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Findomestic Reality NeiTuoiPanni: mancano due puntate, chi sarà il vincitore finale?

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Martedì 21 maggio andrà on line la settima puntata sul servizio ai clienti e recupero crediti e il 28 maggio la finalissima che decreterà il vincitore di tutto il Reality … chi potrebbe essere?

Nei Tuoi Panni Una settimana coi consulenti Findomestic

Le sfide finora sono state tante e diverse; dalla creazione di un prestito personale alla sua vendita, dallo slogan perfetto per il conto deposito alle prove sui prodotti assicurativi e sulle carte di credito.

Ne mancano ancora poche per sapere chi salirà sul podio della vincita finale di tutto il Reality … chi potrebbe essere?

Cominciamo a conoscere chi ha vinto finora

1° prova sulla creazione di un prestito personale: Salvo, Marcello e Luca. Salvo vince anche la sfida sulla vendita del proprio prestito personale.

Salvatore Rosano detto Salvo
26 anni, di Catania. Salvo è direttore di un cinema multisala e arbitro di calcio. Ha una grande passione per la recitazione, che lo spinge a recitare per beneficenza nelle scuole. Il suo attore preferito è Al Pacino, ma se Al lo vedesse direbbe che il suo attore preferito è Salvo. Curiosissimo di mettersi nei panni dei consulenti, Salvo è determinato a vincere.
Giuseppe Castronovo, detto Marcello.
45 anni, di Palermo, ha due figli che lo fanno sorridere ogni volta che ne parla. Marcello è impiegato pubblico nella sanità animale. Ama lo sport e il suo motto è : “Chi si ferma è perduto”
Luca Imbrogno
40 anni, operaio di Genova. Una persona schietta . La cosa di cui parla con più passione è la “savate”, arte marziale che insegna ai bambini, ma l’arte con cui colpisce meglio è quella della battuta sempre pronta. Luca è un simpatico provocatore che dice di sé: “Sono come Mary Poppins, perfetto sotto ogni punto di vista”.

2° prova sull’invenzione dello slogan migliore per il conto deposito: Antonella Paoletti e Maurizio

Antonella ha 43 anni, nata e cresciuta a Firenze. Sposata, tre figli e proprietaria di un’azienda che produce ed esporta gnocchi e polenta in tutto il mondo. Antonella è una donna dinamica, combattiva, solare, con un’infinità di interessi e la voglia di coltivarli tutti.
Maurizio ha 40 anni ed è di Perugia. È responsabile marketing e commerciale in un’azienda della sua città. Un uomo che ama viaggiare, sperimentare e mettersi in gioco. Una persona con le idee chiare fin dall’età di 17 anni, quando è partito per un’avventura in Inghilterra dove ha imparato a fare lo chef. Maurizio sostiene che prima di mettersi nei panni di qualcuno bisogna avere l’umiltà di capire in quali ci si va a mettere.

3° prova sui prodotti assicurativi : Antonella Mencherini e Maurizio

Antonella ha due figli ed è impiegata nell’ufficio vendite di un’azienda di importazione; un lavoro che la mette continuamente in contatto con nuove persone. Segni particolari? 47 anni e nessun segno che li dimostri. Antonella ama la musica, lo shopping e stare con le amiche; ama viaggiare e ama da morire Parigi.

4°prova sulle carte di credito è vinta da tutti !

Chi vincerà la sfida della settima puntata?

Fonte: Nei Tuoi Panni Findomestic


Addio ad Agnese Borsellino

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Dovrei, potrei, parlare della dipartita del "Divo" ma fiumi elegiaci di inchiostro saranno sprecati in questi giorni al suo riguardo.. nessuno che dirà quel che pensa e pochi ne faranno la controstoria: il personaggio politico impersonificazione della prima repubblica del patto atlantico e della conventio ad excludendum (passando per tutti gli intrighi e le trame di cui la repubblica si è macchiata: dalle trame nere alle connivenze Stato-mafia da cui fu assolto per il periodo dopo il 1980 e prescritto prima, prescritto sia chiaro… non che ci fosse sempre il suo zampino ma di sicuro "sapeva" e annotava). Di una persona così si è scritto tutto e il suo contrario, ma mai una parola sicura anche perchè bisognerebbe accedere al suo archivio personale, cosa impossibile e non solo per ora ma anche fra anni: piuttosto quelle carte spariranno in chissà quale forziere, ma se dovessero uscire altro che fare luce, tremerebbero i pilastri della terra per quello che potrebbe esservi scritto da lui raccontando "una storia del paese da un angolo particolare…. quello del potere per il potere ossia quell'esercizio volto a far del bene anche facendo del male…..

Ma di una persona così NON voglio scrivere: non m'interessa. Voglio invece porre la mia riflessione su altra persona, una cittadina, una grande italiana ….. moglie di un altro grande italiano, Paolo Borsellino. Agnese Piraino Leto, in Borsellino, è deceduta.

Una donna di grande coraggio, moglie di UOMO coraggioso altrettanto quanto lei, ha sempre saputo tenere dritta la barra durante i tanti anni di lavoro del marito sia dopo … quando Paolo se n'era andato ucciso dalla mafia con la probabile "conoscenza/connivenza" di apparati deviati dello Stato che stavano già trattando la vendita, nemmeno il tirar giù, delle braghe alla ricerca non solo di una sorta di immunità per il ceto politico ma anche una ricerca di futura connivenza/convivenza con il potere mafioso.

Agnese Borsellino quegli anni li ha vissuti, ha perso il proprio compagno e marito Paolo e ha protetto la famiglia ma anche mantenuto un contegno personale ammirabile basato soprattutto su una incrollabile fiducia nelle istituzioni dello Stato: fiducia venuta meno quando emerse, nel corso delle indagini sulla trattativa Stato-mafia le ormai distrutte intercettazioni, penalmente irrilevanti (ma per le quali l'intero mondo mediatico, la stessa ANM, il CSM, e il Capo dello Stato hanno fatto, oltre al ricorso alla Corte Costituzionale che gli ha anche dato ragione allargando le prerogative dello stesso Presidente facendolo diventare un "monarca" repubblicano) sia chiaro, fra un privato cittadino, ex politico di primaria importanza, e lo staff del Capo dello Stato … intercettazioni rese pubbliche da alcuni settimanali e quotidiani.

Significativo fu il messaggio lettera che inviò a Servizio Pubblico in seguito alla vicenda di cui sopra e con esso chiudo il post: non voglio cadere nella retorica nè nel buonismo….. nulla è cambiato se non che ora, come sostiene con amare parole, sa chi gli ha ucciso Paolo

il video è sul blog

nulla da aggiungere.

Se mai questo paese avrà un futuro lo deve a cittadini come Paolo, Giovanni, Agnese e i tanti altri Servitori dello Stato, e non (un ricordo va a Peppino Impastato) che dal 1948 a oggi sono morti……. si fa presto a dimenticarli come si fa presto, quand'erano in vita, a denigrarli e offenderli salvo poi fare lacrime da coccodrillo quando venivano uccisi.

E' vero che il sonno della ragione genera mostri, ma in Italia quel sonno fu indotto fin dalla sua riunificazione, oltre 150 anni e chiunque prova a svegliare il paese: ha un triste destino e una grama vita.. l'Italia è matrigna quando si va oltre "certi" livelli cui non si deve mai arrivare: pensate solo che gli americani per sbarcare in sicilia si fecero aiutare da lucky luciano…. che futuro può avere un paese così? A voi la risposta.. altro che far diventare "eroe" quello che ha sparato ai CC a Roma: è un alienato come alienati sono coloro che non vedono alcun futuro coloro che si suicidano e quelli che, secondo l'ultima moda, lanciano acido addosso…… ma di cosa è frutto l'alienazione? Di una società che non da alcun supporto alla disperazione dei singoli che non ce la fanno a reggere i ritmi imposti dall'incertezza del lavoro e delle prospettive proprie e dei propri figli…. di una società che ha abdicato alla propria funzione primaria, di essere comunità così come il ceto politico sua espressione teso solo all'autoreferenzialità e all'arricchimento di se e dei propri sodali, per tacere dello Stato biscazziere e armiere… ecco perchè non mi meraviglio che un giorno s'impicca o prende un treno a iniziare la caccia a… roma.

Addio Signora Borsellino… questo paese PERSONE COME LEI NON LE MERITA


Catalano: addio all’ovvio..

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Massimo Catalano era il re dell'ovvio; fu profeta in patria: con i suoi motti fotografò quell'italia che apriva la bocca solo per dargli aria e stupire il popolo bue cone "parole difficili",  se pur scontate, dette con la sfrontatezza di chi sapeva di dirlo. Come non ricordare:

  1. meglio dal morto che dal vivo;
  2. È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze;
  3. È meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretino e senza una lira.

… per dirne alcune. Sembrano, come detto, banalità ma se ci si va oltre, nel recondito significato, si comprende che non faceva altro che mettere in ridicolo le vere banalità sociali, i luoghi comuni, le tante fesserie che vengono dette nei momenti in cui forse si dovrebbe tacere e non si vuol farlo perchè esserci e dire è meglio di esserci e stare zitti (questa è mia).

Non so se vi siete mai trovati in una di queste situaizoni, io si: e più di una volta e devo dire che mi divertivo da matti a guardare le dottissime discussioni, sempre le stesse, che venivano tenute a casa di amici o di conoscenti dove nel più e nel meno erano sempre le …. stesse. Il bello è che non eravamo a Quelli della notte, ma in una normalissima casa … sbadigli, mentali, a go go e parole al vento e in mente proprio il personaggio arboriano, mancava solo lui.

Mi mancherà…


INDOVINA CHI VIENE A CENA: RUDOLF MERNONE

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Venerdì 3 maggio ore 20.30 – Arturo TV,  221 Digitale Terrestre.

 

Arturo presenta “Indovina chi viene a cena”, il programma di cucina e intrattenimento in onda tutti i giorni alle 20:30. Ospiti speciali, vip, attori, cantanti e popolari personaggi del mondo dello spettacolo sono pronti a mettersi alla prova per preparare ricette speciali, naturalmente sotto l'attenta guida dello chef provetto Mattia Poggi.

Cosa accade dopo la partecipazione al Grande Fratello? Ce lo racconta stasera senza filtri, Rudolf Mernone protagonista su Marcopolo di "Rudolf adventures". L'ex GF è ospite nella cucina di Mattia Poggi e, tra una pentole e una padella, si lascia andare a molte confidenze sulla sua lunga clausura nella "casa" televisiva più nota d'Italia. Un appuntamento da non perdere per tutti i fan di Rudolf e per tutti i curiosi del mondo del Grande Fratello.


Velasqa debutta in radio con la Bellissima “Dimmi Cos’è”

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Dal 8 aprile in onda il nuovo singolo di Velasqa "Dimmi cos'è" scelto come "Bellissimo della settimana" su Radiobellissima. Un brano che parla del modo di essere, del modo di vivere. Parla di quel bambino e di quell’adulto che, in ognuno di noi, convivono vivendo e lottando per sopravvivere.

Un modo per guardarsi dentro e scoprire tanti lati e cose di noi stessi. Questo è il primo singolo di Velasqa un Artista che farà parlare di se. Il brano anticipa la pubblicazione di un album che racconta in ogni sua traccia parti di vita del cantautore.

(tratto da www.Radiobellissima.it  ed www.Earone.it )

Il singolo è in rotazione in più di 50 Radio.

Presto in arrivo il video che supporterà la promozione del singolo.

 

Biografia di Velasqa

"A volte mi piace stare da solo, isolarmi, prendermi una pausa da tutto e da tutti, dimenticarmi del mondo e crearmi uno spazio solo mio. Mi piace immergermi nei miei pensieri, ripercorrere la mia vita lasciandomi trasportare dai ricordi, sentire il mio passato vivo, presente, vicino.

Mi piace circondarmi di silenzio, scavare dentro di me, andare fino in fondo, sporcarmi le mani di terra e riscoprire le mie radici. Ascoltare quella parte nostalgica del mio carattere che a volte urla a gran voce per farsi sentire, avvertire la sua inquietudine, assaggiare il suo sapore. Mi piace l'odore dei panni stesi al sole ad asciugare, annusare l'aria che sa di primavera, svegliarmi la mattina e scoprire che oggi sarà una bella giornata.

Questo sono io: un malinconico sognatore romantico, introverso e solitario. La mia storia ha inizio qualche anno fa, in un appartamento di un condominio popolare nella provincia milanese. Sono cresciuto in una famiglia modesta, composta da padre, madre e quattro figli maschi; io sono l'ultimo arrivato. Nonostante in casa fossimo numerosi, ho sempre avuto la sensazione di essere solo. Forse perché la differenza di età col resto dei famigliari mi obbligava ad una sorta di isolamento, forse per una questione di compensazione nei confronti di un nucleo famigliare piuttosto ampio o forse, più probabilmente, perché l'alcolismo di cui era vittima mio padre, generava in me uno stato di paura e ansia continua che mi portava a rifugiarmi nella solitudine.

Quando riavvolgo il nastro della mia vita e schiaccio PLAY, le prime immagini che si proiettano nella mia mente sono quelle di un bambino che trascorre intere giornate tutto solo davanti ad una radio, ascoltando Musica e strimpellando una vecchia chitarra acustica. Era il mio modo di giocare e la Musica era la mia unica compagna di giochi. Se ripenso a quei momenti, mi accorgo che non è cambiato niente, tutto è rimasto uguale: avverto sempre la stessa magia che mi pervade ogni volta che abbraccio una chitarra, l'euforia mi assale ancora adesso tutte le volte che suono un accordo e ci sento dentro una nuova canzone e quando una melodia mi stringe il cuore fino a farlo soffocare, come allora… piango.

E' la Musica, è il suo potere, riesce sempre a rimandarmi indietro nel tempo e a farmi ritornare bambino. Ricordo che un giorno, avrò avuto cinque o sei anni, presi una cassetta, una C60, selezionai MIC sulla radio, avvicinai il microfono alla bocca e, dopo aver premuto RECORD, iniziai a parlare. Quando riascoltai la mia voce, rimasi folgorato: potevo registrarmi..! Potevo registrare i miei pensieri, le mie emozioni e farle ascoltare anche agli altri. Dentro di me sentivo di aver scoperto qualcosa di grandioso, ma il mio senso del valore era ancora troppo immaturo per farmi comprendere fino in fondo l'importanza di quella scoperta.

Solo oggi capisco che in quel momento trovai il mio modo per comunicare. Era come se all'improvviso si fosse aperta una porta che metteva in comunicazione il mio mondo col mondo esterno e che mi permetteva di uscire da quell'innata timidezza che mi soffocava e mi impediva di esprimermi liberamente. Credo che in quel preciso momento sia scattata la scintilla che ha messo in moto tutto. Credo di essere nato in quell'istante. Quella che inizialmente era una scintilla, nell'adolescenza si trasformò in un fuoco che mi bruciava dentro e che, anche se avessi voluto, non sarei mai riuscito a spegnere.

Suonavo continuamente, pensavo solo a quello e più suonavo, più ne sentivo il bisogno. Ero affascinato, ammaliato, rapito dalla Musica. In quel periodo ho capito che, quello che desideravo veramente, era scrivere canzoni. Volevo parlare di me, delle le mie emozioni, dei miei pensieri, descrivere il mondo come lo vedevo io, con i miei occhi, dare vita ad una Musica solo mia, scritta da me. Volevo essere un tutt'uno con la mia Musica e avrei fatto qualunque sacrificio, qualunque cosa pur di realizzare questo desiderio. E' stata la decisione che ha cambiato la mia esistenza.

Per me scrivere canzoni vuol dire creare un silenzio interiore e mettersi in ascolto, svuotarsi, diventare un canale attraverso il quale le note possano fluire. Concentrarsi, pensare, fissare il soffitto e vedere le stelle. Scrivere canzoni è chiudere gli occhi e vedere i colori. E' abbandonarsi, lasciare che lo Spirito Santo parli, fidarsi, assistere ad un miracolo. Scrivere canzoni è come pregare, mettersi in contatto con Qualcuno di più grande. Scrivere canzoni è avere fede. Le mie canzoni parlano della mia vita: in ogni nota che scrivo, in ogni parola che canto metto tutto me stesso. Le mie canzoni sono la mia vita.

Amo la Musica. Quando ripenso alla mia vita, non trovo un solo istante senza Musica, è stata ed è la colonna sonora della mia esistenza. L'ho sempre cercata, desiderata, voluta con tutte le mie forze. Non l'ho mai tradita. Attraverso Lei, ho imparato a conoscermi meglio, ad accettare i miei limiti, a capire i miei sentimenti e ad avere il coraggio di esternarli… Grazie a Lei, ho scoperto chi sono. Non mi ritengo né un musicista, né un artista, semplicemente una persona che ha avuto la fortuna di incontrarla e di innamorarsi di Lei. Mi ha sfiorato con la sua voce, dandomi il privilegio di essere un suo strumento. Per me è stato e rimane un onore. So che non riuscirò mai a conoscerla e a capirla fino in fondo, come vorrei, perché la Musica è un'entità, troppo grande, immensa e io sono troppo piccolo.

Cos'è per me la Musica? E' la voce di Dio…"


20 anni e non si vedono…….

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la rete, come la conosciamo oggi, compie 20 anni.. esattamente 20 anni fa veniva pubblicata, a cura del CERN, la prima home page con il protocollo "world wide web" con questa dicitura: “The WorldWideWeb (W3) is a wide-area hypermedia information retrieval initiative aiming to give universal access to a large universe of documents.” Erano i tempi pioneristici della rete, tempi in cui si pensava che fosse un territorio inesplorato, libero, dove ognuno poteva fare scorrerie sulla praterie digitali senza controlli tranne quelli stabiliti dalle community presenti: dalle chat in mIRC all'uso "politico" c'erano solo le netiquette e poc'altro; niente commercio nè Stati.. tutto era stabilito e fatto da chi ne usufruiva… ma, da un certo punto di vista, era già vecchia perchè era stata costruita sulle vecchie arpanet e usenet militari e universitarie americane dove un certo, poi definito hacker, "capitan crunch" scoprì che i fischietti che venivano regalati nelle confezioni omonime avevano una tonalità uguale ad attivare il telefono senza pagare gli scatti passando un intera notte a parlare con qualche potente del mondo e, se ricordo bene, cercò di mettersi in cantatto anche con il Papa.. era solo il primo, di una lunga serie, hacking della storia e il tipo fondò un gruppo, 2600Hertz, che negli anni ha dato ampia prova di cosa dovesse essere realmente la rete…..un luogo dove la conoscenza doveva essere sempre condivisa e, in tempi di guerra fredda, la conoscenza doveva saltare i muri ed essere generale senza steccati politici o ideologici: altri tempi e nemmeno funzionò come si doveva dato che quando avveniva un hacking di un qualche sistema gli stessi stati saltavano su e imprigionavano chi l'aveva commesso senza comprendere che il tutto poteva essere differente se la rete fosse stata neutrale: ma come si poteva esserlo se gli schieramenti tendevano a prevaricarsi l'uno con l'altro… mica siamo formiche ma esseri umanibravi a distinguersi dal vicino non foss'altro dal tipo di scarpe, per non dire altro, e dal loro costo immaginate se mai si poteva superare ideologie e quanto vi si nascondeva dietro: il complesso militare-industriale sia americano che sovietico che sembrava augurarsela una guerra o simil tale per autofinanziarsi e terrorizzare i propri cittadini perchè solo così potevano sperare che non capissero la truffa messa in atto e i profitti fatti alle loro spalle.

L'idea di base ancora oggi è rimasta: la condivisione; è cambiato il tipo umano che la usa e son cambiati gli stati che si son attrezzati all'uopo e ne fanno un uso anche violento, per non dire criminale, di internet (gli attacchi informatici e le violazioni richiedono enormi risporse e … chi dispone di risorse così grandi secondo voi? la risposta è ovvia…) per tacere dei gruppi "anonimi" che ausano pc terzi, detti zombie, per attaccare e violare mail e altro (M5S ne ha fatto le spese.. nonostante la prosopopea dell'uso della rete si son fatti beccare come allocchi).. è diventato un postaccio è vero ma il punto rimane: è così vasta che non può essere colonizzata per intero: si potrà fare molto per recintarla ma rimarrà sempre uno spazio dove un cittadino della rete può navigare senza temere di essere controllato perchè, anche in cina dove tutto è controllato, c'è sempre il programma o la soluziuone o il bug che ti permette di sgusciare via e volare libero…

…. una volta hacking era conoscenza e conoscenza dei punti deboli: oggi è il suo contrario e, infatti, si parla di cracking che ne è l'aspetto buio e oscuro; niente a che vedere con il primo ma i media e i governi, nonchè i cosiddetti benpensanti, son riusciti a confondere le acque e di conseguenza è anche cambiata la percezione delle tecniche di conoscenza e condivisione, purtroppo…… così come non è mai stato risolto il problema del controllo: non servono a nulla leggi, divieti, regolamenti, ecc. se chi li emana non li rispetta e usa le stesse tecniche che poi vieta alla massa.

Ecco perchè in tanti, compresi il sottoscritto, si son sempre battuti per una rete "pubblica" o meglio un accesso pubblico da affiancare ai privati: proprio perchè la rete nasce neutrale tale deve restare poi i servizi possono essere acquistati se si vuole, e se ne hanno i soldi, ma l'accesso dev'essere pubblico altrimenti oltre alla discriminazione fra cittadini c'è anche la nascita di almeno due società: una evoluta e l'altra rimasta al palo che, volendo estremizzare, parlano linguaggi diversi e al limite nemmeno si comprendono fra loro ingenerando divisioni e ….. guerre sociali prima ancora che vere e proprie. E' inammissibile una società siffatta: non è un caso che i paesi avanzati l'hanno costituzionalizzato il diritto digitale e quelli che ne hanno paura no… se ti sfuggono al controllo i cittadini potrebebro "evolversi" e questo diventa un problema per quei feudatari che oggi li governano… come in Italia

E' vero compie 20 anni, se si conta il primo WWW, ma ne anche di più se si parte dalle prime reti e comunicazioni.. ebbene non le dimostra e gliene auguro almeno altri cento, liberi e autogestiti.

Pensate alle potenzialità: istruzione, economia, lavoro, community, networking, socialnetwork, ecc. tutto potrebbe, e dovrebbe, essere gratuito… un filo, un router, un pc o tablet o chissà cosa ancora; basta poco e non ci dovrebbe essere un "costo" dato che è un servizio pubblico, anzi il primo, ormai, servizio pubblico che una società, e lo Stato sovrastante, dovrebbero assicurare… il primo

Un ricordo personale.

nel '94 entrai per la prima volta in rete con un isp locale, si chiamava tirreno.it, con un modem da 9600 kbps una cosa che oggi sembra preistoria lo so, lentissimo ma a quei tempi sembrava il top.. ricordo anche le bollette che arrivavano, da paura ma erano anche ben spesi perchè avevo la possibilità di "conoscere" e imparare non solo le modalità usate ma soprattutto imparare l'uso tecnico della rete e anche la manutenzione, ativirus compreso, del pc e del modem stesso. Altri tempi lo so, ma in realtà quei dinosauri come il sottoscritto oggi si sentono come pesci nell'acqua a differenze dei pivelloni che son venuti dopo, e che usano soprattutto Win e Linux, con interfacce di accesso agevoli e non, come accadeva al sottoscritto, che scriveva in C e C++, cobol, ecc. una faticaccia, ve lo assicuro però ne è valsa la pena: saper le strutture della rete, da quella low level a quella high (dove siamo ora) permette di evitare oceani di soldi e… di problemi.


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