Inaugurata la nuova fabbrica Renault-Nissan di Tangeri in Marocco alla cerimonia ha partecipa Sua maestà il Re Mohammed VI
I dati in breve:
- La fabbrica attrae 1,1 miliardo di euro.
- Capacità industriale di circa 400 mila macchine/anno.
- Capacità di produzione di 30 veicoli all’ora nel 2012 e di 60 nella fine di 2014.
- Impiego di 6 mila posti di lavoro diretti e 30 mila indiretti.
- 3,5 miliardi di euro di esportazioni supplementari.
- Parte integrante di un insieme di progetti strutturanti in particolare il porto Tanger Med destinato ad accompagnare lo sviluppo economico della zone nord del Marocco.
- Tangeri è a 14 km dalla riva nord del Mediterraneo.
Emergenza meteo, la situazione al Centro-Sud
Sono oltre mille gli uomini Enel in campo per far fronte all’emergenza meteo nelle regioni Lazio, Abruzzo, Molise e Campania.
Le Squadre hanno effettuato da ieri più di 1.800 interventi sulle linee elettriche. Un forte punto di attenzione e criticità resta l’accesso alle linee e alle cabine di media e bassa tensione a causa delle difficoltà di viabilità secondaria (arterie provinciali e strade vicinali).
Enel, in coordinamento con la Task Force Operativa della Regione Lazio e in collaborazione con la Protezione Civile e le istituzioni locali, ha varato e sta attuando un piano di emergenza congiunto con le Prefetture. Questo consentirà nelle prossime ore, attraverso i mezzi speciali della protezione civile, di aprire quei varchi alla viabilità che costituiranno una “corsia preferenziale” per i tecnici Enel che potranno così raggiungere le linee elettriche.
A causa degli alberi che si sono abbattuti sulle linee elettriche e dalla formazione di manicotti di ghiaccio intorno ai conduttori, la situazione alle ore 12 di sabato 4 febbraio rimane difficile ma presidiata nelle zone del frusinate, del viterbese e della cintura di Roma Nord.
Quartiere Villa Certosa a Roma: tra promesse politiche e degrado quotidiano
Non si fermano le denunce del Comitato di quartiere Villa Certosa a Roma.
Lo stato di abbandono del quartiere dura da anni e i cittadini sono ormai stanchi delle promesse e continui “giochetti” della politica e delle istituzioni. Questo articolo per raccontare come sono andati i fatti e denunciare ancora una volta l’incapacità dell’amministrazione a risolvere (ma anche solo trattare) i problemi dei quartieri “periferici” della Capitale.
Gli amministratori guardano, partecipano, promettono. Sul pratino parlano di “recinzione”. I Certosini sono scettici, vogliono un parco, non un’area chiusa e recintata e pertanto ancora più preclusa e sottratta alle esigenze dei cittadini.
Il 2 dicembre, la mozione viene portata finalmente alla votazione. La votazione, però, decade a causa del mancato raggiungimento dei numeri legali: il PdL richiede il conteggio, la maggioranza non ha i numeri, il centrodestra abbandona l’aula senza votare e la mozione viene rimandata al lunedì successivo.
Il centrosinistra fa mea culpa alla stampa: eravamo pochi, avremmo dovuto essere di più. Il PdL rilancia con un comunicato in cui condanna l’incapacità dell’amministrazione di centrosinistra. È il solito ping pong che perde di vista i cittadini e le cittadine e i loro problemi.
Il 5 dicembre la mozione viene presentata di nuovo. Questa volta i numeri sono a posto ma la mozione non passa per un “difetto di forma”: Verdecchia (PdL) sostiene che “creare un giardinetto non può essere considerata pubblica utilità” e quindi non si può richiedere la procedura di esproprio per pubblica utilità.
Propone di elaborare un Ordine del Giorno condiviso. Gli esponenti del centrosinistra abboccano e si apprestano a presentare gli ordini del giorno.
Nel primo, Mauro Corsi (PdL) sostiene che l’impianto fognario, recentemente costruito nel quartiere, è troppo grosso per un quartiere dal numero così esiguo di abitanti. Corsi aggiunge che se il quartiere vuole il pratino è necessario costruirci qualche palazzina intorno. Per fortuna la maggioranza vota contro “l’edificazione sostenibile” incautamente proposta dal consigliere Corsi.
Il secondo OdG, presentato da Verdecchia, passa con la maggioranza dei voti. L’OdG è quello relativo alla chiusura e blindatura del pratino con recinzione e illuminazione delle scalette.
Successivamente si procede finalmente alla votazione della mozione n. 68222/11 (la richiesta di acquisizione del pratino per l’allestimento di un giardino di quartiere) che per un solo voto non passa. Uno solo, non uno di più. I favorevoli sono stati 8, nessuno contrario, ma gli astenuti sono stati 9, per l’esattezza: Fabrizio Ferretti e Andrea Maggi, Italia dei Valori (sì, proprio loro, quelli della giustizia, dei diritti e delle pari opportunità); Guido Verdecchia, Giorgio La Porta, Mauro Corsi, Daniele Rinaldi, Maurizio Politi, Massimiliano Ciccocelli, il PdL quasi al completo; Virgilio D’Offizi, dell’UdC.
E il regolamento del Municipio prevede che la mozione, anche se approvata a maggioranza, non può passare se il numero degli astenuti è maggiori di quello dei favorevoli. Più dell’astensione di consiglieri di un partito che tende a fare l’interesse del privato più che quello del pubblico, viene da chiedersi il perché dell’assenza di diversi consiglieri del PD: Annunziatina Castello, Massimo Lucà, Luigi Marturano, ma, soprattutto, Fabio Piattoni, delegato alle politiche ambientali, aree e strade private, la vostra assenza è stata grave. Cos’avevate di meglio da fare dell’interesse di cittadini che siete tenuti a rappresentare?
Ai gentili amministratori del PdL: ci sta a cuore ricordarvi che la recinzione del pratino non la vogliamo. Ci sta a cuore ricordarvi che il verde pubblico non è solo questione di pubblica utilità, ma di diritto, diritto umano. A tal proposito vi invitiamo a ripassare le normative vigenti. Ci sta a cuore ricordarvi che un recinto, se non militarizzato, controllato, monitorato, non tiene lontani i malintenzionati, al contrario, li attira come api all’alveare. Ci sta a cuore ricordarvi che, prima di fare proposte incaute come l’edificazione di nuove palazzine, occorre conoscere la realtà di un territorio, la sua conformazione geofisica.
Ci sta a cuore comunicare alle nostre Amministrazioni Pubbliche che, per qualsiasi decisione, sarebbe giusto, per non dire politicamente corretto, avvertire i cittadini, coinvolgere i comitati, e non fare tutto in sordina. È poco educato oltre che politicamente scorretto.
Chiediamo, infine, al VI Municipio la convocazione di un consiglio straordinario dove vengano ridiscusse le nostre vertenze e ribadiamo che vogliamo che venga attuato quanto abbiamo richiesto: l’esproprio di quell’area verde per realizzarci un parco giochi attrezzato per bambini e bambine, un’area attrezzata per i cani e la messa a norma delle scalette (con relativo scivolo per disabili e carrozzine).
Comitato di Quartiere Villa Certosa
“3 firme per cambiare davvero”
"3 firme per cambiare davvero", raccolte più di 15mila firme per 3 cause:
1 Togliere auto blu in Campidoglio
2 Più trasparenza per il Patrimonio Immobiliare di Roma Capitale
3 Reintroduzione preferenze elettorali
http://kaleidoscopia.over-blog.it/article-3-firme-per-cambiare-davvero-95152946.html
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Il tredicesimo congresso del Fronte Polisario alle porte chiuse, chi ha rapito i tre europei da Rabuni?
Il tredicesimo congresso del Fronte Polisario alle porte chiuse
Di Yassine Belkassem
È stata confermata, come si sapeva prima, la rielezione del capo alias Mohammed Abdelaziz, che da trentacinque anni è alla guida del gruppo separatista.
Il Fronte Polisario, che rappresenta solo una piccola parte dei saharawi armati nei campi di Tindouf in Algeria, è stato creato, armato e finanziato dal Gheddafi e Algeria dal 1976 all’epoca della guerra fredda, per la lotta contro il Marocco per la separazione del Sahara – anno in cui Rabat ha liberato il Sahara, ex colonia spagnola-.
Fino ad oggi l’ONU si è rifiutato di svolgere il referendum per l’autodeterminazione della popolazione saharawi, per motivi relativi all’impossibilità dell’applicazione della consultazione referendaria e la definizione del corpo elettorale. L’ONU ha raccomandato con diverse risoluzioni la ricerca di una soluzione politica. Il Marocco, nel 2007 dicendosi disponibile solo a concedere un’autonomia amministrativa. Per il Marocco il Sahara è un territorio marocchino, il suo Piano di regolamento è stato apprezzato come Piano serio e credibile, dal Consiglio di Sicurezza e dall’Assemblea Generale dell’ONU.
Il sito italiano “rinascita” fa sapere che “al congresso si è discusso del rapimento dell’italiana Rosella Urru e dei suoi colleghi spagnoli avvenuto il 23 ottobre a Rabboni, in Algeria, e del traffico di armi proveniente dalla Libia. Da ricordare che centinaia dei mercenari del polisario hanno combattuto a fianco alle truppe del Gheddafi fino alla caduta del regime.
Il sito aggiunge che “parlando al sito mauritano Akhbar. info, un esponente della direzione Polisario, Abdel Qader Taleb ha prima accusato Al Qaida del sequestro – “si tratta di persone che hanno legami con al Qaida nel Maghreb islamico e con le organizzazioni criminali di contrabbandieri attive nel Sahara”- per poi correggersi e accusare il Marocco “che ha interesse a screditarci”.
Il 17 dicembre il cosiddetto ministro della difesa del gruppo separatista, Mohamed Lamine Bouhali, ha dichiarato ad un giornale algerino accusando i Servizi marocchini e francesi di aver organizzato il rapimento. Bouhali, ha indicato senza mezze parole che i rapitori hanno proposto la vendita degli ostaggi a Mokhtar Belmokhtar, capo di Katibat Al Mulathamun, una delle strutture le più attive per conto dell’AQMI in Sahel, ma questo ultimo ha rifiutato l’offerta, pretendendo che “l’organizzazione terroristica AQMI non ha problemi con Polisario”. Proprio su questa dichiarazione il mondo si interroga, chi ha rapito i tre europei? Polisario o AQMI? tutti due? O sono due face della stessa moneta? Tale dichiarazione conferma ancora l’esistenza di un "deal/modus vivendi" tra AQMI e polisario.
Il sito italiano “rinascita” riferisce ancora che “parlando però al giornale algerino el Watan, un altro esponente del Polisario, Mohamed Boukhari, ha aggiunto che “al momento il nostro gruppo non ha alcuna prova concreta di un legame tra il Marocco del sequestro dei tre cooperanti europei”.
Da giorni, inoltre, c’è una polemica a distanza tra le autorità maliane e il Fronte Polisario per l’uccisione di due contrabbandieri, sospettati di essere legati al sequestro degli europei. I due uomini sono stati uccisi dal gruppo separatista in un blitz avvenuto la scorsa settimana non in Mauritania, come riferito in un primo momento dalla stampa, ma in territorio maliano, scatenando la rabbia del governo di Bamako per la violazione della sovranità territoriale. “Bamako non accetterà più nessuna violazione della propria integrità territoriale da parte del Fronte Polisario. “Il nostro paese non è il Far West dove possono venire a uccidere delle persone e lo avevamo già detto in passato. La prossima volta prenderemo dei provvedimenti”, ha detto una fonte del governo al Sahara media.
L’incursione del Fronte Polisario in Mali è stata criticata anche dagli Stati Uniti, che appena sentono il nome di al Qaida prendono la palla al balzo: “Il blitz compiuto la scorsa settimana dai miliziani del Polisario in Mali rischia di far diventare la situazione nella regione del Sahel esplosiva”.
Il sito italiano conclude, “è l’analisi di Peter Pham, direttore del centro studi sull’Africa Michael S. Ansari che fa parte dell’Atlantic Council di Washington, che intervistato dal sito mauritano Sahel media ha lanciato “l’allarme” sul pericolo al Qaida nel Maghred islamico” e la collusione con i gruppi armati nella zona.
L’ala separatista è innocente? Si dice in Sahara, “non c’è fuoco senza fumo”…
Visitare Barcellona – guida turistica Barcellona Spagna
Visitare Barcellona è una guida completa che vi conduce alla scoperta del meglio di Barcellona, adatta per i turisti che intendono visitarla. La guida offre un'introduzione di carattere storico e culturale, e in fine suggerisce una serie di escursioni a piedi o in automobile che si possono effettuare.


