Presidenziale francese: Auguri del Re del Marocco Mohammed VI a François Hollande dopo la sua elezione
Rabat, 06 maggio 2012
Presidenziale francese: Auguri del Re del Marocco Mohammed VI a François Hollande dopo la sua elezione
Il Re del Marocco Mohammed VI ha felicitato François Hollande, dopo la sua elezione domenica a Presidente di Francia augurando il “pieno successo” nella sua “nobile missione al servizio del popolo francese amico”.
In un lungo Messaggio di “calorose congratulazioni” reso pubblico a Rabat in Marocco, il Sovrano marocchino si è dichiarato “persuaso” che le relazioni privilegiate e singolari che legano i due paesi, Marocco e Francia, e il loro partenariato strategico eccezionale diventeranno sempre più forti.
La Francia è il primo partner economico del Regno in Africa.
“Tengo ad assicuraLe la mia ferma determinazione ad operare con Lei per enricchire questa relazione che tira la sua forza nel vigore senza cesso rinnovato dei legami secolari di amicizia e di considerazione reciproca tra i popoli, marocchino e francese”. Ha confermato il Re.
Il Re del Marocco che aveva ricevuto nel marzo scorso la Prima segretaria del Partito Socialista francese Martine Aubry, ha espresso tra l’altro, che i due paesi operano al rafforzamento della loro cooperazione in materia della lotta contro il terrorismo, l’oscurantismo, l’odio e l’intolleranza”.
La comunità marocchina in Francia conta di più di un milione di persone.
Secondo le testimonianze diffuse sabato dalla TV marocchina pubblica 2M, i marocchini residenti in Francia avevano espresso il loro augurio di vedere François Hollande vincere l’elezione presidenziale.
illuminati. Complotti, teorie, e quant’altro (elezioni comprese)
un flash sulle elezioni: Hollande sta vincendo e si apre una speranza per tutti se la Francia metterà di appiattirsi sui tedeschi; in Grecia é un gran casino perché i partiti europeisti (finalmente) prendono un colossale batosta ma l'elettorato non crea alternative valide e qui sarà dura che la Grecia faccia scelte alternative decise ma il caos non potrà che aumentare……. alle elezioni in Germania in alcuni laender la coalizione liberista della merkel viene punita anche se meno duramente di quanto sperassi; e domani da noi 9 mln di italiani avranno votato per le amministrative. Un dato emerge subito: l'astensionismo, infatti c'è un calo del 13.9% alle 13 mica da poco, ma non basta….. e domani vedremo i risultati ossia se seguiremo l'andamento delle altre elezioni europee o se preferiamo il nostro sport preferito, nasconderci……
E ORA IL POST
Continuando il filone iniziato lunedì scorso oggi passiamo a osservare un altro aspetto della teoria del complotto, ossia tutto ciò che si sa e si dice degli "Illuminati" e del conseguente, per alcuni, "Nuovo Ordine Mondiale" che dovrebbe scaturire quando la setta riuscirà a prendere il potere. Non sto qui a illustrare le stesse teorie perché le spiega esattamente wikipedia, quindi sarebbe una inutile ripetizione che la rende inutile all'economia del post (cliccate sopra e buona lettura); quel che mi preme sottolineare é come realtà storica (gli illuminati esistevano davvero fin dal 1776 e mai si é riuscito ad annientarli pur avendoci provato) e fantasia spesso si sovrappongono nell'immaginario comune rendendo potente la suggestione che ci allontana dalla realtà effettuale che spesso é diversa anche se non meno inquietante. Dalle letture che ho avuto modo di fare (ad esempio sul gruppo dei bilderberg, per fare giusto un nome) mi son convinto che élite ristrette cerchino di avere mani libere nello spingere i vari governi a propiziarne il potere é possibile, anzi gli darei quasi credito reale, ma da qui a pensare che queste stesse élite abbiano voglia di invischiarsi in un governo mondiale non ci credo, per un semplice motivo: se é vero che hanno in mano le leve monetarie dell'economia non hanno interesse a governare direttamente ma attraverso orgnanismi schermo (il FMI?), mentre i governi sono democraticamente eletti da tutti; quindi delle due l'una: o siamo tutti, ma proprio tutti, parte di un mondo del genere di matrix (…..) nel quale siamo immersi o, al limite, si esistono questi poteri non trasparenti, occulti, ma il loro impatto é minore di quanto si pensi proprio perché, pur se condizionabili, siamo in un certo grado liberi di sceglierci il nostro destino….. sia chiaro son convinto che un tentativo di uniformarci dal punto di vista economico, e di conseguenza scio-politico, ci sia ma non per i motivi che spesso vengono addotti ma molto, forse, più semplicemente per fattori di aumenti di profitti personali che portano multinazionali e finanzieri a cercare di forzare la mano: ciò potrebbe spiegare come mai sia le èlite finanziarie che quelle politiche, che spesso provengono dagli stessi ceti sociali, tendano a creare mercati comuni fra i vari paesi senza troppe regole e controlli; e potrebbe spiegare anche perché la UE sognata dai padri isa stata trasformata in "altro": quello che abbiamo sotto gli occhi oggi é solo l'inizio del processo di trasformazione (mentre ne è sicuramente la fine di quel sogno) che dovrebbe portareall'uniformizzazione dei due lati dell'atlantico per cominciare con il proprio epicentro, però, in Asia quindi il perno dell'economia mondiale guarda … alla Cina: perché se é vero che un pò alla volta ci stiamo disamorando alla democrazia, e ci spingono a farlo, é anche vero che queste élite degli affari temono il processo democratico molto di più di quanto temano un paese comunista come la Cina, anzi (e basta andare a vedere dove fanno profitti e quali accordi perseguono) propugnano, in cuor proprio, un "capitalismo di Stato" dove non ci sono eccessivi controlli né regole, e quale miglior condizione si ha se non in uno Stato come quello cinese? Se questo sia parte di una teoria del complotto non lo so enon credo lo sapremo mai: sicuramente sono affari e per essi ci son nostri simili, mio malgrado son tali, pronti a sfruttare qualunque occasione per farli … il problema da questo angolo é: siamo in grado di fermare il processo? Vogliamo davvero farlo visto che i soldi sono in grado di far fallire interi stati nel giro di una notte mettendo sul lastrico milioni di persone? si deve dire chele evidenza storiche vanno in favore dei popoli: laddove la gente si é ribellata all'impero del feticcio del mercato e del denaro, e pur volendoci spesso decenni, i danni lasciati dalla desertificazione dei rapacissimi padroni del vapore sono stati spesso minori di quei paesi laddove ci si é piegati ai voleri delle cosiddette "istituzioni internazionali" finanziarie e politiche (composte tutte da persone non elette democraticamente) che sono, in certi casi, diventati colonie di esse e i cittadini sempre più poveri.. non so se siamo di fronte a un governo mondiale, io non credo, ma di sicuro siamo di fronte a una élite transnazionale che ha un unico orizzonte, il proprio profitto e il conseguente potere che ne deriva: alcune decine di migliaia di persone che riescono decidere la sorte di miliardi di persone: un potere impersonale e lontano come vedete che sta riuscendo a fare i propri interessi perché trova terreno fertile nelle varie élite internazionali e perché ha compreso che per tenerci buoni é meglio investire nella finanza che nella produzione: meno rischi e meno problemi…..
MAROCCO INVIA AIUTI UMANITARI IN MALI
Il Marocco ha deciso di inviare aiuti umanitari in Mali, giovedì per alleviare le "sofferenze" dei profughi nel suo territorio, ha comunicato il ministero marocchino degli Affari Esteri
In conformità alle Alte Istruzioni di Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio L’assista, il Regno del Marocco continua ad inviare aiuti umanitari ai profughi maliani. Le iniziative marocchine si inseriscono nell’ambito della politica estera attiva che accorda una grande attenzione alle questioni africane.
Il Regno, conclude il comunicato, invita tutti i paesi fratelli ed amici a presentare il loro sostegno per permettere ai profughi di ritornare alle loro case e ai bambini di ritornare alle loro scuole in condizioni umanitarie adeguate. Questi iniziative rinforzano la stabilità e la sicurezza in Mali e in tutta la regione del Sahel in generale.
ci voleva report per aprire gli occhi?
Credo che ieri siano stati in tanti gli italiani che hanno visto il servizio di Report, stamane ad esempio sia in treno (dove gente che di solito parla di calcio e poc'altro) e in ufficio gli accenni e parte dei discorsi erano proprio ad essa dedicati, e qualche idea se la son fatta, spero. Eppure le cose che vi erano dette non erano affatto nuove, anzi verrebbe da dire "le solite cose" e buonanotte… ebbeno no, a mio parere, perché quelli che sono sul ponte di comando della finanza internazionale (a Report parlano della Trilaterale, ma in realtà quest'organismo é una "branch" di quel molto più importante organo del tutto privato che si chiama club "bilderberg" che il vero cervello di tutto… pensate che alcuni decenni fa in quel club si parlò di unificazione delle due sponde atlantiche dal punto di vista economico et voilà oggi dove siamo?) non sono cose nuove, qualche dato?
- le ricette sono le stesse che dal 1950 a oggi il FMI e la Banca Mondiale "prescrivono" ai paesi in via di sviluppo;
- l'idea di base é che, come dice in Report, la democrazia é un problema, qui da noi, per loro perché la gente si esprime con il voto e potrebbe rompere le uova nel paniere (leggi Argentina, Equador, Islanda per fare alcuni nomi) a chi già pregustava di rubare soldi pubblici per coprire le proprie perdite …. mentre diventa una bandiera verso quei paesi che non fanno entrare i capitali di rapina che sono autoritari e hanno il brutto vizio di avere alcune risorse fondamentali per l'economia di rapina .. leggi Libia, ad esempio, dove in poco tempo noi occidentali siamo "accorsi" in difesa dei ribelli … ribelli si fa per dire dato che almeno la metà dei loro capi sono ex del regime caduto, altri combattenti per la libertà?
- questa crisi non "é" la crisi del debito pubblico ma del capitale privato finanziarizzato che, come già accaduto altrove e in altri anni, prima specula poi preso con le mani nella marmellata e, temendo di perderla, strepita affinché la connivente classe poltica dei vari paesi ne protegga l'agire …. magari scaricando sui popoli i costi, come difatti sta già accadendo (e come già accaduto); il processo é definito dai critici privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite ma comunemente lo chiamiamo "liberismo".
- un altra idea forte é quella del "servizio" privato a posto di quello pubblico, inutile spiegare, vero? Ma quanti sanno che tutto fu scritto con la nascita del WTO e dei successivi Doha round? Lo Stato che rinuncia al sociale e il privato che se ne fa carico… e chi non é d'accordo viene emarginato, deriso, ecc. perché "conservatore"…..
- così come le banche e le altre istituzioni finanziarie hanno dovuto mutare target quando, grazie a Basilea 1 e 2, si è deciso che non dovessero più raccogliere e distribuire ma essere attori del mercato finanziario.
….. potrei continuare ancora a lungo perché la lista della "spesa" é lunghissima, almeno quanto la storia degli ultimi 60 anni!!!!!! C'é anche un altro aspetto: fior di storici, economisti, giornalisti ne hanno parlato eppure allora tutti ci siamo lanciati sul "TAV" appena partito del turbocapitalismo.. per andare a sbattere contro il muro, oggi: felici e gaudenti sia coloro che realmente ci hanno guadagnato sia coloro che si sono accontentati delle briciole e quest'ultimi sono la stragrande maggioranza; tutti inebriati dal vento della libertà sulla base dell'idea, del tutto falsa, che "mercato=democrazia" cui tutti abbiamo voluto credere, e quando dico tutti intendo proprio tutti: ivi compresi quelli che cirticavano il tumore sociale che ha provocato; quindi pure la sinistra, o considerata tale, che in moltissimi casi ne é diventata addirittura l'alfiere con suo grande orgoglio. Il "piano" ormai é diventato realtà però qualcosa non va: la teoria su cui si basa ha alcuni presupposti che sono si dei punti di forza ma presentano limiti enormi in caso di problemi, che guarda caso puntualmente si verificano. Questi punti di debolezza si basano tutti sul presupposto, puramente ideologico, che debba essere lo Stato a intevenire quando i nodi vengono al pettine e la crisi, inevitabile peraltro perché é il sistema stesso messo su dal liberismo che é intrinsecamente instabile, esplode. Naturalmente chi vi ha interesse fa gioco di squadra: media, politica, industria, banche, agenzie di rating tutti fanno la loro parte e tutti collaborano a fare la propria parte. La gente può essere indirizzata, dopata, condizionata .. tutto quello che si vuole ma alla fine si sveglia e lì comunque sorgono i problemi perché tutti ne pagano le conseguenze; più duro sarà l'atterraggio più dira sarà la reazione .. in realtà tutto ciò si poteva evitare se…. ma questa é un altra storia e sul latte versato non si piange.
per chi volesse documentarsi:
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film doc. The Corporation; Inside job; food inc.; le tre release di zeitgeist; Sick'O; capitalism a love story; e tanti altri…..
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saggi. Rifkin, la fine del lavoro; l'era dell'accesso; ecocidio; il sogno europeo; la terza rivuluzione industriale. Stiglitz, bancarotta; la golbalizzazione e i suoi oppositori. Klein nologo; shock economy. Latouche, l'invenzione dell'economia; Luttwak il libro delle libertà; Fukuyama america al bivio; Krugman, la coscienza di un liberal. Barber, consumati. Chomsky, lezioni di potere; Fini M. il vizio oscuro dell'occidente, la guerra democratica, Sudditi. Choussodovsky, guerra e globalizzazione. Hobsbawn, come cambiare il mondo. Edelman, costruire lo spettacolo della politica. Stiglitz-Sen-Fitoussi, la misura sbagliata delle nostre vite. Hessel, indignatevi. Loretta Napoleoni, contagio. Estulin, il club Bilderberg. A. Smith, la ricchezza delle nazioni.
… questi sono solo alcuni (cito solo quelli che ho) degli autori che, su opposti fronti, ne hanno parlato. Questa società ormai é finita; se vogliamo costruirne un altra non dobbiamo guardare certo alla Germania… e ai suoi moralismi di maniera che sanno di lana caprina e di pecunia non olet … se é il soldo tedesco (ma lo stesso potremmo dire della comunità finanziaria inglese, dove sono stati "inventati" i subprime, e a maggior ragione degli squali americani); ma piuttosto a quei paesi (e li cito più su) dove la gente ha aperto gli occhi e ha deciso di cambiare strada: sempre da report, ad esempio, ricorderete quelle fabbriche in Argentina, vero? Bé nel film-doc "the corporation" li vediamo in piena lotta per ottenere quanto chiedevano e di anni ne son passati: quindi non illudiamoci che con il voto subito si cambia, anzi credo che ci vorranno anni prima che se ne esca ma almeno avremo aiutato le prossime generazioni.
in Francia? vince, solo, la paura
Pur se i sondaggi danno in vantaggio Hollande non sembra ci sia un grande distacco fra i due principali contendenti: 1-2 punti di distacco in percentuale … nessuno dei due sembra superare (non tanto al primo turno, cosa quasi impossibile) quota 30 quindi a vincere é la ….. paura. A mio parere i francesi hanno pensato, riflettuto e hanno avuto paura: paura di cambiar strada completamente; paura di mandare subito a casa Sarkò; paura di svoltare verso la sinistra in maniera decisa .. particolarmente la nuova sinistra, non tanto Hollande il cui passaggio al ballottaggio, a meno di stravolgimenti, è praticamente sicuro ma é sempre un personaggio che rimane nel sistema, anzi ne é figlio: tecnocrate come Delors di certo non s'incamminerà sulla strada di un non riconoscimento della supremazia della finanza sulla politica, non sarà appiattito sulla Germania ma nemmeno se ne discosterà troppo: e, anzi, guardando i sondaggi nessuno dei due candidati principali al secondo turno riuscirà a vincere pur alleandosi con i perdenti e dovrà spostarsi al centro: quel centro numericamente minoritario ma sempre importante e che non vede di buon occhio qualunque cambiamento, pur non traumatico e ciò per i socialisti mentre per Sarkò importanti non solo saranno i voti centristi ma anche quelli dei razzisti della Le Pen e voglio proprio vedere come Sarkò riuscirà a conciliarli fra loro, la vedo dura. Come sempre, se mai ce n'era bisogno di dirlo negli ultimi 15 anni, la "paura" paga: in Francia …. come qui. Vedrete che, mentre alle amministrative ci potranno essere sorprese, alle prossime politiche a marzo 2013 (semperché non riusciranno a spostare la data in nome di qualche emergenza .. foss'anche il non essersi messi d'accordo sul sistema elettorale, quasi quasi ci sarebbe da augurarsi che quest'accordo non lo trovino se vogliamo esprimerci) anche da noi sarà questa la leva usata per spaventare quei 2,5 mln di nostri concittadini che, di solito, determinano la vittoria di uno o di un altro: il fattore, come altre volte, sarà possibilmente determinabile con la lettera "P" come paura; della crisi, del domani, dell'incertezza, e quant'altro. Non siamo diversi dai francesi e credo che, a meno di non augurarsi che il partito del non-voto raggiunga il 51%, le elezioni che ci attendono saranno, in termini "politichesi", interlocutorie ossia fra pd-l e pdl il primo supererà il secondo ma non avrà una maggioranza propria e dovrà allearsi e ciò non tanto perché aumenterà i propri voti quanto perché il suo clone populista ne perderà a iosa ma non tanti da determinarne la sparizione. Centro e Lega più o meno avranno un bilancio pari; chi rimane? Cosiddetta sinistra, IdV e Grillo: le due incognite vere. Ad oggi la prima sembra stabile, senz'infamia e senza lode; l'IdV sta scommettendo moltissimo sui movimenti e fagociterà molti voti del pd-l avendo una qualche progressione ma senza sorprese…. rimane Beppe Grillo, lui si che sarà la sopresa ma non quella sorpresa che oggi profetizzano i sondaggi: la gente, all'ultimo minuto, ci penserà su e cambierà; personalmente lo darei al 5%, non certo al 7%; tutto perché da ora ad allora il fattore "P" lavorerà sottotraccia come un tarlo e danneggerà M5S; e non poco per giunta…. se si voleva una dimostrazione di quanto il multitasking politico-mediatico pesi sulle decisioni degli elettori lo abbiamo ora sotto gli occhi in Francia e domani, fatte le dovute proporzioni, in Italia: siamo condizionabili facilmente, ed é meglio che ci facciamo la bocca; non ci saranno sorprese!!!!! Non si vedranno "cosacchi" a Roma ma nemmeno ci sarà il necessario ricambio del ceto dirigente che io e altri si auspica….
come volevasi dimostrare, ci danno i 30 giorni .. CI ESODANO
Noi, cittadini, rialziamo la testa? Non c'è problema: al governo e all'establishment che lo sotiene subito arrivano in soccorso le truppe cammellate dei mercati. Morgan Stanley e le altre banche americane, i padroni veri dell'economia a cui dobbiamo obbedienza, con la Germania a farci da agente di custodia per somigliare come modello sociale ed economico a quello americano, arrivano e mandano segnali …… stanno scommettendo sul nostro fallimento. Come? Vendendo i CDS (credit default swap) danno il segnale ai mercati … no diciamolo meglio: siamo immersi in una vasca piena di pescecani da cui ci separano solo leggere paratie trasparenti, ok? Bene Morgan Stanley hanno dato il segnale di togliere quelle paratie se … il governo Monti non può fare il lavoro per cui è stato chiamato, ossia salvaguardare i loro interessi. E' lo stesso ricatto che oggi stanno facendo ai francesi se voteranno Hollande e la sinistra; così come ora come ora stanno qui facendo il tifo non per Obama ma per Romney perché sanno che Obama può far cambiare rotta agli usa e farla un pò assomigliare a quell'europa che qui stanno distruggendo!! Nei decreti che stanno ora approvando il governo, e chi lo sostiene, stanno pensando a una nuova IMU per finanziare i Comuni, come dire benzina sul fuoco: da essa come sempre saranno esclusi enti ecclesiastici, banche, assicurazioni, partiti, sindacati, ecc. Ora secondo voi cosa accade se faciamo casino e allae amministrative, e poi alle politiche, diamo un chiaro segnale a costoro dicendogli di levarsi dalle scatole? Accade quello che abbiamo ora sotto gli occhi: da un lato la finanza ci fa fallire dall'altro la (anti)politica che ora soggiorna a nostre spese in parlamento ci terrorizza per farci rientrare nei ranghi del parco buoi….. ecco perché nei due precedenti post ponevo la mia attenzione su alcuni aspetti che hanno un pesupposto unico: vogliamo cambiare o no? Vogliamo uscire dall'euro o no? Qualsiasi cosa vogliamo fare e decidere di fare la dobbiamo fare in fretta e senza tornare indietro…. pensateci.


