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Nasce foto-ecommerce.it

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Un sito dedicato alle fotografie per e-commerce, perché: “Una bella foto fa vendere di più".
Ha appena inaugurato il sito foto-ecommerce.it , creato dagli omonimi studi fotografici milanesi altamente specializzati nella realizzazione di fotografie per il commercio internet.
Gli studi sono organizzati in modo da ottimizzare tutte le fasi necessarie per realizzare immagini di alta qualità: dalla preparazione dei prodotti, agli scatti, al fotoritocco, alla consegna delle fotografie pronte per essere pubblicate sul web-shop del cliente.
Grazie a questa organizzazione del lavoro, il team di foto-ecommerce.it – fotografi professionisti con oltre 20 anni di esperienza – riescono a soddisfare sia le esigenze di grandi aziende con grandi quantitativi da realizzare in breve tempo, che quelle di piccole imprese che hanno aperto da poco un online store o che stanno muovendo i primi passi nell’ecommerce.
Il commercio internet è in continua espansione e – dal momento che i prodotti si possono solo vedere – il successo di un onine store dipende quasi esclusivamente dalle foto che pubblica. Una bella foto fa vendere di più e i fotografi di foto-ecommerce.it lo sanno bene. Infatti le immagini che scattano valorizzano i prodotti da proporre online, li rendono visivamente accattivanti, li presentano in modo chiaro anche nei dettagli in modo che il potenziale cliente sia invogliato ad acquistare.
Sul loro sito internet pubblicano anche un listino prezzi e sfidano i potenziali clienti a trovare un migliore rapporto qualità prezzo.
In Italia il mercato dell’e-commerce è in piena espansione, secondo il rapporto dell'Osservatorio B2C eCommerce Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, nel 2011 c’è stata una crescita del 20%, un giro d’affari di oltre 8 miliardi di euro. Briciole, se confrontate con i 51 miliardi di euro dell’Inghilterra  o i 20 miliardi di euro della Francia. Eppure stiamo recuperando velocemente, nel nostro paese l’e-commerce sta facendo passi da gigante e ci sono enormi potenzialità di crescita. Aumenta anche la specializzazione e l’offerta di servizi per lo sviluppo e la realizzazione di negozi online. Foto-ecommerce.it ne è un esempio chiarissimo.
http://www.foto-ecommerce.it
 


Celentano San Remo Share: Antonio Bettanini per il blog- think tank Il Comunicatore Italiano

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Intervento di Antonio Bettanini per il blog- think tank Il Comunicatore Italiano. Celentano e San Remo, una sovranità che deriva dallo share. “La condizione di vincere con lo share ha bisogno di molte sospensioni, non ultima quella delle regole e dell’etica pubblica proprio là dove dovrebbe essere presidiata. Ed è questa l’ultima trasgressione che ci fa impazzire”.

Ci si potrebbe aggiungere anche noi al coro della celentanistica, la disciplina che di Celentano analizza criticamente la performance televisiva; o contribuire a ispirare sul carro dei vincitori quella celentaneide le cui gesta i molti suoi tifosi cantano e che, se proprio va male, si aggrappano allo share. Ma siccome, per incidens, il suo è sempre stato un crescendo, forse è più giusto lasciar parlare le cifre: 9 milioni 695 mila (42,29%) di telespettatori con “Francamente me ne infischio” nel 1999; 10 milioni 351 mila con “125 milioni di Caz…te” (41,95%) nel 2001; per toccare gli 11 milioni 649mila (47,19%) in RockPolitik nel 2005.Sette anni dopo, infine, a Sanremo, lo share dell’ultima serata di festival ha superato con lui i 17milioni e 500 mila spettatori (68,21%). E certo ha ragione il Morandi della seconda serata che dice:”Quando ho visto gli ascolti mi son venuti i brividi. Abbiamo fatto il 50% di share, una roba incredibile, e lo dobbiamo molto anche al nostro amico Adriano che canta, fa casino, provoca ma meno male che c’è. Speriamo che torni”. E il discorso si chiude qui. A meno che non decidiate di cambiate prospettiva, provando a ricostruire i passaggi di questo “successo”.

1. Il primo dato da cui partire consiste nella “proprietà transitiva” dell’autorevolezza, una proprietà cui i media hanno sempre di più fatto ricorso, a partire dalla visibilità di un personaggio. Intendiamoci: l’idea che chiunque possa dire qualunque cosa è il sale di una democrazia liberale che il giornalismo e le sue cronache hanno sposato, dalla parte degli uomini e delle donne della strada. Ma poi questa funzione di commento, di registro o polso della pubblica opinione ha cominciato a puntare sulla rappresentatività, l’autorevolezza dell’intervistato. Meno sull’uomo qualunque, più sul personaggio noto. Quasi che dal cerchio magico e sacro della competenza professionale o della legittimazione sociale si sia invitati ad uscire, per affrontare una parte di mondo, e i suoi significati, e portarvi tutto il peso della nostra influenza. E rendere, così, importante la banalità. Il politico parlerà di cani, il cantante di politica: e va certamente bene fin qui.

2. Bisogna però, e poi, vedere come si eserciti questa “transitività”. Se sia messa a confronto di altre, per esprimere un giudizio, una simpatia, una preferenza. O se invece, anche a voler essere generosi con il ragazzo della via Gluck, non sia altro che un diritto di tribuna che certo nasce, come detto, da un talento e da una competenza, ma appunto conquistati in tutt’altra disciplina. Per cui la gloria canora e la parola cantata ne sono infatti il passaporto, ma anche l’addio, perché di fatto – là sul palco – finiranno per evaporare e lasciare il campo alla parola parlata. Ora il palcoscenico è come usurpato da un cantante che non canta. E che parla. Ma come?

Nel tempo la povertà di linguaggio ha saputo conquistare il dominio delle pause che, nelle prestazioni iniziali, quando Celentano non si prendeva sul serio (e non era preso sul serio), erano il sintomo simpatico e fresco di una sua inadeguatezza, di una semplicità appunto poco acculturata e come tale accettata con simpatia e con autoironia. E’ stato il tempo a rendere serio quel che serio non era. A far ritenere che il vuoto della pausa sia il pieno di un’argomentazione stringente. Il tempo, che diviene poi anche una gestione sapiente dell’assenza, della mancanza, di un altro meccanismo mediatico importante capace di ri-accendere nei suoi corsi e ricorsi la curiosità per il personaggio che da tempo non vedevamo più.

Il tempo ha anche inacidito il cuore. E alimentato l’immagine e la figura del predicatore: infatti quel diritto di tribuna viene esercitato senza contraddittorio alcuno. Addirittura alimentando nell’opposizione lento-rock un’antica dicotomia del reale che è solo in apparenza scherzosa e che impone uno stigma su persone e cose. Un’interpretazione combattente che si consente, circondata dal mistero, tutte le trasgressioni – e sembra sia il fato a decidere contro chi lui si eserciterà – alimentate nel pubblico dall’attesa, dalla curiosità per quel che lui si permetterà, e quindi dal dover esserci; mentre il predicatore, vittima del meccanismo, dovrà a tutti costi ricercare un effetto di “straniamento”, dovrà andare sempre più oltre nel territorio della trasgressività. E si afferma così il paradosso secondo cui proprio l’agenzia pubblica più ossessionata, e ossessiva, con l’esercizio della dialettica delle idee nel pluralismo, abbassa ora tutte le armi. E manda in soffitta tutte le alchimie dell’Osservatorio politico di Pavia (si fa per dire), dando campo libero all’ oratoria del contro chiunque e alla qualunque. La condizione di vincere con lo share ha dunque bisogno di molte sospensioni, non ultima quella delle regole e dell’etica pubblica proprio là dove dovrebbe essere presidiata. Ed è questa l’ultima trasgressione che ci fa impazzire…

In conclusione: il meccanismo della transitività ha dunque dispiegato tutta la sua forza che è quella di farci rendere omaggio – nel nome della libertà – ad una sovranità che deriva soltanto dallo share.

FONTE: Il Comunicatore Italiano


Barzellette e divertimento online

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La crisi imperversa in Italia e nel mondo intero, la neve c’ha sommerso per giorni, le tasse aumentano, il lavoro scarseggia, le bollette, l’assicurazione della macchina, il gas, lo stress, il colesterolo, aiutoooooo come facciamo a tirare su il nostro morale con tutti questi problemi? Facile basta andare tutti i giorni su due siti che sicuramente non risolveranno i vostri problemi, ma vi strapperanno almeno un sorriso donandovi un minuto e forse più di relax.

Cosa c’è di meglio di una barzelletta per tirarci su il morale? Su barzellette divertenti ne troverete moltissime, centinaia o forse migliaia suddivise in categorie tematiche e raggiungibili anche tramite una comoda nuvoletta di tag. Periodicamente ne vengono aggiunte di nuove ed è possibile condividerle con un semplice click anche sul nostro Facebook. Il divertimento però non finisce qui, perché dopo una barzelletta possiamo trasferirci su telodoioilweb.net un sito all’insegna del tutto gratis, dove trovaremo risorse, giochi, gif animate, frasi ed immagini divertenti. La particolarità di questo blog è che tutti gli articoli sono scritti con sarcasmo e con una vena ironica che ci mostreranno il Web sotto una luce nuova.

 


Mantieni i drivers aggiornati via software e gratis

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Effettuare una regolare aggiornamento dei driver del pc rientra all'interno di quelle operazioni che andrebbero effettuate periodicamente. I driver sono elementi molto importanti del corretto funzionamento del pc e trascurarli potrebbe tradursi in un decadimento della stabilità e delle performances in generale. Ogni componente hardware, schede video, audio, stampanti, monitor e tutto il resto, dialogano sempre con il sistema al quale sono collegati che interpreta i segnali provenienti da ognuno di questi componenti tramite i driver, che sono quasi sempre sviluppati dai produttori dei componenti stessi. I sistemi operativi di oggi hanno già preinstallati molti driver compatibili con la maggior parte dell'hardware in circolazione, ma queste versioni non sono sempre le più recenti o le migliori. E' necessario, dunque, procedere con la verifica delle versioni driver installate ed eventualmente procedere con il loro aggiornamento. Esistono due sistemi per effettuare l'update dei driver: manuale o via software.

Per gli utenti più smaliziati l'aggiornamento driver manuale è un'operazione più o meno semplice. L'importante è sempre conoscere perfettamente le caratteristiche dell'hardware installato sul sistema. Ma per chi non conosce molto del proprio pc e non vuole perdere tempo a cercare i driver più corretti esistono software gratuiti in grado di aggiornare in pochi istanti tutti i driver che lo necessitano. Una volta installati, questi software driver effettuano una scansione del sistema alla ricerca delle versioni dei driver presenti. Poi controllano nel loro database di driver le versioni più aggiornate disponibili e infine, procedono con l'installazione. Il tutto in pochi passaggi e in pochissimo tempo. Il driver software è la soluzione ideale per tenere il proprio pc sempre aggiornato, stabile e performante.


L’Italia e il cloud computing

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I risultati di un recente studio intitolato “Global Cloud Scorecard” realizzato da Galexia per conto dell’ente BSA (Business Software Alliance) parlano chiaro, l’Italia occupa la sesta posizione globale (terza in Europa) in relazione alle politiche che favoriscono lo sviluppo del cloud computing sul proprio mercato nazionale. Il potenziale della “nuvola” è stato individuato attraverso l’analisi delle legislazioni nazionali di ben 24 Paesi che, complessivamente, rappresentano l’80% del settore ICT a livello mondiale, tenendo conto di sette parametri: privacy dei dati, cyber security, crimine informatico, tutela della proprietà intellettuale, interoperabilità delle tecnologie e armonizzazione dei sistemi legali, libertà nelle politiche commerciali, disponibilità di infrastrutture Ict.

Da sottolineare è la sesta posizione ottenuta dall’Italia in questa graduatoria, dopo Giappone, Australia, Germania, USA e Francia. È chiaro quindi il diverso grado di preparazione alla “nuvola” fra economie avanzate (Giappone, Usa ed Ue) e in via di sviluppo (Cina, India, Brasile): le prime dispongono di solide legislazioni a supporto del cloud, mentre le altre devono ancora lavorare per integrare i propri sistemi nel mercato globale. “L’Italia ha fatto passi da gigante nello sviluppo di un ambiente in grado di favorire il cloud – afferma Matteo Mille, Presidente di BSA Italia -, ora è il momento di dare un impulso definitivo affinché questa rivoluzione dell’ICT possa esprimere appieno il potenziale che ha da offrire alla nostra economia”.

Tuttavia lo studio evidenzia che nell’ambito dell’Ue le legislazioni vigenti sembrano tutte ben orientate a garantire un adeguato supporto alla diffusione del cloud, anche se si nota ancora una certa disparità legislativa che rischia di creare punti di conflittualità tra i diversi Paesi. A tal proposito negli scorsi giorni in occasione del World Economic Forum (WEF) tenutosi in Svizzera a Davos, il Commissario Ue per l’Agenda digitale Neelie Kroes ha lanciato un invito a istituzioni e industria, ai fornitori e ai consumatori, a unirsi in una European Cloud Partnership: un progetto in tre fasi che prevede innanzitutto l’individuazione delle esigenze comuni per la fornitura di servizi cloud, quindi l’offerta di soluzioni condivise per i bisogni comuni e infine il focus sull'implementazione dei servizi.
La Commissione avvierà questa Partnership con un investimento iniziale di 10 milioni di euro. "Mi aspetto di vedere i primi risultati per il 2013", ha sottolineato la Kroes. Urgono quindi misure rapide per fare in modo che il cloud possa svilupparsi in tutta Europa, secondo la Kroes, che in un altro intervento all'Europarlamento ha annunciato che entro l'estate l’Ue approverà un documento strategico per lo sviluppo di questa tecnologia, “un'azione che renderà l’Ue non solo cloud-friendly ma soprattutto cloud-active” come lei stessa ha affermato.


Cash game: cos’è, come si gioca e la differenza con i tornei

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Cash game, forse sapete di cosa si tratta e non lo conoscete. L’immagine è questa: il tavolo verde, sullo sfondo di un club privato avvolto nel fumo, un giocatore getta con noncuranza un fascio di banconote e fa la sua puntata. Il cash game è in effetti una forma di poker gioco con il denaro reale, o delle fishes con un valore corrisponde alla moneta circolante. Valore che è riportato sulle stesse fisches e che è definito stake.
Fatta eccezione dei casinò autorizzati, il cash game è rimasto illegale sino al luglio 2011. Resta tale se giocato dal vivo (cosiddetto poker live).

Come si gioca il cash game? Nel cash game molti puntano su una strategia preferenziale, la cosiddetta Hit and Run (letteralmente colpisci e scappa). Arrivati sul tavolo da gioco si cerca di ottenere la maggiore vincita possibile nel minor tempo per poi abbandonare la partita. Altra cosa da sapere su come si gioca a cash game è che, a differenza del poker online tradizionale, il giocatore ha la facoltà di scegliere quando e dove sedersi. Ciò consente di gestire a pieno il rapporto tra giocatore e avversario.
Qual’è la differenza con i tornei? Dal punto di vista del gioco nel cash game il player ha difronte a sé delle fisches rappresentanti denaro contante. Non c’è limite al numero di fisches che possono rendersi disponibili nelle mani del giocatore, elemento che lo distingue da un comune torneo di poker in cui, terminate le proprie fiches non si può più rientrare. Ragione per cui il buy-in, che di solito corrisponde alla quota di iscrizione al torneo, nel caso del cash game si riferisce alla quantità di danaro in possesso del giocatore al momento dell’ingresso in partita. Altre due le differenze rilevanti rispetto a un torneo: non è richiesto che tutti i giocatori inizino nello stesso momento e neppure che dispongano della stessa quantità di chips.
Su questo particolare genere di poker, data la sua spiccata personalità, è fiorita una produzione di storie a metà tra il reale e la leggenda metropolitana. Tanto che è divenuto anche protagonista di un film che ne riassume bene il significato: “Cash game paga o muori”.


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