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Donazione senza Notaio

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Nel corso di Escapologia fiscale tanti segreti aiutano a risparmiare sulle tasse da versare, ma nel blog è stato pubblicato un articolo che consente a chiunque e non solo ai contribuenti, di risparmiare soldi. milioni di cittadini italiani infatti, almeno una volta nella propria vita si trovano a dover pagare la parcella notarile per via di una successione ereditaria. Spesso la strada per eludere le tasse da pagare sulle successioni è la stipula di un Atto notorio di donazione, cosa che se da un lato fa risparmiare soldi sulle tasse, è gravata da altri costi come la parcella del Notaio. Esiste un modo secondo Escapologia Fiscale, di riuscire a fare una donazione senza Notaio.

Il modo che hai per risparmiare molti soldi che altrimenti verrebbero impiegati in Tasse e parcella Notarile, non è né un metodo che elude il Fisco e né può essere considerato borderline. È semplicemente un metodo perfettamente lecito, perché consentito dalla normativa, che ti consente di risparmiare un bel po’ di soldi.

Il metodo per pagare meno tasse donando un bene è quello di fare ricorso all’USUCAPIONE.

 

Perchè l'Usucapione consente di evitare l'atto di donazione dal Notaio?

 

Le persone possono acquisire una proprietà in tanti modi, uno di questi è l'usucapione. Si riesce a diventare proprietario di un bene attraverso l'usucapione esercitando un diritto su di esso e dimostrando l'uso esclusivo ed effettivo del bene in oggetto per un periodo di tempo prolungato senza alcuna opposizione del leggittimo proprietario.

E’ sorprendente quanto sia semplice donare un bene ad un’altra persona senza pagare il Notaio sfruttando l’usucapione. Grazie alle vigenti normative in materia di passaggi di proprietà, l’usucapione può essere eseguita anche con l’ausilio di un mediatore.

 

In pratica…

Grazie all’opera mediatoria, entrambe le parti (donante e beneficiario) possono dichiarare in modo congiunto che il bene è stato in reale godimento del beneficiario per un periodo di oltre 20 anni. Ad avallare questo meccanismo saranno le prove che il beneficiario dovrà mostrare al mediatore di aver effettivamente goduto di quel bene.


Chiudere un Conto Corrente

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Le motivazioni che portano a chiudere un conto corrente bancario possono essere diverse, molto spesso lo si fa perché le spese sono troppe e di questo periodo si cerca di risparmiare. A volte semplicemente si sceglie di chiudere un conto corrente optando per una soluzione più semplice ed economica per la gestione dei risparmi. L’operazione di chiusura di conto corrente è semplice anche se richiede attenzione per alcuni particolari per non incappare in problemi e quindi andremo a vedere cosa fare e cosa no nell’eventualità che abbiate la necessità di chiudere il vostro conto corrente bancario.

Cosa fare per chiudere il conto corrente

Prima di chiudere un conto corrente bancario dovete sapere che sarà possibile procedere alla chiusura senza avere spese, ovviamente ricordate che il conto non dovrà essere in rosso, nel caso risultasse in rosso dovrete prima della chiusura effettuare un versamento che andrà a coprire le spese, o la parte delle spese fino a quel momento e gli eventuali interessi passivi. Se invece il vostro conto risulta con un saldo attivo, potete procedere subito alla richiesta di chiusura, se avete deciso di chiudere il conto per aprirne uno nuovo cambiando istituto, vi consigliamo di aprire prima il conto nuovo. Sia che voi dovete chiudere un conto corrente per aprirene uno nuovo si che voi vogliate cessare il rapporto con quella banca senza affidarvi altrove, dovrete fare la richiesta di chiusura, in forma scritta e inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno.  Nella raccomandata non dimenticate di indicare tutti i dati identificativi del conto, se il conto è cointestato e a firma congiunta la lettera di richiesta per chiudere il conto corrente bancario andrà firmata da tutti i cointestatari, nel caso di firme disgiunte basterà la firma di uno solo degli intestatari. La richiesta andrà spedita all’indirizzo dell’agenzia presso cui il conto è stato aperto.

Chiudere vecchio conto ed aprirne uno nuovo

Nel caso in cui avete deciso di aprire un nuovo conto corrente per chiudere quello vecchio la procedura rimane pressochè invariata, risultando per voi però molto più semplice, vi basterà aprire il conto corrente nuovo e chiedere alla nuova banca di occuparsi della chiusura. Per questo servizio non dovete pagare nessuna spesa supplementare, vi basterà firmare i moduli di richiesta e la nuova banca provvederà a chiudere il vecchio conto e trasferire eventuali utenze nel conto nuovo.

Cose da sapere

Come abbiamo visto l’operazione sia che vogliate procedere da voi, sia che vogliate avvalervi dell’aiuto di un nuovo istituto di credito è semplice. Vi ricordiamo che se avete carte di credito, bancomat o assegni questi andranno restituiti alla chiusura assicuratevi in questo caso di avere una dichiarazione che attesta di aver restituito tutto all’atto della richiesta, quindi recatevi in filiale la raccomandata potrete eventualmente farla a mano, facendo apporre il timbro e la firma per ricevuta da parte della banca su una copia che resterà a voi. Vi basterà seguire questi piccoli accorgimenti per non incappare in problemi, soprattutto se decidete di passare a un altro istituto il consiglio è quello di lasciare che sia la nuova banca di occuparsi di tutto per evitare che voi dimentichiate di fare qualche comunicazione che potrebbe portar ritardi o problemi magari con utenze o pagamenti ricorrenti.

 

 


Marchionne: “Gubitosi ci mancherà”

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 TORINO - Dalla Fiat a Wind: è quello che ha fatto il direttore finanziario del Lingotto, che ha annunciato la sua intenzione di asciare il Gruppo Fiat dal prossimo 31 luglio. "Luigi Gubitosi – è il commento dell'amministratore delegato Sergio Marchionne – ha dato un importante contributo allo sviluppo del Gruppo per quasi vent'anni, ci mancherà. Capiamo la sia decisione per garnde opportunità che gli è stata offerta e per il suo desiderio di stare vicino alla famiglia. Lo ringraziamo per la dedizione alla Fiat e in modo particolare per il suo lavoro degli ultimi mesi dedicato a dotare il Gruppo di una solida struttura finanziaria. Gli facciamo i migliori auguri per il futuro". "La funzione finanziaria – ha aggiunto Marchionne – fino all'annuncio del piano di successione del direttore finanziario previsto nelle prossime settimane, sarà gestita da Maurizio Francescatti e da Alessandro Baldi".


Alitalia: Gubitosi piace al governo

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MILANO (MF-DJ) – Automobili, telefonini, tv di Stato. Mancavano ancora gli aerei nel curriculum del 56enne Luigi Gubitosi, ormai lanciato verso la cloche dell'Alitalia. Napoletano, 56 anni, manager di lungo corso con fama di risanatore, uomo di numeri e strategie appassionato degli scacchi, Gubitosi e' diventato in pochi giorni "quello giusto" secondo gli azionisti italiani della compagnia (51%), che hanno iniziato anche a fare breccia nel muro eretto dal socio Etihad (49%) a difesa dell'attuale ad, Cramer Ball. A proiettare la Candidatura di Gubitosi da semplice ipotesi a scelta d'elezione per l'ennesimo tentativo di rilanciare Alitalia, e' stato Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, che dell'ex ad di Wind ed ex direttore generale della Rai ha detto "e' il manager giusto, serve qualcuno capace di trovare una soluzione condivisa con i sindacati", e che quindi sara' un bene "se entrera' a fare parte di questa partita".

I contatti con Gubitosi, che oggi si divide tra Roma e Londra dove lavora per il fondo di private equity Advent International, scrive  Milano Finanza, sono partiti da una decina di giorni. Non sono state solamente le banche azionisti (e creditrici) di Alitalia a cercarlo: il suo nome ha iniziato a circolare ben presto anche ai piani alti del ministero dello Sviluppo e di quello dei Trasporti, che nelle ultime  settimane sono intervenuti a mo' di mediatori nelle vicende della compagnia e nel braccio di ferro con i sindacati. I contatti con  Gubitosi sono avanzati perche' il tempo stringe, e l'emergenza liquidita' non consente rallentamenti se la strada scelta e' davvero quella di cambiare, per la sesta volta, il capo azienda.


Luigi Gubitosi, il curriculum completo del prossimo presidente di Alitalia

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 Sarà Luigi Gubitosi il prossimo presidente esecutivo di Alitalia ora guidata dall’ad Cramer Ball. E’ quanto si evince dal comunicato stampa di ieri della compagnia aerea che vede l’uscita dalla presidenza di Luca Cordero di Montezemolo che comunque resta nel consiglio di amministrazione.

“E’ stato cooptato Luigi Gubitosi quale nuovo membro del Consiglio diAmministrazione, in sostituzione di Roberto Colaninno che ha lasciato il Consiglio lo scorso febbraio, con l’intenzione condivisa unanimemente da tutti gli azionisti di conferirgli l’incarico di Presidente Esecutivo una volta approvato il finanziamento del piano”, si legge nel comunicato stampa diramato ieri dalla società controllata con il 49% da Etihad.

Nato nel 1961 a Napoli, Luigi Gubitosi è stato direttore generale della RAI dal luglio2012 ad agosto 2015. Da novembre 2011 a luglio 2012 ha ricoperto il ruolo di country manager e responsabile della divisione Corporate and Investment Banking di Bank of America Merrill Lynch, Italia. Da luglio 2007 ad aprile 2011 è stato amministratore delegato di Wind Telecomunicazioni, dopo essere entrato nel 2005 con la carica di Chief Financial Officer.

Dal 1986 al 2005 ha ricoperto diversi incarichi nel Gruppo Fiat: Chief Financial Officer, VP e Responsabile Tesoreria di Gruppo; è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Fiat Partecipazioni e membro del Consiglio di Amministrazione di Fiat Auto, Ferrari, CNH, Iveco, Itedi, Comau e Magneti Marelli.

Insegna Finanza Aziendale presso l’Università LUISS Guido Carli a Roma. E’ membro dell’Aspen Institute Italia e di Consiusa (Council for relations between Italy and USA) e siede nel Consiglio di Amministrazione di Oxfam Italia e Agenda Sant’Egidio, due associazioni non profit.

Nel passato Gubitosi è stato Vice Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici (CSIT), di Asstel e membro del Comitato Fisco e Corporate Governance di Confindustria. E’ stato inoltre membro del Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Scacchi di Torino 2006 e del Consiglio di Amministrazione di Cometa (fondo pensione dei metalmeccanici), F2i Sgr e Maire Tecnimont. Gubitosi ha ottenuto il master in Business Administration all’I.N.S.E.A.D. di Fontainbleau, dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Napoli e studi di economia presso la London School of Economics.


Riportare Alitalia a fare profitti. La sfida di Gubitosi e la lezione al vertice della Rai

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 Mi piacerebbe tanto chiedere a Luigi Gubitosi chi glielo abbia fatto fare andarsi a prendere, come presidente operativo "in fieri", la patata bollente di Alitalia dopo avere già ingoiato il rospo della Rai. E' vero che a lui piacciono le missioni impossibili – e non è un caso che si sia fatto le ossa alla Fiat come vice del mitico direttore finanziario Paolo Mattioli durante la gestione Romiti – ma, di questi tempo, chiunque metta piedi nella cabina di pilotaggio della compagnia aerea rischia di restare davvero con la "cliche" in mano. Eppure il manager napoletano, pur facendo i dovuti scongiuri, è convinto di poter fare ancora bella figura e riportare in rotta la società dopo i tre anni necessari per il risanamento.

Un'impresa molto difficile perchè non basterà cambiare quelche top manager per rimettere in rotta una compagnia che fa acqua da tutte le parti. La perdita si aggira sul milione al giorno, il progressivo disinteresse del socio arabo Etihad è evidente, i servizi risultano sempre più insufficienti nei collegamenti e nella tempistica, la caduta di visibilità nei confronti delle altre comagnie è progressiva così come il costo eccessivo per la collettività a causa delle perdite crescenti di pertinenza pubblica. Eppure Gubitosi ci prova, ripartendo da dove è fallito Luca di Montezemolo, un altro uomo Fiat, forte di alcuni suoi precedenti che parlano chiaro: quando sbarcò in Wind riuscì a totalizzare 32 trimestri consecutivi con bilanci in crescita partendo da un rosso iniziale. L'ex dg della Rai dovrà ora ricorrere ad una cura da cavallo: 2mila esuberi, tagli del 30% in busta-paga per i piloti, risparmi per un miliardo fino al 2019. Dovrà usare il pugno di ferro anche se non appare affatto il prototipo del manager-dittatore.

Per il momento, l'unica cosa certa è che, in viale Mazzini, diversi funionari lo rimpiangono. Si ricordano ancora certe sue abitudini come le convocazioni antelucane: all'inizio dell'era Gubitosi, molti dirigenti e giornalisti, equivocando, si erano presentati alla porta del suo ufficio alle sette di sera, esattamente dodici ore dopo l'appuntamento che era stato fissato dal direttore generale quasi all'alba. In Rai, regno dei pettegolezzi, dicono ancora che preferisse le "slide" alle gambe delle ballerine: si animava solo davanti alle proiezioni di un bilancio e l'unica tentazione in cui cadeva era l'offerta di un pezzo di cioccolata.

Al settimo piano del cavallo morente riferiscono anche che Gubitosi abbia sempre cercato il dialogo con i suoi collaboratori: non ha mail amato gli "yes-man" e difficilmente la calma. Non sarà un duro, ma un uomo annipresente sì: famosi i suoi "bliz" improvvisi nell'ufficio di uno piuttosto che di un altro, il modo migliore per tenere tutti i collaboratori sotto pressione. Se oggi ci chiediamo se Gubitosi riuscirà a voltare ancora pagina anche in Alitalia, nessuno saprà rispondere con certezza, ma una cosa è sicura: in Alitalia sono finiti anche i tempi supplementari.


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