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Continua la misterosa moria di delfini

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Anche gli scienziati sono scettici. Le coste italiane contano un’inspiegabile ma concreta moria di delfini della specie stenella striata. La media delle carcasse spiaggiate è insostenibile se si considerano gli esemplari morti (101) e i giorni trascorsi dall’inizio dell’anno (108).
 
La Banca dati spiaggiamenti – Bds dell’Università di Pavia – riferisce che le aree costiere più colpite sono il Lazio con 31 esemplari e la Toscana con 29. Tra le probabili cause l’indebolimento degli animali per la scarsità di cibo.
L’ultimo aggiornamento è del Ministero dell'Ambiente, il rapporto realizzato dal professor Gianni Pavan della Bds è chiaro: “la moria appare molto superiore alle medie mensili registrate negli anni precedenti e in particolare la specie stenella mostra un incremento maggiore di circa 8 volte rispetto alle medie degli ultimi 10 e 20 anni”.
Lungo le coste italiane, si registra un’anomala strage di delfini (stenella coeruleoalba). Le cause sono ancora ignote. Le zone più colpite sono quelle dell’Italia centrale, Lazio e Toscana anche se l’influenza negativa si registra a macchia di leopardo ovunque. Da gennaio a marzo lungo tutta la costa tirrenica sono stati 131 gli spiaggiamenti, di cui 31 nel Lazio, 29 in Toscana, 20 in Sicilia, 20 in Calabria, 13 in Campania, 14 in Sardegna, e qualcuno isolato in Puglia, Basilicata, Marche e Molise. Gli esperti attribuiscono la causa principale delle morti al “morbillivirus”, che ha causato negli anni ’90 un’epidemia analoga. Il Ministero dell’Ambiente, confermando l’anomalia, indica altre concause come l’aumento della popolazione di stenelle, la mancanza di cibo provocata dalla pesca intensiva e l’inquinamento degli habitat costieri.
Il morbillivirus – ha spiegato Sandro Mazzariol del dipartimento Bca dell'Università di Padova e coordinatore del Cert, la task force incaricata dal ministero dell'Ambiente di studiare spiaggiamenti anomali – è stato già responsabile di una grande epidemia nel Mediterraneo agli inizi degli anni '90 e si è ripresentato più volte negli ultimi anni, specie nel Mediterraneo occidentale, lungo le coste spagnole, con un andamento simile a quello che stiamo osservando nell'attuale episodio. Ne e' testimonianza la balenottera spiaggiata a S. Rossore nel 2011 che era morta per lo stesso motivo, il che dimostra che questo caso di morti non è nuovo nelle nostre acque”.
Senza dubbio è da scartare la tossicità di origine antropica, affermano gli esperti, poiché avrebbe coinvolto altre specie marine e in tempi più brevi. Saranno comunque necessari studi approfonditi per tutelare i delfini che popolano le nostre coste.
 
Fonte: Ansa


Blossom: il pipistrello impollinatore (video)

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Il solo pensiero di trovarsi a contatto con un pipistrello, intimorisce. Non bisogna, tuttavia, lasciarsi fuorviare dalle credenze popolari poiché si tratta di un animale che bilancia gli organismi dell’habitat in cui vive.
 
Chi d’estate, specialmente la sera, non ha mai visto volare basso i pipistrelli? Certo non sono incantevoli, ma sono creature insettivore che bilanciano – cacciando parassiti e insetti – l’ecosistema circostante. Si orientano con l'ecolocazione per localizzare le fonti di cibo.
La specie dei chirotteri comprende anche il pipistrello nettarivoro australiano, dell'ordine dei Megachiroptera, lungo 6 cm. che fa concorrenza alle api poiché svolge la stessa funzione.
Il pipistrello dei fiori impollinatore è a serio rischio estinzione per la continua deforestazione delle zone fluviali dell’Australia e della Nuova Guinea. Il video ci mostra Blossom, il pipistrello coccolato dai veterinari del Bat Conservation and Rescue Centre nel Queensland che l’hanno avuto in cura dopo che lo stesso ha subito un agguato di un gatto. È stato rimesso in sesto ed è tornato libero.
Fonte: focus.it


Grandi scimmie, oltre 3.000 rapimenti all’anno

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Un rapporto ONU redatto dalla Great Apes Survival Partnership (Grasp) lancia cifre allarmanti: almeno 22.000 esemplari sottratti al loro habitat nel periodo compreso tra il  2005 e il 2011.
 
Il documento si chiama “Stolen Apes” (Scimmie rubate) e contiene numeri già impressionanti, a maggior ragione se si pensa che possano essere calcolati per difetto.

Il fenomeno interessa principalmente lo scimpanzé (64% del totale), la zona depauperata è principalmente l’Africa centrale – occidentale e il mercato di approdo è principalmente l’Asia ed il Medio Oriente.

Le finalità del contrabbando sono diverse: dalla mera esibizione degli esemplari (in zoo e parchi pubblici ma anche in giardini privati) per arrivare ai combattimenti clandestini. Il giro d’affari di questa forma di “intrattenimento” è molto importante, di conseguenza  i prezzi per esemplari di orangutan e gorilla son talmente elevati (fino a 400.000 dollari) da attirare  le attenzioni di bracconieri di tutto il mondo.

''La cattura illegale delle grandi scimmie non è un fenomeno nuovo - afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell'agenzia Onu per l'ambiente - ma le dimensioni che emergono sottolineano quanto sia importante che la comunità internazionale rafforzi la vigilanza''.

Fonte: ansa.it, www.un-grasp.org


Basta avorio! Stop al commercio di avorio in Thailandia

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Finalmente è ufficiale! In Thailandia non si potrà più commerciare l'avorio. Lo storico annuncio è stato dato ieri dal WWF a margine dell'apertura Conferenza delle parti di Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), inaugurata ieri a Bangkok.
 
Proprio il primo ministro padrone di casa Yingluck Shinawatra, afferma il Wwf in una nota, ha annunciato che si impegnerà a porre fine al commercio dell'avorio in Thailandia, la decisione è giunta dopo l'appello di circa 1,5 milioni di cittadini da tutto il mondo, che hanno firmato la petizione avorio lanciata dal WWF.
"Come prossimo passo riformeremo la legislazione nazionale con l'obiettivo di porre fine al commercio dell'avorio e allinearci con le normative internazionali – ha detto il CAPO DEL GOVERNO thailandese -. Questo ci aiuterà a proteggere tutte le specie di elefanti, da quelli africani a quelli tailandesi selvatici o domestici". L'importanza della "svolta thailandese" è cruciale per la salvaguardia dei pachidermi africani e asiatici, in quanto la nazione del sud-est asiatico rappresenta, e speriamo da oggi rappresentava, il più grande mercato d'avorio non regolamentato al mondo.
Le parole dei comunicati WWF sono chiare ed esplicite sull'argomento, vedendo nella presa di posizione di Shinawatra un primo passo verso un reale tentativo di "arginare il drammatico bracconaggio globale che sta causando la strage di decine di migliaia di elefanti ogni anno e che alimenta un'attività criminale internazionale legata al commercio di parti di animali, un traffico illegale secondo solo a quello di armi e droga".
I nuovi ricchi, in special modo cinesi, arrivano a sborsare anche sino a 800 dollari per un chilogrammo di "oro bianco" al mercato illegale, mentre solo in Thailandia sono 67 i rivenditori di avorio autorizzati certificati dalle autorità, anche se ricerche hanno provato come in realtà siano probabilmente 250 gli esercizi che commerciano in avorio.
Fondamentale quindi la decisione del governo di Bangkok, anche se, come sottolinea Massimiliano Rocco, responsabile Specie, Traffic e foreste del Wwf Italia, "ora il primo ministro Shinawatra deve fornire delle scadenze precise per questo divieto e garantire che venga attuato con urgenza, perché la strage di elefanti continua. E anche il resto del mondo deve fare la propria parte, a partire dai paesi consumatori come l’Italia: siamo tra i più importanti mercati al mondo per prodotti come il legname tropicale e le pelli di rettile e questo attira i commercianti illegali".
 
Fonte: ANSA, Il Secolo XIX, ecosystemsonlus.org


“Green Hill” era un lager per i beagle

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E' questa la senteza della Corte di Cassazione, chiamata oggi ad esprimersi sul ricorso proposto dalla Procura della Repubblica di Brescia contro l’annullamento del sequestro preventivo da parte del Tribunale del Riesame di Brescia.
 
Si' al sequestro preventivo dei quasi 2.700 cani beagle dell'allevamento Green Hill di Montichiari.
E' la posizione espressa dal sostituto pg di Cassazione, Sante Spinaci, durante l'udienza a porte chiuse davanti alla terza sezione penale della Suprema Corte. Il pg ha chiesto l'accoglimento del ricorso della procura di Brescia contro l'ordinanza con cui il riesame della citta' lombarda, il 23 ottobre scorso, aveva annullato il sequestro preventivo disposto dal gip il primo ottobre. La decisione dei supremi giudici dovrebbe arrivare tra stasera e domani: in ogni caso i cani resteranno affidati alle famiglie con cui vivono dopo essere stati tolti all'allevamento. Ieri, infatti, il gip di Brescia ha confermato il sequestro probatorio dei beagle. Se la Cassazione accogliera' pero' il ricorso della Procura bresciana, come richiesto dal pg Spinaci, secondo il quale sussiste il 'fumus' del reato (maltrattamento e uccisione di animali), pronunciandosi a favore del sequestro preventivo dei cani, la tesi accusatoria ne uscira' rafforzata. Durante l'udienza a porte chiuse, in piazza Cavour erano presenti manifestanti di Legambiente, Lav e Enpa: qualcuno, al guinzaglio, teneva anche cagnolini sequestrati a Green Hill.
 
Fonte: AGI


Incontro SIUA sul cane e il gatto: due menti a confronto

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Sarà Roberto Marchesini, etologo, esperto addestratore di cani e fondatore SIUA a condurre l’incontro che si svolgerà il prossimo 7 marzo alla Barchessa del Podere di Parma, ingresso libero.

A seguire un dibattito aperto sulle analogie e differenze tra cane e gatto, due specie animali analizzate in senso cognitivo e relazionale rispetto all’uomo; non solo, anche la risposta che sappiamo dare noi nei loro confronti influisce sull’educazione sociale e sulla capacità che i nostri amici hanno di integrarsi con gli ambienti urbani.

Se infatti il cane quale animale da branco ha da sempre mostrato un carattere sociale e naturalmente si conforma ai bisogni dell’uomo in un rapporto orizzontale di dare-avere, il gatto appare non solo più indipendente ma anche più attento a risolvere problemi di ordine “enigmistico”, come scovare una preda o perlustrare il giardino centimetro per centimetro.

Chi è il più intelligente dei due? Difficile a dirsi, poiché entrambi hanno sviluppato processi cognitivi diversi e due approcci differenti nella relazione con l’uomo.

Lo scopo dell’iniziativa promossa da SIUA è quello di sensibilizzare il pubblico verso l’ambiente animale e le relazioni che si intrattengono con esso, sulla base di un approccio che intende valorizzare l’aspetto bioetico e zooantropologico dell’educazione e dell’ addestramento del cane e degli altri animali domestici.

Inoltre, l’occasione si presenta utile per conoscere il mondo SIUA e per scoprire i numerosi corsi di addestramento cani e di referente in pet therapy che si qualificano tra i più prestigiosi del panorama nazionale.

Sempre a Parma, il 23 e 24 marzo si svolge il nuovo corso di formazione per istruttore cinofilo per imparare ad addestrare cani con il metodo SIUA.


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