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Lo Stato taglia le risorse per la sicurezza mentre la gente muore sotto la neve

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La vergogna  dello Stato non ha precedenti! Una classe dirigenziale incompetente e capace di curare solo i propri interessi! E’ proprio cosi’ l’ultima delle tragedie, per la valanga di neve abbattutasi sull’hotel Rigopiano, segna nell’opinione pubblica una sfiducia verso le alte Istituzioni ! Il processo inizia con il governo Monti che taglio’ le  risorse economiche alla Protezione Civile  sottovalutando le reali e gravi situazioni geofisiche sul territorio italiano ed il rischio per l’incolumità pubblica!

Dove sono i soldi e i macchinari per soccorrere la gente intrappolata dalla neve e dagli eventi sismici? occorrerebbe chiederlo ha chi ha governato questo paese in questi ultimi anni e che ha  pensato solo a gestire le proprie posizioni politiche disinteressandosi minimamente della sicurezza!

La magistratura apre le inchieste per omicidio colposo? Dovrebbe iniziare dai politici che scaricano su altri enti,  Prefetture e Sindaci, Enti che da decenni, rappresentano la necessità di interventi urgenti e richieste economiche per fronteggiare fenomeni ordinari e straordinari della natura, richieste da sempre ignorate! “Non abbiamo parole” !!!

Anni ed anni spesi da chi continua a governare questo Paese dimenticandosi della sicurezza, che taglia le risorse nella consapevolezza che sta mettendo anche in pericolo migliaia di vite umane senza mai risponederne o pagarne direttamente le conseguenze di queste sciagurate decisioni sotto qualsiasi punto di vista.

Costui dovrebbe vergognarsi di rappresentare i cittadini italliani, dovrebbe dimettersi immediatamente, fare un esame di coscienza per gli irreparabili danni e lutti causati alle tante famiglie colpite dalle conseguenze di scelte criminali fatte in passato e dal terremoto e dalla “prevedibile” neve… oggi!  

Ai cittadini abbandonati a loro stessi, risponde solo l’inerzia, il coraggio  di  tanti uomini e donne in divisa, senza mezzi ed adeguate strutture che  hanno evitato il peggio, quel personale, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia e Protezione Civile  che si sono lanciati senza esitazione e con le proprie forze per soccorrere i colpiti dal terremoto e sepolti dalla neve!

A quel personale, va espressa la massima  ammirazione e stima da parte di tutti !

Diciamo basta, nei funerali, “alle ultradecennali passarelle dei politici", “basta ai tagli della sicurezza! Vogliamo certezze e risposte risolutive!

Occorre avere il coraggio di fare investimenti concreti per la tutela e sicurezza dei cittadini e del territorio nazionale, non è davvero possibile che la richiesta dei soccorsi era stata lanciata molte ore prima dell’evento e  nessuno poteva intervenire per l’assenza dei mezzi di supporto! Dove i soldi per garantire la sicurezza? Sicuramente dirottati per salvare Banche e stipendi dei politici!

Il Sindacato Polizia Nuova Forza Democratica  esprime la massima vicinanza a tutte le famiglie colpite e chede che i responsabili, Governi e/o Politici che siano, rispondano in tutto e per tutto dei  lutti e delle devastazioni provocate con le loro scellerate decisioni.

                      Il Segretario Nazionale PICARDI Franco            


Ricordando Nicholas Marilungo di 21 anni, ha perso il controllo

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Nicholas Marilungo di 21 anni, ha perso il controllo della sua auto all'altezza del Conad sulla statale adriatica a Porto San Giorgio in zona nord. Tale episodio gli ha procurato gravi traumi che non gli hanno lasciato scampo. Ventuno anni e una vita davanti fatta di sogni e speranze ma tragicamente interrotta. Con lui se ne vanno anche la sua voglia di vivere e divertirsi, tipica di un ragazzo classe '95, troppo giovane per pensare di salutare tutti così presto… 

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LINO VOLPE in “Scala napoletana” al Teatro Sannazzaro

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Al teatro Sannazaro Lino Volpe, definito “Cantastorie d’altri tempi”, da venerdì 27 gennaio 2017, è il protagonista di “Scala napoletana”, un racconto appassionante e divertente, una favola piena di colpi di scena, che proietta il pubblico tra i vicoli della Napoli bombardata durante la seconda guerra mondiale.
L’artista, in questo spettacolo, narra e interpreta più personaggi, muovendosi tra dialoghi fitti, e momenti divertenti. Uno spettacolo che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica ospitato da prestigiose sale tra le quali il teatro San Babila di Milano e il teatro dell’Orologio di Roma. La colonna sonora, eseguita dal vivo, accenna classici della canzone napoletana e musiche scritte appositamente, per sottolineare i momenti più importanti dello spettacolo. 
«È uno spettacolo super collaudato – dichiara Volpe – è un monologo che racconta di quattro scugnizzi e che parte dalla Seconda guerra mondiale e arriva fino agli anni ’80. È una storia ambientata a Vico tutti i santi, che è la zona dove sono nato. Un vicolo emblematico, un vicolo che è tutto il mondo». La colonna sonora, eseguita dal vivo, accenna classici della canzone partenopea e musiche scritte appositamente, per sottolineare i momenti più importanti dello spettacolo. Ad accompagnare Lino Volpe sul palco saranno alla chitarra Franco Ponzo, alle percussioni Emidio Ausiello e alla fisarmonica Sasà Piedepalumbo.
 
 
Venerdì 27 gennaio 2017, ore 21
Sabato 28 gennaio 2017, ore 21
Domenica 29 gennaio 2017, ore 18
 
Per saperne di più visita il sito: www.linovolpe.it
 
 
 
 
UFFICIO STAMPA TEATRO SANNAZARO
Diego Paura
333-4726221


I dolci che hanno fatto la storia della cucina italiana

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Il Made in Italy si consacra nella nobile arte della cucina. La tradizione alimentare italiana è ricchissima e trova eccellenze assolute anche nel segmento del dolce, di cui l’Italia è Paese tra i più apprezzati. Pasticcerie, ristoranti e, oggi, persino e-commerce per la consegna dei dolci a domicilio alimentano un business sempre in fermento e capace di rinnovarsi costantemente. Nonostante ciò, però, la tradizione pasticciera italiana può vantare dessert conosciuti in tutto il mondo e che esistono da secoli.


Gelato


Il gelato è forse il dessert italiano (e non solo) più diffuso al mondo. La paternità è stata contesa a lungo con i francesi ma, oggi, è ormai chiaro che la ricetta originale è figlia del Belpaese. In particolare, il merito della ricetta va a uno chef siciliano, tale francesco Procopio dei Coltelli, che nel 1686 realizzò il primo composto assimilabile a quello che oggi tutti noi riconosciamo come gelato. Certo, la consacrazione del dessert avvenne a Parigi, dove il cuoco siculo aveva spostato la propria attività e dove l’invenzione venne consacrata dall’apprezzamento popolare. Ma l’invenzione del gelato resta nostrana.


Panettone


Il panettone è il dolce che racchiude in sé una doppia simbologia, incarnando lo spirito del Natale e quello della città di Milano. Un dolce di cui si hanno notizie già a partire dal IX secolo quando, nel periodo delle festività natalizie, le famiglie milanesi erano solite riunirsi intorno alla tavola e spezzare un “pane grande”, come scrisse lo storico Pietro Verri. La ricetta andò incontro a numerose variazioni nel corso dei secoli, ma il pane grosso è rimasto lì, ogni Natale, fino ad oggi.


Cannolo siciliano


La tradizione della cucina di Sicilia ha vissuto i condizionamenti costanti delle influenze dal mondo arabo. Ingredienti come la cannella, il cacao, i canditi giungevano prima in terra sicula e poi nel resto dell’Europa. Dall’unione tra le tradizioni araba e il retaggio pastorizio del posto, nacque il famoso cannolo siciliano. Secondo le ricostruzioni, i primi cannoli vennero preparati dalle donne dell’Harem del Castello delle donne, a Caltanissetta, durante il periodo di dominazione saracena. Non solo gli ingredienti, dunque, ma persino il contesto socio-politico da cui nacque il tipico dessert alla ricotta è da ricondurre alle influenze orientali sulla regione.


Start della campagna di crowdfunding del libro “Bingo Bongo & Altre Storie” di Stefano Labbia

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COMUNICATO STAMPA
 
 
HA IL VIA LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI DEL LIBRO "BINGO BONGO & ALTRE STORIE" DEL GIOVANE AUTORE ROMANO STEFANO LABBIA SUL SITO EPPELA.COM.
 
 
IL LIBRO IN BREVE:
 
Non se ne vedono molte, di raccolte di racconti per adulti. Ed un motivo c'è. Ma ve lo lasciamo desumere. Non lo diciamo. Non confermiamo. Non smentiamo. Sulla scia della (per ora) più celebre opera “Woobinda” di Aldo Nove, al secolo Antonello Satta Centanin, e del recente “Anteprima Mondiale”, sempre a firma dell'Aldo nazionale (?!) ecco un
agglomerato di racconti semi seri, agrodolci, pungenti, dissacranti, senza macchia e senza paura, sferzanti e chi più ne ha più ne metta, timbrati Stefano Labbia. Labbia che non solo è poeta, non solo è, qui, nelle vesti di (s)pudorato cantastorie, ma che ha anche la coscienza a portata di testa ed il cuore a portata di petto. Labbia che ama, vive, ragiona, (psico)analizza a suo modo, una civiltà, la nostra, che sta perdendo colpi. Che ha smarrito la strada ma a cui non importa minimamente il ritrovarla… Labbia che infine si / ci auto-cura le ferite che l'umanità gli / ci infligge con parole, pensieri, personaggi strampalati (ir)realmente e biecamente esistenti. Labbia che rimette a noi il giudizio di questa piccola ma significativa pseudo “Divina Commedia” 2.0.
 
NOTE
 
Non so ben dire l'esigenza che mi ha portato ad esprimere ciò che trovate in questo libro. Non del tutto, almeno. Perché molto ho ancora dentro. Da dire. Da scrivere. Da dare. So solamente che i racconti contenuti nella raccolta sono stati scritti in ordine cronologico, così, come li trovate. Non è stato cambiato nulla. In tutti i sensi. Lo scritto non ha subito modifiche. Non è stato edulcorato, "aggiustato" ma bensì nato, cresciuto e stampato così, di getto. Come sono solito fare con le liriche che compongo senza studio, senza sedermi a tavolino, ma puramente spontanee. Un'analisi del microcosmo esistenziale del nuovo millennio? No. O meglio… Nì. Perché, come celebra il “Gattopardo”: «Tutto cambia perché tutto resti fermo.». E allora ci troviamo di fronte a figure sempre esistite, camaleonti nell'animo, alchimisti di emozioni, cupi signorotti incravattati che fingono bellezza ma che, sotto a chili e chili di trucco hanno un aspetto orrendo. Mi ricordano, questi ultimi, i nobili francesi che all'acqua e al sapone, preferivano il profumo. Solo che poi arriva il momento (tragico!) in cui il buon odore passa, vola via, svanisce. E ciò che resta… è quello che realmente hanno indosso. E ancora, vi è il menefreghista, il populista, quello che odia i gatti neri ma che ospita ratti, pantegane e affini in casa. Quello che critica chi ha il turbante e poi è portatore “sano” di pidocchi. Quello che punta il dito contro la luna e invece dovrebbe puntarlo contro se stesso. Insomma… è la solita, infinitamente, triste, umanità di sempre. L'eccezione. C'è sempre l'eccezione. Anche in questo libro. Speranza. Sogno. Magia. Gioventù. Sorriso. Si, c'è anche il sorriso, anche se tiepido. Sommesso. Quasi una piccola smorfia. Ma è presente. C'è. Perché sperare non è peccato. Lo è, invece, disperare. Peace.
 
 
BIO:
 
Stefano Labbia, classe 1984, nato a Roma, è poeta, sceneggiatore, scrittore e autore di fumetti: ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore” nel 2016 per Casa Editrice Leonida. Collabora dal 2016 con le testate 2Duerighe.com (nella sezione spettacolo (cinema e teatro)), MyReviews (cinema), The Freak (autore – poeta) ed Oubliette Magazine (cinema, arte, teatro e musica).
 
 
IL CROWDFUNDING:
 
 
 
 
 


MICHELE TERRALAVORO “ON THE ROAD” È IL BRANO ESTRATTO DELL’EP “GIALLO” DELL’ARTISTA ROMANO

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Dopo varie partecipazioni come performer in prestigiosi musical (Gipsy, La Bella e La Bestia, Don Bosco il Musical) ed in tv (I Cesaroni, Tutti pazzi per amore, Ciao Darwin, Italia’s Got Talent), il poliedrico cantante sbaraglia la scena musicale con una canzone pop di grande impatto.

 

On the road” nasce nel contesto di una mostra a Roma, durante la quale Michele, ispirato dai colori forti e deboli degli acquerelli che aveva dinnanzi a lui, getta immediatamente sul foglio le emozioni percepite, una su tutte la libertà. Così è nato questo brano, osservando la vita vissuta, scavando dentro se stessi, commuovendosi come di fronte ad una mongolfiera che vola serena in un cielo terso.

 

«Tutto poi ha preso forma in quell’avventura che ho affrontato da solo, un viaggio via mare e via terra in Spagna, passando per il Mediterraneo, affrontando la vita senza guardarmi viverla. Questo ha dato ossigeno e consistenza alle emozioni, e quel riff suonato sulla mia tastiera… e alla musica arrangiata dallo STUDIO 8600 di David Giacomini». Michele Terralavoro

 

 

 

Guarda il videoclip su YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=kvFn_KDjV_c&feature=youtu.be

 

Il pezzo è estratto dall’ Ep “Giallo”, un lavoro privo di etichettature di genere che raccoglie 5 brani caratterizzati da storie verosimili, senza disegni prestabiliti, dove la musica è la strada ed il cantautore il cammino.

 

BIO

Michele Terralavoro è un cantautore, performer e scrittore di Roma. Catturato dalle vibrazioni artistiche prende parte a vari musical tra cui “Gypsy” con Loretta Goggi, “La Bella e La Bestia”, “Don Bosco il musical” andato in diretta durante il programma televisivo Domenica In; a film come “La Grande Bellezza” e a vari concorsi canori come il “Premio Mia Martini”, “Area Sanremo” e il “Montesilvano Pop Rock Music Fest” dove vince il I° Premio Assoluto come Cantautore. Lavora come modello ed attore per Mediaset e Rai, partecipando alla fiction “Cesaroni”, “Tutti pazzi per Amore” e ai programmi, “Ciao Darwin”, “Italia’s Got Talent”.

 

Finora ha pubblicato quattro singoli firmando anche la regia dei videoclip musicali. Gira l’Italia e la Spagna con i suoi live, alternando brani editi e inediti a cover, ed esibendosi in più di 40 serate live. Ha pubblicato inoltre due libri distribuiti nelle maggiori librerie d’Italia.

 

 

Contatti e social

 

Facebook https://www.facebook.com/micheleterralavoroartista/

Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCiuF8xPvg0eOcZejwyBpEiQ

 


UBALDO DI LEVA “UN CUORE FORTE” È IL NUOVO SINGOLO DEL GIOVANE CANTANTE CASERTANO

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Un brano pop-dance che, attraverso una melodia dal ritmo incalzante, traghetta un testo dal forte valore emotivo volto a scardinare l’apatia che spesso ci lobotomizza.

 

Un cuore forte” è il secondo tassello del progetto musicale iniziato con “Non riesco a convincermi” di Ubaldo Di Leva. L’ambiente musicale è sicuramente un riferimento all’ elettro-pop in grande ascesa nel panorama musicale moderno, ma mantenendo sempre un occhio all’acustico. Il risultato finale è un prodotto pop-dance che sa accontentare tutti i tipi di palati musicali.

 

«Un Cuore Forte per me significa consapevolezza e maturità in una storia o in un momento particolare della nostra vita. Non riesco quasi più a sorprendermi del comportamento delle persone in questo mondo così folle e troppo depresso. Certo, è importante a volte fare scelte con leggerezza, ma spesso siamo sempre troppo distratti e facilmente influenzabili. Sono stufo delle persone indecise, che restano sempre lì sospese ad aspettare miracoli che mai accadranno. I miracoli esistono, ma dobbiamo essere noi con la nostra volontà ad avverarli mettendoci anche un po’ di cuore, anzi molto cuore. L’errore più grande che commettiamo è allontanarci da chi amiamo perché abbiamo paura di affrontare le difficoltà. Il testo vuole dare un segno di speranza e dimostrare che solo insieme si possono attraversare e superare gli ostacoli, perché alla fine l’amore che ci unisce è troppo forte, e vincerà su ogni problema». Ubaldo Di Leva

 

 

 

 

 

Continua la solida produzione di Ubaldo Di Leva che, oltre ad essere autore e compositore del brano, nella registrazione si è avvalso della collaborazione del chitarrista casertano Ubaldo Tartaglione, di Simone Durante per quanto riguarda l’arrangiamento e il mixing, e di Antonio Baglio che ha lavorato sul mastering.

 

BIO

Classe ’94, Ubaldo Di Leva nasce a Caserta e fin da piccolo ha sempre avuto la passione per due cose che caratterizzano particolarmente la sua vita: tecnologia e musica.  

Inizia a far parlare di sé già dal suo esordio come cantante, avvenuto il 10 settembre 2012, quando, appena compiuti i diciotto anni, ha deciso di iniziare il suo progetto musicale. Nel suo primo disco di cover dal titolo “Metà di me”, Ubaldo omaggia i grandi artisti italiani spaziando da Ferro a Renga, da Ranieri a D’Alessio. Inoltre l’amico autore Giovanni Vita gli regala la sua canzone “Metà di me” che Ubaldo riarrangia insieme a Simone Durante e la ripropone al pubblico, ispirando così anche il titolo del disco.

Nel 2013 pubblica la seconda parte di “Metà di me”, introducendo però due nuovi brani, “Scrivo di te” e “Quando ti incontrerò”, iniziando il progetto di inediti di cui è autore-compositore. L’ultima sua raccolta di cover è un doveroso e sentito omaggio alla musica italiana. Il 4 settembre 2014 è una data fondamentale nella carriera artistica di Ubaldo Di Leva in quanto pubblica il singolo “Ma Perché”, che fa da apripista al suo primo album da cantautore. Il 15 dicembre 2014 esce in copia fisica e in digitale “A me piaci così”, un concept album dedicato all’amore che contiene dieci brani inediti. Il progetto, totalmente auto-prodotto, viene presentato il 19 dicembre presso il PlautoTeatroStudio (una delle prime Bose Hall europee) dove raccoglie numerosi consensi positivi anche dalla stampa. Il 26 ottobre 2015 sui migliori digital store esce il mini-ep “July Seems September”. Il 23 aprile 2016 si apre un nuovo capitolo nel percorso musicale di Ubaldo Di Leva. Esce in digitale Non Riesco A Convincermi”, il nuovo singolo masterizzato in America da uno dei più famosi mastering engineer internazionali, un guru del settore, Antonio Baglio. A corredo un eccezionale videoclip girato in un incantevole scenario del Molise. Il 2 dicembre 2016 esce in digitale “Un Cuore Forte” che rappresenta il secondo capitolo del nuovo progetto in uscita nel 2017.

 

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Perché dovresti prendere lezioni di dizione?

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Fermati un po' a pensare alle situazioni che capitano quotidianamente a te e agli altri. Quante volte avrai odiato la tua forte inflessione dialettale o ti è capitato di trovare divertente o fastidioso un discorso pubblico fatto con un accento regionale? Se hai sperimentato esperienze di questo genere ti interesserà di sicuro cosa c’è da sapere riguardo alla dizione. Una comunicazione efficace comprende anche l'uso di una dizione pulita, ovvero il modo in cui dovrebbero essere articolati correttamente i suoni che compongono il linguaggio.  
 
Perché è importante avere una buona dizione? In molteplici contesti lavorativi, non solo nel campo della recitazione, ci viene richiesta una buona presenza e una buona presentazione, che passa sicuramente attraverso l’uso consapevole della lingua italiana. Se hai intenzione di migliorare la tua voce, rendendola piacevole e capace di buona comunicazione potresti valutare la frequentazione di un Corso di Dizione.  Frequentare un corso di dizione può essere anche un'opportunità per acquisire maggiore sicurezza e chiarezza espressiva.
 
Obbiettivo del corso è fornire agli allievi le regole della corretta pronuncia italiana che una volta imparate devono essere fruibili dall’utilizzatore con la stessa facilità della parlata o accento locale. Durante un corso di dizione, normalmente, vengono svolti esercizi di gruppo mirati alla respirazione, all'esplorazione del proprio timbro ottimale ed esercizi in aula con simulazioni contestuali, in cui gli allievi vengono chiamati a “recitare” situazioni di vita quotidiana o situazioni particolari, utilizzando una corretta dizione italiana. Dalle simulazioni si passa poi alla lettura del testo.
 
Un impegno costante e personale nell'applicare le regole della dizione consentirà il miglioramento nel relazionarsi con gli altri soprattutto a livello professionale, perché se vuoi essere efficace comunicativamente, avere credibilità ed essere ascoltato, non hai altra scelta che imparare a usare correttamente il tuo apparato fonatorio.
 


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