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Ironia e polemica di Antonello De Pierro contro politica da Contini a Roma

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Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti è intervenuto all'evento in occasione della presentazione della nuova collezione dello storico marchio, esprimendosi a  sostegno del commercio, stritolato da norme soffocanti dell'attuale ordinamento giuridico

 

 

Roma – Il copione della vigilia lasciava già presagire un enorme successo per la presentazione ufficiale della nuova collezione di articoli da regalo di Contini, lo storico esercizio commerciale capitolino, ma la realtà ha superato ogni più rosea previsione, con un'inimmaginabile ressa che ha invaso tutta via Appia, l'arteria stradale dove lo stesso è ubicato, tanto da creare problemi anche alla viabilità, particolarmente intensa in quella zona cittadina. Il tam-tam scatenato da Giò Di Giorgio, deus ex machina dell'evento, ha funzionato alla perfezione, richiamando un esercito smisurato di persone, nemmeno lontanamente ipotizzabile solo qualche ora prima, con numeri da rischio di turbamento dell'ordine pubblico. Di certo comunque bisogna registrare un pomeriggio di passione per chi ha scelto quel tratto di strada per il suo transito nelle ore di durata della straordinaria esposizione, con non pochi malumori tra gli automobilisti che nemmeno lontanamente si aspettavano un fiume umano da concerto rock sulla nota consolare romana.

Il nome del testimonial del rendez-vous, il comico Antonio Giuliani, ha indubbiamente influito sull'affluenza, e qualcuno più fortunato è riuscito a farsi scattare una foto ricordo o a immortalarsi in un selfie con il celebre artista. Per il resto, sono stati i professionisti dei flash a raffica accreditati a monopolizzare gli scatti, mentre la stragrande maggioranza degli astanti si è dovuta accontentare di qualche click a distanza con lo smartphone.

Un turbinio di flash dei numerosi paparazzi accorsi all'interno del locale ha investito anche gli altri ospiti, tra cui il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, passato agli annali dell'etere capitolino come ex direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all'appuntamento, come sempre, quando gli è possibile, a sostegno di realtà imprenditoriali e commerciali.

"Sento il dovere civico e morale — ha dichiarato polemico e ironico al contempo — di esplicare il mio supporto a chi ancora ha il coraggio di proseguire nella gestione di attività commerciali, o meglio, di continuare a investire. Mi inchino di fronte a questi arditi cittadini, che la politica degli ultimi anni, nel nome della lotta all'evasione e del risanamento della fiscalità statale, ha stritolato tra le maglie di tasse e imposte e schiacciato pertanto sotto il macigno della pressione fiscale. Ci troviamo di fronte a degli eroi, che riescono a sfidare tutti gli elementi avversi imposti dalle norme sempre più stringenti e ostili, le quali, invece di  incentivare gli investimenti, scoraggiano e demoralizzano, decretando la morte del piccolo commercio. Sono tanti valorosi che hanno scelto di continuare, nonostante sappiano che il vampiro statale è lì pronto costantemente a succhiare il frutto pecuniario della fatica e delle energie profuse nel lavoro d'impresa. Nel caso di specie dello storico marchio Contini credo che ci sia una fusione di più elementi portanti che ci permettono ancora di godere dei suoi prodotti. Da un lato ci sono la voglia, la passione, che generano e nutrono l'audacia imprenditoriale, dall'altro l'affetto per la tradizione, l'attaccamento vero e inoppugnabile a una continuità d'impresa difficile da coartare. E il risultato di ciò si riscontra ictu oculi nell'ottima riuscita dell'evento odierno".

Tra gli altri sono intervenuti le straordinarie attrici Adriana Russo e Luciana Frazzetto, Pierfrancesco Campanella, l'on. Antonio Paris, la modella Marika Oliverio, Antonio Jorio, Riccardo Bramante, Ester Campese, i Milk & Coffee, Daniela Diaferio, Roberta Salvagnini, Roselyne Mirialachi, Oscar Garavani, Elisabetta Viaggi, Antonella Uspi, Sara Pastore, Maria Elena Fabi e Sabrina Tutone.

(Foto di Laura Pelargonio)


Antonello De Pierro e Simona Marchini in campo per l’Airc

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Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti e la nota attrice hanno partecipato a Roma a un evento-spettacolo  benefico a favore della ricerca sul cancro, condotto da Lorenza Mario

 

 

Roma – Fedele al suo noto impegno civile e politico a favore delle cellule più deboli del tessuto sociale, non poteva certo restare sordo al richiamo della solidarietà promanante l'altro pomeriggio dall'Auditorium San Leone Magno a Roma. Stiamo parlando del giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma, che si è recato nell'accogliente struttura capitolina, sita nel quartiere Trieste, in occasione della kermesse di matrice solidale "L'isola dei fiori", organizzata da Niccolò Petitto e Lisa Bernardini, a beneficio dell'attivissima Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, a cui è stata destinata la raccolta fondi dell'evento. Un appuntamento solidale che ha preso il nome dall'ultimo lavoro discografico del celebre maestro Franco Micalizzi, colonna portante dello spettacolo di musica e danza, che ha visto sul palco l'alternarsi di vari artisti e numerose scuole di danza, magistralmente presentati da una straordinaria Lorenza Mario, sotto l'impeccabile direzione artistica di Stefano Bontempi. Il grande entusiasmo del pubblico presente in sala, gremita al limite della capienza, si è estrinsecato tramite i frequenti e lunghi applausi indirizzati verso il proscenio, dove i protagonisti hanno dato il meglio di sé, contribuendo a tenere vivo il sogno del grande oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso, relativo alla speranza di sconfiggere il cancro. Grande emozione ha suscitato l'intervento sul palco di Simona Marchini, che ha esternato tutta la sua spiccata sensibilità nei confronti della causa benefica che ha sposato e la sua commozione nel ricevere un premio alla carriera, doverosamente conferitole dall'organizzazione. Non è sfuggita ai più la stima reciproca palesatasi nell'incontro con De Pierro, che le ha espresso le sue congratulazioni, memore di una storica intervista da lui realizzata sulle frequenze di Radio Roma, che ha toccato uno dei picchi più alti di audience nella storia dell'emittente capitolina.

Il leader dell'Italia dei Diritti, che durante la sua carriera giornalistica ha sempre offerto e prestato la sua opera di conduttore gratuitamente per le manifestazioni benefiche, ha dichiarato: "Ringrazio l'organizzazione per avermi reso partecipe di un evento solidale rivolto a una causa a cui sono stato sempre molto sensibile. Quando ho potuto non mi sono mai tirato indietro di fronte a commendevoli kermesse come questa. Oggi siamo qui perché nel dizionario c'è una parola denominata 'solidarietà' e noi tutti abbiamo risposto al suo richiamo. Il motivo della nostra presenza qui è riconducibile al fatto che, spinti da un impulso di sensibilità e altruismo, abbiamo imparato a declinarla. Tanti, nel nostro parenchima sociale, ignorano o dimenticano l'importanza del suo significato. Se tutti si mostrassero più attenti a questo lemma vivremmo indubbiamente in un mondo migliore".

Il nutrito parterre è stato completato dalla presenza di Adriana Russo, Sara Santostasi, Giovanni Brusatori, Marco Tullio Barboni, Anthony Peth, Cinzia Carcione, Matilde Tursi, Giò Di Giorgio, Maria Grazia De Angelis, Iolanda Pomposelli, Massimo Meschino e Federica Pansadoro.

(Foto di Marco Bonanni)


Antonello De Pierro e Simona Marchini in campo per l’Airc

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Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti e la nota attrice hanno partecipato a Roma a un evento-spettacolo  benefico a favore della ricerca sul cancro, condotto da Lorenza Mario

 

 

Roma, 17 marzo 2017 – Fedele al suo noto impegno civile e politico a favore delle cellule più deboli del tessuto sociale, non poteva certo restare sordo al richiamo della solidarietà promanante l'altro pomeriggio dall'Auditorium San Leone Magno a Roma. Stiamo parlando del giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma, che si è recato nell'accogliente struttura capitolina, sita nel quartiere Trieste, in occasione della kermesse di matrice solidale "L'isola dei fiori", organizzata da Niccolò Petitto e Lisa Bernardini, a beneficio dell'attivissima Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, a cui è stata destinata la raccolta fondi dell'evento. Un appuntamento solidale che ha preso il nome dall'ultimo lavoro discografico del celebre maestro Franco Micalizzi, colonna portante dello spettacolo di musica e danza, che ha visto sul palco l'alternarsi di vari artisti e numerose scuole di danza, magistralmente presentati da una straordinaria Lorenza Mario, sotto l'impeccabile direzione artistica di Stefano Bontempi. Il grande entusiasmo del pubblico presente in sala, gremita al limite della capienza, si è estrinsecato tramite i frequenti e lunghi applausi indirizzati verso il proscenio, dove i protagonisti hanno dato il meglio di sé, contribuendo a tenere vivo il sogno del grande oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso, relativo alla speranza di sconfiggere il cancro. Grande emozione ha suscitato l'intervento sul palco di Simona Marchini, che ha esternato tutta la sua spiccata sensibilità nei confronti della causa benefica che ha sposato e la sua commozione nel ricevere un premio alla carriera, doverosamente conferitole dall'organizzazione. Non è sfuggita ai più la stima reciproca palesatasi nell'incontro con De Pierro, che le ha espresso le sue congratulazioni, memore di una storica intervista da lui realizzata sulle frequenze di Radio Roma, che ha toccato uno dei picchi più alti di audience nella storia dell'emittente capitolina.

Il leader dell'Italia dei Diritti, che durante la sua carriera giornalistica ha sempre offerto e prestato la sua opera di conduttore gratuitamente per le manifestazioni benefiche, ha dichiarato: "Ringrazio l'organizzazione per avermi reso partecipe di un evento solidale rivolto a una causa a cui sono stato sempre molto sensibile. Quando ho potuto non mi sono mai tirato indietro di fronte a commendevoli kermesse come questa. Oggi siamo qui perché nel dizionario c'è una parola denominata 'solidarietà' e noi tutti abbiamo risposto al suo richiamo. Il motivo della nostra presenza qui è riconducibile al fatto che, spinti da un impulso di sensibilità e altruismo, abbiamo imparato a declinarla. Tanti, nel nostro parenchima sociale, ignorano o dimenticano l'importanza del suo significato. Se tutti si mostrassero più attenti a questo lemma vivremmo indubbiamente in un mondo migliore".

Il nutrito parterre è stato completato dalla presenza di Adriana Russo, Sara Santostasi, Giovanni Brusatori, Marco Tullio Barboni, Anthony Peth, Cinzia Carcione, Matilde Tursi, Giò Di Giorgio, Maria Grazia De Angelis, Iolanda Pomposelli, Massimo Meschino e Federica Pansadoro.

(Foto di Marco Bonanni)


Da uomo diventa donna, Antonello De Pierro presenta libro su vita di Andrea Paola

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Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti ha moderato a Latina l'incontro dedicato all'ultima fatica letteraria della scrittrice Rossella Mamone sulla storia dell'hair stylist Andrea Paolo Iannotti, già sposato e padre di quattro figli, sottopostosi all'intervento chirurgico per il cambio di genere 

 

Roma – Da sempre paladino dei diritti civili, da giornalista e da presidente del movimento Italia dei Diritti, il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro ha moderato l'altro pomeriggio a Latina, presso il Park Hotel, l'incontro per la presentazione del libro della scrittrice Rossella Mamone "Ho cambiato una vocale", sull'interessante percorso di vita di Andrea Paola Iannotti, nota hair stylist del capoluogo pontino. L'organizzazione ha scelto di affidare all'esperienza dell'ex direttore e voce storica di Radio Roma il tema molto delicato affrontato nella seconda fatica letteraria della Mamone, una biografia romanzata, edita da Herald Editore, in cui si  ripercorrono le tappe che hanno segnato il travagliato e afflittivo cammino biologico dell'affermata professionista fino a oggi, scandite da varie figure qualificative della persona umana, compiutamente vissute dalla protagonista. Quella protagonista che ha deciso finalmente di raccontarsi all'autrice e gridare al mondo la sua vera e genuina identità, libera ormai da quel globulo di indugi che ha caparbiamente squarciato, con la lama delle indelebili cicatrici custodite nell'animo, a esibire quella donna che per troppo tempo è rimasta prigioniera nella struttura corporea di un uomo. Sì, perché ora Andrea Paola è donna, una condizione di genere che esplica effetti fisici e giuridici, ma prima era Andrea Paolo, e quello status l'ha accompagnata a essere figlio, marito e padre.

In una sala debordante De Pierro ha condotto l'incontro per circa due ore, cadenzate da sollecitazioni emotive intense, applausi scroscianti e tante lacrime, immancabilmente scivolate sulle gote di molti dei presenti, mantenendo alta la concentrazione fino al termine di un pubblico attento e commosso, con il termometro dell'entusiasmo impennato costantemente verso il rosso. Col suo eloquio peculiare ha formulato domande alternate a dritta e a manca, ossia alla Mamone, alla sua destra, e ad Andrea Paola, alla sua sinistra, stimolando esaustive quanto suggestiva risposte. E' stata questa la ricetta giusta per decretare un successo senza precedenti nelle presentazioni librarie a Latina. Partendo dall'indefinitezza identitaria nel nostro parenchima sociale, dalla solitudine come amica fedele di una vita soffocata nella coartazione dell'espressione ontologica, dal divenire fenomenico dell'evoluzione biologica approdata alla presa di coscienza consapevole e alla convinzione decisionale del mutamento di genere, il moderatore ha ottenuto l'esplicitazione, da parte dell'autrice, dell'indagine profonda realizzata scavando nell'archivio esistenziale di Andrea Paola, penetrandone i file mnemonici più intimi. E rivolgendo poi i quesiti alla protagonista, visibilmente commossa e provata, il giornalista ha fatto vivere agli astanti, tramite la sua narrazione autobiografica, spaccati di vita tragici e dolorosi. La nascita a Zurigo, un'infanzia e un'adolescenza particolarmente difficili, trascorsi tra la natia cittadina svizzera e l'Italia, dove la famiglia fece ritorno quando aveva quindici anni. Un'educazione rigida da parte di una famiglia particolarmente retrograda e oscurantista, l'atteggiamento autoritario e al contempo violento di un padre padrone, capace spesso di imporre addirittura lavori forzati, hanno fatto vivere ad Andrea Paolo la casa familiare come una prigione, fonte di dolore e disagio incommensurabile. Una condizione che precipitò inesorabilmente verso una deriva ingravescente quando emersero i primi tratti di femminilità e soprattutto la consapevolezza di un'identità che iniziava a mettersi a fuoco dopo anni di confusa indeterminatezza. La formula espositiva impostata da De Pierro ha fatto sì che Andrea Paola si sentisse il più possibile a suo agio e raccontasse con serenità i punti più salienti della sua biografia, facendo scivolare l'incontro verso un piacevole e interessante intreccio di parole ed emozioni, con interruzioni e rilanci tempestivi, stimolando i circuiti sensoriali contro i cali attenzionali, mirando costantemente a un'espressione descrittiva di grande genuinità, avvalendosi appieno del privilegio di una narrativa testimoniale di grande portata introspettiva e rifuggendo da ogni esercizio retorico, temibile parassita indotto dalla logica commerciale, che spesso si infila anche negli appuntamenti culturali più prestigiosi. Una formula vincente che ha partorito un pomeriggio all'insegna della purezza letteraria e ha suscitato un interesse al tomo, indubbiamente maggiore di quanto avviene nelle squallide operazioni di business, mascherate da rendez-vous a  impronta intellettuale. 

Il momento di certo più commovente è stato, senza margini di dubbio, quando il conduttore, dopo aver rivolto delle domande ad Andrea Paola sui suoi quattro figli, a cui ha dovuto far capire e accettare, durante il suo percorso metamorfico, le ragioni di una scelta difficile da tollerare, ha chiamato a sorpresa la figlia minore, quindicenne, che ha letto una lettera molto toccante e coinvolgente in cui ha espresso l'ingente dose di stima e affetto nutriti per un genitore capace di adempiere brillantemente i suoi obblighi educativi verso una prole, che a sua volta ha saputo rispettare una scelta ardua da comprendere per chiunque, e non per questo, la prefata testimonianza estrinseca una certezza probatoria, ha compresso l'espressione d'amore e il legame verso chi l'ha generata.

Ad assistere al memorabile evento, verso cui ha rivolto un sentito apprezzamento dal pulpito anche l'editore Roberto Boiardi, si sono visti tra il pubblico la senatrice ex Movimento Cinque Stelle Ivana Simeoni, le assessore della giunta comunale di Latina Cristina Leggio e Patrizia Ciccarelli, accompagnate dal capo di Gabinetto Vincenzo Abbruzzino, il capitano Giovanni Camillo Di Meo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Anagni e il regista Max Judge. 


Axel Ramirez Vs Paola Saulino, la sfida che infiamma il web

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Napoli 18 gennaio 2017. Stamattina la città partenopea si è svegliata spaccata a metà non solo dalla Spaccanapoli. La faida tra l’attrice Paola Saulino ed il regista per adulti Axel Ramirez ha raggiunto il culmine nella giornata di ieri dividendo il popolo napoletano in due.

Ricordiamo che Paola Saulino è diventata famosa alle cronache rosa italiane per essersi pubblicamente esposta in prima persona in un modo non del tutto originale per il NO al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Infatti la Saulino ha promesso più volte una fellatio se avesse vinto il NO e solo a coloro che avevano votato NO e che in qualche modo riuscivano a fornire delle prove per verificare l’attendibilità circa il voto. 

Sistema di persuasione di massa già messo in atto da Madonna, per sostenere la candidatura di Hillary Clinton.

Ed a questo punto Axel Ramirez, noto regista di film hard ed uno dei personaggi più influenti e di rilievo nell’Adult Entertainment Italiano, entra in ballo provocando pubblicamente la compaesana invitandola a mantenere la parola e di mettere in pratica tutte le piccanti dichiarazioni fatte nei mesi antecedenti il Referendum.

La Saulino pare accettare la sfida e pubblica una lista di tutte le città italiane dove si fermerà per espletare il suo “dovere” battezzando questo viaggio itinerante col simpatico nome di POMPA TOUR.

Della questione si sono occupate anche Le Iene con un servizio andato in onda a fine dicembre. In esso la bella partenopea in evidente difficoltà assume un atteggiamento molto ambiguo e sfuggente. Un tipo di comportamento che non ci si aspetta da una donna che sta per mettere in atto un’impresa così titanica quanto esplicita come quella del Pompa Tour.

Le voci che il suo è stato solo un trollaggio per accrescere con questo stratagemma il numero dei suoi followers sui vari social network quali Facebook, Twitter ed Instagram sembra prendere piede.

Ma l’errore, forse fatale per la Saulino, fu quello di inserire la natia Napoli nella sua “fellatio itinerante”.

Axel ha colto l’occasione per continuare a provocare la sua conterranea annunciando la sua presenza martedì 17 gennaio per ricevere la ricompensa che la provocante Paola aveva promesso.

Da quel momento è iniziata una lenta eclissi della Saulino dai social. Nonostante brevi accenni della ragazza al tour e al suo fantomatico inizio e della conferma alle sue dichiarazione da parte di profili fake, era oramai evidente che Paola era in palese difficoltà. Probabilmente non si aspettava di essere sotto la lente d’ingrandimento di un esperto che tratta argomenti che lei ha per ora solamente accennato.

Il silenzio della Saulino forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, infatti ha scatenato il sarcasmo e le sfumature satiriche del regista partenopeo che nella giornata di ieri ha messo in evidenza di come la conterranea non si sia fatta sentire per espletare la sua promessa.

Inoltre ha pubblicato il curriculum artistico della Saulino chiedendo del perché in esso non sono riportate le sue esperienze ad Hollywood di cui la stesa Saulino ha spesso e con un certo orgoglio parlato.

Ed infine Axel ha dato l’ultima scoccata alla bella partenopea mettendo a confronto due suoi post. In uno Paola sostiene in modo aperto e inequivocabile Hillary contro Trump mentre nell’altro sostiene il No al Referendum. Questa incoerenza ovviamente non poteva passare inosservata ad Axel che, col suo inconfondibile sarcasmo, ha sbeffeggiato la sua conterranea in modo schietto e diretto.

 

Non si sa che pieghe potrà prendere adesso questa vicenda che inizia ad appassionare non solo i napoletani, ma un po’ tutti gli italiani amanti del gossip.Napoli 18 gennaio 2017. Stamattina la città partenopea si è svegliata spaccata a metà non solo dalla Spaccanapoli. La faida tra l’attrice Paola Saulino ed il regista per adulti Axel Ramirez ha raggiunto il culmine nella giornata di ieri dividendo il popolo napoletano in due.

Ricordiamo che Paola Saulino è diventata famosa alle cronache rosa italiane per essersi pubblicamente esposta in prima persona in un modo non del tutto originale per il NO al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Infatti la Saulino ha promesso più volte una fellatio se avesse vinto il NO e solo a coloro che avevano votato NO e che in qualche modo riuscivano a fornire delle prove per verificare l’attendibilità circa il voto. 

Sistema di persuasione di massa già messo in atto da Madonna, per sostenere la candidatura di Hillary Clinton.

Ed a questo punto Axel Ramirez, noto regista di film hard ed uno dei personaggi più influenti e di rilievo nell’Adult Entertainment Italiano, entra in ballo provocando pubblicamente la compaesana invitandola a mantenere la parola e di mettere in pratica tutte le piccanti dichiarazioni fatte nei mesi antecedenti il Referendum.

La Saulino pare accettare la sfida e pubblica una lista di tutte le città italiane dove si fermerà per espletare il suo “dovere” battezzando questo viaggio itinerante col simpatico nome di POMPA TOUR.

Della questione si sono occupate anche Le Iene con un servizio andato in onda a fine dicembre. In esso la bella partenopea in evidente difficoltà assume un atteggiamento molto ambiguo e sfuggente. Un tipo di comportamento che non ci si aspetta da una donna che sta per mettere in atto un’impresa così titanica quanto esplicita come quella del Pompa Tour.

Le voci che il suo è stato solo un trollaggio per accrescere con questo stratagemma il numero dei suoi followers sui vari social network quali Facebook, Twitter ed Instagram sembra prendere piede.

Ma l’errore, forse fatale per la Saulino, fu quello di inserire la natia Napoli nella sua “fellatio itinerante”.

Axel ha colto l’occasione per continuare a provocare la sua conterranea annunciando la sua presenza martedì 17 gennaio per ricevere la ricompensa che la provocante Paola aveva promesso.

Da quel momento è iniziata una lenta eclissi della Saulino dai social. Nonostante brevi accenni della ragazza al tour e al suo fantomatico inizio e della conferma alle sue dichiarazione da parte di profili fake, era oramai evidente che Paola era in palese difficoltà. Probabilmente non si aspettava di essere sotto la lente d’ingrandimento di un esperto che tratta argomenti che lei ha per ora solamente accennato.

Il silenzio della Saulino forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, infatti ha scatenato il sarcasmo e le sfumature satiriche del regista partenopeo che nella giornata di ieri ha messo in evidenza di come la conterranea non si sia fatta sentire per espletare la sua promessa.

Inoltre ha pubblicato il curriculum artistico della Saulino chiedendo del perché in esso non sono riportate le sue esperienze ad Hollywood di cui la stesa Saulino ha spesso e con un certo orgoglio parlato.

Ed infine Axel ha dato l’ultima scoccata alla bella partenopea mettendo a confronto due suoi post. In uno Paola sostiene in modo aperto e inequivocabile Hillary contro Trump mentre nell’altro sostiene il No al Referendum. Questa incoerenza ovviamente non poteva passare inosservata ad Axel che, col suo inconfondibile sarcasmo, ha sbeffeggiato la sua conterranea in modo schietto e diretto.

 

Non si sa che pieghe potrà prendere adesso questa vicenda che inizia ad appassionare non solo i napoletani, ma un po’ tutti gli italiani amanti del gossip.Napoli 18 gennaio 2017. Stamattina la città partenopea si è svegliata spaccata a metà non solo dalla Spaccanapoli. La faida tra l’attrice Paola Saulino ed il regista per adulti Axel Ramirez ha raggiunto il culmine nella giornata di ieri dividendo il popolo napoletano in due.

Ricordiamo che Paola Saulino è diventata famosa alle cronache rosa italiane per essersi pubblicamente esposta in prima persona in un modo non del tutto originale per il NO al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Infatti la Saulino ha promesso più volte una fellatio se avesse vinto il NO e solo a coloro che avevano votato NO e che in qualche modo riuscivano a fornire delle prove per verificare l’attendibilità circa il voto. 

Sistema di persuasione di massa già messo in atto da Madonna, per sostenere la candidatura di Hillary Clinton.

Ed a questo punto Axel Ramirez, noto regista di film hard ed uno dei personaggi più influenti e di rilievo nell’Adult Entertainment Italiano, entra in ballo provocando pubblicamente la compaesana invitandola a mantenere la parola e di mettere in pratica tutte le piccanti dichiarazioni fatte nei mesi antecedenti il Referendum.

La Saulino pare accettare la sfida e pubblica una lista di tutte le città italiane dove si fermerà per espletare il suo “dovere” battezzando questo viaggio itinerante col simpatico nome di POMPA TOUR.

Della questione si sono occupate anche Le Iene con un servizio andato in onda a fine dicembre. In esso la bella partenopea in evidente difficoltà assume un atteggiamento molto ambiguo e sfuggente. Un tipo di comportamento che non ci si aspetta da una donna che sta per mettere in atto un’impresa così titanica quanto esplicita come quella del Pompa Tour.

Le voci che il suo è stato solo un trollaggio per accrescere con questo stratagemma il numero dei suoi followers sui vari social network quali Facebook, Twitter ed Instagram sembra prendere piede.

Ma l’errore, forse fatale per la Saulino, fu quello di inserire la natia Napoli nella sua “fellatio itinerante”.

Axel ha colto l’occasione per continuare a provocare la sua conterranea annunciando la sua presenza martedì 17 gennaio per ricevere la ricompensa che la provocante Paola aveva promesso.

Da quel momento è iniziata una lenta eclissi della Saulino dai social. Nonostante brevi accenni della ragazza al tour e al suo fantomatico inizio e della conferma alle sue dichiarazione da parte di profili fake, era oramai evidente che Paola era in palese difficoltà. Probabilmente non si aspettava di essere sotto la lente d’ingrandimento di un esperto che tratta argomenti che lei ha per ora solamente accennato.

Il silenzio della Saulino forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, infatti ha scatenato il sarcasmo e le sfumature satiriche del regista partenopeo che nella giornata di ieri ha messo in evidenza di come la conterranea non si sia fatta sentire per espletare la sua promessa.

Inoltre ha pubblicato il curriculum artistico della Saulino chiedendo del perché in esso non sono riportate le sue esperienze ad Hollywood di cui la stesa Saulino ha spesso e con un certo orgoglio parlato.

Ed infine Axel ha dato l’ultima scoccata alla bella partenopea mettendo a confronto due suoi post. In uno Paola sostiene in modo aperto e inequivocabile Hillary contro Trump mentre nell’altro sostiene il No al Referendum. Questa incoerenza ovviamente non poteva passare inosservata ad Axel che, col suo inconfondibile sarcasmo, ha sbeffeggiato la sua conterranea in modo schietto e diretto.

 Non si sa che pieghe potrà prendere adesso questa vicenda che inizia ad appassionare non solo i napoletani, ma un po’ tutti gli italiani amanti del gossip.


Libertà di satira, Antonello De Pierro con Adriana Russo alla prima del Bagaglino

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Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti, da sempre difensore dell'arte dell'ironia caricaturale, era presente a Roma, presso il Salone Margherita, per il debutto di "Magnàmose tutto!" in compagnia della nota attrice 

 

Roma – Era ora, perché la mancanza si sentiva, eccome se si sentiva. Pier Francesco Pingitore ha riportato in scena, l'altra sera, presso il Salone Margherita, un grandioso spettacolo dal titolo "Magnàmose tutto!", ritornando ai fasti che hanno caratterizzato per mezzo secolo la storica compagnia del Bagaglino, l'archetipo italiano indiscusso del varietà e della satira politica e non solo. Infatti sono trascorse ben 51 primavere dalla sua fondazione, durante le quali sono state scritte alcune delle pagine più belle che gli annali dello spettacolo peninsulare possano vantare, che hanno fatto ridere e divertire, ma anche riflettere, intere generazioni, cresciute con gli esilaranti show rappresentati, che dal palcoscenico romano di via dei Due Macelli, dopo il trasferimento da vicolo della Campanella, si sono infilati, tramite il piccolo schermo, già dal lontano '73, nelle case degli italiani, consegnando alla storia il Salone Margherita come il tempio satirico nazionale per eccellenza. Un prestigio e un livello artistico che Ninni Pingitore ha saputo, con grande sforzo,  mantenere inalterati, anche quando, quasi quindici anni or sono, è venuta a mancare l'altra anima di un inossidabile sodalizio creativo, il compianto Mario Castellacci. Come l'altra sera, in occasione della prima, dove la perfezione ha raggiunto piena compiutezza, regalando a una platea eccezionalmente gremita di vip, una pièce impeccabile in ogni suo elemento, dai testi alla regia, dalla scenografia alle coreografie e alle interpretazioni degli artisti, con il termometro del gradimento costantemente impennato verso il rosso, registrato dagli applausi scroscianti di un pubblico in visibilio, all'apice dell'entusiasmo. In scena il filo conduttore e stato srotolato da un Martufello in serata di grazia, coadiuvato dall'alternanza sul palcoscenico degli storici Mario Zamma e Carlo Frisi, insieme a Demo Mura, Morgana Giovannetti  ed Enzo Piscopo. A fare da cornice coreografica e musicale uno straordinario e affiatatissimo corpo di ballo formato da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila Di Giovanni e Federica Bastici. Indubbiamente una grande intuizione per il produttore Nevio Schiavone.

In platea, a indirizzare lunghi e incessanti applausi verso il proscenio, anche il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, da sempre impegnato, attualmente come direttore di Italymedia.it e in passato come direttore e voce storica di Radio Roma, a favore della libertà di satira, che troppe volte si è imbattuta, nel nostro paese, nella  mannaia censoria brandita dal potere politico di turno. Insieme a lui ha varcato l'ingresso del teatro l'attrice Adriana Russo, sua amica di sempre e indiscussa star della commedia all'italiana degli anni'70, l'unica ancora in piena attività artistica. Sui due si è scatenata una pioggia di  flash a raffica, mentre la Russo ha suscitato anche parecchia attenzione da parte delle telecamere della trasmissione tv "Le Iene", complice forse la presenza contemporanea all'evento di Pippo Baudo, che, com'è noto, in passato è stato a lei legato sentimentalmente.

De Pierro, noto per le sue critiche sempre obiettive e a volte pungenti, senza mai far neanche immaginare la presenza di peli sulla lingua, non ha fatto nulla per nascondere il suo enorme entusiasmo nei confronti della rappresentazione in scena, senza tralasciare un particolare che gli ha generato un piccolo cruccio: "Ho assistito a uno spettacolo di eccelsa qualità, in puntuale continuità valoriale con l'espressione artistica offerta al pubblico nell'oltre mezzo secolo di vita della compagnia, che proprio in questa occasione si festeggia. Una risposta inoppugnabile e senza margini di replica per qualche detrattore che provava già a ipotizzare la fase ascendente di un profilo parabolico che è ancora ben lungi dal venire. Il merito di ciò è da ascrivere quasi in toto alla geniale figura di Ninni Pingitore che, seppur orfano ormai da tempo del suo storico sodale artistico Mario Castellacci, è riuscito a mettere in scena una rappresentazione che non ha nulla da invidiare a quelle del cosiddetto periodo d'oro, quando la fabbrica nazionale della satira si infilava direttamente nelle case degli italiani attraverso il piccolo schermo. Epigrammi sempre pungenti e ben articolati, nonostante una pressione censoria con cui purtroppo il nostro paese ha da sempre dovuto fare i conti, che questa sera gli straordinari interpreti in scena hanno fatto rivivere senza rimpianti. La libertà di satira è fondamentale in una democrazia compiuta e ne rappresenta il termometro per misurarne i parametri vitali. Duole a volte constatare che la democrazia ateniese di Pericle era spesso più tollerante della nostra, quella democrazia che promana solennemente dalla Carta Costituzionale e il cui significato a volte viene svilito nel suo nucleo concettuale. Gli spettacoli satirici, che sbeffeggiano ironicamente il potere, enucleandone vizi e debolezze, vanno propugnati con coraggio e la classe politica, che spesso li osteggia, temendo di veder vacillare il proprio potere, dovrebbe invece trarne spunti migliorativi finalizzati a realizzare il benessere dei corpi collettivi. Un politico che informa il proprio modus operandi a tali principi nodali incarna il senso dello stato e può essere considerato tale. Quello che  invece rifugge da certi assunti teoretici è orientato a ignorare l'interesse dei cittadini e pertanto non può che essere qualificato come politicante. L'unica piccola nota negativa, che mi ha procurato rammarico, l'ho riscontrata in Valeria Marini. A mio giudizio, pur con un ruolo perfettamente cucitole addosso, non ha retto il confronto né artistico, né fisico con una strepitosa Pamela Prati, tra l'altro più grande di dieci anni, che è apparsa per di più in serata di grazia e che sembra aver manomesso l'orologio biologico arrestandone i giri circadiani. Non che non abbia risposto alle esigenze di copione, anzi l'ha interpretato magistralmente, ma forse la concomitante presenza di Pamela ha segnato la differenza. Questa circostanza, ripeto, mi ha suscitato un pizzico di amarezza in quanto conoscevo Valeria quando aveva 24 anni e a Roma abitava nei pressi di piazza Bologna, quando non sapevo nemmeno che si chiamasse così, ma la chiamavamo Lolly. I miei file mnemonici mi ricordano una ragazza buona, altruista e bellissima, con un'ambizione sfrenata di sfondare nel mondo dello spettacolo e una passione per la cartomanzia. E infatti di lì a pochi mesi, pur non possedendo a mio avviso un talento da fuoriclasse, finì in televisione grazie all'intuizione di Pingitore, che seppe valorizzarla regalandole i bagliori del successo. E se ancora cavalca bene in arcioni le vette della popolarità vuol dire che qualche qualità artistica doveva pur averla e magari all'epoca mi ero sbagliato. E poi, se è vero che la titolarità della popolarità di un personaggio di spettacolo appartiene ai fan, i suoi si contano ancora in tantissimi e perciò il successo fortunatamente continuerà a baciarla. Magari però usando l'accortezza di non affiancarla in scena alla Prati".

Tra gli altri ad applaudire divertiti si sono visti tantissimi volti noti come Pippo Baudo, Mara Venier, Manuela Arcuri, Toni Santagata, Massimo Boldi, Arianna David, Renato Balestra, Giancarlo Magalli, Franco Oppini, Franco Nero, Gigi Miseferi, Arianna David, Gianfranco D'Angelo, Manuela Villa, Nadia Rinaldi, Milena Miconi, Patrizia e Giada de Blanck, Alessia Fabiani, Laura Freddi,  Manila Nazzaro, Alda D'Eusanio, Karin Proia, Stefano De Martino, Linda Batista, Patrizia Pellegrino, la marchesa Daniela del Secco d'Aragona, Beppe Convertini, Giò Di Sarno, Alberto Laurenti, Antonio Zequila, Fanny Cadeo, Roberta Ammendola, Francesca Stajano, Roberta Beta, Antonella Salvucci, Daniele Bocciolini, Fabrizio Perrone, Emanuela Corsello, Asia Nuccitelli, Ilaria de Grenet, Silvan, Nicola Canonico, Maria Elena Fabi, Gabriella Sassone, Elena Aceto di Capriglia, Irene Bozzi, Conny Caracciolo, Roselyne Mirialachi, Stefania Corradetti, Rudy Zerbi, Savino Zaba, Federico Perrotta, Garrison e Jolanda Gurreri.

(Foto di Adriano Di Benedetto) 


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