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responsabilità e spese

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La domanda di risarcimento del danno riconducibile ad una responsabilità processuale aggravata inerente ad un procedimento dinanzi ad un giudice amministrativo non può essere proposta avanti al giudice ordinario, perché non attiene a questione patrimoniale consequenziale alla pronuncia circa la legittimità dell'atto o del provvedimento avanti a quel giudice impugnato. Detta domanda è conoscibile solo dallo stesso giudice amministrativo nell'ambito della controversia in relazione alla quale si assumono verificati gli estremi della suddetta responsabilità, spettando a detto giudice la statuizione sull'ammissibilità di quella domanda nel contenzioso amministrativo e sull'eventuale questione di legittimità costituzionale che potrebbe configurarsi per la mancanza di una previsione analoga all'art. 96 cod. proc. civ., con riferimento a quel contenzioso


Rating: ulteriori tagli per l’Italia. Abi si ribella a Moody’s

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Abi si ribella e giudica «Irresponsabile, incomprensibile, ingiustificabile» la decisione di Moody's di tagliare il rating di 26 banche italiane. Le banche non accettano il solito tempismo sospetto nella diffusione delle pagelle negative rilasciate sotto minaccia di ulteriori declassamenti.
Le motivazioni addotte, inoltre, paiono come uno sberleffo: per abbassare il rating questa volta è stata menzionata come causa il varo di misure di austerità attuate dal Governo Monti, che ridurrebbero la domanda economica a breve termine. In passato però le stesse agenzie facevano presente la forte necessità di adottare tali misure di austerity. La decisione di Moody's sarebbe quindi a detta dei banchieri “un'aggressione all'Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini”.

Sul piede di guerra anche una ventina delle maggiori banche europee che avanzeranno la proposta di ridurre le informazioni da inviare a S&P's, Moody's, e Fitch, con lo scopo di limitarne i poteri e l’influenza. Il tema verrà discusso a Francoforte in una riunione del Cfo Network, l'associazione dei direttori finanziari delle maggiori banche continentali.
Per quanto riguarda Abi, rinnoverà la richiesta alle Autorità europee e alla Banca Centrale affinché tali giudizi non siano passivamente recepiti nella regolamentazione e nei modelli di valutazione e venga promossa una severa disciplina di controllo nei confronti di tali soggetti. La nota diramata da Palazzo Altieri, infine, si conclude sottolineando che tali temi saranno all'ordine del giorno dell'esecutivo dell'associazione che si tiene oggi a Milano.
La Consob, nel frattempo, alle parole preoccupate sul ruolo delle agenzie di rating espresse durante l'incontro annuale con il mercato ha fatto seguire i fatti, convocando i rappresentanti dell'agenzia di rating Moody's in Italia, per avere chiarimenti sul downgrade.
Le scelte delle agenzie del resto hanno forti conseguenze: con un rating peggiorato le banche italiane non solo dovranno sostenere costi maggiori per finanziarsi sui mercati, ma potrebbero dover fornire garanzie più costose all'Eurotower in cambio della liquidità ottenuta. Per questo sarebbe fondamentale che la Bce e le istituzioni europee non tenessero conto di questi giudizi. Anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha commentato il taglio dei rating come una scelta discutibile: «Siamo di fronte a una situazione molto delicata che sta penalizzando fortemente il nostro paese, le banche, le imprese, i cittadini– ha detto ieri Marcegaglia – Questi giudizi dovrebbero essere dati con più attenzione. C'è un attacco continuo che preoccupa». Anche il mondo della politica condivide.


Boom di polizze Rc auto non rinnovate

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Forse la causa risiede nei copiosi rincari, ma in Italia molti automobilisti scelgono di utilizzare le proprie automobili con il tagliando scaduto.

I dati diffusi dall’Ania sono allarmanti: il calo nel 1° trimestre 2012 è di 260 mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Da gennaio ad oggi i sequestri per tagliandi scaduti o falsi sono stati oltre 300, il triplo rispetto a un anno fa. Chi non rinnova l’assicurazione, non solo rischia una multa di 838 euro, ma anche il fermo amministrativo del mezzo che viene poi confiscato qualora entro 30 giorni l’automobilista non provveda a pagare sanzione amministrativa e premio. In alcune città in particolare il calo è stato notevole: a Roma la diminuzione supera le 9 mila unità, un flusso anomalo su oltre 7 milioni e 200 mila veicoli assicurati. Senza contare, come ha spiegato sempre l’Ania, che la capitale è la terza provincia italiana per frequenza di sinistri dopo Napoli e Prato.
L’Associazione delle compagnie assicurative avverte che i sinistri provocati da chi non ha copertura assicurativa ricadono sulla collettività., infatti i soldi vengono presi dal Fondo di garanzia per le vittime della strada. A quanto pare una soluzione però ci sarà.
Con il contrassegno elettronico, che sostituirà l’obsoleto cartaceo, i possessori di polizze false o scadute avranno vita difficile: telepass, autovelox, varchi ztl e tutor saranno infatti utilizzati elettronicamente per verificare la regolare copertura Rc Auto dei veicoli.


Obama e Monti sulla crisi: crescita e occupazione obiettivi prioritari

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La crescita e l’occupazione sarebbero obiettivi prioritari secondo Il presidente Usa Barack Obama e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti per uscire dalla crisi economica che sta attanagliando l'Eurozona.
Ieri i due leader ne hanno discusso durante un colloquio telefonico che anticipa di qualche giorno il G8 di Camp David. Altro tema caldo la guerra in Afghanistan che sarà al centro del vertice Nato a Chicago , a partire da domenica.
La telefonata rappresenta l'ultimo segnale che questo potrebbe essere il momento giusto per stringere i tempi sulla questione crescita nell'Eurozona, dopo anni di politiche di austerita'. La necessita' di stimolare la crescita e tagliare le spese e' stata sottolineata anche dall'elezione del nuovo presidente francese Francois Hollande, che ieri a Berlino ha incontrato il Angela Merkel, strenuo difensore dell'austerity.
Obama e Monti avrebbero convenuto sull’immediato bisogno di intensificare gli sforzi per la creazione di posti di lavoro. ''Il presidente attende di discutere questi argomenti in modo piu' dettagliato con il primo ministro italiano durante la prossima riunione dei leader del G8 a Camp David questo fine settimana'', fa sapere la Casa Bianca. Obama e Monti hanno poi discusso di Afgfhanistan e del passaggio della gestione della sicurezza dalla Nato alle autorita' locali in vista del ritiro delle forze Isaf pervisto entro il 2014.


Investimenti e banche: quando lo spread supera i 400 punti

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Lo spread BTp-Bund continua a crescere superando quota 400. Le Borse registrano forti scosse, con Milano che limita i danni (-1,2). Molte vendite principalmente su Madrid (-2,8) in conseguenza alla notizia della parziale nazionalizzazione di Bankia, il quarto istituto di credito spagnolo. La tensione ricomincia a salire sui mercati azionari e obbligazionari. E cosa potrebbe succedere se la Grecia, a un passo dall'ingovernabilità, uscisse dall'euro? Si otterrebbe una duplice conseguenza: i Paesi del Mediteranneo, da un lato, sarebbero trascinati nella crisi tra debito sovrano e recessione; La Germania, d’altra parte, che dopo aver visto crescere la propria produzione, ora registra anche un nuovo boom delle esportazioni.
Il risultato è un massiccio ritorno degli investitori ai beni rifugio, pur essendo a rendimento zero come i titoli di Stato tedeschi e svizzeri.Per quanto riguarda i capitali italiani in Svizzera, sono in arrivo nuove regole fiscali. Italia e Svizzera accelerano il passo per definire la regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti nella Confederazione elvetica da contribuenti non residenti e per l'introduzione di un'imposta alla fonte sui futuri redditi da capitale.
E’ inoltre in programma la revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni e l'accordo relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri. Malessere delle imprese: nuovo allarme credit crunch (stretta sul credito: diminuzione della disponibilità del credito e inasprimento delle condizione per ottenerlo che rischiano di aggravare la situazione recessiva).
Le grandi difficoltà delle imprese trovano purtroppo nuove conferme. Secondo la Banca d'Italia, l'andamento dei prestiti alle imprese risulta completamente piatto nel mese di marzo. Intanto, le aziende continuano a fare i conti con crescenti difficoltà nel recupero dei crediti fiscali, in particolare i rimborsi Iva, attraverso il meccanismo delle compensazioni.


Enel, oltre 250 milioni di euro per l’ambiente

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Oltre 250 i milioni di euro investiti per attività di protezione ambientale, parte di un impegno finanziario complessivo che ammonta a più di 730 milioni di euro. Sono le cifre dell’attività di Enel nel 2011 per interventi a tutela dell’ambiente nei Paesi nei quali è presente.

Un impegno economico ampio e dettagliato che riguarda tutta la cosiddetta filiera dell’energia, interessa impianti, materie prime e cicli di produzione, coinvolge personale e condizioni lavorative e interviene nella sostenibilità ambientale di tutte le fonti, dalle rinnovabili a quelle tradizionali.

“Le spese ambientali (investimenti e spese correnti) sono rilevate secondo un sistema di classificazione ispirato ai criteri Eurostat/Istat” sottolinea il Rapporto ambientale 2011, “che considera ‘spese per la protezione dell’ambiente’ le spese per attività e azioni di prevenzione e riduzione dei fenomeni di inquinamento e degrado ambientale nonché di ripristino della qualità dell’ambiente”.

Si tratta di spese effettuate a partire da provvedimenti normativi, convenzione con enti locali o per volontaria iniziativa della azienda. E le voci nelle quali sono suddivisi gli oltre 250 i milioni di euro investiti nel 2011 sono molte: il 24% degli investimenti riguardano la protezione dell’aria e del clima, il 28,7% la protezione della biodiversità e del paesaggio. Voci che si affiancano a quelle per la gestione dei rifiuti (6,5%), delle acque reflue (5,4%)  o anche per l’abbattimento del rumore e delle vibrazioni (0,5%).

Queste spese fanno parte degli oltre 730 milioni di euro di impegno finanziario destinati dal Gruppo per la protezione ambientale. Suddivisi per filiera produttiva hanno interessato tanto i singoli impianti, termoelettrici (35,9%) o rinnovabili (8,9%), quanto la distribuzione (17,6%).

E per quanto riguarda gli impianti termoelettrici, 68 milioni di euro di investimentiper la protezione ambientale hanno interessato in particolare:

  • interventi sui sistemi di abbattimento delle emissioni di SO2, NOX e polveri;
  • installazione di nuovi bruciatori a bassa emissione di NOX;
  • nuovi sistemi di monitoraggio e analisi dei fumi;
  • trasporto e stoccaggio gessi e ceneri

Questo impegno costante ha portato Enel ad ottenere un continuo miglioramento delle sue performance. Basti pensare che rispetto al 1990, anno di riferimento del Protocollo di Kyoto, le emissioni specifiche di CO2 del Gruppo sono diminuite del 34%. Un risultato riconosciuto e certificato da indici internazionali come il Carbon Disclosure Project (CDP).

Enel è infatti l’unica utility dell’energia italiana ad aver ottenuto il valore più alto (A) del Carbon Performance Leadership Index (CPLI)l’indice che misura l’impegno delle aziende per ridurre l’impatto sull’ambiente elaborato dal CDP. E tra le 100 maggiori aziende italiane Enel risulta inoltre la prima utility, tra le 10 che soddisfano i criteri del Carbon Disclosure Leadership Index (CDLI), che valuta le azioni svolte per la riduzione dei cambiamenti climatici.


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