Flavio Cattaneo, Terna procede Piano Investimenti decennale (Il Sole24Ore)Cattaneo Flavio: Terna procede Piano Investimenti decennale
Procede la realizzazione del piano decennale di investimenti infrastrutturali per 8 miliardi di euro di Terna. Conclusi i lavori l'Italia disporrà della più moderna e tecnologicamente avanzata rete d'Europa. Dal 2007 il prezzo dell’energia è sceso grazie al miglioramento della rete: complessivamente il programma di sviluppo della Spa ha prodotto 4,8 miliardi di minori costi per il sistema. Le opere che Terna sta realizzando produrranno 1.200 km di nuova rete high-tech e sostenibile. Flavio Cattaneo: “L'Italia ha tutte le carte in regola per essere soggetto attivo nel mercato europeo. Disponiamo di una rete di trasmissione flessibile e di alta tecnologia”.

Procede a passo spedito la realizzazione del piano di investimenti infrastrutturali di Terna Spa, operatore italiano di rete per la trasmissione di energia elettrica. Il piano decennale, avviato nel 2005, prevede investimenti per quasi 8 miliardi e a conclusione lavori l'Italia disporrà della più moderna e tecnologicamente avanzata rete d'Europa. Non solo. La costruzione di nuove interconnessioni con le reti estere e il potenziamento di quelle esistenti, permetteranno all'Italia di poter essere un attore di primo piano nel mercato europeo dell'energia elettrica. Tra i progetti di Terna spiccano infatti i ponti elettrici con il Montenegro e con la Francia, due opere già cantierate che si aggiungono alle 22 linee di collegamento con l'estero esistenti e che rientrano nella strategia di Terna di fare della rete italiana l'hub elettrico dell'Europa e del Mediterraneo.
«Ora, dal punto di vista tecnologico e produttivo – spiega Flavio Cattaneo, l'amministratore delegato di Terna – l'Italia ha tutte le carte in regola per essere soggetto attivo nel mercato europeo. Abbiamo un parco generazione moderno e più equilibrato nel mix. Abbiamo le centrali a gas più avanzate d'Europa. Disponiamo di una rete di trasmissione flessibile e di alta tecnologia. Ma dobbiamo anche ridurre il costo delle materie prime. Adesso è l'Unione europea che deve superare i vincoli normativi per aprire il mercato. Soprattutto in un momento come quello attuale, con una capacità di generazione superiore alla domanda anche a causa del rallentamento dell'attività industriale. Inoltre Francia e Germania, con la componente nucleare, non hanno quella flessibilità che l'Italia potrebbe fornire. Abbiamo bisogno di sistemi di accumulo dell'energia e il quadro normativo europeo deve porre ancora più attenzione su questo. Noi siamo pronti e l'Italia è in buona posizione».
Tra gli obiettivi del programma c'è la riduzione dei costi per il sistema, già in parte centrato. Solo considerando le sei maggiori opere realizzate dal 2005 (San Fiorano-Robbia, Matera-Santa Sofia, Laino-Rizziconi, Chignolo Po-Maleo, Turbigo-Rho e Sapei), dall'entrata in esercizio ad oggi il risparmio per il sistema è stato di circa 1,7 miliardi. In pratica – sottolineano a Terna – il benefico generato ha già ripagato l'intero costo sostenuto e, per ogni milione di euro investito, il ritorno in termini di minor costo per il sistema è di circa cinque milioni. Se a ciò si aggiungono i 3,1 miliardi di euro di minori costi generati dall'ottimizzazione nella gestione dei flussi di energia, il cosiddetto dispacciamento, si ha che complessivamente il programma di sviluppo della Spa ha prodotto 4,8 miliardi di minori costi per il sistema.
Dal 2007 a oggi, inoltre, l'ammodernamento della rete ha contribuito a un calo del Prezzo unico nazionale (Pun), sceso a 64 euro per Megawattora dai 71 euro del 2007, mentre il prezzo minimo è passato da 68 a 59 euro del periodo gennaio-febbraio 2013.
Nella situazione attuale di pesante crisi per le imprese del settore tecnologico e per i cantieri, il programma di Terna rappresenta un forte generatore di lavoro: a oggi sono infatti 209 i cantieri aperti e in attività in Italia, che coinvolgono 750 imprese dell'edilizia civile e dell'elettromeccanica e oltre 4mila lavoratori. Le opere che Terna sta realizzando produrranno 1.200 chilometri di nuova rete high-tech e sostenibile, 850 chilometri di vecchie linee saranno dismessi e 60 nuove stazioni saranno attivate. Il 40% dei 3 miliardi in fase di realizzazione è destinato al pieno sfruttamento delle energie rinnovabili.
Il programma – come spiega Cattaneo – è totalmente finanziato dal mercato e dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) che «nella persona del vicepresidente Dario Scannapieco, ha acceso una luce là dove prima c'era il buio. È grazie all'impegno di Scannapieco – dice Cattaneo – che la Bei ha focalizzato il suo interesse sul piano di sviluppo della rete italiana e sta sostenendo il progetto con grande lungimiranza».
Sette i progetti top in fase di realizzazione (altri due partiranno entro il 2013), che da soli consentiranno un risparmio di costi a carico del sistema elettrico valutato in 340 milioni l'anno: l'elettrodotto Italia-Francia (365 milioni di investimenti per la parte italiana); l'interconnessione Italia-Montenegro (un miliardo l'investimento); elettrodotto Trino-Lacchiarella (300 milioni); elettrodotto Dolo-Camin (290 milioni); elettrodotto Foggia-Benevento (90 milioni); elettrodotto Feroleto-Maida (10 milioni); elettrodotto Sorgente-Rizziconi (700 milioni, realizzato al 55%). Quest'ultima opera in particolare collegherà Sicilia e Calabria e contribuirà a un deciso risparmio in bolletta elettrica valutato in oltre 600 milioni l'anno.
FONTE: Il Sole 24 Ore
Flavio Cattaneo: Il Sole24Ore, trimestrale 2013, profitti record per Terna
Trimestrale 2013, risultati record per Terna, come riportato da “Il Sole 24 Ore”, si tratta di maxiprofitti (utile 142 milioni di euro). Terna è premiata dai grandi investimenti, dalla solidità finanziaria e la gestione equilibrata tra business regolamentato e attività non tradizionali. L’Ad Flavio Cattaneo, “Questi risultati ci consentono di impegnarci con maggiore robustezza sulle due grandi sfide del sistema elettrico in evoluzione: l'integrazione europea con un ruolo centrale per le interconnessioni dell'Italia e il continuo sviluppo degli investimenti infrastrutturali in aree fondamentali del Paese”.

Il risultato record ottenuto da Terna nel primo trimestre 2013 è stato sottolineato dalla stampa nazionale: come titola infatti “Il Sole 24 Ore”, si tratta di maxiprofitti (l’utile sale a 142 milioni di euro, con un incremento del 24,6 per cento) e soprattutto di grandi investimenti.
Il primo trimestre 2013 per l’azienda guidata da Flavio Cattaneo si è chiuso all’insegna del “+” (ed è il 30esimo trimestre positivo consecutivo), con un ebitda di 381 milioni di euro (+12,1%) e ricavi a quota 470 milioni di euro (+8,8%). Il giornale degli industriali evidenzia come questo risultato non sia ovviamente frutto del caso ma la giusta fusione di un mix di ingredienti essenziali: gli investimenti messi in campo dal Gruppo (1235 miliardi di euro nel 2012), l’attenzione a costi e alla solida struttura finanziaria, l’efficace equilibrio tra business regolamentato e attività non tradizionali.
Al di là di quello che sarà il futuro e che lo stesso Cattaneo ha tenuto a rimarcare (“Questi risultati ci consentono di impegnarci con maggiore robustezza sulle due grandi sfide del sistema elettrico in evoluzione: l'integrazione europea con un ruolo centrale per le interconnessioni dell'Italia e il continuo sviluppo degli investimenti infrastrutturali in aree fondamentali del Paese”), la performance di Terna è globale perchè rispetto allo stesso periodo del 2012 sono migliorati sia l’Ebit (+15,1%) che il patrimonio netto, salito a 2943 miliardi di euro contro 2788. Non preoccupa poi lo scarto dell’indebitamento finanziario (5924 miliardi, più 69 rispetto alla fine del 2012) in quanto il costo del debito a fine 2013 si attesterà sotto il 2,7% del 2012. E gli azionisti? Soddisfatti anche loro, visto che grazie ad un dividendo di 20 centesimi di cui 7 già avuti in acconto il principale azionista di Terna, la Cassa Depositi e Prestiti, si “porta via” qualcosa come 120 milioni di euro. Ma le acquisizioni internazionali al momento possono attendere.
FONTE: Terna
i punti certi del problema: alcune idee scritte
Siamo parte di un processo di globalizzazione che non è una cosa nuova, parte dall'impero romano; fin da quando gli imperi cominciarono ad espandersi oltre i confini continentali, ad altri continenti in una corsa ad accaparrarsi risorse, manodopera a basso costo, sbocco dei prodotti nel mercato coloniale….. poi con il tempo si comprese che non era strettamente necessario controllare direttamente le terre conquistate: bastava fare in modo che le ex colonie non crescessero troppo in autonomia e le locali classi dirigenti si formassero nelle proprie scuole e ne assumessero anche mentalità e costumi, corruzione compresa.
E' un processo lento mai lineare e spesso ha visto anche capovolgersi i termini dell'equazione: i padroni di ieri diventano gli schiavi di domani e quello che ieri era una colonia domani diventa il centro del mondo…. non importa il processo va avanti comunque…. sembra quasi una necessità umana quella di inventarsi sistemi per opprimere, brutalmente o meno, il proprio simili solo perchè ha qualcosa che vogliamo ben sapendo, se apprendiamo qualcosa dalla storia, che un giorno i termini potrebbero ribaltarsi e ritorcerglisi contro: non importa più forte è la molla del possesso minore è la capacità di capire che a volte dividere e condividere è molto meglio di sfruttare e depredare.
Oggi siamo di fronte a uno di questi capovolgimenti: da pianeta eurocentrico stiamo passando a uno …… asia-americano (con la seconda parte in stato di dipendenza economica rispetto al primo) e tutti i dogmi studiati per giustificare il rpocesso che vanno a farsi a benedire, principio democratico compreso. Ecco come mai il vecchio mondo è in crisi ed ecco perchè lo strapotere asiatico è in ascesa, ci piaccia o meno ci dobbiamo fare i conti. Come? A mio parere ribaltando i termini dell'equazione nella consapevolezza che la storia e la globalizzazione non sono un processo geometrico che va in lea retta ma spesso torna indietro altre volte da in senso laterale altre ancora si .. ferma.
Prendiamo ad esempio due paesi: l'Italia e il Giappone.
L'Italia: è solo una vecchia gloria; terra di imperi e di scorrerie e di un boom economico senza precedenti nella sua storia unitaria e non oggi sembra uno zombie che vaga senza una particolare meta spinto solo dalla innata fame alla ricerca di un qualcosa che la soddisfi.. come mai è ridotta così? Per le stesse cause che hanno fatto della globalizzazione un processo planetario: la ricerca della massimizzazione del profitto e la riduzione dei costi ma soprattutto la ricerca di sbocco delle proprie merci; da tempo la mente è offuscata da un ideologia, quella del mercato, che impone alcune regole agli Stati e nessuna agli operatori a maggior ragione quando si lega a un treno, l'europa, del quale non ne doveva, e poteva, far parte: non ne aveva né la possibilità nè le strutture e fin dal 1950 il passaggio, spesso secolare, da una società rurale a una industriale e post per saltare a una terziaria e finanziaria l'aveva abbreviato creando enormi fratture che prima o poi non potevano non dare problemi.. e così è stato. Ecoci quindi al paradosso: a fronte, per esempio, di avanzi primari e casse piene delle istituzioni nazionali e locali (non tutte sia chiaro, ma molte) i limiti imposti, e accettati dal ceto dirigente locale, e dai ceti che ne sono espressione (ricordate il paragrafo primo di questo post…), impediscono di impiegarli in investimenti produttivi ma DEVONO andare a ripagare il debito, cui ci si è obbligati, e i suoi interessi quasi per intero.. fare altrimenti, ossia un comune con le casse piene di soldi, significa che aumenta la spesa, e di conseguenza il "buco" da coprire ….. un artificio contabile e un errata interpretazione di una serie storica (ne parlai qualche post fa: il principio teorico sul quale il FMI fonda l'idea che solo l'austerità e le cosiddette riforme possano dare frutti con la crescita….. si è rivelata, secondo un report interno alla stessa organizzazione, ERRATO così come ERRATA è la serie storica di due economisti da nobel che sono stati sputtanati dal primo studente che passa che si è visto incaricare dal proprio prof di economia di studiare la loro serie e che era il presupposto teorico all'equazione del FMI.. tutto sbagliato eppure siamo ancora al punto…) hanno ridotto alla fame: Spagna, Grecia, Portogallo, e, infine, l'Italia che si è dimostrata, come sempre nella sua storia, più realista del re…. altri paesi il proprio debito l'hanno nascosto: la Germania, grazie alla sua organizzazione federale, ha potuto ridurlo perchè l'ha distribuito nei vari laender (però oggi la macchina tedesca perde colpi .. per mancanza di acquirenti e mercati frutto delle politiche estere imposte da queste paese vera potenza europea degli ultimi 20 anni) e nelle varie articolazioni. Insomma la "zombizzazione" del nostro paese è causa non tanto dell'europa in se ma dell'idea di europa che ne danno il ceto dirigente, cresciuto e formatasi con essa, che oggi è predominante e che impone, grazie ai servili media, a tutti noi….
Veniamo al secondo esempio, il Giappone.
Questo paese cambia più governi di noi; è da decenni terra di colonizzzione economica americana; è in crisi nera da altrettanti decenni; eppure fa parte dell'ASEAN (la UE asiatica); eppure ha vicino il rivale di sempre e il suo futuro competitor, la Cina…; eppure tutto quello che volete: però rispetto a 6 mesi fa questo paese è cresciuto del +3,5% (che sommati al -2%, fa un bel 5% di balzo.. da Cina insomma), come mai? Perchè, semplicemente, oltre ai tanti tagli e ritagli ha anche pompato moneta nel sistema, come gli americani, impipandosene dei vincoli, del debito, dei vicini, della necessità della comunità di integrarsi al proprio interno, ecc. ecc. perchè si sa le cose da fare son due: o svaluti o pompi soldi, altro non c'è.. ed ha sempre funzionato, sempre!
Eppure il Giappone è una delle punte di diamante del cosiddetto "sistema occidentale" il sistema di potere che fin dal 1600 ha fatto dell'europa, prima, e delle due sponde atlantiche e pacifiche, poi, il fulcro dell'economia, industriale prima e finanziaria oggi….. cosa c'impedisce di farlo? Eppure il Giappone è una democrazia e non come la Cina un sistema totalitario ammantato di comunismo e votato per intero al liberismo di mercato…. che sta emergendo prepotentemente alla ribalta mondiale e che presto sarà la vera guida mondiale senza doversi preoccupare del fastidio democratico nè di doversi preoccupare, men che meno, di chiedere di investire perchè fanno a gara per farlo in questo paese e hanno aperto le proprie porte ad esso permettendogli di … diventarne il padrone perchè possiede tantissima liquidità investita nel debito di quei paesi che fino a decenni prima la trattavano come una colonia…….
E' questa la strada? Un autoritarismo politico-economico? Già ci siamo: nel nostro paese non si muove foglia se i ragionieri europei non danno il via… hai voglia di fare elezioni, chi comanda è a Brussels o a Berlino. La strada è quella "giapponese"? Forse se partiamo dal presupposto che degli altri facciamo a meno; in realtà la spiegazione è molto più sottile e, paradossalmente, più evidente: se vogliamo riprendre la strada abbandonata dobbiamo…. si pompare soldi nell'economia (con tutti i controlli del caso… siamo italiani e furbi di tre cotte per definizione); si svalutare (in alternativa alla prima) ma, soprattutto, liberarci delle catene: non con rivoluzioni e nemmeno denunciando trattati, è inutile…. piuttosto con l'unica cosa che possiamo realmente fare: cercare e cominciare a percorrere una strada; anzi, nel nostro caso, ce la dobbiamo costruire e poi percorrere fino in fondo…. altrimenti i migliori incubi che la grande fantasia di George A. Romero basati sugli zombie (peraltro migliori degli umani, almeno uno scopo ce l'hanno …) rischiano di essere, in breve tempo, delle favole per bambini… perchè la realtà sarà peggiore… e non venitemi a dire che sono pessimista perchè non è così: io alternative le propongo,a ltri no…
Buon week end
lista della spesa…….ora tocca all’abi
Si sa che la politica da qualche anno debole; si sa anche che che, a meno di non essere mr.b, servono tanti soldi per sostenersi: chi li ha i soldi? Le banche, naturalmente….. direttamente o attraverso le fondazioni bancarie infiltrate e ingolfate di politici. Naturalmente il trattamento di favore ha delle contropartite, eccole: naturalmente si va solo ad aggiungere al resto.
Siamo al record negativo dei trimestri di recessione eppure siamo alle solite: da un lato il governo annuncia piani straordinari (ricordando in questo i continui annunci alla fine della guerra, la seconda, dell'arma fine di mondo che ne avrebbe ribaltato le sorti), riforme, cambiamenti di passo, dall'altro la realtà sempre peggiore che vede piccoli segmenti arricchirsi a sproposito e la gran massa che davanti a se vede solo il burrone e sulla quale viene spinta dal suo stesso peso..
non è consolante che anche Francia e Germania cominciano a sentirne il peso: o meglio lo è dal punto di vista egoistico perchè ci fa pensare che se loro trovano la strada noi ci potremmo accodare.. non lo è se guardiamo il nostro caso che assomma, si, la crisi economica a un ceto dirigente appiattito sull'europa e che non ha alcuna intenzione di abbandonare l'idelogia mercatista ma ha pure peculiarità proprie: a partire proprio dal ceto dirigente incapace e troppo autoreferenziale, da Corea del nord per fare un esempio, piegato tutto agli interessi finanziari di cui è portatore ma c'è anche altro, ossia una commistione estrema di un parte consistente della società e della sua rappresentanza politica su interessi di un singolo, dietro cui nascondersi e fare il proprio comodo… fa specie che il massimo custode della costituzione e delle istituzioni non abbia fatto altro, dopo essere stato pregato di continuare a mantenere la carica dalla quale era decaduto per fine mandato, che puntellare il tutto con un inciucio (l'ennesimo) per tenere in piedi proprio il sistema che ha creato questi guasti: ci sarebbe voluto altro, molto altro e non i valzer sulle intercettazioni, sulla riforma della giustizia, sulla separazione delle carriere ecc. anzichè impiegare i fondi (a partire dalla parte "interessi" sul debito da NON pagare passando sulle cosiddette grandi opere per finire sul licenziamento dei grossi papaveri della P.A. e in via del tutto straordinaria l'uso della CdP vera banca postale) per pompare soldi nell'economia e favorire le condizioni della cosiddetta crescita.. non sto qui a ripetere cosa farei io nel dettaglio perchè basta andare indietro con i post per vederlo ma se uno qualsiasi lo capisce allora i professoroni perchè non se ne accorgono? Semplice: perchè così hanno un ruolo, altrimenti sarebbero disoccupati anche loro….
Tornando alla cosiddetta europa: state certi che Francia e Germania la via la troveranno eccome e senza molti riguardi per gli altri d'altronde è già accaduto quando nel 2005 i due paesi, insieme agli italiani, imposero agli altri l'accettazione dello sforamento del rapporto deficit/pil (infatti i due paesi misero mano alla struttura economica scaricando sugli altri paesi le proprie contraddizoni economiche, noi no…. continuammo a fare le cicale e a credere alla fine del tunnel a che i ristoranti erano pieni, che andava tutto bene ecc. ecc. mentre in realtà si affondava e chi poteva si salvava i propri interessi lasciando agli altri la patata bollente; ora nulla toglierebbe che lo facciamo noi: e se gli altri non dovessero essere d'accordo, peggio per loro…… non è un caso che paesi non UE, come la Svezia per fare un nome, non siano così messi male mentre nei paesi UE, a trazione franco-anglo-tedesca, la realtà è quella che è, giusto? Ora che fare? Innazitutto mandare a casa l'attuale ceto dirigente e si suoi sodali poi viene tutto il resto: ci vorranno anni e sarà dura ma se vogliamo ridare speranza e futuro va estirpato il cancro e non va fatto diventare metastasi estesa.. devo dar ragione ai penstellati, e al loro guru, quando sostengono che siamo proprio allultimo treno "per Yuma"…… dopo non ne partiranno altri e potremo solo sorridere amaro nel guardare la catastrofe che ci si abbatte addosso sapendo che altro che si poteva fare, bastava solo che ognuno lasciasse l'angolo nel quale s'è rintanato nella vana speranza di non esserne toccato…
Flavio Cattaneo: Terna realizza il primo ponte elettrico tra Italia e Balcani
“Italia-Montenegro”, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, sta realizzando una connessione elettrica diretta con il sud est europeo, una piattaforma di scambi di elettricità tra l’Italia, l’Unione Europea e l’Europa sudorientale per favorire l’integrazione del mercato elettrico nel sud est dell’Europa. 1 miliardo di euro di investimento complessivo, 415 km di lunghezza e fino a 1.000 MW di energia trasportata da una sponda all’altra dell’Adriatico, questi i dati relativi alla realizzazione di quest’infrastruttura di rilevanza strategica comunitaria.

Terna, Flavio Cattaneo.
L’infrastruttura, infatti, servirà a creare una connessione elettrica diretta con il sud est europeo, regione attualmente caratterizzata da un importante potenziale energetico: una piattaforma di scambi di elettricità tra l’Italia, l’Unione Europea e l’Europa sudorientale.
Nei prossimi anni, in Montenegro è previsto un forte incremento degli investimenti negli impianti di generazione, in particolar modo quelli da fonti rinnovabile, che permetterà di vendere all’estero l’elettricità in eccesso: si parla di un surplus energetico pari a oltre 10 TWh annui, da sfruttare a partire dal 2016 con la costruzione di 70 nuovi impianti nella regione balcanica.
Una volta realizzata l’opera contribuirà a diversificare le fonti di approvvigionamento, con conseguente aumento della competitività nel mercato elettrico italiano, nonché a migliorare sicurezza ed efficienza della fornitura e della trasmissione elettrica in situazioni di emergenza.
Per far sì che si concretizzi l’obiettivo di realizzare una rete regionale interconnessa più affidabile, è necessario innanzitutto valorizzare la rete elettrica montenegrina e rafforzare le relative interconnessioni con paesi limitrofi, attraverso la costruzione di nuove infrastrutture energetiche così che il Montenegro possa diventare l’hub elettrico dei Balcani.
Altresì è essenziale dotarsi, per il Montenegro, di un contesto normativo stabile e istituire norme e procedure armonizzate nella regione che creino gradualmente un mercato regionale da integrare in quello europeo. La costituzione del CAO, l’Ufficio d’Aste Coordinato, e l’adozione del Terzo Pacchetto Energia della Ue nel contesto del Trattato della Comunità dell’Energia, rappresentano già dei passi nella direzione giusta.
FONTE: Terna
.. perdono il pelo ma .. ma mica il vizio: i 5 stelle si dilaniano, in lombardia s’inventano i rimborsi
E' sempre più dura la situazione dei pentastellati: da un lato Grillo spinge affinché si rispetti l'accordo fatto prima delle elezioni dall'altro alcuni degli eletti che recalcitrano (molti di loro non hanno mai visto in un colpo solo tanti soldi…. e hanno debiti; questa è la vulgata e anche Crimi ha ammesso il disagio). E' uno spettacolo molto imbarazzante, questo: i soldi corrompono e, spiace dirlo, il loro fascino si fa sentire su chi spesso è vissuto con centinaia di euro, non migliaia e crea problemi.. non ricordo chi l'ha detto ma qualcuno ha detto che "forse è meglio la prossima volta di non candidare chi ha problemi economici….." vista la situazione attuale la cerchia si restringerebbe moltissimo.. fallendo l'obiettivo di mandare il paese reale in Parlamento. Devo anche dire che però tutta la discussione è pubblica, quindi sappiamo cosa accade e, fatta la tara dei media che ci navigano per fare notizia, in un certo senso fotografiamo il paese ufficiale e quello reale: sempre preferibile il secondo rispetto al primo, finora almeno….. perchè, se è vera la notizia pubblicata, secondo l'istituto tedesco RKW M5S sarebbe al 31%: ossia, se è vero perchè ultimanente i sondaggi sono come le promesse dei politici .. balle, aumenta i voti nonostante tutto ….. significa che siamo così alla disperazione da chiudere gli occhi anche di frotne alle convulsioni pentastellate? Si, e non solo: significa anche che siamo talmente stufi del tutto che proprio chiunque sia appena appena vista, o percepita, come una "novità (nonostante proprio tutti i casini che stanno facendo)" l'abbracciamo e gli diamo mandato: con questo non voglio dire che i pentastellati siano il meno peggio, anzi essi sono, e rimangono, l'unica vera speranza di un cambio di strada che abbiamo sotto gli occhi… non hanno alternative: un segnale, magari non così ottimista ma sempre segnale è, è anche la riforma del sistema elettorale che è già andata in soffitta, non è più una priorità del paese e delle istituzioni: sarei anche d'accordo se sapessi che le altre emergenze fossero affrontate sul serio, a partire dalla cosiddetta ripresa che prima del 2020 non arriverà .. pensateci: 2020 e non prima, una tragedia per tutti dato che esportiamo manodopera qualificata e cervelli e ne importiamo di non qualificata; e gli altri? Bè siamo alle solite: "il sole24ore" ha pubblicato una news illuminante davvero, accade in Lombardia. Lì i "regionali" si sono, è vero, ridotti lo stipendio, non esentasse, di un pò ….. ma hanno aumentato pari pari i rimborsi, che sono esentasse: una vera e propria furbata che non fa cambiare di un euro lo stipendio pieno, circa 9 mila euro, ma l'effetto annuncio … volete mettere. C'è da scommetterci che anche altrove stanno adottando misure simili: la fantasia è illimitata, particolarmente quella italica dei privilegiati, mentre il paese va a rotoli e vengono bruciate intere generazioni di lavoratori, quadri, dirigenti …. mancati: un vero spreco, direi criminale se non fosse che il vero crimine non è esportare idee e persone… ma non saperli tenere qui pagandoli adeguatamente. Questo è il problema ma non lo sarebbe se avessimo politici e imprese attenti al paese e all'economia e non casta e oligarchie più preoccupate di intercettare soldi, qualunque sia la provenienza, e arricchirsi abbandonando tutti gli latri al loro destino in nome del mercato e della …. libertà


