda gli utenti e “non incide sulla libertà della rete”. 

Severe le misure contro la pirateria su internet. Nel testo è prevista la rimozione selettiva dell’”opera digitale” che viola il diritto d’autore o, in caso di violazione massiva, la disabilitazione di accesso al sito. Se il sito è ospitato su un server estero, si potrà procedere anche alla disabilitazione dell’accesso al sito stesso. Salate le sanzioni in caso di infrazione: da 10mila a 250mila euro di multa. Ma il garante sottolinea che non procederà l’ufficio, ma solo dopo la segnalazione del titolare del diritto. 

Il regolamento entrerà in vigore il 31 marzo 2014 e – spiega ancora l’Agcom – “tiene conto delle osservazioni emerse nel corso di un’ampia consultazione dei soggetti interessati e nell’ambito di una proficua interlocuzione con la Commissione europea”. L’Agcom – prosegue la nota – “ha ritenuto proprio dovere contribuire all’azione di contrasto svolta dai pubblici poteri nei confronti della pirateria digitale. Il provvedimento assegna pertanto carattere prioritario alla lotta contro le violazioni massive e non riguarda gli utenti finali, per cui non incide in alcun modo sulla libertà della rete“.

Il procedimento – comunica ancora l’Autorità – “è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio. Per avviarlo, è richiesta la presentazione di un’istanza da parte del titolare del diritto. Quindi è escluso che i provider siano chiamati a svolgere un’attività di monitoraggio della rete”. Non solo i provider, ma anche l’uploader e i gestori della pagina e del sito internet possono far concludere la procedura attraverso l’adeguamento spontaneo e presentare contro deduzioni. Gli atti vengono archiviati se il titolare del diritto si rivolge all’autorità giudiziaria.

L’intervento dell’Agcom “si fonda inoltre sulla convinzione che la lotta alla pirateria non possa limitarsi all’opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità nella fruizione dei contenuti. In questo senso potrà operare l’apposito comitato tecnico, formato da rappresentanti di tutti gli stakeholder e delle istituzioni interessate, che avrà il compito di favorire forme di autoregolamentazione finalizzate all’educazione degli utenti e alla promozione dell’offerta legale”.

p.s.

solo due parole. Un autorità amministrativa, dipendente e nominata dall'esecutivo (e di questi tempi e con la politica che mette le mani dappertutto questo è una vera iattura) prende il posto del giudice naturale e decide della vita e della morte di un blog: il tutto in 48-72 ore, tutto qui. La rete fa paura? Evidentemente, si….


come si “lavora” la notizia …. come la recepiamo

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Dunque i fatti di questi giorni sono sotto gli occhi di tutti, vero? Ora però fermiamoci a riflettere su queste due cose:

  1. i media hanno davvero fatto il loro lavoro o hanno, come dire, "lavorato" la notizia piegandola all'ordine di scuderia proveniente dal mainstream politico?
  2. noi cittadini abbiamo davvero riflettuto su quanto sta accadendo nelle strade di questo paese a partire dalle ultime elezioni e in particolare abiamo davvero pensato a quali energie si sono liberate dopo quelle elezioni?

Partiamo dalla seconda… è più facile.

Rifletteteci per un attimo: come vi siete fatti l'idea di quello che è accaduto? E come mai stanno uscendo fuori proprio ora movimenti sociali che prima sarebbero rimasti nell'ombra?

Vi do una traccia: "hanno lasciato il paese senza opposizione per fare larghe intese con B. E adesso si lamentano dell'opposizione dei forconi" Gianni Barbacetto

Vi dice nulla? Poco prima della rivoluzione francese gli straccioni furono spesso autori di rivolte, sempre e comunque represse nel sangue, ma solo quando la nascente borghesia prese la testa di quelle rivolte allora si ebbe la frattura di regime: oggi non siamo in una situazione molto diversa; cambia solo il regime: allora c'era una monarchia assoluta oggi c'è un simulacro di democrazia, ben difeso dai ceti parte del mainstream e dalla corporazioni, che mantiene una parvenza di liberalità solo perchè il processo di unificazione dei mercati non è ancora completato e quindi è necessario che gli stati, e le loro costituzioni, sia che siano tenuti in piedi… sugli spilli o stuzzicadenti o manganelli o baionette o ….. partiti; è uguale. Forbes, non io, ha detto che è in corso una guerra di classe: dei ricchi contro i poveri, dice nulla? Ora torniamo alla frase di Barbacetto: per mantenere su il sistema si son messi insieme, in una bella ammucchiata e, ironia della sorte, hanno sacrificato uno dei perni su cui tutto si regge, mr. B, dandolo in pasto alle folle solo per allungare al resto la vita, tutto qui….. in questa spazi aperti è chiaro che la massa, metaforicamente chiamateli come volete (straccioni, poveri, ceti medi impoveriti, dipendenti pubblici e privati, giovani, repcari ecc. insomma tutti noi), ci si infilava convulsamente ed è altrettanto chiaro che i primi ad emergere sarebebro stati proprio quelli che si son mossi sottotraccia in questi anni: in primis Grillo e M5S e ora il comitato 9 dicembre meglio noto come forconi, di che cosa si meravigliano? In realtà ne hanno terrore e una prova lo è proprio il fatto che si son messi tutti insieme a far quadrato per salvare loro stessi e i loro sodali….. non potevano prevedere che M5S potesse subito sfondare, e lo stesso sarà con, mi perdonino gli appartenenti, i forconi: cresceranno eccome se cresceranno….. Beppe Grillo aveva ragione nel dire: dovrebbero ringraziarmi perchè ho portato, incanalato, la protesta nelle vie democratiche se non dovesse andare in porto il progetto "grillino" chi verrà dopo ….. bè lo stiamo vedendo, no?

Per quanto riguarda la prima domanda: bè il mondo dei media, e questo è un fenomeno comune  quasi tutte le decadenti democrazie occidentali, non ha mai brillato per trasparenza e per oggettività. Sia perchè troppo spesso beneficiano dei soldi pubblici e quindi ogni tanto qualche parolina ce la spendono in favore sia perchè anche se non hanno soldi pubblici e sono gestiti da editori puri gli interessi in gioco, per tacere degli intrecci, sono talmente enormi che hanno tutto l'interesse a che nulla si muova davvero: ecco spiegato il problema del "lavorare la notizia". Mazzoleni, non io, ad esempio nel saggio sulla comunicazione politica da una spiegazione molto neutra del fenomeno e del come agisce il meccanismo, direi quasi cruda… parte da quella che dovrebbe essere il compito principe dei media, quello dei watch dog, e invece prende atto, con argomenti stringenti, che per i motivi su esposti, e altri ancora che vanno dal tengo famiglia alla propria intima convinzione politica, i media un pò ovunque sono schierati.. di solito dalla parte del potere.

Alcuni esempi recenti?

  1. notizia: Grillo vuole votare con il porcellum; in realtà aveva detto conciati come siamo votiamo subito "anche" con il porcellum…. credo che quell'"anche" la dice lunga ma non appariva in nessun resoconto;
  2. notizia: intervista di uno dei leader del comitato 9 dicembre abbastanza pacata toni normali ecc.. poi quando il telefono s'abbassa, e anche la sera dopo, giù con giudizi pesanti e altre amenità.
  3. notizia: alcuen radio danno l'accesso diretto ai cittadini ma …… di solito se il cittadino non dice la cosa giusta o viene interrotto da "provvide" pubblicità o viene interrotto di frequente dai commentatori o .. viene di fatto zittito dall'intelligentone di turno che sia giornalista o no

il punto è: i media informano correttamente o prima di farlo, anche quando danno la notizia, la lavorano e come?

Come si lavora? Semplice:

  1. la notizia si da a metà.. una cosa è dire la spiga è matura un altra è dire è matura ma se non la si raccoglie marcisce;
  2. la notizia la si immerge nel flusso… il meotod preferito dai sodali di mr.B: dare una notizia immersa nel mare delle altre news e solo pochi non se ne accorgono;
  3. la notizia non la do affatto.. un caso comune in questo paese.
  4. la notizia la do al contrario.. do la headline in un certo modo poi nel corso dell'articolo, che poi quasi nessuno legge, c'è tutt'altro… di solito i giornali "familiari" fanno così.

sia che siano di carta, digitali, radio e video le regole auree sembrano rispondere a questi precetti con due, parziali, eccezione: il manifesto e il fatto. Il primo perchè ha un taglio particolare e storicamente schierato quindi chi lo legge sa a cosa va incontro e sa che la notizia ha un certo taglio e devo dire che rispetto agli altri, di partito e non, è molto più corretto.; il secondo invece ha a priori una cosa positiva ossia non riceve soldi pubblici quindi al pubblico non deve nulla e può scegliere che taglio dare alla notizia, chi colpire e chi supportare, quale taglio dargli e come darla senza dover dare spiegazioni però visto il rating dei giornalisti, di diverse sensibilità politiche e sociali, riesce a dare la notizia per intero ricamandoci intorno poi commento e tutto il resto prò il taglio del quotidiano e la notoria puzza sotto al naso dei sinistroidi, con annessa presunta supeririorità morale, ne faccio ancora un giornale "radicale" e non un quotidiano nazionale come meriterebbe vista la linea che seguono, per fare un esempio li tacciavano di grillismo eppure hanno usato il giornale anche contro questi qua…

quando ascoltate o leggete una notizia il mio suggerimento è verificatela e se non fosse possibile fate il ragionamento al contrario: dando quella notizia chi viene danneggiato e chi no e non si sbaglia mai… ecco perchè ho smesso di leggere stampa, corriere della sera, repubblica ecc.


Il sito di Imparacome: news e guide

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News? Guide? Hai provato il sito di ImparaCome? Si tratta di un blog veramente interessante che ti fornisce delle ottime notizie che riguardano il mondo dei computer e non solo.

E' certamente un sito a dir poco interessante che ti dà modo di scoprire come si fa a rimuovere il proprio account di Facebook, a come disattivare i pop up, a come scaricare la musica da Youtube e tanto altro.

Per tale motivo, oggi ti consiglio di inserire nei siti web preferiti il blog di ImparaCome. Stai certo che non rimarrai deluso dagli articoli che troverai. Ben fatti e veramente dettagliati. Che aspetti a provarlo?


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