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Il tredicesimo congresso del Fronte Polisario alle porte chiuse, chi ha rapito i tre europei da Rabuni?

Il tredicesimo congresso del Fronte Polisario alle porte chiuse


Di Yassine Belkassem


È stata confermata, come si sapeva prima, la rielezione del capo alias Mohammed Abdelaziz, che da trentacinque anni è alla guida del gruppo separatista.

Il Fronte Polisario, che rappresenta solo una piccola parte dei saharawi armati nei campi di Tindouf in Algeria, è stato creato, armato e finanziato dal Gheddafi e Algeria dal 1976 all’epoca della guerra fredda, per la lotta contro il Marocco per la separazione del Sahara – anno in cui Rabat ha liberato il Sahara, ex colonia spagnola-.

Fino ad oggi l’ONU si è rifiutato di svolgere il referendum per l’autodeterminazione della popolazione saharawi, per motivi relativi all’impossibilità dell’applicazione della consultazione referendaria e la definizione del corpo elettorale. L’ONU ha raccomandato con diverse risoluzioni la ricerca di una soluzione politica. Il Marocco, nel 2007 dicendosi disponibile solo a concedere un’autonomia amministrativa. Per il Marocco il Sahara è un territorio marocchino, il suo Piano di regolamento è stato apprezzato come Piano serio e credibile, dal Consiglio di Sicurezza e dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Il sito italiano “rinascita” fa sapere che “al congresso si è discusso del rapimento dell’italiana Rosella Urru e dei suoi colleghi spagnoli avvenuto il 23 ottobre a Rabboni, in Algeria, e del traffico di armi proveniente dalla Libia. Da ricordare che centinaia dei mercenari del polisario hanno combattuto a fianco alle truppe del Gheddafi fino alla caduta del regime.

Il sito aggiunge che “parlando al sito mauritano Akhbar. info, un esponente della direzione Polisario, Abdel Qader Taleb ha prima accusato Al Qaida del sequestro – “si tratta di persone che hanno legami con al Qaida nel Maghreb islamico e con le organizzazioni criminali di contrabbandieri attive nel Sahara”- per poi correggersi e accusare il Marocco “che ha interesse a screditarci”.

Il 17 dicembre il cosiddetto ministro della difesa del gruppo separatista, Mohamed Lamine Bouhali, ha dichiarato ad un giornale algerino accusando i Servizi marocchini e francesi di aver organizzato il rapimento. Bouhali, ha indicato senza mezze parole che i rapitori hanno proposto la vendita degli ostaggi a Mokhtar Belmokhtar, capo di Katibat Al Mulathamun, una delle strutture le più attive per conto dell’AQMI in Sahel, ma questo ultimo ha rifiutato l’offerta, pretendendo che “l’organizzazione terroristica AQMI non ha problemi con Polisario”. Proprio su questa dichiarazione il mondo si interroga, chi ha rapito i tre europei? Polisario o AQMI? tutti due? O sono due face della stessa moneta? Tale dichiarazione conferma ancora l’esistenza di un "deal/modus vivendi" tra AQMI e polisario.

Il sito italiano “rinascita” riferisce ancora che “parlando però al giornale algerino el Watan, un altro esponente del Polisario, Mohamed Boukhari, ha aggiunto che “al momento il nostro gruppo non ha alcuna prova concreta di un legame tra il Marocco del sequestro dei tre cooperanti europei”.

Da giorni, inoltre, c’è una polemica a distanza tra le autorità maliane e il Fronte Polisario per l’uccisione di due contrabbandieri, sospettati di essere legati al sequestro degli europei. I due uomini sono stati uccisi dal gruppo separatista in un blitz avvenuto la scorsa settimana non in Mauritania, come riferito in un primo momento dalla stampa, ma in territorio maliano, scatenando la rabbia del governo di Bamako per la violazione della sovranità territoriale. “Bamako non accetterà più nessuna violazione della propria integrità territoriale da parte del Fronte Polisario. “Il nostro paese non è il Far West dove possono venire a uccidere delle persone e lo avevamo già detto in passato. La prossima volta prenderemo dei provvedimenti”, ha detto una fonte del governo al Sahara media.

L’incursione del Fronte Polisario in Mali è stata criticata anche dagli Stati Uniti, che appena sentono il nome di al Qaida prendono la palla al balzo: “Il blitz compiuto la scorsa settimana dai miliziani del Polisario in Mali rischia di far diventare la situazione nella regione del Sahel esplosiva”.

Il sito italiano conclude, “è l’analisi di Peter Pham, direttore del centro studi sull’Africa Michael S. Ansari che fa parte dell’Atlantic Council di Washington, che intervistato dal sito mauritano Sahel media ha lanciato “l’allarme” sul pericolo al Qaida nel Maghred islamico” e la collusione con i gruppi armati nella zona.

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