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Alessandro Prete, nel cast di Squadra Antimafia la famosa fiction di CANALE 5

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Alessandro Prete è uno dei nuovi protagonisti della popolare serie di Canale 5 ‘Squadra Antimafia’ in onda presto con le nuove puntate.

Quale ruolo interpreti nella serie tv “Squadra Antimafia”?
“Il mio personaggio si chiama Bruno Privitera ed è il braccio destro di un capo mafioso interpretato da Luigi Burruano. Diciamo che sono il suo uomo d’azione nonché uomo di fiducia. Privitera è un personaggio senza scrupoli un vero cattivo. Non mancheranno nella serie alcune mosse decisive del mio personaggio che faranno svoltare la storia in un certo modo”

Sarai anche nella prossima serie?
“No, purtroppo no”.

Come ti sei trovato al fianco di Marco Bocci e con il resto del cast?
“Marco già lo conoscevo da tempo anche prima di Romanzo Criminale. E con lui mi sono trovato molto bene ed anche con il resto del cast. Tutti bravi attori. Con Giordano De Plano soprattutto visto che abbiamo iniziato insieme a fare questo mestiere. Prima nella stessa scuola di recitazione e dopo anche in un paio di lavori a teatro”.

Quali sono i tuoi impegni di laboratorio teatrale in questo momento?
“Il mio lab è rivolto ad attori professionisti che vogliono tenersi in allenamento e sempre in attività! E’ un concetto che finalmente esiste anche in Italia in America dove ho studiato questi luoghi di allenamento esistono già da molto tempo. Tengo anche dei seminari in varie parti d’Italia. Il mio lavoro al lab è qualcosa che mi sta dando molto! Sia come attore, ma soprattutto come regista! Visto che è il mio vero obbiettivo quello appunto della regia”.

Prossimi progetti a teatro?
“Avrò tre spettacoli in stagione all’Eliseo di cui firmerò le regie. Solo uno mi vedrà come attore. Il primo debutto sarà il 6 gennaio e poi a seguire gli altri a marzo ed ad aprile. I titoli delle pièce sono il sogno di una vita, paura d’amarsi e pietra paziente”.

Altri progetti dopo Squadra Antimafia?
“Vedremo… Ci sono diverse cose in ballo, ma ripeto il mio obiettivo è la regia. Quindi cercherò di fare il mio primo film da regista”.

Quando hai capito che volevi fare l’attore?
“Al mio primo provino in assoluto che fu con Bernardo Bertolucci per il film io ballo da sola. Quell’incontro fu illuminante. Facemmo prima un colloquio e poi un provino su parte che durò circa due ore. In quel periodo non volevo fare l’attore e studiavo all’università. Ma chiesi a mio padre che fu un grande attore degli anni 70 ed 80 di presentarmi il suo agente perché volevo semplicemente fare delle pubblicità. Ma la sorte volle che il mio primo provino fosse per una cosa così importante e con un regista così straordinario come Bertolucci. Lui mi lasciò dopo il provino con delle parole che non dimenticherò mai: “sei un ragazzo di eccezionale talento, io per questo film non ti posso prendere anche se mi piacerebbe, perché ho un’altra debuttante Liv Taylor ma se non studi e non ti appassioni sempre di più alla recitazione oltre a buttare via il tuo talento butterai anche una interessantissima vita che potresti fare!” E così feci… E devo dire che era vero, perché sono molto contento della vita che faccio.”

Cosa pensi della tv e del cinema d’oggi?
“Penso che la qualità sia molto scesa, penso che si potrebbe fare molto meglio osando poco di più e gli esempi di romanzo criminale, Gomorra e pochi altri lo dimostrano. Noi in Italia sappiamo ancora lavorare molto bene ma si devono avere le giuste idee. Tante volte la televisione a poca voglia di osare seguendo delle logiche di mercato più sicure ma che secondo me ultimamente neanche la gente premia più. Infatti le persone preferiscono guardare delle ottime serialità straniere che guardare alcune fiction nostrane. Per fortuna ci sono delle eccezioni come quelle citate sopra e perché no, ci metterei anche squadra antimafia. Che viaggia con degli ascolti da record”.

Perché “Squadra Antimafia” piace tanto?
“Perché ha delle storie molto interessanti come dicevo gli attori sono quasi tutti bravi e giusti per il ruolo perché c’è una straordinaria Giulia Michelini e perché è sempre stata diretta molto bene da registi competenti. Il pubblico ci crede e vive le storie con passione”.

Quali sono state le tappe fondamentali della tua carriera?
“Inizialmente sicuramente l’incontro sopra citato, poi la mia famiglia, mio padre è stato fondamentale in tante scelte anche se l’ho perso troppo presto, poi il film vite a perdere che per la prima volta mi ha visto protagonista sicuramente tre metri sopra il cielo che mi ha dato molta popolarità anche romanzo criminale, ma soprattutto tanto teatro che faccio tuttora non solo come attore ma anche come autore e regista e che non abbandonerò mai”.

Quale ruolo nel cinema e nella fiction ti piacerebbe interpretare?
“Vorrei cominciare a fare i papà visto che nella vita lo sono di due splendidi maschietti, ma poi tanti altri”.

Un sogno personale e uno lavorativo da realizzare?
“Di sogni personali tantissimi… Mi piacerebbe aprire una casa famiglia per bambini orfani e malati. Lavorativi quello che ho detto prima: un film da regista”.

Come occupi il tuo tempo libero?
“Viaggiando, leggendo, facendo tanto sport e facendo il papà soprattutto e guardando tantissimi film!”


Ti ha riconosciuto la gente dopo averti visto nel promo? le persone mi hanno riconosciuto immediatamente! Non pensavo che bastassero 5 sec di una sequenza del prologo della prossima puntata per scatenare tutto questo. Mi fermano per strada supponendo cosa ma i combinerà il mio personaggio nella serie! Di certo la presentazione era molto accattivante! E di questo ringrazio i registi e la produzione! In ogni caso penso che in quasi 20'anni di carriera e con 40 film sulle spalle qualcosa ormai sto lasciando nel ricordo delle persone. E forse posso dire chiaramente che il mio apporto professionale  fa bene a qualsiasi prodotto che decido di fare. Questo ovviamente lo dico molto umilmente.

Le tappe fondamentali della tua carriera? sicuramente incantesimo, vite a perdere, il bello delle donne, tre metri sopra il cielo, romanzo criminale e tanti altri.

Cosa ti è servito per il tuo percorso professionale? molto, ma come dicevo prima anche una lunga carriera e tanta professionalità.

Il segreto del successo di squadra antimafia? le storie, la bravura di quasi tutti i protagonisti e il carisma e la bravura di una straordinaria Giulia michelini. Sarà molto dura accettare una sua eventuale uscita dalla serie. Ma ho paura che sarà così.

Parlami del tuo personaggio? penso e spero di si! Farà precipitare gli eventi! Sia il mio che il personaggio di Luigi burruano saranno i nuovi nemici dei ragno sperando anche noi in una buona collaborazione con de Silva.

 


Renata Soli, la medium dei VIP

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Renata Soli, medium passata alla ribalta per diverse visioni che poi puntualmente si sono avverate. Negli anni scorsi, su diversi giornali hai annunciato ed anticipato diverse situazioni che poi si sono verificate, come nel caso di Emma Marrone, di Belen e Stefano e di Michelle Hunziker e di tanti altri. C’è un personaggio dello spettacolo che per un motivo o per un altro senti essere in difficoltà o peggio ancora in pericolo?
Dico che nella mia mente in questo momento mi è venuto il volto di Maurizio Costanzo, c’è un grande dolore da superare in famiglia, non voglio scendere in particolari, poi mi parla di Rosario Fiorello, deve stare più attento a chi lo circonda come amicizia, vedo un contratto che avrebbe dovuto firmare, sfumato, o che firmerà a giorni, parliamo comunque di una produzione di novembre – dicembre. Poi ce ne sarebbero da vedere, ma se dico tutto adesso poi che dirò in futuro?
Quanto ha condizionato la tua vita la consapevolezza di Elisa?
Moltissimo sia in positivo che in negativo, positivo perché posso vedere e aiutare le persone, in negativo perché il mio spirito guida, che in realtà sono due, uno è mia madre Filomena Martorana, e l’altro è Giampaolo Baratto, il quale è molto geloso di me (non capisce che io sono terrena) e mi blocca le mie relazioni sentimentali, sono oramai anni che sono da sola, ma sto bene così, finchè non si deciderà a farmi avvicinare un altro uomo al mio fianco.
Quando ti sei accorta di avere questo dono?
Questo dono si ha dalla nascita, all’età di 5 anni ho iniziato a vedere delle ombre vicino a me, che poi si sono con gli anni materializzate di notte in persone .
Moltissimi casi irrisolti di cronaca nera, passati alla ribalta anche in tv aspettano chissà cosa per essere risolti. In alcuni di essi è stato anche chiesto un tuo consulto. Puoi parlarci di qualche caso passato che ha trovato poi risoluzione come tu avevi predetto?
Ce ne sono stati diversi iniziando da Ferdinando Carretta di Parma, che aveva ucciso i genitori per l’eredità, lo dissi anche alla gazzetta di Parma che stava facendo delle interviste in piazza Garibaldi, e mentre tutte le persone dicevano che era innocente, io dichiarai che era stato lui, che i corpi non si sarebbero trovati mai, e fu così. Ricordo del piccolo Tommy Onofri, ero in contatto con il direttore di tele ducato di Parma, erano i primi momenti dopo il rapimento, ed io dissi che non lo sentivo vivo, ed infatti il piccolo era già tra le braccia di Gesù!
Per il caso di Sarah Scazzi ero stata intervistata da TeleNorba di Lecce, raccontai in tg che vedevo 3 persone ma erano di spalle, robuste, erano persone di famiglia, e gli inquirenti dovevano mettere sotto torchio uno di famiglia che avrebbe detto tutto e poi si rivelò che era zio Michele, e che il corpo della Piccola Sarah, non era dove stavano cercando, ma era in un altro posto, e così si rivelò quello che avevo detto una quindicina di giorni prima, di casi ne ho visti e grazie al mio Dono, anche quando parliamo di anni casi vecchi, come quello di Albano e Romina che si separarono dissi che non ci sarebbe stata una riconciliazione a breve!
In un mondo diviso tra quelli che guardano con diffidenza a questo mondo e quelli che invece ne sono sempre più convinti ed affascinati, riesci a spiegare in poche parole il tuo mondo?
Hanno ragione quelli che lo guardano con diffidenza, perché ahimè ci sono troppi ciarlatani, sono tutte persone che hanno avuto delusioni, che approfittano dei sentimenti e del dolore delle persone e che chiedono aiuto per qualsiasi problema (amore, lavoro, figli, ecc) promettendo loro cose che riescono a portare a termine. Però ad essere sincera, quelli che dicono di essere diffidenti, e poi magari non lo sono, mi hanno sempre chiesto, con la scusa di vedere nel loro passato, sistematicamente rimanevano senza parole e mi chiedevano “ma come fai? Tu non potevi sapere queste cose mie”. Poi ci sono quelle persone che ne restano affascinati, ma come sempre dico, fate attenzione a chi dice di essere veggenti, che magari promettono… di veri sensitivi-veggenti siamo davvero in pochissimi.
Stiamo vivendo una situazione geopolitica complicata. Da una parte la questione Ucraino-Russa dall’altra la lotta al terrorismo che coinvolge tutta l’umanità ed in particolare il mondo filo-americano. Cosa accadrà in futuro? C’è speranza di risoluzione?
Ma vedo che qui stiamo andando sempre più male che bene, risoluzioni ce ne potrebbero essere, ma vedo che non c’è accordo tra le parti, a livello politico e non sarà facile.
Guardiamo alla situazione italiana. Ormai a più riprese si sente parlare di stato in crisi, di situazione economica alla berlina. L’arrivo di Renzi può portare a dei risultati? Si continuerà per questa strada?
Sono convinta che Renzi potrebbe fare tanto, ma è ostacolato da chi ha più potere di lui, e se Renzi volesse potrebbe fare il 100%, ma purtroppo è frenato e non riesce a fare più del 40%

Cosa ti senti di dire a quelli che con diffidenza guardano le medium?
Certamente non tutti sono Medium come si definiscono, certo che ne siamo veramente pochi di Medium che hanno questo dono che Dio ci ha dato. Siamo privilegiati dalla nascita, per questo siamo pochi, e dico loro una frase che mi viene suggerita dal mio spirito giuda “Dio vede, io tramite lui provvedo” nel senso lui mi fa vedere le cose e io le dico! Non siate diffidenti, che l’aldilà esiste eccome!

MassMedia Agency


Comunicazione digitale, un gioco per professionisti

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La comunicazione digitale è sempre più difficile. Come mai? Perché i nuovi utenti che si interfacciano con internet non sono più spettatori passivi come una volta, ma sono utenti preparati che sanno cosa vogliono e come navigare su internet. Per questi nuovi utenti la comunicazione digitale significa usare le risorse disponibili sul web in modo più veloce e più pratico per risparmiare tempo e denaro. Ecco perché chi si affaccia in questo nuovo mondo come impresa ha bisogno di sapere come trarre profitto dalla comunicazione digitale. Ha bisogno di sapere come interagire con lo schermo per raggiungere tutti e soddisfare ogni desiderio. Ma come si fa?


Caffè si o no? Proprietà del caffè e sue controindicazioni

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La pianta del caffè appartiene alla grande famiglia delle Rubiacee ed al genere Coffea.

Popolato da decine di specie, ne ricordiamo qualcuna: l’arabica, che fornisce il 75% della produzione mondiale dei chicchi, diffusa in Brasile, Guatemala e Kenya, e la Canephora o robusta, che è molto coltivata in africa ed in Indonesia.

Vediamo di conoscere le proprietà del caffè, tanto amato quanto discusso, protagonista di tutti i nostri risvegli.

 1.  Proprietà del caffè

Non a tutti sono note le proprietà del caffè, a volte gradito solo sotto l’aspetto del sapore.

Il caffè aumenta la resistenza dei muscoli alla fatica, favorisce la contrazione della muscolatura intestinale (contribuendo in taluni casi a risolvere a risolvere la stitichezza). Rinforza la frequenza cardiaca, innalza la pressione arteriosa, accresce l’ampiezza e la frequenza degli atti respiratori, aumentando in tal modo l’ossigenazione del sangue. Favorisce l’immaginazione, il lavoro mentale, la prontezza dei riflessi e le capacità di espressioni verbali.

Il principio attivo più noto del caffè, responsabile della maggior parte dei casi dei suoi effetti, è la caffeina : croce e delizia dei nostri palati. Trattasi di una sostanza bianca inodore, e dal sapore amaro, contenuta in ogni tazzina di caffè nella quantità di 100 mg.

 2. Controindicazioni del caffè

Le proprietà del caffè, come si vede, sono davvero tante e, a prima vista, tutte favorevoli.

Vi sono, tuttavia, alcune condizioni patologiche quali: l’ipertensione, cardiopatia, presenza di dolori artromuscolari, gotta, gastrite, ulcera gastroduodenale che rappresentano una precisa controindicazione all’assunzione regolare di caffè.

L’abuso di caffè, che risulta più frequente di quanto non si immagini, provoca una lenta intossicazione cronica che si può manifestare in relazione alla sensibilità individuale, con sintomi quali: l’insonnia, incubi notturni, tremori alle estremità, ipereccitabilità muscolare, tachicardia, disturbi respiratori, mancanza di appetito, dimagrimento.

 3.  Impiego del caffè

Impiegata farmacologicamente, la caffeina possiede una netta azione analgesica, specie se unita all’acido acetilsalicilico, la ben nota aspirina.

Negli avvelenamenti da oppiacei e da alcool, sostanze che provocano depressione dell’attività cardiaca e respiratoria) la somministrazione di caffè ha un’azione positiva, non solo perché la caffeina funge da antidoto, ma anche perché i tannini della bevanda rendono più difficile l’assorbimento intestinale delle sostanze tossiche.

Dunque via  libera al caffè, ma a piccole dosi, senza creare dipendenza e mai assumerla se si soffre di una patologia che ne inibisca il consumo. 

 

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Verdi Sicilia e Siracusa ( Sardegna,Filangeri e Patti) : “Marco Stella non è il nostro candidato a sindaco di Augusta”

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Dario Baldan Bembo: sogna di abbracciare Papa Francesco

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Il cantautore milanese il 27 novembre 2014 parteciperà insieme ad altri artisti all'udienza speciale con Papa Francesco.
 

Siamo andati a trovare Dario Baldan Bembo, uno tra i più noti e stimati cantautori italiani, compositore e autore di canzoni senza tempo come "L'amico è…" definito l'inno internazionale dell'Amicizia, Soleado, Aria, cantate tutt'oggi da artisti di fama mondiale, per citare le più importanti, per non parlare di Minuetto, Piccolo Uomo, composte per l'indimenticabile Mia Martini. Saputo che l'intervista verte sulla sua partecipazione al Festival sul web "Una Canzone per Papa Francesco", ci anticipa con queste sorprendenti parole: "Papa Francesco suscita in me un senso di devozione tale, che incontrarlo sarebbe il sogno più bello della mia vita!". Piacevolmente sorpresi, proviamo ad approfondire.


D. Da quando prova questo senso di devozione per Papa Francesco?

R. Da quando ha iniziato il suo Pontificato. Ho capito subito che avrebbe portato una ventata di rinnovamento nella Chiesa Cattolica. E poi, il suo modo diretto di porsi, di rapportarsi con la gente, la sua umiltà. Sono diversi i casi in cui ha telefonato, personalmente, a persone in difficoltà. Capisce? Il Papa che telefona personalmente alle persone, per chiedere se e come può essere utile! Non si era mai visto!

 

D. Torniamo al suo sogno di incontrare Papa Francesco. E' per questo che partecipa al festival sul web "Una canzone per Papa Francesco", con il brano Papa e Papà?
R. Mi rendo conto che non basta cantare una canzone sul Papa per incontrarlo. Tuttavia, come si dice, la speranza è l'ultima a morire…Voglio comunque precisare che il testo della canzone, per altro bellissimo e significativo, è del mio amico Franco Romeo, un cabarettista poliedrico e di notevole esperienza.


D. La melodia le è venuta immediata?

R. Tutt'altro. Forse mi sentivo come bloccato di fronte ad una Figura così carismatica come il Papa. Verso metà Settembre Franco Romeo è venuto a casa mia per dirmi se pensassi ancora di musicare la canzone oppure lasciar perdere e abbandonare l'idea.
Mi sono detto: non posso non musicare una canzone per Papa Francesco e così, come per miracolo, è sgorgata di getto la melodia. Sono bastate tre sessioni di lavoro ed è nata "Papa e Papà". Al di là dell'esito del Festival, siamo fieri e contenti (parlo anche a nome di Franco Romeo) del lavoro che abbiamo fatto, perché è stato fatto col cuore.

 

D. E questo dev'essere stato recepito, se la Direzione Artistica del Festival, vi ha assegnato il Premio internazionale 2014. Ma ora ci può dire i suoi progetti futuri?
R. Ringraziando Dio, ho diversi progetti. Alcuni, riguardano proprio questo brano "Papa e Papà". Però al momento, per scaramanzia, preferisco non parlarne. Posso dire invece, che grazie alla collaborazione con Rete Cattolica, Elisabetta Viviani, Franco Romeo ed il sottoscritto, proporremo in giro per l'Italia, a tutte le Pro Loco, Piazze o teatri interessati, l'evento/spettacolo "Premio Amico è…Uniti per la solidarietà".


D. Di cosa si tratta?

R. E' uno spettacolo in cui oltre alle mie canzoni, quelle della Viviani, condite dall'umorismo coinvolgente di Franco Romeo, premieremo con un trofeo ad hoc, una persona della zona, che si sia distinta per un significativo gesto di Amicizie e /o Solidarietà. Per chi fosse interessato, sul sito di rete Cattolica può trovare tutte le informazioni e dettagli del caso.


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Rete Cattolica – Ufficio Stampa
Art Director – Antonio Cospito
Sito Web: http://www.cattolici.eu


Preziosi Antonio: Matera diventa Capitale Europea della Cultura per il 2019

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Sette voti su tredici, così Matera supera in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena e viene designata Capitale Europea della Cultura 2019. Questa iniziativa è nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Unione Europea. Alcuni osservatori prevedono un impatto economico sul territorio di circa 30 milioni di euro.

Matera

Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto, che ha scalzato le altre città finaliste Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena, è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta in totale da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini. Con 7 voti su 13, Matera ha superato le altre città e vinto il titolo che, oltre all’Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.

Alla cocente delusione dei sostenitori delle città perdenti si è alternato l’entusiasmo incontenibile dei lucani e di chi ha sempre sostenuto questa designazione. Tra questi personaggi legati al mondo della cultura, della politica e dello spettacolo, c’è anche il giornalista lucano Antonio Preziosi, già direttore del GR Rai e di Radio1, che ha sostenuto da sempre la bellezza e la singolarità di Matera nel mondo.
Sostenitore anche Marino Sinibaldi, direttore Radio3, che definì Matera la città della sfida e, in prima linea, il sindaco Salvatore Adduce, visibilmente commosso dalla notizia della vittoria che riscatta la città.
Open Future” è lo slogan scelto dalla Città dei Sassi per la sua candidatura perché “tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo”.

Matera città cultura

Una buona governance, la partecipazione attiva dei cittadini, una spiccata creatività delle iniziative in programma, la dimensione europea e duratura del progetto, la valorizzazione della diversità culturale dei Paesi membri ma anche l’esaltazione degli aspetti comuni: questi sono i criteri che Matera è riuscita a soddisfare incarnando pienamente il senso di questa nomina.
L’iniziativa “Capitale Europea della Cultura” è nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Unione Europea. Ogni anno il titolo viene trasferito a due città di due Stati membri. Il progetto contribuisce a favorire non solo la cultura ma anche la consapevolezza nei cittadini europei di far parte di un unico, grande patrimonio culturale.

La prima città designata è stata la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Quest’anno, la scelta è caduta su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia), mentre nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta).

FONTE: Daily Focus


Dopo essere stato ospite a MTV SPIT L’ELFO presenta il nuovo videoclip L’ODIO

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E' appena stato ospite a MTV SPIT (http://ondemand.mtv.it/serie-tv/mtv-spit)

ora presenta il suo quinto video tratto dall'album L'IGNORARAPPER

 

 

L'ELFO

presenta “L'odio”

TRATTO DALL’ALBUM “l’IGNORAPPER”

Shut Up Music

 

Guarda qui il video

 

 

 

"Diciamo che potevo avere una vita diversa, potevo studiare invece non ho studiato, potevo frequentare brave persone, bravi ragazzi e invece.." Sono queste le parole de L'Elfo, un'attimo prima dell'inizio di Odio, la traccia numero 10 de "L'Ignorapper, quinto singolo estratto da questa prima esperienza solista. le parole de L'Elfo non lasciano spazi ai dubbi. La canzone fin dal titolo e dallo skit iniziale promette di non usare mezze misure o di avere peli sulla lingua, promesse ampiamente mantenute. non resta che lasciarvi, adesso, alla visione del video.

 

Leggi qui il comunicato stampa del  disco

http://www.lunatik-ftp.it/dati/SETTEMBRE/cs_lelfo.doc

 

 


FONOKIT feat CAPAREZZA presentano il nuovo videoclip E’ UNA SFIDA

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FONOKIT

Presentano il videoclip

E' Una Sfida

feat. CAPAREZZA

 

https://www.youtube.com/watch?v=COK_vU60hu4

 

 

Secondo singolo e video tratto dall’album FANGO E BUGIE della band pugliese. Un video che è un pugno in faccia, una provocazione, una sfida, appunto.

Un brano che vede la collaborazione di CAPAREZZA. Il famoso rapper non compare nel video (come del restonon compare nemmeno la band.

Ecco come ha spiegatoil video il regista,Gianni De Blasi.


Il concetto principale è stato sviluppato su tre livelli: Il primo è la carne, un alimento che per contribuire al nostro sostentamento prevede necessariamente un atto prevaricatorio: Un assassinio. Mostrare questo attraverso il setting mi sembra allegorizzi di molto il tema della canzone (La sfida). Il secondo livello riguarda la fratellanza. I gemelli sono stati scelti per rendere più immediato il fatto che si parla di due fratelli. Il primo (il macellaio) l’aguzzino, il secondo (gemello) vittima designata in una civiltà in cui la sfida non guarda in faccia a nessuno, nemmeno al proprio fratello: L’essere umano. Una civiltà in cui la figura antropomorfa dell’uomo coniglio è posto in una situazione paradossale di potere. Il coniglio è il fautore e l’arbitro del gioco della guerra. Il coniglio rappresenta la paura: la prima causa della reciproca aggressione tra gli uomini. In questo meta contesto si sviluppa il terzo tema: La violenza. In questa visione pessimistica (e purtroppo realistica) si evince che solo attraverso la colluttazione finale, attraverso una prova di forza – l’uomo che prevarica l’uomo, il fratello che soccombe al fratello- si ristabilisce un nuovo equilibrio che non andrà però a cambiare nulla. Non andrà a migliorare la cultura e la qualità del nostro mondo, ma costruirà semplicemente un nuovo macellaio

 

IL DISCO

“Fango e Bugie” è il nuovo album dei Fonokit, disponibile nei negozi e in digital download a partire dal 29 Aprile 2014 e pubblicato per l’etichetta indipendente La Rivolta Records, con distribuzione SELF.

A quattro anni dall’esordio con Amore o Purgatorio (2010), i salentini Fonokit presentano il loro primo concept. Non è da tutti l’arte di spiazzare. In Fango e Bugie l’effetto è essenziale, visivo: autoillusione, solitudine menzogna, false verità ed autoillusioni date sono i temi che si rincorrono nervosamente nelle nove tracce che compongono il nuovo lavoro di Marco Ancona, Paolo Provenzano e Ruggero Gallo.

Il codice genetico resta ed è riconoscibile, perfino nei passaggi più crudi, cinici e dolenti dei testi: è un disco di Fonokit, la direzione e la ricerca sono però questa volta tutte votate alla ricerca di un sound spietatamente “crudo ed essenziale”.

 

“Questo disco è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS RECORD – PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSEIV – INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO”.


Infezioni Ospedaliere: gli esperti riuniti oggi a Pisa per il progetto di consenso “Antimicrobial Stewardship”

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Si tiene oggi a Pisa il secondo degli incontri regionali del Progetto di Consenso “Antimicrobial Stewardship” che riunirà i massimi esperti nazionali con l’obiettivo di giungere, attraverso il contributo dei vari centri regionali, a un documento condiviso dagli specialisti del settore sulla valorizzazione ed ottimizzazione delle risorse per il controllo delle infezioni ospedaliere e sulla corretta gestione degli antibiotici.

Il progetto, realizzato con il contributo incondizionato di Pfizer e con il patrocinio SIFOSocietà Italiana di Farmacia Ospedaliera e SIMITSocietà Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, prevede molteplici incontri con la partecipazione dei diversi professionisti coinvolti nella gestione delle infezioni nosocomiali: chirurghi, infettivologi, microbiologi, virologi, anestesisti, internisti e farmacisti ospedalieri, con l’obiettivo comune di migliorare l’outcome del paziente, ridurre l’insorgenza di resistenze antimicrobiche, ridurre gli eventi avversi correlati all’uso improprio degli antimicrobici e, conseguentemente, ridurre la spesa incongrua.

“Un progetto di Antimicrobial Stewardship, in collaborazione con la U.O. Farmacia, è stato attivato nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, già dal 2010 – afferma il Prof. Francesco Menichetti, Direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale di Pisa – esso si avvale dell’impegno di medici infettivologi e di farmacisti che, insieme, permettono un uso prudente, razionale ed appropriato della terapia e della profilassi antibiotica.”

Programmi come questi, tesi a razionalizzare e ad ottimizzare l’uso degli antibiotici, rappresentano un elemento fondamentale per il miglioramento della qualità all’interno delle strutture ospedaliere “Il programma messo in atto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana è basato inoltre sul contributo del Laboratorio di Microbiologia della U.O. Malattie Infettive per una tempestiva diagnosi eziologica delle infezioni gravi” spiega il Prof. Menichetti, che prosegue sottolineando i risultati raggiunti “Tale programma ha portato negli anni ad un contenimento della pressione antibiotica nei pazienti ricoverati e ad un risparmio considerevole di risorse economiche.”

Circa 6 pazienti su 100 contraggono un’infezione in ospedale, un dato che assume un notevole significato considerando la gravità delle infezioni ospedaliere, inoltre la prescrizione dell'antibiotico si distingue da quella di altri farmaci per l'impatto che ha non solo sul singolo paziente, ma anche sulla flora batterica ospedaliera che investe tutti i pazienti. È infatti dimostrata una stretta correlazione tra l'impiego di un antibiotico e i livelli di resistenza “per questo diventa fondamentale un loro utilizzo razionale e sempre più mirato, in grado di contrastare l’insorgenza di resistenze antimicrobiche” conclude il Prof. Menichetti.

 

L'Antimicrobial Stewardship mira, tra le altre cose, a ridurre la selezione e la diffusione di germi resistenti, limitando gli effetti avversi degli antibiotici, con un forte impatto sulla gestione dei costi della sanità pubblica garantendo il miglioramento delle condizioni di salute dei pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere.


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