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Flavio Cattaneo: Authority Energia al via consultazione su piano di sviluppo rete 2012

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Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo: l’Autorità per l’energia avvia la prima consultazione a livello nazionale sul Piano 2012 di sviluppo decennale della rete elettrica del gruppo energetico.

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha pubblicato in data odierna sul proprio sito internet il documento del Piano decennale di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2012, già disponibile sul sito internet di Terna dal 21 marzo 2012, e le modalità di partecipazione alla consultazione indetta dalla stessa Autorità, come previsto dalla deliberazione n.102/2012.

Come previsto dalla medesima deliberazione, l’Autorità organizzerà due sessioni pubbliche per la presentazione del Piano ai soggetti interessati da parte di Terna.

Al fine di rendere maggiormente efficaci detti incontri, i soggetti interessati sono invitati ad anticipare entro il 4 giugno 2012- all'indirizzo di posta elettronica consultazione_pds2012@terna.it, tramite apposito format (Quesiti_PdS_2012.xls) ed in numero massimo di due per ciascun soggetto – i quesiti che intenderanno formulare.

La consultazione organizzata dall’Autorità integra i processi di condivisione del Piano decennale di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale già in essere da tempo; in particolare:

• il Piano di Sviluppo 2012 è stato trasmesso ufficialmente in data 31 gennaio 2012 alle Autorità competenti;

• i criteri generali e gli scenari di sviluppo della rete alla base del Piano di Sviluppo sono illustrati al Comitato di Consultazione degli utenti, istituito ai sensi del DPCM 11 maggio 2004, comprendente i rappresentanti delle principali categorie di utenti della Rete;

• ai sensi del Dlgs 152/06, il Piano di Sviluppo è sottoposto alla procedura valutazione ambientale strategica (VAS) che prevede una apposita fase di consultazione pubblica.

FONTE: Terna


vivere sulle debolezze……

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ESPRIMO TUTTA LA MIA CONDANNA PER IL VILE ATTO CON IL QUALE UN DIRIGENTE DELL'ANSALDO NUCLEARE E' STATO GAMBIZZATO, SENZA SE E SENZA MA.

IN UN MOMENTO COME QUESTO TROVO QUANTOMENO STRANO CHE ESPLODANO FENOMENI DEL GENERE: QUALCUNO SOFFIA SUL FUOCO PER DISTOGLIERE I CITTADINI DAI REALI PROBLEMI CHE HANNO DI FRONTE E CREARE LE CONDIZIONI PER UNA NUOVA STRATEGIA DELLA TENSIONE CHE BLOCCHI, ANCORA UNA VOLTA IN QUESTO PAESE, L'EMERGERE DI NUOVE FORZE SOCIALI CHE NON PERSEGUONO GLI INTERESSI DEI POCHI MA DEI MOLTI……

COME NON FARE CASO ALL'ASSOLUTA TEMPESTIVITA' DEL VILE ATTO CON L'ESITO DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE E COGLIERE IL PARALLELO CON GLI ANNI DI PIOMBO E QUELLI CHE LI HANNO IMMEDIATAMENTE PRECEDUTI E CHE VEDONO POTERI TRASVERSALI INFILTRARE PESANTEMENTE LE FASCE ESTREME EXTRAPARLAMENTARI PER FARNE CAPRI ESPIATORI MENTRE "ALTRI" METTEVANO IN PRATICA IL "SECONDO LIVELLO" DIETRO CUI NASCONDERSI, GRAZIE A UTILI IDIOTI, PER PROGETTARE ATTENTATI, ASSASSINI, ECC.?

STO LEGGENDO I SEGRETI DI PIAZZA FONTANA DI CUCCHIARELLI E NON HO POTUTO NON NOTARE I PARALLELI: MI ASPETTO UN ESCALATION, SAPREMO FARVI FRONTE SENZA RINUNCIARE ALL'ATTUALE NOSTRA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA CUI CI HANNO COSTRETTO DECENNI DI LIBERISMO IN SALSA ITALIANA?

CHI FINO ALL'ALTRO IERI HA INNEGGGIATO AL "NUOVO ORDINE MONDIALE" DA CREARE, OGGI E' QUANTOMENO SOSPETTO DATO CHE NESSUNO CREDE COSTUI SI METTA DA PARTE VOLONTARIAMENTE PER PAGARE IL DAZIO DI AVER PROVOCATO LA ATTUALE SITUAZIONE……

TUTTI SPERAVAMO CHE QUEI PERIODI FOSSERO ALLE NOSTRE SPALLE: NON E' COSI'….

NERVI SALDI E VIGILIAMO.

… mentre Monti, non so quanto involontariamente trova il modo di tenere sotto schiaffo il pdl  imputandogli, in quanto partito che sosteneva il precedente governo (non senza qualche ragione in merito anche se la lunga lista delle cause risale fino alle banche che nel 2007 pensarono bene di scaricare sui governi il costo delle loro avventure finanziarie con cui avevano alimentato le varie bolle fin dal 2001), mentre il pd-l é già sotto schiaffo, altri, leggi Fornero, fa i fatti: l'unico decreto pronto é ……. quello dei 65 mila originari: e gli altri 240 mila? Con queste parole "mi prendo tutta l'impopolarita' di un provvedimento impopolare", durante l'incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl e ancora "Il vincolo risorse – ha aggiunto – non puo' essere messo in discussione, per quelli che sono fuori dal decreto si vedra". Dubbi che fin dall'inizio non avesse in mente come soluziuone ESATTAMENTE QUESTO? E le cosiddette organizzazioni sindacali NON SAPEVANO NULA, O ALMENO NON IMMAGINAVANO questo esito? CGIL: il decreto NON va bene perché "crea disparità; CISL: "SU ESODATI SITUAZIONE COMPLICATA"; UIL, SU ESODATI, RESTANO APERTI MOLTI PROBLEMI; e perfino la UGL si fa viva:  COSI' DECRETO E' TOTALMENTE INIQUO. Un pò poco mi pare. Insomma, due son le cose: o sapevano fin dll'inizio che finiva così ma son stati al gioco temporeggiando e cercando di strappare il più possibile senza arrivare mai a una vera rottura perché gli ordini di scuderia (fin dagli alti colli) erano di non "strappare" oppure NON CONTANO NULLA, e millantano un credito che non hanno.. quindi perché continuare a pagare loro la retta mensile? Per anni son stato sindacalista e quell'ambiente lo conosco bene: qualche decennio fa ci sarebbero state altre pressioni e iniziative, se ora non ci sono perché in realtà sanno benissimo che "é una partita persa" ma non possono perderci la faccia….. in questo modo se ancora avete dubbi sul tasso di "germanizzione" di questo governo e da che parte sta (e da che parte stanno chi li appoggia in parlamento e sui media) ….. ora spero siano passati, definitivamente.


S.M. Il Re del Marocco, Mohammed VI, lancia il cantiere strategico della riforma della Giustizia

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Riforma di Giustizia in Marocco

S.M. Il Re del Marocco, Mohammed VI, lancia il cantiere strategico della riforma della Giustizia

La sua Maestà il Re del Marocco Mohammed VI ha lanciato, martedì 8 maggio 2012, il cantiere strategico dell’aggiornamento della Giustizia, in occasione dell'installazione dell'Alta Istanza del dialogo nazionale sulla riforma di questo settore.
La riforma della giustizia raffigura tra i grandi progetti iniziati dal Sovrano per completare l'arsenale delle riforme politiche, economiche e sociali e mettere il Marocco, in modo irreversibile, sulla via della modernità e del progresso.
Queste riforme, senza precedente, salutate dall'insieme della comunità internazionale, sono culminate con la revisione della Costituzione, approvata, nel luglio scorso dal popolo marocchino, e che ha consacrato il referenziale universale dei diritti dell'uomo e delle libertà collettive ed individuali.
Dopo le riforme di parecchi settori importanti, condotte durante l'ultimo decennio, l’aggiornamento del sistema giudiziale appare oggi come una necessità imperiosa per la concretizzazione di dispositivi della nuova Costituzione e del consolidamento della supremazia della legge e dello Stato dei diritti.
I contorni di questa riforma sono stati tracciati da S.M. il Re nel Discorso Reale indirizzato alla Nazione nel 2009 all’occasione 56 dell’anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo in cui il Sovrano ha rievocato la riforma "globale e profonda" della giustizia, in modo da permettere al Marocco di entrare pienamente nella modernità istituzionale e di realizzare gli obiettivi di progresso e di sviluppo. Da sottolineare che da quando è salito al trono , il Re ha messo in centro la riforma della giustizia con una visione innovante in rottura con le accumulazioni negative di approcci unilaterali e parziali.
Per far riuscire questo progetto è stata attivata la via consultativa e partecipativa e di non limitarsi solo al settore giudiziale ma sull’insieme del sistema della Giustizia.
Così, l'Alta istanza del dialogo nazionale sulla riforma della Giustizia offre lo strumento privilegiato per l’avvio di questa ristrutturazione, essendo aperta sul suo ambiente e su tutti gli attori, in vista di arricchire il dibattito su questa opera strategica per tutta la Nazione marocchina.
Si tratta, come l'aveva sottolineato S.M. il Re, di una cornice istituzionale di riflessione e di scambio di savoir-faire, sulle questioni della giustizia, e tutto ciò, nel rispetto delle prerogative delle istituzioni costituzionali, dell'indipendenza del potere giudiziale e delle attribuzioni delle autorità pubbliche. 
Infatti, la giustizia rappresenta la via maestra verso la concretizzazione dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e costituisci allo stesso tempo il ricorso ed il pegno dell'equità, come fattore di consolidamento della stabilità sociale.
Per la condotta di questo processo, S.M. il Re aveva definito allora una “feuille de route” chiara per raggiungere una riforma che rispetta gli impegni internazionali del Marocco così come le sue costanti, in primo luogo la Commanderie dei credenti che fa dal Sovrano il garante dell'indipendenza del potere giudiziale. E per consolidare la fiducia dei cittadini in una giustizia efficiente ed equa e di rinforzare la credibilità. Il Sovrano aveva invitato il governo ad elaborare un piano di riforma "globale e profonda", in modo da consolidare le garanzie dell'indipendenza, di aggiornare le strutture e le risorse umane e di assicurare l'ancoraggio delle regole di moralizzazione  della giustizia.
Considerando il ruolo strategico del Consiglio superiore della Magistratura in questo cantiere di riforma, importa di rivedere e di consolidare le attribuzioni di questa istituzione nei campi particolarmente della gestione della carriera dei magistrati e del modo di elezione dei suoi membri. È lo stesso per la revisione dello statuto della magistratura nel senso di una professionalizzazione aumentata e per un'imparzialità più elevata, attraverso particolarmente la revisione del Codice penale e del Codice di procedura penale. 
Altro cantiere di grande importanza in questo processo globale di riforma, è l’aggiornamento delle strutture giudiziali ed amministrative tramite una nuova gouvernance dell'amministrazione centrale del ministero della Giustizia e dei tribunali, e di un'organizzazione giudiziale razionalizzata.
E siccome la riforma della giustizia è un cantiere arduo e di lungo respiro, richiede una mobilitazione generale, non solo in seno alla famiglia della magistratura, ma anche tra le istituzioni e le forze vive del paese, in cui è confermata l’attenzione del Sovrano di associare un gran numero di attori a questo cantiere di ogni bordo per condurre bene il dialogo nazionale lanciato questo martedì.
Questo dialogo che procede di un passo largamente inclusivo, dovrebbe concludersi all'organizzazione di istituzioni nazionali e l'elaborazione di proposte di riforme legate particolarmente all'indipendenza della Giustizia, all’aggiornamento delle risorse umane, alle professioni giudiziali, all'efficienza giudiziale, all'accesso alla giustizia ed all'ammodernamento dell'amministrazione giudiziale.
L’attuale cantieri di riforma di Giustizia in Marocco trascendi le considerazioni politiche partitiche. Instaura un quadro di dialogo concertato e costruttivo che associa tutte le sensibilità. Argomenta il settore nella sua totalità e porta una risposta attrezzata ai suoi differenti rami: legislativo, amministrativo, sociale, associativo, economico, professionale …. costituisce una leva di progresso e di evoluzione di diversi cantieri del paese come la moralizzazione, progresso economico, cittadinanza, libertà e diritti dell'uomo …  è, infine, lancia un segnale all'estero, particolarmente agli investitori potenziali, per riaffermare la volontà dello Stato marocchino di andare lontano in queste riforme.


Gian Guido Folloni parla di Azienda Italia su Il Comunicatore Italiano

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Chi ripara l’Azienda Italia? Dove sono le nuove leve? Quali sono le qualità che il Paese ha smarrito e cerca ora di recuperare? Il punto di Gian Guido Folloni, presidente Isiamed e co-fondatore del blog indipendente Il Comunicatore Italiano.

Dove sono le nuove leve? Dove la nuova classe dirigente? Dove i quarantenni e i cinquantenni? Quando dopo gli anni dell’era Bush prese in mano gli Stati Uniti d’America (anche quella una nazione che stava rotolando verso la crisi), Barak Obama aveva 47 anni.

Una generazione politica è passata al vaglio della responsabilità e ha dovuto lasciare il timone ai padri, se non ai nonni. Pura aritmetica: il Ministro Giarda potrebbe essere giovane nonno della Ministra Carfagna.

I dati anagrafici non lasciano dubbi. Silvio Berlusconi diviene primo ministro a 58 anni. Nemmeno tanto giovane, anche se poi vorrà mostrare di sapersi conservare tale. Ma tanti quarantenni e cinquantenni arrivano, in quegli anni, ai più alti posti di governo. Tremonti diviene ministro a 47 anni, Calderoli a 48, Giovanardi a 51, Castelli a 55, Brambilla a 42, Gelmini a 35, Carfagna a soli 32anni.

Perché in Italia i quarantenni e i cinquantenni non hanno funzionato? La loro irruzione sulla scena politica occupa gli anni novanta e il primo decennio del nuovo secolo e dura oltre 15 anni. Un tempo non breve, lo stesso che dal 1946 al 1961 portò il nostro Paese dalle macerie della Seconda guerra mondiale agli anni del Boom economico. Per questo l’interrogativo è legittimo. Forse un poco impietoso.

Oggi, tecnici o politici che dirli si voglia, al capezzale dell’Italia ammalata grave sono arrivati uomini carichi d’anni e d’esperienza. I ministri chiamati a riparare ai guasti del Paese che la cosiddetta seconda Repubblica non ha saputo mantenere in rotta di navigazione sono come minimo over sessanta e spesso over settanta. Poche le eccezioni. Monti di anni ne ha 69, Di Paola 68, Cancellieri 69, Gnudi 74, Giarda 76, Clini 65, Ornaghi e Fornero 64. Ci sono anche i cinquantenni, ma dai 57 (Patroni Griffi e Balduzzi) in su. Né si può ignorare che il Presidente Napolitano, iniziatore di tutta la fase di rimessa sui binari della nazione, di anni ne ha ottantasette.

Pare quasi che all’Italia – potremmo a questo punto dire all’Azienda Italia – sia successo quel che tante volte è accaduto nelle imprese di famiglia. Il padre fonda l’Azienda. Organizza la produzione. La gestisce, la porta all’onore del mondo. Affronta i travagli e le traversie che sempre accompagnano le cose umane. Poi, quando il naturale volgere degli anni chiama la generazione successiva alla responsabilità, accade – quanti gli esempi che qui non si citano stanno delle cronache delle imprese (non solo italiane in questo caso) – che l’Azienda va in affanno.

Non subito, anzi. Al primo impatto l’Azienda annuncia che la nuova linfa darà certo più lustro, e perseguirà nuovi traguardi. Ma, alle traversie del tempo nuovo, qualcosa non quadra. L’Azienda arranca, ristagna, si sta per arenare. Buon per la famiglia, in quei casi, se il padre si rimette in tolda, rimedia, raddrizza la spesa, commisura i progetti alle forze reali, fissa i nuovi traguardi possibili, ridà concretezza e gambe.

Come Azienda Italia siamo qui? E’ successo davvero questo? Se così fosse, quali sono le qualità che il Paese ha smarrito nell’era gestita dai quarantenni e cerca ora di recuperare? Se provassimo a scoprirle, a dare loro un nome – non sono un dato contabile – avremmo fatto molto di più di tre manovre finanziarie.

Avremmo trovato una più seria piattaforma per lasciare la mala politica senza cadere nella padella dell’antipolitica. Che è come quando i rampolli anziché capire cosa faceva il bene dell’Azienda, s’azzuffano e si beccano. Come i capponi di Renzo.

FONTE: Il Comunicatore Italiano


ode … ai sepolcri imbiancati ..

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"Essi furono siccome immobili, dato il mortal sospiro stettero le spoglie immemori orbi di tanto spiro" …. da l'idea di quanto accaduto ieri in giro per l'europa (Italia compresa)? Non é completamente farina del mio sacco, ma la parte iniziale l'ho, liberamente, presa dal principio di un articolo del fatto quotidiano del 8/5/2012 a firma di F. D'Esposito. Ma  la rende benissimo l'idea di quanto siano cambiate le sensibilità degli italiani e degli altri popoli europei chiamati a dire la loro. Sia chiaro che non c'è stata nessuna rivoluziona ma solo un colpetto duro, ma sempre colpetto é: il bello che l'hanno accusato, eccome. A partire dalla Chiesa che sta sempre più, in maniera evidente, "scendendo in campo" in favore dello status quo, senza molto successo; per finire al Capo dello Stato che, non si sa perché, sta attaccando il M5S ….. perché tutto ciò avviene? Un movimento di "dilettanti" perché fa tanta paura? E perché pezzi da 90 si prendono la briga di scendere lo scranno ufficiale per dare addosso ai grillini? le risposte possono essere tante, ma io ne propongo una sola: hanno paura; paura che crolli il loro mondo; paura che il sistema così faticosamente costruito sul feticcio dei mercati possa crollare facendo cadere non solo le posizioni così faticosamente conquistate ma anche che lo schermo costruito davanti ai cittadini (uno schermo fatto di paura e sospetto) possa cadere facendogli vedere la verità ossia che tutto quello in cui, finora, hanno creduto erano …. fumo; no diciamolo meglio: erano semplicemente come andare da un dottore e farsi fare "una" prescrizione senza essersi fatti visitare accuratamente ma solo sulla base di supposizioni sulla malattia, o presunta tale, che si ha: voi lo fareste? No, naturalmente e perché allora dovremmo accettare a scatola chiusa una "prescrizione" scritta circa 200 anni fa che "presupponeva" che la "somma degli interessi particolari fanno, sempre, l'interesse collettivo? Non sono un grillino ma cominciano a suonarmi in testa tutta una serie di allarmi… sembra quasi che, nell'ansia di allontanarmi dal "cattivo" Grillo e dal M5S, si siano fatti prendere dal panico e, anziché fare fumo senz'arrosto, abbiano acceso le ventole per toglierlo quel fumo…. facendo chiarezza dove vorrebbero buio, nebbia e oscurità: forse dovremmo ringraziarli, vero? Come faranno a fare le riforme ora? Come faranno ora la riforma del sistema elettorale ora che hanno scoperto che non c'è sistema elettorale che possa femare l'onda, anzi visto che anche questo pessimo sistema elettorale non li aiuta quale sarebbe il sistema buono, quello che hanno inventato sul …. V° sistema solare di Andromeda?


Elezioni .. cos’é accaduto?

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Allora, vi va di fare due considerazioni?

Partiamo dall'Europa.

  1. Francia: vince Hollande; i "riformisti" europei ricominciano a respirare soprattutto perché i mercati, chi conta davvero, ha già digerito la vittoria e anzi non si sono mossi quasi… e questo é sospetto, vero? Forse perché sanno che prima del voto si fregano i rivali e dopo di esse gli elettori (ossia di quelli che credono alle balle)? Vedremo se sarà così… ma in questo paese la novità é un altra: la cosiddetta "blu marine", la destra lepenista, avanza, e di molto, e dichiaratamente non ha come nemico la, sempre cosiddetta, sinistra ma la destra moderata avendone ben donde perché sono i veri loro nemici; d'altro canto non poteva essere altrimenti dato che mira a creare un unica destra. vincono anche perché sono stati, e va riconosciuto, gli unici che non hanno fatto salamelecchi e hanno detto chiaro chiaro quali sono i loro obiettivi, chi sono i loro avversari e cosa vogliono fare una volta arrivati dalla porta principale in Parlamento, anche perché sanno che il vero voto dei francesi non é stato pro-Hollande ma contro Sarkozy o meglio "MERKOZY"; a buon intenditor ………
  2. Germania: bè cara kiap*** (…..) stavolta la campana suona davvero e non certo a festa per il tuo schieramento; stesso in casa tua il voto ti penalizza e non poco (registro anche qui un ottimo risultato del partito pirata, ed era anche ora che lì sangue fresco arrivasse alla luce del sole).. ormai ti rimane "solo" il montismo italiano, peraltro ormai marginale (i conservatori inglesi son troppo presi dagli scandali in casa propria) rispetto al vero centro del potere, e poc'altro … tutti gli altri son caduti uno ad uno e ora ti trovi da sola: o molli e vai alle elezioni pure in casa tua … o tieni duro e ti rinchiudi nel fortino della bundesbank, e suoi accoliti europei, ben sapendo che la frittata é fatta e che la gente, a tutte le latitudini, non si lascia schiacciare a vita ma, prima o poi, si ribella e, se può, fa sfraceli…. per ora, appunto, con il voto sennò …. ormai non ci sono molti margini: o accetti le proposte fatte o vai a casa: in ogni caso la tua "UE" sta andando a farsi benedire e il modello che stavi costruendo anch'esso rischia di andare a farsi benedire. Credo che Obama, suo malgrado, abbia bisogno di tutto tranne che una UE "ostile".
  3. Grecia: questo paese é il vero snodo, qui si decidono le sorti della UE in versione liberista. Naturalmente questo é un mio parere criticabilissimo, mica sono un think maker o un sondaggista ma il mio parere é esattamente questo: la Grecia sarà la tomba o la rinascita della UE perché: qui l'attacco liberista é stato fortissimo e duro; qui i politici, di entrambi i maggiori partiti "europeisti", hanno avuto una sonorissima mazzata dagli elettori dopo che hanno supinamente accettato qualunque cosa arrivasse dalla stessa UE (ma pure  dal FMI e simili); l'unico vero problema qui è la estrema frammentazione del quadro politico, in particolare a sinistra….. non avendo punti in comune sono divisi (eppure messi insieme potrebbero governare); i "nostalgici" dei colonnelli (e di altro di meno amato dagli stessi greci) di "alba dorata" (con annesso simbolo richiamantesi a qualcosa che tutti speravamo di aver dimenticato) sono essi la vera novità di queste elezioni… e con essi bisognerà fare i conti; a proposito "l'incaricato" ha già rimesso il mandato affidatogli di "fare" un giro per vedere di metter su uno straccio di governo quindi, non potendo trovare un accordo i veri vincitori, probabilmente si tornerà a votare…. e altre vene cominceranno a tremare fra Berlino e New York….

….. e ora veniamo a noi. Qui c'é UN UNICO E SOLO VERO VINCITORE: GRILLO E IL SUO M5S, tutto il resto é fuffa (pensateci un attimo su perché in Islanda il vertice del movimento che ha rivoltato il paese contro la locale casta politico-affaristica é … cantante di cabaret). Sul sito del ministero dell'interno ci sono i risultati work in progress; in tv e sui giornali troverete tutte le analisi e controanalisi che volete, fino alla noia: ma in realtà se ci riflettete davvero nessuno metterà in reale risalto il dato con cui ho aperto la parte italiana del post ossia che c'é un solo vero vincitore e tutti gli altri al massimo tengono … SOLO: o attraverso gli spostamenti di voti da un partito all'altro; o gli astensionismi incrociati; o vincono a stento con alleanze spurie come ha fatto il pd-l (folle è la lotta fratricida a Palermo per esempio… ma lì il dato é anche un altro ossia che i mafiosi in carcere, non hanno votato …… significherà qualcosa, mi chiedo?); o franando in malo modo fino a sparire come il pdl (e la lega tranne che a verona). Credo, però, che quasi quasi l'amato capo (che oggi sta per avere un graditissimo regalo ossia, con leggina apposita, di poter scegliere a chi lasciare il proprio impero dei suoi figli senza "orpelli" garantisti o familistici…la Severino la chiama "riforma" del diritto di successione), che é in russia - con l'amicone e sincero democratico Putin - se lo augurasse potendo così passare alla fase 2, ossia appoggio esterno al governo e ennesimo nuovo partito per riorganizzare le proprie file nella speranza che la proverbiale "smemoratezza" degli italiani faccia il suo lavoro ….. quindi più o meno a ottobre si va a votare, più o meno.

Il vero problema é il perno delle future elezioni: il sistema elettorale. Ora avranno paura é il loro primo obiettivo sarà quello di depotenziare Grillo e la, crescente, protesta sociale; la paura che hanno ora sarà tanta e quindi vedrete che l'accordo lo troveranno di sicuro e, praticamente, sarà mirato sul M5S.

Da oggi siamo un pò meno liberisti e un pò più antipolitici, nel senso proprio del termine, rispetto all'attuale regime ….. se lo fossimo un pò di più, saremmo in pochi anni fuori dai guai.


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