segui LMN:     


25 aprile: non é solo una ricorrenza…..

0 commenti

Secondo un indagine del Cirm del 2001, citata dal fatto quotidiano del 24/4/2012, pochissimi ragazzi sapevano cosa fosse, e rappresentasse, questa data; idem per quelli che a quell'epoca era appena sopra i 30: insomma stava venendo su una generazione che poco o nulla sapeva del proprio passato e mal sopportava addirittura che ci fossero queste ricorrenze fisse. Era solo un limite di questi ragazzi o c'era altro? La risposta é ovvia: l'aziendalizzazione della scuola; le varie "riforme" della scuola ecc. avevano raggiunto lo scopo ossia di creare persone senza una radice culturale e storica comune ma pienamente "market oriented", o almeno queste erano le intenzioni, peraltro fallite come oggi possiamo ben vedere. Gioco facile hanno, in una tal situazione, i vari revisionismi: non a caso, dopo lo sdoganamento elettoralistico della destra, sono letteralmente esplose le riletture superficiali della storia del paese, soprattutto quella dal 1942 in poi….. Bene, a mio parere é stato fatto un errore enorme: abbiamo privato queste generazioni del proprio retroterra storico-culturale rendendole facile preda della revisione facilona e azzeratrice delle differenze, che pur ci furono, in nome del "son pari" che "bisogna deporre le armi" in nome di una "riconciliazione" impossbile e antistorica ecc. io non la penso così, mi spiace; c'é differenza fra i partigiani e i repubblichini:

  1. é vero che prima del '42 tutti erano fascisti, proprio tutti; e i pochi "resistenti" erano all'estero ed erano, spesso, manovrati proprio dal regime che riusciva a infiltrarli; erano in russia a guardarsi intorno per evitare di esser fatti fuori dal dittatore Stalin .. o erano in galera come Gramsci (a proposito una rilettura di alcuni documenti pone in luce il ruolo dei dirigenti del PCI nel tenerlo in carcere o almeno nel non far nulla per farlo uscire dal confino; un testo in proposito é "la storia falsa" di luciano canfora edizioni rizzoli) che c'è morto;
  2. la resistenza non fu un pranzo di gala, molti lati oscuri ci sono eccome, uno fra tutti i fatti di Porzus, come le foibe, ecc. tutto vero anche se controverso ma in tempo di guerra, a maggior ragione guerra civile, spesso i contorni diventano opachi, forse troppo e la mitologia fa il resto; ciò non toglie che nella sua complessità la resistenza fu un movimento di persone che si misero in gioco, mentre (allora come oggi) la maggioranza stava a …. guardare cercando di capire chi vincesse.

ora parliamo dei repubblichini:

  1. la RSI era uno stato di fatto non di diritto e si reggeva sulle armi tedesche, anzi ne era la diretta emanazione: é vero che i Savoia cambiarono "opinione" l'8settembre quando videro la malaparata ma i repubblichini non erano "resistenti" né "insurgent" ma persone .. fascisti che, in nome di un onore del tutto fuori luogo (il fascismo aveva sulla coscienza Don Minzoni, Amendola, e tanti altri..), cooperarono con i nazisti nella repressione, sterminio e rappresaglia contro i partigiani e le popolazioni accusate di offrirgli sostegno, mica poco vero? Operazioni, queste, che ad esempio consentirono di catturare il Partigiano Primo Levi e trasferirlo in un campo di concentramento, giusto per fare un esempio.
  2. i repubblichini, poi, non erano un esercito ma reparti, pur consistenti, ed erano completamente armati e comandati dai nazisti e da essi prendevano le direttive; ma, non fidandosi, erano spesso affiancati da SS italiane …. si italiane inquadrate regolarmente nelle faigerate Waffen SS naziste da cui dipendevano insieme ad altre unità di altri paesi, russi compresi.
  3. a fronte di fatti come quelli di Porzus, gli eccidi commessi da nazifascisti sono tanti e tutti commessi con ferocia inaudita: Forno (Massa); S. Anna di Stazzema; fosse Ardeatine ecc… per fare due esempi ma si potrebbe continuare per ore con fatti piccoli e grandi che hanno macchiato indelebilmente la storia del nostro paese quindi, sempre a mio parere, non si possono dimenticare….

.. equiparare gli uni agli altri oltre che fuori luogo mi pare un falso storico vero e proprio perché se é vero che il fascismo degli inizi poteva anche avere degli aspetti interessanti (luciano lanna nel "fascista libertario" ne fa un interessante quadro che ho puntualmente evidenziato) come movimento "antisistema" non perse tempo a mostrare il suo volto quando si trattò di eliminare fisicamente i propri oppositori o, rendendo obbligatoria la iscrizione al PNF, affamarli come accadde, ad esempio, a mio nonno, socialista, che fu espulso dal luogo di lavoro dopo che rifiutò di iscrivervisi: fu costretto a farne tre di lavori, a "nero (l'ironia della parole, vero?)", per mantenere mogli e ben 3 figli! Qui, oggi, il rischio é grosso: con una scuola pubblica del tutto depotenziata e svilita nella sua funzione educativa di preparare cittadini consapevoli del proprio passato e vaccinati contro le facili retoriche e i revisionismi di comodo perché se é vero che non ci sono demoni e angeli é verissimo che da un lato ci sono stati bande di collaborazionsti di eccidi dall'altro  c'erano persone che, nel bene e nel male, avevano capito che era venuto il momento di cambiare, di darci un taglio: con la lotta, molto male, armata e pagando di persona…. no non c'é discussione, né mai ci potrà essere.

la foto:

é un errore e una stortura: in una guerra civile non ci sono eroi; in una guerra partigiana men che meno perché era una guerra, si direbbe, asimmetrica dove poche migliaia di persone avevano sulle spalle il destino di un paese infangato prima dai voltafaccia dei governanti e poi da quelli che rivoltarono le armi contro i propri connazionali che non la pensavano allo stesso modo …. mentre tantissimi soldati italiani erano fatti prigionieri (quando andava bene perché altrimenti c'erano eccidi e uccisioni di massa) dai nazisti; men che meno possono definirsi "eroi" coloro che in quella guerra si macchiarono di cose terribili contro civili, ebrei, oppositori ecc. ecc. ed é anche vero che, visti i tempi attuali, bisogna pur andare avanti superando le differenze e gli steccati … dopo, però, aver compreso la storia del paese da tutte le angolazioni possibili per farsene un idea basata su fatti e non certo su sentito dire o racconti improbabili…. ed é ora che quella che si definisce destra ne prenda atto e vada a studiare dalla marine lepen su come si può far nascere e crescere una destra vera più che seguire i ras nostrani, sepolcri imbiancati di un tempo di cui certo non si può certo andare fieri per come questo paese era ridotto dopo la guerra preda degli alleati in funzione anti sovietica e campo di battaglia dei vari servizi segreti che qui vi scorrazzavano in lungo e in largo impedendogli di crescere e diventare da subito un moderno paese occidentale… pur se si deve sempre riconoscere che qui il welfare pubblico fu proprio il loro, e da loro rimpianto, antenato regime dittatoriale a crearlo……..

Son poche le date che ormai in questo paese spaventato, terrorizzato, impaurito e reso egoista da anni di liberismo e irrisione della legalità e cancellazione dalla memoria collettiva della propria storia perché é proprio "questa" memoria che, se fosse stata coltivata, avrebbe potuto renderci quel paese che avremmo potuto essere e non lo siamo mai stati…

una di quelle date é proprio

il

25 aprile!!!!!!!!


ci voleva report per aprire gli occhi?

0 commenti

Credo che ieri siano stati in tanti gli italiani che hanno visto il servizio di Report, stamane ad esempio sia in treno (dove gente che di solito parla di calcio e poc'altro) e in ufficio gli accenni e parte dei discorsi erano proprio ad essa dedicati, e qualche idea se la son fatta, spero. Eppure le cose che vi erano dette non erano affatto nuove, anzi verrebbe da dire "le solite cose" e buonanotte… ebbeno no, a mio parere, perché quelli che sono sul ponte di comando della finanza internazionale (a Report parlano della Trilaterale, ma in realtà quest'organismo é una "branch" di quel molto più importante organo del tutto privato che si chiama club "bilderberg" che il vero cervello di tutto… pensate che alcuni decenni fa in quel club si parlò di unificazione delle due sponde atlantiche dal punto di vista economico et voilà oggi dove siamo?) non sono cose nuove, qualche dato?

  1. le ricette sono le stesse che dal 1950 a oggi il FMI e la Banca Mondiale "prescrivono" ai paesi in via di sviluppo;
  2. l'idea di base é che, come dice in Report, la democrazia é un problema, qui da noi, per loro perché la gente si esprime con il voto e potrebbe rompere le uova nel paniere (leggi Argentina, Equador, Islanda per fare alcuni nomi) a chi già pregustava di rubare soldi pubblici per coprire le proprie perdite …. mentre diventa una bandiera verso quei paesi che non fanno entrare i capitali di rapina che sono autoritari e hanno il brutto vizio di avere alcune risorse fondamentali per l'economia di rapina .. leggi Libia, ad esempio, dove in poco tempo noi occidentali siamo "accorsi" in difesa dei ribelli … ribelli si fa per dire dato che almeno la metà dei loro capi sono ex del regime caduto, altri combattenti per la libertà?
  3. questa crisi non "é" la crisi del debito pubblico ma del capitale privato finanziarizzato che, come già accaduto altrove e in altri anni, prima specula poi preso con le mani nella marmellata e, temendo di perderla, strepita affinché la connivente classe poltica dei vari paesi ne protegga l'agire …. magari scaricando sui popoli i costi, come difatti sta già accadendo (e come già accaduto); il processo é definito dai critici privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite ma comunemente lo chiamiamo "liberismo".
  4. un altra idea forte é quella del "servizio" privato a posto di quello pubblico, inutile spiegare, vero? Ma quanti sanno che tutto fu scritto con la nascita del WTO e dei successivi Doha round? Lo Stato che rinuncia al sociale e il privato che se ne fa carico… e chi non é d'accordo viene emarginato, deriso, ecc. perché "conservatore"…..
  5. così come le banche e le altre istituzioni finanziarie hanno dovuto mutare target quando, grazie a Basilea 1 e 2, si è deciso che non dovessero più raccogliere e distribuire ma essere attori del mercato finanziario.

….. potrei continuare ancora a lungo perché la lista della "spesa" é lunghissima, almeno quanto la storia degli ultimi 60 anni!!!!!! C'é anche un altro aspetto: fior di storici, economisti, giornalisti ne hanno parlato eppure allora tutti ci siamo lanciati sul "TAV" appena partito del turbocapitalismo.. per andare a sbattere contro il muro, oggi: felici e gaudenti sia coloro che realmente ci hanno guadagnato sia coloro che si sono accontentati delle briciole e quest'ultimi sono la stragrande maggioranza; tutti inebriati dal vento della libertà sulla base dell'idea, del tutto falsa, che "mercato=democrazia" cui tutti abbiamo voluto credere, e quando dico tutti intendo proprio tutti: ivi compresi quelli che cirticavano il tumore sociale che ha provocato; quindi pure la sinistra, o considerata tale, che in moltissimi casi ne é diventata addirittura l'alfiere con suo grande orgoglio. Il "piano" ormai é diventato realtà però qualcosa non va: la teoria su cui si basa ha alcuni presupposti che sono si dei punti di forza ma presentano limiti enormi in caso di problemi, che guarda caso puntualmente si verificano. Questi punti di debolezza  si basano tutti sul presupposto, puramente ideologico, che debba essere lo Stato a intevenire quando i nodi vengono al pettine e la crisi, inevitabile peraltro perché é il sistema stesso messo su dal liberismo che é intrinsecamente instabile, esplode. Naturalmente chi vi ha interesse fa gioco di squadra: media, politica, industria, banche, agenzie di rating tutti fanno la loro parte e tutti collaborano a fare la propria parte. La gente può essere indirizzata, dopata, condizionata .. tutto quello che si vuole ma alla fine si sveglia e lì comunque sorgono i problemi perché tutti ne pagano le conseguenze; più duro sarà l'atterraggio più dira sarà la reazione .. in realtà tutto ciò si poteva evitare se…. ma questa é un altra storia e sul latte versato non si piange.

per chi volesse documentarsi:

  1. film doc. The Corporation; Inside job; food inc.; le tre release di zeitgeist; Sick'O; capitalism a love story; e tanti altri…..
  2. saggi. Rifkin, la fine del lavoro; l'era dell'accesso; ecocidio; il sogno europeo; la terza rivuluzione industriale. Stiglitz, bancarotta; la golbalizzazione e i suoi oppositori. Klein nologo; shock economy. Latouche, l'invenzione dell'economia; Luttwak il libro delle libertà; Fukuyama america al bivio; Krugman, la coscienza di un liberal. Barber, consumati. Chomsky, lezioni di potere; Fini M. il vizio oscuro dell'occidente, la guerra democratica, Sudditi. Choussodovsky, guerra e globalizzazione. Hobsbawn, come cambiare il mondo. Edelman, costruire lo spettacolo della politica. Stiglitz-Sen-Fitoussi, la misura sbagliata delle nostre vite. Hessel, indignatevi. Loretta Napoleoni, contagio. Estulin, il club Bilderberg. A. Smith, la ricchezza delle nazioni.

… questi sono solo alcuni (cito solo quelli che ho) degli autori che, su opposti fronti, ne hanno parlato. Questa società ormai é finita; se vogliamo costruirne un altra non dobbiamo guardare certo alla Germania… e ai suoi moralismi di maniera che sanno di lana caprina e di pecunia non olet … se é il soldo tedesco (ma lo stesso potremmo dire della comunità finanziaria inglese, dove sono stati "inventati" i subprime, e a maggior ragione degli squali americani); ma piuttosto a quei paesi (e li cito più su) dove la gente ha aperto gli occhi e ha deciso di cambiare strada: sempre da report, ad esempio, ricorderete quelle fabbriche in Argentina, vero? Bé nel film-doc "the corporation" li vediamo in piena lotta per ottenere quanto chiedevano e di anni ne son passati: quindi non illudiamoci che con il voto subito si cambia, anzi credo che ci vorranno anni prima che se ne esca ma almeno avremo aiutato le prossime generazioni.


in Francia? vince, solo, la paura

0 commenti

Pur se i sondaggi danno in vantaggio Hollande non sembra ci sia un grande distacco fra i due principali contendenti: 1-2 punti di distacco in percentuale … nessuno dei due sembra superare (non tanto al primo turno, cosa quasi impossibile) quota 30 quindi  a vincere é la ….. paura. A mio parere i francesi hanno pensato, riflettuto e hanno avuto paura: paura di cambiar strada completamente; paura di mandare subito a casa Sarkò; paura di svoltare verso la sinistra in maniera decisa .. particolarmente la nuova sinistra, non tanto Hollande il cui passaggio al ballottaggio, a meno di stravolgimenti, è praticamente sicuro ma é sempre un personaggio che rimane nel sistema, anzi ne é figlio: tecnocrate come Delors di certo non s'incamminerà sulla strada di un non riconoscimento della supremazia della finanza sulla politica, non sarà appiattito sulla Germania ma nemmeno se ne discosterà troppo: e, anzi, guardando i sondaggi nessuno dei due candidati principali al secondo turno riuscirà a vincere pur alleandosi con i perdenti e dovrà spostarsi al centro: quel centro numericamente minoritario ma sempre importante e che non vede di buon occhio qualunque cambiamento, pur non traumatico e ciò per i socialisti mentre per Sarkò importanti non solo saranno i voti centristi ma anche quelli dei razzisti della Le Pen e voglio proprio vedere come Sarkò riuscirà a conciliarli fra loro, la vedo dura. Come sempre, se mai ce n'era bisogno di dirlo negli ultimi 15 anni, la "paura" paga: in Francia …. come qui. Vedrete che, mentre alle amministrative ci potranno essere sorprese, alle prossime politiche a marzo 2013 (semperché non riusciranno a spostare la data in nome di qualche emergenza .. foss'anche il non essersi messi d'accordo sul sistema elettorale, quasi quasi ci sarebbe da augurarsi che quest'accordo non lo trovino se vogliamo esprimerci) anche da noi sarà questa la leva usata per spaventare quei 2,5 mln di nostri concittadini che, di solito, determinano la vittoria di uno o di un altro: il fattore, come altre volte, sarà possibilmente determinabile con la lettera "P" come paura; della crisi, del domani, dell'incertezza, e quant'altro. Non siamo diversi dai francesi e credo che, a meno di non augurarsi che il partito del non-voto raggiunga il 51%, le elezioni che ci attendono saranno, in termini "politichesi", interlocutorie ossia fra pd-l e pdl il primo supererà il secondo ma non avrà una maggioranza propria e dovrà allearsi e ciò non tanto perché aumenterà i propri voti quanto perché il suo clone populista ne perderà a iosa ma non tanti da determinarne la sparizione. Centro e Lega più o meno avranno un bilancio pari; chi rimane? Cosiddetta sinistra, IdV e Grillo: le due incognite vere. Ad oggi la prima sembra stabile, senz'infamia e senza lode; l'IdV sta scommettendo moltissimo sui movimenti e fagociterà molti voti del pd-l avendo una qualche progressione ma senza sorprese…. rimane Beppe Grillo, lui si che sarà la sopresa ma non quella sorpresa che oggi profetizzano i sondaggi: la gente, all'ultimo minuto, ci penserà su e cambierà; personalmente lo darei al 5%, non certo al 7%; tutto perché da ora ad allora il fattore "P" lavorerà sottotraccia come un tarlo e danneggerà M5S; e non poco per giunta…. se si voleva una dimostrazione di quanto il multitasking politico-mediatico pesi sulle decisioni degli elettori lo abbiamo ora sotto gli occhi in Francia e domani, fatte le dovute proporzioni, in Italia: siamo condizionabili facilmente, ed é meglio che ci facciamo la bocca; non ci saranno sorprese!!!!! Non si vedranno "cosacchi" a Roma ma nemmeno ci sarà il necessario ricambio del ceto dirigente che io e altri si auspica….


come volevasi dimostrare, ci danno i 30 giorni .. CI ESODANO

0 commenti

Noi, cittadini, rialziamo la testa? Non c'è problema: al governo e all'establishment che lo sotiene subito arrivano in soccorso le truppe cammellate dei mercati. Morgan Stanley e le altre banche americane, i padroni veri dell'economia a cui dobbiamo obbedienza, con la Germania a farci da agente di custodia per somigliare come modello sociale ed economico a quello americano, arrivano e mandano segnali …… stanno scommettendo sul nostro fallimento. Come? Vendendo i CDS (credit default swap) danno il segnale ai mercati … no diciamolo meglio: siamo immersi in una vasca piena di pescecani da cui ci separano solo leggere paratie trasparenti, ok? Bene Morgan Stanley hanno dato il segnale di togliere quelle paratie se … il governo Monti non può fare il lavoro per cui è stato chiamato, ossia salvaguardare i loro interessi. E' lo stesso ricatto che oggi stanno facendo ai francesi se voteranno Hollande e la sinistra; così come ora come ora stanno qui facendo il tifo non per Obama ma per Romney perché sanno che Obama può far cambiare rotta agli usa e farla un pò assomigliare a quell'europa che qui stanno distruggendo!! Nei decreti che stanno ora approvando il governo, e chi lo sostiene, stanno pensando a una nuova IMU per finanziare i Comuni, come dire benzina sul fuoco: da essa come sempre saranno esclusi enti ecclesiastici, banche, assicurazioni, partiti, sindacati, ecc. Ora secondo voi cosa accade se faciamo casino e allae amministrative, e poi alle politiche, diamo un chiaro segnale a costoro dicendogli di levarsi dalle scatole? Accade quello che abbiamo ora sotto gli occhi: da un lato la finanza ci fa fallire dall'altro la (anti)politica che ora soggiorna a nostre spese in parlamento ci terrorizza per farci rientrare nei ranghi del parco buoi….. ecco perché nei due precedenti post ponevo la mia attenzione su alcuni aspetti che hanno un pesupposto unico: vogliamo cambiare o no? Vogliamo uscire dall'euro o no? Qualsiasi cosa vogliamo fare e decidere di fare la dobbiamo fare in fretta e senza tornare indietro…. pensateci.


Un sondaggio pericoloso….. uscire dall’euro?

0 commenti

Esatto. Il Fatto quotidiano oggi ha pubblicato sul suo sito una domanda da far tremare i polsi a molti: uscire dall'euro? Potrei scrivere sopra un opera omnia… ma stavolta voglio evitarvi di dover sorbire la solita solfa…. quindi ….per ora taccio. Attenzione: la risposta non é facile perché comporta un cambio di rotta repentino, anzi rapidissimo ma tuto in salita dato che la svalutazione della moneta che lo sostituirebbe sarebbe da subito fortissima: non ci sono riflessioni prima, ma molto lavoro da fare poi….. fra l'altro nella cosiddetta Costituzione europea, una carta monstre che pochissimi conoscono, non credo nemmeno sia prevista la "secessione" di uno Stato: ma, come ben sappiamo, la storia spesso ci mette davanti all'imprevedibilità di una pietra che inizia in solitaria a rotolare… fino a una valanga che travolge tutto. E voi che ne dite?


Dove sta andando la scuola? Disturbi dell’apprendimento e diagnosi sui bambini

0 commenti

Lunedì 23 aprile ore 20,30
Auditorium Parrocchia Spirito Santo
P.zza Europa, 5 – Corsico (Mi)

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani tratterà un tema del quale si sente sempre più spesso parlare anche nel nostro paese, i disturbi dell'apprendimento: disturbo della lettura, ovvero la dislessia, il disturbo del calcolo, detto discalculia, il disturbo dell’espressione scritta, detto disortografia e la disgrafia, ovvero il disturbo di una scrittura difficile da leggere. 

Nelle nostre scuole cominciano a proliferare i sistemi per individuare bambini con difficoltà di lettura, scrittura e calcolo, sulle orme degli Stati Uniti in cui questo sistema di individuazione all'interno delle scuole ha portato a 17 milioni i bambini diagnosticati come affetti da  ADHD, deficit di attenzione e iperattività.

Nel settembre del 2010 è stata fatta una legge in Italia  per incentivare le attività atte ad individuare i bambini potenzialmente affetti da questi disturbi, ma cosa sono queste diagnosi e che relazioni ci sono fra le difficoltà di apprendimento e i metodi di insegnamento. A un anno e mezzo dalla legge ci sono già evidenze di eccessive diagnosi per tali disturbi.

La conferenza è a ingresso libero.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email info@ccdu.org
www.ccdu.org


Pagina 5 di 120« Inizio...«34567»...Fine »