segui LMN:     



Sala gremita per la 27 edizione del Premio Città di Pomigliano D’Arco fondato da Tina Piccolo.

0 commenti

Nella accogliente e gremitissima sala del ristorante “La Coccinella” sita in via G. Verdi 50 in Pomigliano D’Arco il giorno 02 Maggio a partire dalle ore 10, si è tenuta la 27 edizione del Premio Internazionale Città di Pomigliano D’Arco, fondato dalla scrittrice, critica d’arte visiva, definita da accademie e associazioni “ambasciatrice della poesia nel mondo” la poetessa Tina Piccolo. Tantissimi sono stati i premiati che ognuno di loro si sono distinti per il loro operato nel mondo della cultura, della stampa, dello spettacolo, della canzone, della medicina, della politica e dell’arte. Il premio Internazionale Città di Pomigliano D’Arco vede il patrocinio morale del consiglio regionale della campania, del comune stesso e di tantissime accademie e associazioni. Il prestigioso premio è stato condotto dal conduttore e giornalista Giuseppe Nappa con interventi di Tina Piccolo e di Dora della Corte e una valletta d’eccezione Rossella Fonderico. Il premio si apre con la poesia scritta e declamata da Tina Piccolo, “Tricolore” subito dopo ritira la benemerenza Agnese Panico Very Good Diamond’s che ci parla del suo progetto “Il filo della Vita” lo stesso è contro ogni tipo di violenza, facendo i complimenti all’organizzazione tutta per la grandissima manifestazione. Tra i premiati; Salvatore Cotena, Carmelo Cossa, Giovanni Grasso, Ausilia Loffredo, Vincenzo Maio, Francesca Panico, Davide Parlati, Giusi Paris, Rosita Ponti, Giammarco Rosanna, N.D. Maria Mascitti Zaurrini, Residenza “Villa delle Fate”. l’assessore alla cultura Roberto Nicorelli, il Consigliere Regionale ex-deputato del Parlamento Italiano Luciano Schifone, il Consigliere Regionale Flora Beneduce, la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Consiglio Regionale Francesca Beneduce, l’Assessore alla Cultura del Comune di Pomigliano Roberto Nicorelli, Antonello Rondi, Antoine, Maria Rosaria Cenni, Nicola Valeri per Radio Antenna Campania e giornalismo, il presentatore e giornalista Giuseppe Nappa, Davide Guida per la tecnologia, Diego Paura e Mimmo Sica giornalisti del Roma, la cantante e attrice Anna Capasso reduce da tournè di teatro nazionale, il cantante Mario Landi con la manager di spettacolo Mery Fabbricino, il maestro Espedito De Marino, il maestro Enrico Angelini, il rapper Luca Blindo rivelazione degli ultimi anni, il Centro La Pira, il maestro Mimmo Manna, ex musicista di Laura Pausini e direttore della scuola di musica e canto The Guitar School, la cantante Imma D’inverno, l’attore e poeta Angelo Iannelli, la giornalista Maria Grazia Porceddu della rivista SannioLife, lo sceneggiatore, autore e regista Giuseppe Cossentino oscar del web 2015, il gruppo folk NapoliExtraComunitaria e ancora Radio Amore con tantissime radio e tv. Insomma una manifestazione con un finale ricchissimo di comicità affidata ad Antonio Filippelli, un angolo dedicato anche alle vignette del grande Ciro Scialò sempre attento a disegnare vignette e caricature simpatiche a personaggi dello spettacolo. Inoltre vi è stato un bel momento con le canzoni con Antonio Onorato e Vincenzo Sacconi. Un illustre premio con grandissimi ed illustri personaggi che tutti insieme hanno innalzato la bandiera della cultura.


Il produttore televisivo e scrittore Nicola Paparusso si allea a Naomi Campbell e scende in campo con il suo team per incrementare le passerelle dell’Alta Moda di modelle africane

0 commenti

ROMA – DAKAR

Nicola Paparusso, Alex Kfoury Rubih e Terry Devol alla ricerca e valorizzazione di talenti africani. Scende in campo anche la nota Agente delle Top Model Emanuela Corsello.

 

In Africa esistono espressioni artistiche inimmaginabili. È volontà di Nicola Paparusso COO della Abbey Road Production e del produttore libanese Alex Kfoury Rabih patron della Platinium, coadiuvati da Terry Devol,  far emergere questi talenti dai luoghi del continente Africano. La purezza intellettuale legata al riciclaggio dei materiali utilizzati nelle loro opere caratterizza la loro arte ricca di significato e ne valorizza il genio artistico. Questi artisti sconosciuti se aiutati, possono esprimersi a livelli altissimi, l’interesse di Paparusso e Kfoury è di intraprendere un cammino comune che possa portarli ad esporre le loro opere sul territorio e fuori dai loro confini nazionali. La stessa opportunità vuole essere offerta ai cantanti, ai musicisti e agli attori africani. L'obiettivo è quello di far conoscere l’arte Africana anche al di fuori del suo continente, dare una possibilità a talentuosi artisti di esprimersi e di trasformare la loro vocazione artistica in una vera professione nonche' di  sperimentare contaminazioni ad ogni livello artistico.

Stesso ragionamento per il  Fashion. "Le regioni africane sono un serbatoio inverosimile di bellezza femminile e maschile ma per tante ragioni questo patrimonio genetico non emerge poi così tanto sulle passerelle dell'alta moda" afferma Paparusso.  Proprio questa è la mission che questi si propone insieme a Kfoury, Terry Devol e la famosa agente di modelle Emanuela Corsello pronta a partire per Dakar: incrementare le passerelle dell'alta moda di modelle e modelli africani ed in particolare senegalesi. Proprio nella meravigliosa capitale del Senegal avverrà il più imponente cast di bellezze nere da inserire nella scuderia della Corsello che diventerà insieme a Ndieme Diouf  patron della Maison de la Mode,  il serbatoio europeo da cui attingere il meglio di quel meraviglioso patrimonio genetico. Saranno siglati accordi tra la Corsello e le più importanti agenzie di management africane e da subito contrattualizzate le più belle aspiranti modelle  ma anche gli scultorei modelli. La nota stilista Vanessa Foglia si è detta disponibile a inserire nel suo evento romano le prescelte e di spingere con il suo esempio  i colleghi a fare altrettanto e a favorire questo processo di interscambio culturale e professionale.

Nicola Paparusso nella sua intervista  non fa'  mancare  stoccate ai  fashion designer, pubblicitari e organizzatori di eventi rei di trascurare la presenza sulle passerelle di top model appartenenti a minoranze etniche, favorendo esclusivamente le bianche. "La scelta di una modella dovrebbe essere basata soltanto sulla sua bellezza e sul suo talento, non sul colore della sua pelle", afferma Paparusso ricalcando quanto già denunciato da Naomi Campbell che pubblico' i dati di un'indagine da cui risultava  che alla Fashion Week di New York precedente alle sue dichiarazioni, soltanto il 15 per cento delle modelle salite in passerella erano nere o asiatiche. Ma la più famosa modella nera del Mondo non si limitò a tanto e aggiunse: "Questi atteggiamenti sono veri e propri atti di razzismo" e poi "Non dico che i designer di alta moda siano personalmente razzisti, ma il loro comportamento lo diventa quando escludono modelle di colore". "Naomi,  e' stata molto coraggiosa" afferma Paparusso e poi: "ha pubblicamente accusato molti dei grandi nomi del fashion internazionale, tra cui Calvin Klein, Donna Karan, Chanel, Armani, Gucci, Yves-Saint Laurent, Roberto Cavalli e Marc Jacobs. Nel mirino anche un'ultima arrivata nel campo dell'alta moda, Victoria Beckham, accusata di avere usato una sola fotomodella nera per le sfilate della linea che porta il suo nome. La Campbell si disse poi tuttavia fiduciosa che alla settimana della moda di Londra, iniziata nei giorni successivi all'intervista  ci  sarebbe stato  più spazio per le fotomodelle nere e asiatiche, e in effetti i responsabili della manifestazione fecero appello alle case di moda affinché i loro show riflettessero l'atmosfera multiculturale e multietnica della capitale britannica".

La Campbell e Iman, l'ex fotomodella africana sposata con David Bowie,   hanno fondato di recente la Diversity Coalition, un'associazione diretta a combattere la discriminazione razziale nel mondo della moda.

Attendiamo news quindi da questa mission che il team italiano e' in procinto di compiere con il nostro in bocca a lupo.

 


Rai Powatag siglato accordo con Powa Technologies

0 commenti

Fabrizio Piscopo sigla l’accordo tra Rai Pubblicità e l’inglese Powa Technologies di Dan Wagner: sbarca per la prima volta in Italia un nuovo modo di fare pubblicità coniugando app e televisione

piscopo-fabrizio

Rai Pubblicità ha siglato l’accordo per una partnership strategica con Powa Technologies, l’azienda inglese leader della tecnologia mobile, per introdurre PowaTag su tutti i propri canali media.
L’innovativa app per gli acquisti online PowaTag sarà disponibile su tutti i canali e tutte le piattaforme Rai e permetterà ai consumatori di fare acquisti e pagamenti in tempo reale attraverso qualsiasi mezzo pubblicitario.
Scaricando l’applicazione, il pubblico può interagire con le pubblicità ogni volta che vedrà il logo PowaTag semplicemente scansionando gli specifici QR Code con la fotocamera dello smartphone o tenendo lo smartphone in mano per attivare l’opzione Audio Tag che associa in automatico l’audio ad un determinato prodotto. Il processo di acquisto può essere completato in soli 2 passaggi (Touch to Buy) sfruttando i dettagli del prodotto pre-inseriti.

La Rai è tra le più grandi emittenti in Europa, nonché la più grande d’Italia grazie all’oltre 30% di share di pubblico televisivo. L’amministratore delegato di Rai Pubblicità Fabrizio Piscopo commenta: “La partnership con PowaTag si sposa perfettamente con l’impegno di Rai Pubblicità per essere sempre innovativa e al passo coi tempi. Siamo veramente orgogliosi di poter proporre ai nostri partner commerciali una soluzione all’avanguardia che risponde ai nuovi bisogni del mercato”. Piscopo aggiunge: “La televisione è di gran lunga il mezzo più popolare per fare pubblicità in Italia, ma fino ad oggi le aziende erano impossibilitate a monitorare il successo delle proprie campagne. Tramite PowaTag gli inserzionisti potranno raccogliere dati in tempo reale come mai era stato fatto prima, per sapere come, quando e dove i consumatori acquistano i loro prodotti attraverso ciascuna campagna”.
Dan Wagner, amministratore delegato e fondatore di Powa Technologies, ha detto: “Siamo molto orgogliosi di aver sottoscritto un accordo con la prestigiosa Rai Pubblicità. Grazie a PowaTag, le aziende saranno in grado di sbloccare vantaggiose opportunità di interazione con nuovi consumatori attraverso mezzi di pubblicità che fino ad oggi erano passivi”. “I consumatori potranno completare il loro acquisto persino prima che la pubblicità in onda sia finita, piuttosto che lasciare al caso il fatto che essi se ne ricordino in un secondo momento. Aziende e rivenditori saranno in grado di raccogliere dati sulle abitudini dei consumatori per sviluppare le proprie campagne, per allargare i confini dei negozi e alla fine valutare i risultati degli investimenti pubblicitari in una maniera prima impossibile”.
L’applicazione PowaTag è già attiva in tre continenti ed è stata studiata per aumentare la crescita aprendo nuove fantastiche opportunità di vendita. Grazie all’accordo con Rai Pubblicità, le aziende e i rivenditori per la prima volta potranno monetizzare immediatamente le loro campagne pubblicitarie, sfruttando PowaTag per trasformare ogni spot su tutti i canali audiovideo della Rai in una tecnica di vendita interattiva in grado di aprire nuovi redditizi canali di entrate.

FonteMobile Payments World

Verena Guidi

Ufficio Stampa Marketing Informatico


Scopri che cosa sono gli Eco Hotel

0 commenti

0
false

14

18 pt
18 pt
0
0

false
false
false

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:”";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin-top:0cm;
mso-para-margin-right:0cm;
mso-para-margin-bottom:10.0pt;
mso-para-margin-left:0cm;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:12.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ascii-font-family:Cambria;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:”Times New Roman”;
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Cambria;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;}

Un hotel ecologico è una struttura che è completamente integrata nel territorio, non danneggia l’ambiente e contribuisce in qualche modo al progresso e al miglioramento della comunità locale e la crescita sostenibile dell’industria del turismo.

… Continua a leggere su Ecoturismonline.net


Milana salva il portafogli

0 commenti

Le tasche dell’eurodeputato Guido Milana sono salve. Almeno per ora. A non essere salve sono le casse della Provincia di Roma, nelle quali la Procura contabile del Lazio voleva far rientrare due milioni e mezzo di euro e dove non è ancora tornato neppure un centesimo. Neppure quei 240 mila euro chiesti all’esponente del Pd che siede a Bruxelles, gli unici su cui la Corte dei Conti poteva già esprimersi e che invece, per una svista dei giudici, sono finiti in un limbo insieme agli altri.

Assunzioni sospette
La vicenda di Milana e di altri sette ex consiglieri provinciali romani affonda le radici nella consiliatura Gasbarra. Secondo gli inquirenti, alcuni politici si erano fatti assumere da alcune ditte poco prima di essere eletti a Palazzo Valentini, ma i contratti sarebbero stati fittizi. In realtà i consiglieri non sarebbero mai andati a lavorare nelle società dove risultavano dipendenti, facendosi però rimborsare, come prevede la legge, gli stipendi per attività mai svolte dalla Provincia, che deve pagare le ditte per le retribuzioni date a personale che nei giorni di lavoro è impegnato nell’attività politica. Sempre per la Procura di Roma, tale sistema sarebbe stato un vantaggio per le aziende, che potevano così stringere un rapporto particolare con un politico, per gli stessi consiglieri, che percepivano stipendi da dirigenti senza fare nulla, e un danno notevole, o meglio una truffa in piena regola, per l’ente pubblico. Analizzando quando accaduto tra il 2003 e il 2007, gli inquirenti romani hanno indagato otto consiglieri e agli stessi ha chiesto poi di risarcire le somme ottenute dalla Provincia anche la Corte dei Conti.

Giudizio sospeso
Analizzata la situazione in aula, la Procura contabile ha chiesto di condannare Guido Milana, attuale eurodeputato del Pd, ex presidente del consiglio regionale del Lazio ed ex consigliere provinciale di Roma, Leonardo Catarci, del Pdl, nomimato tra mille contestazioni nel CdA della Fondazione cinema per Roma negli ultimi giorni di permanenza di Renata Polverini in Regione, Alessandro Coloni, del Pd, Massimo Davenia, ex An, Angelo Miele, ex consigliere regionale del Pdl, Bruno Petrella, del Pdl, Ruggero Ruggeri, del Pd, e Francesco Paolo Posa, del Pd, ex sindaco di Frascati. A Milana è stato chiesto di restituire oltre 240 mila euro ottenuti dalla ditta Stradaioli di Aprilia, a Catarci 174 mila euro ricevuti dalla A-Due Costruzioni di Anguillara e dalla Costruzioni generali ferroviarie di Fiano, a Coloni 387.861 euro avuti dalla Aterno Service di Anzio, a Davenia 610 mila euro ricevuti dal patronato Enas e dalla Mediacon Sistemi informativi di Roma, a Miele 187 mila euro avuti dalla Pink Panther srl di Valmontone, amministrata dalla figlia, a Petrella 270 mila euro ricevuti dalla Italservice 2002 di Roma e dalla Epta Company di Rocca di Papa e a Posa 307 mila euro avuti dalla Publipromo, dalla ATS Coop ambiente e turismo e dalla coop Ingenia Servizi di Roma. L’assoluzione è stata chiesta solo per Ruggeri, che ha avuto 247 mila euro dalla Fratelli Ruggeri Diffusioni editoriali di Monterotondo, amministrata dal fratello, visto che l’inchiesta penale a suo carico è stata archiviata dal gip di Tivoli. Assolto Ruggeri, per gli altri la Corte dei Conti ha però sospeso il giudizio, nell’attesa che le loro posizioni vengano definite sul fronte penale.

La svista
Lo stop al processo ha fatto tirare a tutti i politici un sospiro di sollievo, ma soprattutto a Milana. Per quest’ultimo infatti non c’è nessuna sentenza penale da attendere. Sull’eurodeputato, il 23 aprile scorso, si è pronunciato il giudice del Tribunale di Latina, Guido Marcelli, che lo ha assolto per intervenuta prescrizione. Un particolare che difficilmente evita guai davanti alla Corte dei Conti. I giudici contabili non sembrano però aver fatto caso a quel particolare e così al momento niente salasso anche per l’esponente del Pd.


«A cena con Giannini. Aldair come un fratello»

0 commenti

Carroccia, detto «Mortadella», spiega come è cambiato il rapporto tra ultrà e giocatori: «Una volta eravamo amici, si andava insieme in pizzeria: oggi quelli fanno i preziosi»

 

 

ROMA – Loro, il campo, l' hanno sempre invaso. Per amore la maggior parte e qualcun altro per calcolo. Ora però sono cambiati i tempi e anche i modi. E non vale solo per il derby di domenica sera. «È il calcio, a Roma, che è cambiato», dice Fabrizio Carroccia, nome di battaglia «Mortadella», 40 anni, ex ultrà giallorosso di «Boys» e «Opposta Fazione», passato dalla Curva Sud alla Monte Mario. «È un calcio più cupo, anche le invasioni sono più cupe, ci sono troppi interessi», spiega. «Noi un tempo, intendo fine anni 80 inizio 90, eravamo davvero amici dei giocatori – racconta ' ' Mortadella' ' , che per la Roma è stato anche in galera – A casa mia prima di un derby veniva a cena mezza squadra: Caniggia, Cervone, Giannini, Carnevale, Rizzitelli, Desideri, Aldair. Aldair per me era come un fratello. Stavamo sempre insieme: feste di compleanno, discoteche, night. I giocatori ci davano qualche biglietto gratis e basta. Se poi sul campo qualcuno sbagliava, per lui c' era una pacca bonaria di rimprovero. Oggi invece…». Giovedì scorso, per esempio, Christian Panucci, a Trigoria, ha dovuto chiedere scusa ufficialmente al capo dei Boys, Paolo Zappavigna, per aver rifiutato di scendere in campo a Reggio Calabria la domenica prima. S' annunciava per lui una pesante contestazione, che poi invece dopo le pubbliche scuse è rientrata. Sono cambiati i tempi e anche i modi. Il calcio si è incattivito e il tifo pure. Prendete il fronte laziale. Il potere di condizionamento della curva Nord sulle scelte della presidenza Cragnotti è stato in questi anni fortissimo: dalla marcia di via Novaro nel ' 95 per bloccare la cessione di Signori al Parma (obiettivo centrato), fino al boicottaggio di Zaccheroni per avere Mancini in panchina (centrato anche quello). Ma la pressione più forte che si ricordi, certamente, fu quella del sit-in organizzato dagli «Irriducibili» sotto la Federcalcio, maggio 2000, per protestare contro il gol annullato dall' arbitro De Santis a Cannavaro in Juve-Parma. Tre giorni dopo, la Lazio vinse lo scudetto nella domenica famosa in cui la Juve arbitrata da Collina perse a Perugia su un campo reso impraticabile dalla pioggia. «Sono i soldi, sostanzialmente, ad aver cambiato le cose – dice ' ' Mortadella' ' – Oggi i calciatori guadagnano tantissimo e parecchi di loro hanno la puzza al naso, non si lasciano avvicinare. Ma oggi, sopra tutto, ci sono decine di radio e tv private che a Roma parlano di calcio. Trasmissioni tutte ampiamente sponsorizzate. Il giro di denaro è enorme. Io pure 10-15 anni fa parlavo alla radio, ma non beccavo una lira… E la politica? Anche quella in curva è cambiata. Noi eravamo di destra come quelli di oggi, certamente, ma gli striscioni di oggi si notano di più, sono più vistosi. Non è vero? Quello era un calcio diverso, più familiare. Col presidente Ciarrapico i cancelli erano sempre aperti, Sensi invece li ha chiusi». Già, gli anni di Ciarrapico: dal ' 90 al ' 93. Anni chiacchieratissimi di favori resi agli ultrà. Forse per questo «Mortadella» è così nostalgico. Anni in cui tre capi-tifosi della Roma, Vittorio Trenta dei Cucs, «Peppone» De Vivo dei Fedayn e Guido Zappavigna dei Boys, furono addirittura ammessi all' interno della Consulta delle personalità giallorosse, allo stesso piano di Alberto Sordi e e della stilista Anna Fendi. Invasioni di campo. Guido Zappavigna, cugino dell' attuale capo dei Boys, all' epoca gestiva una pizzeria insieme con il capo degli «Eagles Supporters» della Lazio, Bruno Petrella. Nome della pizzeria: «Palla al Centro». «Ci venivano Giannini, Comi, Garzya ma anche Gregucci della Lazio – ricorda Zappavigna – Ha ragione Mortadella: noi eravamo amici veri dei giocatori. Li seguivamo perfino nei ritiri. Io ho visto coi miei occhi piangere Giannini per i rapporti tesi che aveva con Ottavio Bianchi. Allora, c' era un attaccamento diverso alla maglia. Oggi l' attaccamento è ai premi-partita». Tutto finito, anche la pizzeria «Palla al Centro». Fabrizio Caccia


L’iniziativa di Qui! Foundation, Onlus guidata da Gregorio Fogliani, contro lo spreco alimentare

0 commenti

Gli esercizi commerciali della ristorazione affrontano la problematica dello spreco alimentare proponendo contenitori per gli avanzi, da una parte, e distribuendo i pasti non venduti ai bisognosi dall'altra. L'associazione no-profit di Genova Qui! Foundation di Gregorio Fogliani tra i pricipali sostenitori di questo approccio contro lo spreco alimentare.

Gregorio Fogliani

La lotta allo spreco alimentare

La sensibilizzazione al tema dello spreco del cibo nel mondo della larga distribuzione è sempre in maggiore aumento. Nascono, infatti, diverse iniziative a questo proposito, come il progetto "Doggy Bag. Se avanzo mangiatemi", ideato da Comieco e Slow Food e che coinvolge notevoli illustratori e designer chiamati a realizzare contenitori firmati, con il fine di distribuirli in seguito in una rete di ristoranti italiani aderenti all'iniziativa. L'idea invece prodotta dalla catena Metro risiede nel movimento "Schisceta Reverse", atto a recuperare gli avanzi sia di cibo sia di bevande, consentendo alla clientela di riutilizzarli in un secondo momento. Anche in questo caso si assiste all'adesione da parte di rinomati chef e pasticceri. Per quanto riguarda il progetto "Il Buono che Avanza", invece, si assiste alla partecipazione di oltre 100 esercizi, i quali non solo mettono a disposizione i contenitori per il trasporto delle pietanze avanzate, ma si impegnano anche a informare i clienti sul valore sociale dell'iniziativa: si tratta, di fatto, della prima rete di ristoranti che si pone in contrasto allo spreco, registrando una quota di avanzi pari a zero.

Qui! Group - Gregorio Fogliani

Iniziative di beneficienza contro lo spreco alimentare: Gregorio Fogliani e Qui! Foundation

Esiste, invece, un secondo approccio per ovviare alla questione dello spreco alimentare in ambito commerciale: si tratta di associazioni che operano in favore dei bisognosi, organizzando delle attività di recupero degli alimenti non venduti da differenti esercizi di ristorazione, che sono in realtà ancora commestibili, seppur non più vendibili. In questo senso si muove l'associazione Qui! Foundation, no-profit facente parte della società di Genova Qui! Group. Capitanata dal Presidente Gregorio Fogliani, l'associazione nasce nel 2008 e registra, con il progetto "Pasto Buono", una sempre maggiore crescita in termini di collaborazioni stipulate e, di conseguenza, dell'ammontare di pasti recuperati: 200mila quelli redistribuiti nel corso del 2014. Gregorio Fogliani nasce nel 1957 e fonda Qui! Group Genova nel 1989, realizzando una società a capitale totalmente italiano attivo nel settore della monetica, dei buoni pasto, del welfare aziendale e sociale.

Per maggiori informazioni sul Presidente e fondatiore di Qui! Group, Gregorio Fogliani, visita il portale dedicato.


Pachanga Latina in Italia: ecco ¡Grita La Noche!, nuovo album dei Pedro Navaja SoundMachine.

0 commenti

 

 

Fusione di stili, ritmi e sonorità latinoamericane (dalla cumbia al reggae, dallo ska al raggamuffin, dal tango alla tarantella, dal flamenco al punk rock) nel nuovo album di questa band dai marcati tratti multietnici.

Il sound dei Pedro Navaja (nome che è un tributo alla celebre canzone, una salsa, di Ruben Blades) nasce da una vera fusione di ritmi e sonorità per arrivare ad uno stile in pieno “melting pot”. Ne è un esempio ¡Grita la Noche!, secondo cd della band dopo quello d'esordio, Barrio Pachanga, del 2012.

 

Pubblicato nel 2015, auto-prodotto come etichetta Pedro Navaja SoundMachine e mixato da Alessandro Nozza presso il One Drop Studio, ¡Grita la Noche!, disponibile su iTunes, Spotify, YouTube, Musik Key, Google Play e Amazon Music, è composto da 12 brani che raccontano a 360° la solare, ricercata e meticcia personalità di una band che trasforma le sue live performances in eventi trascinanti come un'onda latina in piena, dalla quale è impossibile riemergere se non ballando e saltando dalla prima all’ultima nota.

¡Grita la Noche! raffigura la vera essenza e le origini artistiche dei Pedro Navaja, vale a dire un mix di stili provenienti dalle culture ed esperienze musicali di ognuno dei componenti del gruppo. Un disco di musica pachanga, con ritmi e sonorità che spaziano dalla cumbia al reggae, dallo ska al raggamuffin, dal tango alla tarantella, dallo ska al punk che, di fatto, è il biglietto da visita di questa band multietnica in lingua spagnola.

 

Line-up:

dal Messico: Valeria Nieves (Voce),

dal Salento: Andrea Palermo (Chitarra e Voce),

dal Cile: Kiangpo Hau (Basso),

dallo Sri Lanka: Kasun Dias (Batteria)

dalla Liguria: Mario Martini (Tromba), Tony Carvelli (Trombone), Cecco Michelazzi (Sax).

 

Dal 2011 i Pedro Navaja hanno suonato in festival importanti come: “Music for Peace” aprendo il concerto a Zulù 99 Posse, Zibba e Almalibre, GOA BOA” di Genova, presentandosi come gruppo di apertura dei Mellow Mood e dei Sud Sound Sistem, Balla coi Cinghiali di Bardineto, aprendo il concerto a Roy Paci & Aretuska e confermandosi come una delle realtà musicali più originali e coinvolgenti del panorama musicale ligure. Hanno, inoltre, condiviso palchi con artisti del calibro di Fratelli di Soledad, El V andThe Garden House, l’argentino Chimango, i Microguagua di Barcellona, Dub Incorporation e i genovesi Tua Madre ed Ex-Otago. Gli artisti che li influenzano maggiormente si ritrovano nell'ambiente latino, dalla salsa al reggaeton, dal rap al reggaemuffin, con artisti come: Sergent Garcia, Manu Chao, Calle 13, Chico Trujillo, Roy Paci & Aretuska, Fabulosos Cadillacs, Orishas, Hector Lavoé.

 

 

Tracklist

 

1. Santera

2. La Palomita

3. Rumba de Luna

4. El Macaco

5. Bangra

6. La Calavera

7. Wake Up

8. Popolo

9. Camaron

10. Dinero

11. Genova Changò

12. Violeta

 

 

Next Gigs

30 maggio 2015 @ Festival di Music for Peace, Genova

06 giugno 2015 @ Centro Sociale Buridda, Genova

31 luglio 2015 @ Festival Monte S. Giacomo (GE)

 


“L’universo siamo noi” il nuovo singolo di Alfonso Oliver

0 commenti

"L'universo siamo noi" il nuovo singolo di Alfonso Oliver


Il 18 maggio è uscito nelle radio italiane il nuovo singolo del cantautore di Reggio Emilia Alfonso Oliver ”L'universo siamo noi” (San Luca Sound).
Il cantante emiliano di origini calabresi nasce discograficamente nel 2012 con il suo primo disco inciso con la band (gli Oliver) "hotel del rock", prodotto dall'etichetta romana “Terre sommerse”.
Nel 2014 Alfonso Oliver pubblica l'album da cantautore ”Tutta colpa della musica” prodotto dalla ”Green Production”, che permetterà di farsi notare dai grandi nomi della musica italiana.
A febbraio del 2015 scrive le sigle per il programma sanremese “Caffe' con vista” in onda su 7gold,

si trasferisce a Sanremo per promuovere in concomitanza il suo singolo ”Giro giro mondo” che lo portera' ad essere l'artista sigla per il programma “blob”su rai3 per tutto il periodo della manifestazione.
Il 18 maggio 2015 esce sotto l'etichetta Bolognese “San Luca Sound” il nuovo singolo prodotto artisticamente da Renato Droghetti e con la supervisione di Manuel Auteri,

il brano mette in risalto le doti canore di Alfonso Oliver, che racconta della canzone: "bisogna ritrovare se stessi e credere in cio' che si e' e diventare quello che siamo,

e' il mio primo brano dove ho messo tutto me stesso; Spero di entrare nella testa di molte persone”.

 

Etichetta: SanLucaSound

 

Sito Ufficiale: http://alfonsooliver.it/


Gettoni di presenza

0 commenti

UNA richiesta assolutamente bipartisan quella della Pm Assunta Cocomello, che per una presunta truffa ai danni della Provincia ha chiesto il processo per l'ex presidente del consiglio regionale Guido Milana (Pd), per i consiglieri provinciali in carica Bruno Petrella (Pdl), Francesco Paolo Posa (Pd), Ruggero Ruggeri (Pd) e per gli ex consiglieri Massimo Davenia (La Destra), Leonardo Catarci (Pdl), Angelo Miele (Sdi), Alessandro Coloni (Pd) e Stefano Di Magno (An). A rischiare il rinvio a giudizio sono in tutto 27 persone.

TRA le 27 persone, oltre agli ex e agli attuali consiglieri provinciali, ci sono anche dirigenti di società. La truffa, secondo la ricostruzione della pm, sarebbe stata posta in essere, tra il gennaio 2002 e il dicembre 2007, dai politici in concorso con i dirigenti e avrebbe causato un danno per 2 milioni di euro. Le ipotesi di reato, sono, a seconda della posizione, quella di truffa, omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Una norma prevede che, nel caso in cui si sia dipendenti, se si assume un incarico in senoa un organismo quale quello della Provincia, sia la Provincia stessa rimborsare al datore di lavoro «le ore o le giornate di assenza del lavoratore dovute allo svolgimento della funzione pubblica elettiva». Secondo la ricostruzione della Procura, i consiglieri, in concorso con i dirigenti di varie società, avrebbero posto in essere «con artifici e raggiri» un «contratto di lavoro subordinato con il quale venivano assunti alle dipendenze della società» magari all'indomani della nomina a consigliere, instaurando «un rapporto di lavoro fittizio» senza avere mai, in realtà, «prestato», il politico, «un'effettiva attività lavorativa».


Pagina 1 di 98712345»...Fine »